Resilienza: dopo una crisi, più forti di prima

svklimkinIn ingegneria, disciplina dalla quale deriva la parola, resilienza indica la proprietà di alcuni materiali di assorbire un urto senza rompersi.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di resilienza per riferirci alle caratteristiche di un individuo?

Nelle scienze umane, il termine si riferisce alla capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici e di riorganizzare la propria vita davanti alle difficoltà, cogliendo le opportunità che una crisi può offrire. In altri termini, la capacità di un individuo di resistere con successo a situazioni avverse, imparando, così, a sviluppare competenze a partire dalle difficoltà e rafforzando la fiducia in sé e nel proprio agire.

Ottimismo, flessibilità e creatività, gusto per le sfide, impegno, capacità di controllo dei propri strati d’animo, queste le caratteristiche di una persona resiliente. E ancora, una visione equilibrata della vita, perseveranza, fiducia in se stesso, buona autostima e autonomia.

Le persone resilienti riescono a fronteggiare efficacemente le contrarietà, e l’esposizione alle avversità sembra addirittura rafforzarli anziché indebolirli.

Gli eventi stressanti e i traumi che inevitabilmente possono colpire la vita di ogni persona, vanno in un certo senso a modificare una sorta di equilibrio preesistente, e proprio dalla capacità di usare al meglio le proprie risorse personali dipenderà l’esito di questi eventi.

È per questo che, dopo una crisi, alcuni riescono non solo a recuperare il livello di funzionamento iniziale, ma addirittura a dare un nuovo slancio alla propria esistenza, altri a ristabilire l’equilibrio che avevano prima della crisi, e altri ancora, purtroppo, a vedere notevolmente peggiorato il proprio stato.

Favorire il riconoscimento e il potenziamento dei propri punti di forza, e anche delle aree di maggiore fragilità, diventa così un obiettivo importante nell’ottica del benessere dell’individuo, perché se siamo tutti consapevoli che non sempre tutto andrà come desideriamo, possiamo però impegnarci a mettere in atto delle strategie per superare nel modo migliore gli eventi difficili.

Per prenotare un primo incontro di Counseling gratuito, scrivi a m.ricci@ascolto-attivo.it.

Sommersi dagli impegni: e il tempo per vivere?

riccicounselingstressQualche giorno fa mi è capitato di incontrare per caso una mia amica, e quando le ho chiesto come stava, mi ha guardata con aria stanca, e con un filo di voce ha subito aggiunto: “Ho così tante cose da fare… davvero tante cose da fare”. E ha iniziato il suo lungo elenco di impegni.

Poco dopo mi ha telefonato un’altra amica, e il tono e il contenuto del suo discorso era più o meno lo stesso. “Ho mille cose da fare… le giornate volano e mi sembra sempre di aver lasciato fuori qualcosa”.

È così che vanno le cose al giorno d’oggi, e non solo per gli adulti. Anche i più piccoli, già dalle elementari, hanno agende impegnate come quelle dei manager d’azienda. Nuoto, tennis, lezioni di pianoforte, ripetizioni di matematica, catechismo… e neppure un pomeriggio libero.

Le brutte abitudini si apprendono fin da piccoli, da molto piccoli.

Ma perché siamo finiti in questo modo? Perché facciamo questo a noi stessi, e ai nostri figli? Cos’è successo al mondo in cui i bambini giocavano nei giardini e per la strada, si sporcavano e, soprattutto, si annoiavano?

È perché li amiamo troppo che li riempiamo di impegni, rendendoli delle copie in miniatura di noi adulti stanchi e stressati?

Cosa ne è stato del mondo in cui potevano sederci a chiacchierare con qualcuno, assaporando anche le pause e i silenzi, senza la fretta di riempire quei silenzi per non sprecare il tempo a disposizione. Perché abbiamo creato un mondo in cui abbiamo sempre più cose da fare e meno tempo per riflettere, meno tempo per essere ciò che siamo veramente, esseri umani e non automi?

È difficile rispondere a tutte queste domande, ma certo è che quella di essere sempre impegnati è ormai una vera e propria malattia, una malattia per la nostra salute e il nostro benessere, perché riduce la nostra capacità di essere pienamente presenti con le persone che amiamo, e ci impedisce di creare quel tipo di comunità nella quale tutti desidereremmo vivere.

Negli anni ’50 è iniziata l’epoca delle innovazioni tecnologiche che pensavamo (o ci era stato promesso) avrebbero semplificato le nostre vite. Eppure oggi abbiamo meno tempo libero di quanto non ne avessimo qualche decennio fa.

Smart phones e computer portatili hanno reso sempre più sbiadita quella linea di confine tra ufficio e casa. Non importa che sia notte, che si stia in vacanza oppure in viaggio… ogni momento è utile per lavorare.

Purtroppo, dove ci sta portando tutto questo è sotto ai nostri occhi.

W. B. Yeats scriveva: “Ci vuole più coraggio per esplorare gli angoli bui della nostra anima di quando ne abbia bisogno un soldato per combattere”.

Ma come possiamo esplorare gli angoli bui della nostra anima se siamo sempre così impegnati? Come facciamo a vivere pienamente la nostra vita?

Forse, per cominciare a fare anche noi la nostra parte, la prossima volta che un amico risponderà a un nostro: “Come stai?”, con “Ho tante cose da fare!”, potremmo provare a dirgli che non ci interessa conoscere la lista degli impegni appuntati sulla sua agenda, ma come sta il suo cuore!

Se ti senti stressato e vuoi prenotare un colloquio di Counseling gratuito, scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo.it. Parlare con qualcuno può essere un buon inizio!

 

 

Cancella le preoccupazioni inutili!

Frustrated businesswoman crumpling paperLa società in cui viviamo, oggi più che mai, ci fornisce tanti motivi per preoccuparci. Problemi economici, familiari o di salute… la lista delle nostre preoccupazioni potrebbe essere infinita.

Del resto, preoccuparsi per qualcosa di reale non è affatto negativo, perché ci consente di focalizzarci su quella specifica questione e di mettere in atto le azioni necessarie per risolvere il problema.

Il punto è che spesso le nostre sono preoccupazioni inutili. Mi riferisco alle nostre paure immaginarie o a quelle situazioni che sono totalmente al di fuori del nostro controllo, che sono comunque molto dannose per la nostra salute, perché alzano i livelli d’ansia e di stress.

Vivere in uno stato di costante preoccupazione porta il nostro corpo a produrre sostanze, come l’adrenalina, che hanno effetti sulla tensione muscolare e alzano la pressione sanguigna. Il risultato: mal di testa, mal di schiena o mal di stomaco frequenti. Per non parlare di conseguenze ancora più gravi per la nostra salute.

Ma cosa possiamo fare per ridurre le nostre preoccupazioni?

Per prima cosa, dobbiamo analizzare qual è la vera fonte della nostra preoccupazione. Se è qualcosa sulla quale possiamo esercitare un certo controllo e fare qualcosa, allora dovremmo utilizzare le nostre energie per trovare una soluzione a ciò che è per noi fonte di preoccupazione. Non dobbiamo fare altro che definire un piano d’azione e metterlo in atto.

Ma se ciò che ci preoccupa è qualcosa al di fuori del nostro controllo, continuare a preoccuparci non farà altro che avere ripercussioni sul nostro stato fisico ed emotivo senza però alcuna utilità ai fini della risoluzione del problema.

L’obiettivo deve essere quello di bloccare le preoccupazioni inutili prima che siano loro a controllare le nostre emozioni. Un metodo utile consiste nel sostituire i pensieri negativi con altri più rassicuranti: un’emozione vissuta, un’esperienza che ci ha reso felici, un sogno o un progetto che vorremmo veder realizzato. Non è semplice spostare l’attenzione da ciò che ci preoccupa, ma con un po’ di pratica chiunque può riuscirsi. E i risultati non tarderanno ad arrivare!

Ogni volta che qualcosa vi preoccupa, provate a rispondere a questa domanda: “Cosa posso fare perché questa cosa smetta di preoccuparmi?”. Se la risposta sarà: “Niente!”, allora forse riuscirete anche ad ignorare quel pensiero che vi provoca ansia piuttosto che permettergli di controllare le vostre emozioni.

Qualora vi accorgiate che il vostro stato di preoccupazione è ormai diventato “cronico”, e che la fonte che genera ansia è qualcosa assolutamente fuori dal vostro controllo, con l’aiuto di un professionista potrete sperimentare strategie utili per recuperare il benessere che meritate.

Per prenotare un colloquio gratuito scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo.it.

Il Counseling entra a pieno titolo tra i benefit aziendali

home-blueOggi il Counseling entra a pieno titolo nel mondo del lavoro, grazie al numero crescente di aziende che scelgono di offrire sedute di Counseling come benefit per i propri dipendenti, accanto ad altri benefit che riguardano il benessere psicofisico, come ad esempio le consulenze nutrizionali, e alle più classiche polizze sanitarie integrative.

La mia lunga esperienza all’interno di una realtà aziendale, mi ha sempre portata a credere fermamente nel Counseling aziendale, inteso come supporto per il lavoro sia individuale che di team, sia come affiancamento a chi gestisce risorse.

Ma a questo impiego tradizionale, oggi se ne affianca un’altro, grazie al fatto che sempre più aziende si preoccupano del benessere psicofisico e dello stato di stress dei propri dipendenti, e sempre più spesso decidono di offrire come “fringe benefit” anche delle sedute di Counseling.

Una recente ricerca del Top Employers Institute – l’ente che certifica le condizioni di lavoro messe in atto dalle aziende per i propri dipendenti – rivela, infatti, che il 76% delle aziende mostra un’attenzione spiccata alle soluzioni antistress, oltre che alla sostenibilità.

“Offrire un ambiente di lavoro ottimale, in grado di favorire la crescita non solo professionale, ma anche personale e umana delle persone”, è la filosofia Top Employers nelle parole di David Plink, Ceo di Top Employers Institute.

E il Counseling può giocare un ruolo davvero decisivo per il benessere e la crescita personale di dipendenti, con chiare ed evidenti ricadute positive anche sul business aziendale… e per fortuna i vertici delle aziende più all’avanguardia ne sono sempre più consapevoli.

Per prenotare una seduta di Counseling gratuita via Skype o in presenza, scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo.it.

Semplici strategie anti-stress

StressNonostante oggi si senta spesso parlare di stress, forse pochi sanno che si tratta di un termine coniato poco più di 50 anni da Hans Selye, il medico che per primo ha introdotto il termine stress, definendolo una reazione non specifica esibita dall’individuo quando deve affrontare un’esigenza o adattarsi a una novità.

Scientificamente viene definito uno stato di attivazione del sistema nervoso vegetativo e del sistema endocrino che interviene di fronte a stimoli stressanti di diversa natura. Lo stress, quindi, sarebbe una reazione adattiva, caratteristica della vita, che può però assumere un significato patogenetico quando è prodotta in modo troppo intenso e/o per lunghi periodi di tempo e non si accompagna a risposte sufficientemente efficaci.

Ciò che le ricerche anche successive hanno confermato è che lo stress induce risposte ormonali che, nel tempo, possono avere effetti nocivi sulla salute, e per questo è particolarmente importante adottare metodi per contrastarlo.

Fermo restando che è di fondamentale importanza indagare le cause di questa condizione di stress, ecco qualche strategie per tenerlo a bada.

Diario dello stress. Un diario dello stress è lo strumento ideale se vuoi scoprire l’origine e le cause del tuo stress e il modo in cui reagisci. Su di esso dovrai registrare regolarmente le principali situazioni di stress, specificando tempi e luoghi, soffermandoti sulle tue sensazioni, su come hai reagito, e su cosa avresti potuto fare di diverso per ridurre i livelli di stress. Mettere nero su bianco pensieri e sensazioni, potrà aiutarti ad essere più consapevole di ciò che vivi e allo stesso tempo a gestire al meglio le situazioni di stress.

Tecniche di rilassamento. Forse penserete che per rilassarsi basta sedersi davanti alla tv e leggere un buon libro per distrarre la mente. In realtà tutto ciò non serve a ridurre gli effetti fisici dello stress, ed è importante imparare a ridurre le reazioni di “attacco e fuga” che il tuo corpo produce, attraverso tecniche di respirazione, esercizi di meditazione o l’attività sportiva.

Battere lo stress sul tempo. La soluzione migliore è quella di arginare lo stress sul nascere, identificando da subito le reazioni fisiche che produce sul corpo, e compiendo uno sforzo cosciente per rilassarsi e per bloccare i suoi effetti. Ad esempio, in una situazione particolarmente stressante è molto probabile che i vostri muscoli inizieranno a irrigidirsi o la mascella a serrarsi. Riconoscere questi segnali, vi consentirà di provare a rilassarvi da subito, evitando che lo stress produca effetti a lungo termine sul vostro corpo.

In conclusione, identificare gli eventi stressanti e riconoscere le risposte a livello fisico, vi aiuterà a capire come prevenire le ripercussioni croniche che lo stress può produrre sulla vostra mente e sul vostro corpo.

E tu? Quali sono le situazioni che trovi più stressanti?

Teniamo a bada lo stress!

frasi-sullo-stressScegli un lavoro che ti piace, e non dovrai lavorare neppure un giorno della Tua Vita” diceva Confucio. Ed io so di essere fortunata, perché da quando faccio un lavoro che amo e mi appassiona, sento meno il bisogno di evadere o di andare in vacanza.

Ma anche per me ogni tanto è importante fermarmi e recuperare energie per affrontare la quotidianità, e dopo essermi concessa una settimana di vacanza è arrivato il momento di tornare al mio adorato blog!

E ho deciso di farlo parlandovi di stress.

Sì, perché in questi giorni di pausa mi sono resa conto di quanto la gente si porti sempre dietro – purtroppo anche in vacanza! – una massiccia dose di stress, che pochi giorni di relax non possono alleviare. Sarà perché in realtà molti non riescono a lasciare a casa il lavoro (con annesso pc, smartphone, tablet… e chi più ne ha più ne metta), o sarà perché la quantità di stress accumulato è talmente alta che sarebbe necessaria molto più che una pausa di pochi giorni.

Certo è che lo stress è un tema molto trattato nella nostra società, anche se forse pochi ne conoscono la storia, o sanno che in realtà si tratta di un termine coniato poco più di 50 anni fa. Io stessa, mentre preparavo un esame di Psicologia di Comunità, mi sono imbattuta per la prima volta nel nome di Hans Selye, il medico che per primo ha introdotto il termine stress, definendolo una reazione non specifica esibita dall’individuo quando deve affrontare un’esigenza o adattarsi a una novità.

Si tratta in sostanza di uno stato di attivazione del sistema nervoso vegetativo e del sistema endocrino che interviene di fronte a stimoli stressanti di diversa natura. Lo stress è una reazione adattiva, caratteristica della vita, che può però assumere un significato patogenetico quando è prodotta in modo troppo intenso e/o per lunghi periodi di tempo e non si accompagna a risposte sufficientemente efficaci.

Ciò che le ricerche anche successive hanno confermato è che lo stress induce risposte ormonali che, nel tempo, possono avere effetti nocivi sulla salute. E da qui il fiorire di diverse teorie sulla gestione dello stress. Vediamone brevemente alcune.

Diario dello stress

Un diario dello stress è lo strumento ideale se vuoi scoprire l’origine e le cause del tuo stress e il modo in cui reagisci. Su di esso dovrai registrare regolarmente le principali situazioni di stress, specificando tempi e luoghi, soffermandoti sulle tue sensazioni, su come hai reagito, e su cosa avresti potuto fare di diverso per ridurre i livelli di stress. Mettere nero su bianco pensieri e sensazioni, potrà aiutarti ad essere più consapevole di ciò che vivi e allo stesso tempo a gestire al meglio le situazioni di stress.

Tecniche di rilassamento

Forse penserete che per rilassarsi basta sedersi davanti alla tv e leggere un buon libro per distrarre la mente. In realtà tutto ciò non serve a ridurre gli effetti fisici dello stress, ed è importante imparare a ridurre le reazioni di “attacco e fuga” che il tuo corpo produce, attraverso tecniche di respirazione, esercizi di meditazione o l’attività sportiva.

Battere lo stress sul tempo

La soluzione migliore è quella di arginare lo stress sul nascere, identificando da subito le reazioni fisiche che produce sul corpo, e compiendo uno sforzo cosciente per rilassarsi e per bloccare i suoi effetti. Ad esempio, in una situazione particolarmente stressante è molto probabile che i vostri muscoli inizieranno a irrigidirsi o la mascella a serrarsi. Riconoscere questi segnali, vi consentirà di provare a rilassarvi da subito, evitando che lo stress produca effetti a lungo termine sul vostro corpo.

In conclusione, identificare gli eventi stressanti e riconoscere le risposte a livello fisico, vi aiuterà a capire come prevenire le ripercussioni croniche che lo stress può produrre sulla vostra mente e sul vostro corpo.

E tu? Quali sono le situazioni che trovi più stressanti?

Basta preoccuparti: vivi qui & ora!

qui&ora

Avete la sensazione di essere sempre preoccupati per qualcosa? Vi accorgete che queste preoccupazioni continuano a girarvi nella testa e sentite il bisogno di trovare un po’ di pace e di riposo da questo frastuono mentale?

Se è così, sappiate che siete in buona compagnia!

Spesso i clienti arrivano nello studio del Counselor portando le proprie preoccupazioni, e il loro obiettivo sembra essere più quello di liberarsi da quell’ansia piuttosto che cercare di risolvere ciò che la genera.

In certi casi, sembra quasi che preoccuparsi sia diventata un’abitudine. Da un motivo d’ansia si passa a un altro, come se la mente avesse continuamente bisogno di trovare qualcosa per cui stressarsi.

Solitamente proviamo ansia e preoccupazione per qualcosa che temiamo possa capitare nel futuro, oppure per le conseguenze di un avvenimento del passato più o meno recente, e queste emozioni ci distraggono dal presente, da ciò che stiamo facendo in quel preciso momento, portandoci con la mente avanti nel tempo, oppure indietro.

E allora, cosa fare?

Un semplice ma potente antidoto alla preoccupazione è focalizzarsi sul presente e prendere consapevolezza di ciò che percepiscono i nostri sensi. Cosa vedono i nostri occhi? Quali profumi percepiamo? Cosa sentono le nostre papille gustative? Vivere e assaporare il momento presente partendo da ciò che proviamo a livello corporeo può interrompere il flusso d’ansia e di preoccupazione.

Quando dico “semplice” non intendo dire che sia sempre facile riuscire a farlo. Spesso è necessario molto esercizio per riuscire a riportare la mente sul presente, ma mano a mano che ci si riesce, si assiste alla scomparsa di quei pensieri spontanei che distraggono dal momento che si sta vivendo.

Che ne dite? Vale la pena provare?

Le mappe per orientarci nella vita

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Ciascuno di noi crea una rappresentazione del mondo in cui vive; creiamo cioè una mappa (…), che usiamo per originare il nostro comportamento. La nostra rappresentazione del mondo determina in larga misura l’esperienza del mondo che avremo, il modo in cui lo percepiremo, le scelte che ci sembreranno disponibili vivendoci dentro”. (R. Bandler, J. Grinder – La struttura della magia)

C’è un’irriducibile differenza tra il mondo e l’esperienza che ne abbiamo. Nella storia lo hanno sostenuto in tanti, ed in effetti noi non agiamo direttamente sul mondo, ma sulla mappa o modello che ne abbiamo costruito, modello che usiamo per originare il nostro comportamento.

Il modello che ci creiamo per orientarci nel mondo si fonda in parte sulle nostre esperienza, e condizionerà il modo in cui percepiremo il mondo e le scelte che ci sembreranno disponibili. Alla base delle differenze di più vasta portata tra gli individui, infatti, ci sono i cosiddetti “filtri individuali”, ovvero tutte quelle rappresentazioni mentali che creiamo sulla base della nostra storia personale.

Tutti attraversano nella propria vita un certo numero di cambiamenti, e mentre alcuni riescono a superare con poca difficoltà queste fasi di transizione, vivendoli come periodi di intensa energia e creatività, altri li sperimentano come periodi di sofferenza.

Si può osservare che la differenza tra i due gruppi è sostanzialmente questa: coloro che reagiscono allo stress conseguente al cambiamento in maniera creativa e lo affrontano efficacemente, sono individui che hanno una mappa ricca della propria situazione, cioè una rappresentazione in cui percepiscono un’ampia gamma di opzioni nella scelta delle azioni da intraprendere. Gli altri, al contrario, si percepiscono come persone con poche opzioni, poche alternative possibili.

Il Counselor accompagna il cliente nella sperimentazione attiva del cambiamento, aiutandolo ad ampliare il campo delle alternative possibili, facilitando la sua trasformazione da spettatore a protagonista delle proprie vicende esistenziali.

Stress da lavoro e Counseling Aziendale

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La promozione del benessere del singolo favorisce un aumento della qualità di vita dell’ambiente del lavoro e di conseguenza un più facile raggiungimento dell’obiettivo lavorativo.

La questione “lavoro” rappresenta, oggi più che mai, un tema critico per molte persone. Se da una parte ci sono quelli che non riescono a trovare un impiego o che lo hanno appena perso, dall’altra c’è chi un lavoro ce l’ha, ma deve comunque fare i conti con un mondo, quello del lavoro, sempre più difficile e complesso. Le pressioni economiche, la precarietà, e i ritmi sempre più frenetici imposti da un mondo ormai digitalizzato, sottopongono la classe lavorativa a numerose fonti di stress che, non a caso, sono state di recente regolamentate con un decreto legge in materia di sicurezza sul lavoro. Il decreto in questione (D. Lgs. 81/08 integrato D. Lgs. 106/09) prevede, tra le altre cose, che il datore di lavoro, in collaborazione con altre figure aziendali “effettui la valutazione di tutti i rischi (art. 17, comma 1 lettera a), (…) compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro‐correlato (…)”. Oltre alla possibilità di intraprendere un percorso di counseling individuale, laddove il counselor può aiutare il cliente a esaminare dettagliatamente le situazioni o i comportamenti problematici e trovare un punto da cui sia possibile originare qualche cambiamento, oggi si sente più spesso parlare anche di counseling aziendale. Ma cos’è il counseling aziendale? È un intervento specializzato che mira alla promozione del benessere della persona, valorizzando le capacità individuali e indirizzando le energie e le motivazioni dei singoli verso sviluppi coerenti con le esigenze dell’azienda. Oggi, infatti, è in costante crescita nelle aziende il bisogno di supportare e sostenere le risorse umane di cui si dispone. I momenti di difficoltà personale, i disagi e le insoddisfazioni, influiscono infatti sulle prestazioni lavorative e rallentano il processo di crescita formativa e produttiva del soggetto. Le aziende particolarmente attente al benessere delle proprie risorse umane, in alcuni casi mettono a disposizione dei propri dipendenti uno sportello d’ascolto, partendo dal presupposto che il benessere dei dipendenti e la qualità della loro vita, anche lavorativa, si rifletta sulle loro motivazioni professionali e sulle prestazioni specifiche, incidendo sulla produttività. I disagi personali, infatti, spesso si ripercuotono sull’ambiente lavorativo, incidendo pesantemente sul lavoro e sulle relazioni interpersonali. A tal fine, la figura del counselor all’interno di uno sportello d’ascolto può rivelarsi importante per offrire aiuto e sostegno al singolo, ristabilendo gli equilibri all’interno dell’ambiente lavorativo. Anche in questi casi, il counselor non fornisce soluzioni già pronte, ma agevola un percorso di consapevolezza che aiuta gli individui a crescere e a raggiungere uno stato di benessere, attraverso l’esplorazione, la scoperta, la chiarificazione dei propri bisogni e desideri, attivando risorse e capacità personali. L’individuo sotto stress risulta indebolito nella sua capacità lavorativa e relazionale, e il counselor può intervenire accogliendo i suoi sentimenti e le sue problematiche, prescindendo da qualunque tipo di giudizio, di valutazione e interpretazione. Il dipendente, percependo stima, fiducia e accoglienza da parte del counselor, potrà affidarsi alla possibilità del cambiamento e porre così le basi per il cambiamento stesso. Qualsiasi intervento mirato alla gestione del disagio lavorativo si traduce in un miglioramento della qualità della vita lavorativa, con notevole vantaggio sulla produttività aziendale espressa in termini di efficacia ed efficienza delle risorse umane in azienda. Grazie al counseling aziendale, l’azienda potrà nuovamente contare sul rendimento della risorsa e il lavoratore avrà una reale opportunità di crescita personale e percepirà una valorizzazione da parte dell’azienda.

S.O.S. MAMMA

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Il modo migliore per aiutare un bambino è aiutare sua madre 

Ti senti in colpa perché non riesci a trascorrere abbastanza tempo con tuo marito e i tuoi figli?

Sei frustrata perché tuo marito non si dà abbastanza da fare in famiglia?

Hai la sensazione di mettere continuamente in discussione le decisioni che prendi nei confronti dei tuoi figli?

Senti di essere destinata al fallimento perché i tuoi genitori sono stati un cattivo esempio?

Ti senti sola?

Ti capita di non sopportare i tuoi figli?

Ti capita di dimenticare di mangiare, di bere o di andare in bagno?

Sei costantemente preoccupata?

Ti ritrovi spesso arrabbiata o in lacrime senza alcun motivo?

Se hai risposto sì a molte di queste domande, sei probabilmente una madre in difficoltà. Ma non preoccuparti, perché sei assolutamente in buona compagnia.

Il tentativo di molte donne di essere perfette con i propri figli, infatti, può spesso portarle a sentirsi sopraffatte ed esauste. Ricoprire il ruolo della madre perfetta, della moglie perfetta, della casalinga perfetta, della lavoratrice perfetta… e così via, genera inevitabilmente risentimento e infelicità. Eppure, basta un sorriso sdentato o il risolino di un bambino per riempire di gioia il cuore di una madre.

E allora, come si fa a godere di più di queste gioie che delle inevitabili preoccupazioni che la vita ci offre? Come fa una madre a trovare un equilibrio tra i propri bisogni e quelli della sua famiglia?

Sappiamo tutti che la perfezione non esiste. La vita è complicata e dobbiamo barcamenarci al meglio, ma il dono più grande che possiamo dare ai nostri figli e la nostra felicità.

Parlare con un counselor può alleviare la fatica di una madre, aiutandola a ricordarsi di ciò che è davvero importante. Perché una madre che vive la sua vita al meglio, insegnerà ai suoi figli a fare lo stesso.