Le parole sono finestre (oppure muri)

Andre-Vicente-Windows-of-the-World-Burano-ItaliaHo preso a prestito questa espressione dal volume dello psicologo statunitense Marshall Rosenberg, che intitola proprio così il suo volume sulla comunicazione. Rosenberg è considerato il creatore di quella che lui ama definire comunicazione non violenta, un  processo di comunicazione che aiuta le persone a scambiare le informazioni necessarie per risolvere i conflitti e le differenze pacificamente.

Finestre o muri: ecco cosa possono rappresentare le nostre parole, e per questo una comunicazione di qualità con noi stessi e con gli altri è una delle competenze più preziose che un individuo possa avere.

Rispettare i messaggi che riceviamo dall’altro, imparare a dire ciò che desideriamo senza suscitare ostilità, usare il potere dell’empatia… Queste ed altre attitudini servono a migliorare il nostro modo di comunicare e soprattutto a rendere autentiche le nostre relazioni.

Quando le persone imparano a comunicare efficacemente, infatti, le loro vite e le loro relazioni interpersonali possono venirne radicalmente trasformate. Imparare a comunicare significa saper esprimere i propri bisogni con coerenza e senza sensi di colpa, ma anche saper ascoltare gli altri in modo che questi si rendano conto che le loro parole non sono state soltanto udite, ma comprese fino in fondo.

E tutto questo può cambiare profondamente la qualità delle nostre relazioni, all’interno della coppia, con i figli, con i colleghi, e con chiunque altro ci capita di interagire.

Se sei interessato ad apprendere le tecniche di Comunicazione Non Violenta, scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo, per conoscere le date dei prossimi corsi organizzati da Ascolto Attivo.

L’amore over 40… Single ma non troppo

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Sull’altalena.
Da solo, ti spingi e sei al sicuro.
Arriva qualcuno.
Ti spinge più in alto.
Sei più felice ma è più rischioso.
Ecco l’amore.

Tempo fa, navigando in internet, mi è capitato di leggere questa frase, e subito mi è sembrata una metafora perfetta per descrivere il modo con cui si avvicinano a una nuova relazione molte persone che mi capita e mi è capitato di incontrare nel mio lavoro, ma anche nella vita privata.

Mi riferisco soprattutto a quella sempre più folta schiera di uomini e donne che, arrivati ai fatidici “anta”, sono separati o divorziati, e molto spesso ancora single.

In particolare, ciò che mi ha colpito è stato quel termine “rischioso”, perché racchiude in sé la paura e la preoccupazione che leggo negli occhi e nelle parole di chi vorrebbe di nuovo innamorarsi, ma si ritrae per il timore di soffrire, quasi preferisse rinunciare a un po’ di felicità pur di non soffrire o rimanere deluso come in passato.

Paura e sfiducia, questi i sentimenti che accompagnano frequentemente le relazioni che arrivano in un’età più matura, insieme a un carico di stress non indifferente che implica il mettersi in gioco quando non si hanno più vent’anni.

Con il risultato che spesso si intraprendono rapporti che, non facendo sentire le persone realmente una “coppia” ma neppure veramente single, lasciano con un misto di scontento e insoddisfazione dal quale non ci si riesce a liberare.

Certo non è semplice costruire un rapporto in età matura, perché, come dice Milan Kundera: “Fintanto che le persone sono giovani e la composizione musicale della loro vita è ancora alle prime battute, essi possono scriverla in comune e scambiarsi i temi, ma quando s’incontrano in età più matura, la loro composizione musicale è più o meno completa, e ogni parola, ogni oggetto, significano qualcosa di diverso nella composizione di ciascuno”.

Ma perché non provare a considerare le esperienze passate e la migliore conoscenza di se stessi come un vantaggio?

Perché per costruire e conservare un buon rapporto di coppia – come del resto ogni relazione – è importante prima di tutto conoscersi e aver chiari i propri bisogni, cosa forse più semplice quando si porta addosso un maggiore bagaglio di esperienze.

Quando si è giovani, ci si aspetta che arriverà quell’uomo o quella donna che ci salverà e ci renderà finalmente felici, ma da adulti possiamo più facilmente capire che è solo un’illusione, e che per avere delle buone relazioni sentimentali dobbiamo innanzitutto amare noi stessi ed avere la consapevolezza che è nostra, e solo nostra, la responsabilità della nostra vita.

Considerare le esperienze passate come un bagaglio prezioso di risorse dalle quali attingere, può essere un primo passo per sentirsi più liberi di innamorarsi nuovamente.

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma l’AMORE OVER 40 un ciclo di incontri di gruppo per single, separati o divorziati, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze. Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339/6183885.