Single: stanchi dei nuovi incontri?

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Se siete single e frequentate già da un po’ di tempo un sito di incontri online, è probabile che stiate attraversando un periodo di stanchezza e abbiate voglia di ridurre i contatti, se non addirittura di abbandonare definitamente la ricerca.

Forse temete di scoprire cosa vi riserverà il prossimo appuntamento, oppure avete perso l’energia e l’entusiasmo per incontrare persone nuove. O forse, avete semplicemente la sensazione che non riuscirete mai ad incontrare l’uomo o la donna della vostra vita

“Forse funziona per gli altri… ma non per me!”… È questo che continuate a ripetervi ultimamente?

Eppure oggi questi siti consentono a moltissime persone di incontrarsi – e a una percentuale abbastanza cospicua di queste anche di allacciare una relazione significativa – quindi sarebbe un peccato lasciarsi scoraggiare e non approfittare dell’occasione che questo nuovo strumento può offrirvi.

Non c’è niente di male ad essere single, e in realtà molte persone vivono benissimo questa condizione, ma se vi sentite troppo soli questa sensazione può condizionare la vostra capacità di godere e apprezzare tutto ciò che fate per cercare – e possibilmente trovare – il partner che desiderate.

Per provare a liberarvi di tutti quei comportamenti che vi impediscono di vivere con divertimento e leggerezza i nuovi incontri, ecco per voi alcuni semplici suggerimenti.

Concedetevi una pausa. Potrà sembrarvi ovvio, eppure molte persone vanno avanti ad incontrare persone nuove per mesi, a volte per anni, senza prendersi mai una pausa. Eppure, come capita in molte altre situazioni della vita, può essere utile fermarsi e dedicare un po’ di tempo a riflettere. Una pausa potrà aiutarvi a recuperare energia ed entusiasmo, per ripartire solo quando avrete davvero voglia di rimettervi in gioco.

Siate sinceri. Esprimete con sincerità e schiettezza ciò che vi aspettate da un incontro. Se siete pronti per una relazione seria, non abbiate paura di dirlo. Sarà meglio essere onesti e capire chi, tra le persone che state conoscendo, è sulla vostra stessa lunghezza d’onda, e chi, invece, vi sta solo facendo perdere tempo.

Evitate i confronti. Cercate di non fare confronti con le storie che appartengono al vostro passato, e date alle persone che incontrate la possibilità di esprimersi nella loro unicità. Assaporate e gustate ogni incontro, perché ciascuno saprà regalarvi qualcosa se riuscirete ad affrontarlo con la giusta disposizione d’animo.

Contattate le vostre emozioni. Se vi presentate ad ogni nuovo appuntamento portando con voi un’immaginaria lista delle caratteristiche da ricercare nel lui o nella lei di turno, siete quasi sicuramente destinati al fallimento. È importante, invece, provare a sentire che tipo di emozioni vi trasmette la persona che avete davanti, e cosa provate quando state insieme, per capire se è proprio quello che vi aspettate da una relazione.

Ma soprattutto… divertitevi! Oltre a dedicare una parte del vostro tempo ai nuovi incontri, ricordate di non tralasciare la vita sociale, gli amici e lo sport. Mentre sarete impegnati a godervi la vita e a divertirvi, vi sentirete liberi dal senso di solitudine e dallo stress che la ricerca del partner può generare, e con molta probabilità sarà proprio allora che Lui o Lei incrocerà la vostra strada.

 

Coppia: le stagioni dell’amore

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L’amore immaturo dice ”Ti amo perché ho bisogno di te”. L’amore maturo dice: ”Ho bisogno di te perché ti amo”.  Erich Fromm

I motivi che rendono difficile un rapporto di coppia possono essere molteplici e differenti, perché le due persone che si incontrano portano nella relazione tutta la propria complessità di individui, con un bagaglio spesso ingombrante di esperienze passate e storie familiari, ma anche carico di sogni, progetti e aspettative future. 

Tra le tante ragioni che possono mettere in crisi un rapporto, può esserci, ad esempio, la difficoltà di vivere in modo sincrono le diverse fasi evolutive della coppia.

Ma cosa s’intende per fasi evolutive della coppia?

Mi riferisco, in particolare, al modello formulato da due autori americani Bader e Pearson1, i quali ipotizzano che le fasi evolutive della coppia ripercorrano le fasi di sviluppo della prima infanzia. Riprendendo la teoria di Bowlby, gli autori considerano il legame di coppia come un comportamento di attaccamento che ripropone modalità analoghe a quelle sperimentate nel rapporto del bambino con la figura di attaccamento principale, che solitamente è la madre.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le fasi che attraversa la coppia a partire dal momento della sua formazione. 

1. “Ti amo perché ho bisogno di te”

La prima fase è quella che Bader e Pearson definiscono simbiosi, e corrisponde al cosiddetto “innamoramento”. In questa fase si ha la sensazione di aver trovato il partner perfetto, un uomo o una donna dal quale ci si sente attratti dal punto di vista fisico, emotivo e intellettuale, ed è pertanto caratterizzata da una forte idealizzazione. Dell’altro si percepiscono solo le somiglianze con se stessi, mentre si annullano le differenze. Oltre a delegare al partner la soddisfazione dei propri bisogni, la sensazione prevalente è che la volontà dell’altro sia la propria e che i progetti di vita siano identici.

2. Il risveglio dal sogno romantico

Questa è la cosiddetta fase di differenziazione, nella quale avviene una sorta di risveglio vero e proprio, perché si comincia a vedere l’altro com’è veramente e ne consegue la delusione nell’accorgersi che non corrisponde alla figura idealizzata creata nella fase dell’innamoramento. È un momento molto delicato nella vita della coppia, perché i partner cominciano a dirsi di “no”, ma provano angoscia nel pensarsi separati. Questa fase è caratterizzata da sentimenti ambivalenti, perché se da una parte è deludente costatare le differenze, dall’altra può essere gratificante scoprire l’altra persona nella sua unicità.

Una coppia evolve dallo stato simbiotico a quello della differenziazione quando uno o entrambi i partner iniziano a pensare in maniera indipendente, e vi è uno spostamento verso l’introspezione per una ricerca del senso di sé. Le difficoltà diventano più marcate se uno dei due partner non è pronto, e mette in atto tutti i tentativi per mantenere lo status quo. In questo caso il cambiamento viene visto come un segnale di deterioramento del rapporto, anziché come un naturale processo evolutivo.

È proprio in questa fase che spesso il rapporto rischia di interrompersi, e uno dei partner può essere spinto ad instaurare una relazione con un’altra persona per rivivere il momento magico dell’innamoramento.

3. Oltre la coppia

La terza fase, denominata della esplorazione, è caratterizzata dall’esigenza dei partner di sperimentarsi nel mondo esterno, esigenza che nasce dal bisogno di individuarsi e riconoscersi come diversi. E poiché – dopo aver trovato la propria identità nella coppia – ciascuno partner cerca un’identità personale all’esterno della relazione, l’altro può essere percepito come un limite alla propria autonomia e autorealizzazione.

Gli individui che hanno raggiunto una sana autonomia riescono ad apprezzare quella dell’altro e procedono gradualmente verso il riavvicinamento della fase successiva senza timore di perdere l’indipendenza raggiunta. Al contrario, le difficoltà insorgono quando uno dei partner teme che la relazione possa minacciare la sua autonomia/individuazione oppure, al contrario, qualora percepisca l’autonomia dell’altro come un segnale di abbandono.

4. Ho bisogno di te perché ti amo

Alla fase dell’interdipendenza arrivano le coppie che, dopo aver attraversato positivamente le fasi precedenti, sentono di volersi impegnarsi costantemente con l’altro e di lasciarsi andare alla vulnerabilità e all’intimità. È ora che i partner sono in grado di dire: “Ho bisogno di te perché ti amo”. I due elementi della coppia, infatti, sono indipendenti, ma allo stesso tempo capaci di dare all’altro e decisi a risolvere i conflitti insieme. In questa fase la coppia può oscillare tra periodi di crescente intimità e sforzi di ristabilire l’indipendenza, ma le difficoltà maggiori insorgono se uno dei due partner è ancora nella fase di sperimentazione.

Saper riconoscere e differenziare i diversi momenti che attraversa una relazione può essere d’aiuto per affrontare e possibilmente risolvere eventuali problemi che insorgono tra voi e il vostro partner. E voi a che punto siete? Vivete ancora la fase esaltante della simbiosi, o quella interlocutoria della differenziazione e della esplorazione, oppure navigate felicemente nelle acque dell’interdipendenza?

1. Bader e Pearson, In Quest of the Mytical Mate, 1988

Tempo di qualità per la coppia

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Capita anche a voi di avere la sensazione che la moltitudine di impegni quotidiani influiscano negativamente sulla qualità della vostra vita di coppia?

Se è così, siete sicuramente in buona compagnia. In effetti, in una società che diventa ogni giorno più frenetica, è molto frequente che le persone non riescano a trovare abbastanza tempo da dedicare alle relazioni interpersonali in generale, e in particolar modo al proprio partner. Sembra assurdo, ma viviamo in un mondo in cui trascorrere del tempo di qualità con il proprio partner – ma anche con gli amici e la famiglia – sembra un lusso.

Per tempo “di qualità” si intende quello dedicato alla condivisione di momenti di intimità, ma anche di divertimento e di relax, da distinguere dal tempo che i partner trascorrono insieme occupandosi prevalentemente della quotidiana organizzazione familiare o della risoluzione di problemi contingenti.

Purtroppo, la mancanza di questi spazi di dialogo e condivisione a lungo andare porta il legame di coppia ad allentarsi, fino ad arrivare al punto che entrambi i partner non conoscono i pensieri, i desideri e le emozioni dell’altro.

È un po’ come se vivessero delle vite parallele, percorrendo due strade che non si incrociano mai. Finché arriva il giorno in cui uno dei due sembra accorgersi – all’improvviso – che l’altro è cambiato, e quando accade c’è da sperare che non sia troppo tardi per recuperare il rapporto.

E allora cosa fare per evitare di trovarsi in questa situazione? Che ne dite di provare con questi piccoli suggerimenti?

1. UN’ORA SENZA PROBLEMI. Scegliete un giorno della settimana e un’ora specifica che sarà la vostra “ora senza problemi”, durante la quale vi impegnerete a non parlare di problemi di qualsiasi tipo – familiari, lavorativi, scolastici, ecc.  Un’ora da dedicare solo alle cose positive che accadono nelle vostre vite.

2. AAA BABYSITTER CERCASI. Se avete dei figli, è fondamentale che possiate ricorrere all’aiuto di qualcuno se volete iniziare a dedicare del tempo di qualità alla vostra relazione. Superate le vostre remore e chiedete l’aiuto di amici o parenti, e in mancanza di questi cercate una babysitter qualificata alla quale ricorrere ogni volta che sentirete il bisogno di prendervi del tempo con il vostro partner.

3. LA SERATA LIBERA. Niente scuse! Anche se può sembrare un cliché, trascorrere una serata da soli con il proprio partner è un toccasana per la vita di coppia. Stabilite un appuntamento fisso ogni settimana oppure ogni due, l’importante è che lo rispettiate il più possibile. Sfruttatela come un’opportunità per divertirvi, anche con gli amici, e per condividere sentimenti ed emozioni che vi legano.

4. HOBBY & SPORT. Molte coppie vivono insieme per anni senza condividere un hobby o la passione per uno sport. È invece importante trascorrere del tempo insieme dedicandosi a un’attività che interessa entrambi, perché condividere una passione rende i legami più solidi e aumenta la complicità tra i partner. Che sia il tennis, il giardinaggio, il trekking o le passeggiate nella natura, l’importante è che troviate un interesse da condividere che vi porti a stare insieme divertendovi.

5. FUORI DAL MONDO. Anche se può sembrarvi difficile da realizzare, sarebbe importante riuscire, anche se saltuariamente, a trovare delle occasioni per isolarsi da tutti, dedicandosi a qualcosa che coinvolga solo la coppia. Che sia un’ora oppure un weekend intero, l’importante è che lasciate a casa figli, parenti e amici – e telefonini – e vi dedichiate solo a voi stessi.

Che lo facciate seguendo i miei suggerimenti, oppure attraverso le vostre personali strategie, l’importante è che riusciate a trovare il modo di dedicare più tempo alla vostra vita di coppia.

Non lasciate che la vita frenetica si ripercuota negativamente sul vostro rapporto. Ricordatevi sempre di prendervi cura della vostra relazione, perché una relazione soddisfacente è sempre sinonimo di benessere, e vedrete che saranno tutti gli aspetti della vostra vita a beneficiarne.

 

 

 

 

 

Vita di coppia: diversi e felici

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“Non sono le differenze tra noi a separarci, ma è il nostro rifiuto di riconoscerle come tali” 

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questa frase, e subito la mia mente è andata al tema delle “differenze”, un argomento che tanto spesso mi capita di affrontare con le persone che si rivolgono a me.

Mi riferisco in particolare a chi mi chiede aiuto per questioni che riguardano la vita di coppia. Quante volte ho sentito dire “Siamo troppo diversi!”, spesso a corollario della descrizione di un rapporto arrivato ormai – a quanto pare – al capolinea.

Spesso, infatti, due persone si attraggono e si uniscono proprio sulla base della loro diversità, e purtroppo, con il passar del tempo, quelle stesse qualità del partner che tanto le avevano attratte finiscono per renderlo detestabile e insopportabile ai loro occhi.

Ma perché accade questo?

Anche se sono molteplici e complesse le condizioni che sono base della formazione di una coppia, non è raro che ci si senta inconsciamente spinti verso qualcuno che possiede quelle caratteristiche che sentiamo di non avere, e grazie alle quali crediamo di poterci in qualche modo completare.

Se sono una persona timida, probabilmente mi sentirò attratta da un temperamento spigliato, se possiedo una personalità istintiva, è possibile che ricerchi un partner con un’indole più riflessiva.

Questo meccanismo ci porta così a scegliere il partner giusto per noi, proprio perché ci può dare la possibilità di riconoscere e poi trovare anche in noi stessi quelle caratteristiche che già fanno parte della nostra personalità, ma che non lasciamo emergere.

Spesso, però, anziché riconoscere e far proprie le qualità dell’altro che in qualche modo possono aiutarci ad ampliare la nostra gamma di comportamenti, finiamo per rimanere bloccati sulla nostra posizione, e lasciamo che il nostro partner faccia altrettanto.

Ed è così che il timido diventa sempre più timido perché il partner spigliato si prende anche la sua parte di scena, e quest’ultimo non impara a mettersi da parte ed a sperimentare il piacere di lasciare lo spazio all’altro, con il risultato che entrambi si sentono frustrati e insoddisfatti.

In pratica, anziché fare nostre quelle qualità e provare a completarci acquisendo ed esprimendo quel lato di noi più nascosto, rinunciamo definitivamente a quella parte di noi, e il nostro partner fa esattamente lo stesso.

Al contrario, è importante che il timido, anche con l’aiuto del proprio partner, provi ad esprimere poco a poco il suo lato più spigliato, e allo stesso tempo consenta all’altro di sperimentare la posizione opposta. E questo vale in tutti i casi in cui le differenze tra i partner siano particolarmente evidenti. Solo in questo modo si sentiranno entrambi completi, e non dovranno rinunciare a una caratteristica della propria personalità che è solo più nascosta dell’altra.

Riconoscere le differenze e considerarle un’opportunità, diventa così la chiave per crescere, non solo come persone, ma anche come coppia.

 

 

Amore di coppia: 7 strategie da adottare subito!

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L’esperienza dimostra che ogni rapporto, ogni coppia e ogni esperienza vissuta in amore è diversa dall’altra, perché ogni persona, nel suo mettersi in relazione con l’altro, porta con sé quelle caratteristiche personali che la rendono unica e straordinaria.

Tuttavia, in tutte le storie che parlano di sofferenze d’amore è comunque possibile individuare dei tratti comuni, dei modelli di comportamento che impediscono a chi è in coppia di avere la relazione soddisfacente e appagante che desidera.

Ed è per questo che, a prescindere dal singolo caso, esistono delle piccole strategie comuni che può essere utile mettere in atto perché il vostro amore di coppia sia il più possibile sincero, profondo, solido e possibilmente duraturo.

Ecco allora 7 strategie da adottare se desiderate avere una relazione lunga e felice.

  1. AFFRONTATE LE COSE PRIMA CHE SI TRASFORMINO IN PROBLEMI INSORMONTABILI. La maggior parte dei conflitti all’interno della coppia nasce per questioni che non sono affrontate e discusse prima di trasformarsi in problemi più profondi. Parlate con il vostro partner, non ignorate o evitate le questioni che vi stanno a cuore, perché prima o poi troveranno comunque il modo di emergere.
  2. CONSIDERATE IL CONFLITTO COME UN’OPPORTUNITA’. Quando due partner riescono ad affrontare e gestire il conflitto, il messaggio che stanno dando all’altro è: “Tu per me vali, e per questo voglio investire tempo ed energia per comprendere il tuo punto di vista”. Per questo è importante considerare il conflitto come un’opportunità per capire cosa non funziona e trovare insieme il modo per aggiustare le cose.
  3. MANTENETE LA VOSTRA INDIPENDENZA. Uno degli errori più comuni è quello di credere che nella coppia i due individui debbano fondersi per diventare una sola persona. Non si tratta di incoraggiare l’indipendenza totale, ma è importante che vi prendiate ogni tanto i vostri spazi per trascorrere del tempo senza il vostro partner, e che siate aperti quando anche lui dimostri di sentire la necessità di fare altrettanto.
  4. RIFLETTETE PRMA DI RISPONDERE, NON REAGITE. Fate attenzione al modo in cui comunicate con il vostro partner. Spesso il modello usato è quello che viene definito delle 2 R: Ricevi e Reagisci. In sostanza, un partner manda un segnale e l’altro reagisce immediatamente mettendosi sulla difensiva. Un modo per interrompere questo schema spesso disfunzionale è quello di rallentare lo scambio, riflettendo sul messaggio prima di rispondere. Prendervi il tempo per considerare le vostre emozioni e i vostri pensieri, vi consentirà di comprendere con maggiore chiarezza il vostro stato d’animo e di evitare che un semplice scambio sfoci in una discussione accesa.
  5. CREATE I VOSTRI RITUALI. I rituali sono qualcosa che ci lega alle persone che amiamo, e con la loro regolarità ci rassicurano della loro presenza nella nostra vita. Questo vale anche e soprattutto per le coppie, ed è importante che abbiate anche voi i vostri rituali. E non c’è bisogno di aspettare le grandi occasioni, un rituale di coppia può essere il bacio del mattino prima di andare a lavoro, oppure l’uscita insieme del venerdì sera, o il guardare in tv quel programma che vi piace tanto.
  6. ASCOLTATE IL VOSTRO PARTNER. Un famoso aforisma recita: “Molti non ascoltano, aspettano solo il proprio turno per parlare”. Sfortunatamente questo accade anche in molte coppie, dove i partner spesso sono più che altro preoccupati che arrivi il loro turno per esprimere il proprio punto di vista. La prossima volta che parlerete con il vostro partner, provate a mettervi in ascolto e ad interessarvi a ciò che vi sta dicendo, e prima di rispondere accertatevi di aver compreso ciò che stava davvero cercando di dirvi.
  7. ESPRIMETE LE VOSTRE EMOZIONI. Le emozioni consentono di entrare in contatto profondo con gli altri, anche se per molti è difficile farlo persino con il proprio partner. Eppure il segreto per una relazione soddisfacente passa anche e soprattutto attraverso l’espressione di ciò che proviamo, perché è il nostro modo di consegnarci all’altro per quello che siamo, senza maschere. Le emozioni sono i segnali di un bisogno, e solo se riuscirete a prendere contatto con esse potrete trovare il modo di esprimere quel bisogno al vostro partner e vederlo soddisfatto.

 

Un serbatoio da riempire di… amore!

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In ogni persona c’è un serbatoio emozionale che richiede di essere riempito d’amore. Assicurati che il serbatoio d’amore del tuo partner non sia mai vuoto!

Sentirsi amati, si sa, è una necessità fondamentale per ogni essere umano. Il dottor Ross Campbell, noto psichiatra americano specializzato nelle problematiche di bambini e adolescenti, usa una metafora per spiegare meglio questo bisogno innato. “In ogni bambino”, dice, “c’è un serbatoio emozionale che richiede di essere riempito d’amore”.

Così come i bambini, anche gli adulti possiedono il loro serbatoio d’amore.

Ogni persona, infatti, desidera più di ogni cosa essere accolta e amata dall’altro, e la relazione di coppia è finalizzata proprio a soddisfare questo bisogno d’intimità e di amore.

E cosa c’è al centro del rapporto di coppia se non il bisogno di sentirsi amati dal proprio partner? Cosa è più importante che fare in modo che quel serbatoio d’amore sia sempre pieno? Eppure l’esperienza insegna che non è sempre facile riuscirci, e spesso, nonostante l’amore che proviamo, non riusciamo a far sentire amata la persona che ci sta accanto.

Questo accade perché ognuno di noi parla un linguaggio d’amore diverso, cioè usa modalità differenti per esprimere e comprendere amore a livello emozionale. È un po’ come quando non si parla la stessa lingua, e nonostante gli sforzi e la buona volontà risulta difficile capirsi.

Quando desideriamo comunicare in modo efficace con qualcuno dobbiamo imparare la sua lingua, e allo stesso modo è fondamentale conoscere e saper parlare il linguaggio d’amore del nostro partner, se vogliamo che lui o lei percepisca l’amore che cerchiamo di comunicare.

Secondo Gary Chapman esistono 5 diversi linguaggi dell’amore, e ognuno di noi parla e comprende un linguaggio d’amore principale che si è sviluppato durante l’infanzia. Negli anni tutti possiamo imparare un altro linguaggio, però avremo sempre maggiore facilità a usare il nostro linguaggio principale che, purtroppo, non sempre sarà lo stesso del nostro partner!

Riconoscere e imparare il linguaggio d’amore del proprio partner, allora, sarà un po’ come trovare la chiave che aprirà le porte verso un rapporto soddisfacente e duraturo.

Vuoi scoprire quali sono i 5 diversi linguaggi dell’amore e come fare ad impararli? Continua a seguirmi!

S.O.S. coppia: 8 segnali per capire se avete bisogno d’aiuto

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Quando le cose filano lisce e si è innamorati, si ha la sensazione di essere invincibili davanti al mondo. Niente sembra impossibile con lui o lei al proprio fianco, e non è minimamente immaginabile che possa succedere qualcosa di negativo.

Al contrario, quando si vive un rapporto di coppia difficile, si è portati a pensare esattamente l’opposto. Il malessere legato alla relazione di coppia finisce per influenzare ogni altro aspetto della propria vita, e il mondo intero appare cupo e ostile.

Se vi riconoscete nel secondo di questi casi, forse è arrivato il momento di rivolgervi a un consulente di coppia che possa aiutarvi a sciogliere i nodi che vi impediscono di vivere al meglio la vostra relazione, per tornare ad affrontare la vita insieme al compagno o alla compagna che avete al vostro fianco.

Il segreto di un rapporto di coppia soddisfacente, però, è non aspettare che la situazione diventi disperata, ma cercare aiuto quando compaiono i primi segnali di difficoltà, per poterli affrontare e risolvere nel modo migliore.

E allora, per aiutarvi, ecco gli otto segnali da osservare per capire se avete bisogno dell’intervento di un professionista.

  1. Continuate a litigare sempre sulle stesse questioni, ma non riuscite a risolverle. In ogni coppia ci sono argomenti di discussione ricorrenti, ma se avete costantemente la sensazione di non riuscire a trovare una soluzione o raggiungere un compromesso, allora è arrivato il momento di chiedere aiuto. Probabilmente nella vostra coppia esiste una difficoltà per quanto riguarda la capacità di comunicazione e di risoluzione dei conflitti, e un professionista può fornirvi gli strumenti utili per migliorare entrambi.
  2. Evitate continuamente il confronto. Se temete di affrontare alcune questioni con il vostro partner, il primo passo è chiedervi perché. Può essere la paura del conflitto, o forse ciò che temete è la violenza o l’aggressività del partner. O ancora, può essere il timore di perdere il partner. Qualunque sia la ragione è fondamentale scoprirla, perché solo allora potrete affrontare quella paura per poterla superare con successo.
  3. Siete diventati apatici e non avete più voglia di parlare. Il dialogo è fondamentale in ogni relazione, e se non avete più voglia di parlare con il vostro partner dovreste chiedervi perché state ancora insieme. Una delle chiavi principali per una relazione soddisfacente è la capacità di comunicare sia sulle questioni più importanti e fondamentali, sia sui semplici fatti quotidiani, perché, oltre a farci sentire meno soli, conferma che possiamo contare sull’appoggio di qualcuno.
  4. Avete costantemente un atteggiamento negativo verso il vostro partner. Se provate a paragonare la vostra relazione a un conto corrente bancario, immaginate che ogni commento negativo nei confronti del vostro partner sia come un prelievo, e vi renderete conto che quel conto a lungo andare rischia di esaurirsi. Per questo è importante fare spesso dei “versamenti”, riconoscendo al vostro partner anche le qualità positive, in modo tale da tenere il bilancio sempre in attivo. Ricordate, però, che la negatività in alcuni casi è un atteggiamento mentale, e con l’aiuto di un professionista potreste riuscire a modificare il vostro approccio.
  5. Siete insoddisfatti della vostra vita sessuale. Come ogni aspetto nella vita di una coppia, il sesso può avere alti e bassi, ma se vi accorgete che il senso di insoddisfazione persiste da troppo tempo, allora è necessario un intervento. È normale attraversare diverse fasi di coinvolgimento sessuale, ma se non avete rapporti da mesi o addirittura da anni, e non riuscite a risolvere la questione da soli, è importante che vi rivolgiate a un professionista.
  6. Litigate violentemente per motivi futili. Se capita spesso che episodi apparentemente banali accendano violente discussioni, è probabile che nel vostro rapporto ci sia una questione di fondo irrisolta. Arrivare a comprendere di quale questione si tratta potrebbe non essere semplice, perché è probabile che non ne siate neppure completamente consapevoli, ma riuscire a portare in superficie ciò che nascondete nel vostro intimo, eventualmente con l’aiuto di un professionista, è il primo e indispensabile passo per affrontare ciò che genera quella rabbia. E una volta affrontata e superata la questione irrisolta, riuscirete sicuramente a vivere i piccoli contrasti quotidiani con maggiore leggerezza.
  7. Ricorrete spesso alla minaccia. Se minacciate di continuo il vostro partner di lasciarlo, o se create in qualche modo un’atmosfera negativa intorno alla coppia, è probabile che prima o poi il vostro rapporto arrivi al capolinea. La capacità di influenzare positivamente l’altro è un aspetto fondamentale di ogni relazione, ed è importante che entrambi i partner siano in grado di farlo. Al contrario, ricorrere continuamente alla minaccia per persuadere l’altro, dimostra che si è in presenza di un rapporto distruttivo. Le minacce possono funzionare nel breve termine, ma alla lunga il prezzo che vi ritroverete a pagare sarà molto alto.
  8. Siete arrivati al punto di voler lasciare il vostro partner. Se nel vostro rapporto si è creata una crepa profonda e siete pronti a mettere la parola fine alla vostra storia, può comunque essere utile l’aiuto di un professionista. Capita spesso che un rapporto inizi a migliorare proprio nel momento della rottura. Ma perché ciò accada, sono necessari impegno e disciplina, oltre che una buona dose di duro lavoro. E se è vero che molti rapporti, purtroppo, sono irrecuperabili, è anche vero che vale sempre la pena provare a un recuperare un legame con una persona che un giorno abbiamo scelto e di cui ci siamo innamorati.

E voi? Riconoscete uno o più di questi segnali nel vostro rapporto di coppia?

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Sei già entrato nei fatidici “anta” e cerchi l’anima gemella? O forse l’hai appena trovata, ma sei più stressata o stressato di prima?

Allora questo percorso è per te! 

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma un ciclo di incontri di gruppo, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze.

Perché il primo passo per ricominciare è partire da una buona relazione con se stessi.

Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339/6183885. 

 

È finita… E ora? Come superare la fine di una relazione.

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Incontrare un uomo o una donna e innamorarsene è indubbiamente una delle più belle esperienze della vita. Dall’altra parte, però, la fine di una relazione può rivelarsi una delle esperienze più dolorose da affrontare.

Quando una storia d’amore finisce, infatti, è un po’ come trovarsi in mezzo a un violento tsunami che rischia di farci affogare nella disperazione, perché quella fine porta spesso con sé un carico di dolore e di tristezza tale da poter essere paragonata a un vero e proprio lutto. Si soffre per la perdita di qualcuno, ma si soffre anche e soprattutto per la perdita di un futuro radioso e sicuro insieme. È come se quello tsunami si stesse portando via non solo la persona che amavamo, ma anche tutti i progetti e i sogni che davano significato a quella relazione.

Che si tratti di un rapporto di breve durata, dove la sofferenza è spesso più legata alla mancanza fisica del partner, oppure di una relazione più lunga, caratterizzata da un maggiore livello di intimità e di progetti per il futuro, la fine di una storia d’amore è quasi sempre accompagnata da un’esplosione più o meno intensa di emozioni dolorose.

La buona notizia è che questa sofferenza non durerà per sempre, e con il passare del tempo è inevitabile riuscire a vedere le cose con maggior distacco. Purtroppo, però, nessuno è in grado di prevedere quanto sarà lungo questo periodo, e certo non esistono formule per calcolarlo.

Personalmente mi piace paragonare il periodo che segue alla fine di una relazione d’amore a un viaggio, un viaggio più o meno accidentato, che ognuno si trova ad affrontare a modo suo, con i propri tempi e le proprie risorse. Ma c’è qualcosa che si può fare affinché questo percorso personale possa essere il più agevole possibile?

La risposta è sì! Infatti, anche se non esistono ricette infallibili ed è importante che ognuno cerchi la strada che meglio si adatta alla propria personalità, qualche piccola strategia da mettere in atto c’è.

La prima cosa da fare è darsi la possibilità di affrontare il dolore, di viverlo, di attraversarlo, perché trattenere le emozioni non servirà ad allontanarle, ma solo a rafforzarle e a farle riemerge quando meno ce l’aspettiamo, e anche più forti di prima. Ognuno di voi potrà trovare la propria modalità personale per dare libero sfogo alle emozioni, l’importante è che non le soffochiate, ma che le affrontiate nella consapevolezza che sono reazioni normali di fronte a una perdita.

Un altro passo importante è analizzare il più lucidamente possibile le caratteristiche della vostra relazione e del vostro partner, ma questo è possibile solo dopo che siate riusciti ad attraversare e superare la fase del dolore più acuto. A questo punto, infatti, sarà importante parlare della vostra storia d’amore, e che decidiate di farlo con un amico o con l’aiuto di un professionista, è importante cercare di essere il più obiettivi possibile. Solitamente, quando un rapporto si rompe, si ha la tendenza a focalizzarsi esclusivamente sugli aspetti positivi o sugli aspetti negativi del partner e della relazione vissuta, senza riuscire a coglierne l’insieme. Se siamo arrabbiati con il nostro ex partner, ricorderemo solo i torti subiti e le mancanze; se, al contrario, ci addossiamo le colpe per la fine della storia, rischiamo di idealizzare l’altro, raffigurandolo come una specie di essere perfetto che non siamo stati in grado di tenerci accanto. E invece è importante analizzare i vari aspetti, sia quelli positivi che quelli negativi, perché accettare il proprio ruolo e le proprie responsabilità nella fine di una storia, oltre che quelle dell’altro – è un passo fondamentale per poter voltare pagina.

Finché arriverà un giorno in cui vi accorgerete che quella storia è entrata in un cassetto della vostra memoria, e anche se il suo ricordo vi suscita ancora delle emozioni, queste non sono più tanto intense da condizionare il vostro presente. Sarà allora che vi sentirete pronti a innamorarvi di nuovo, forse con qualche timore in più, ma senza che il passato condizioni le vostre relazioni future.

Matrimoni zombie

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Viste dall’esterno, sembrano relazioni felici e serene. I partner hanno una ricca vita sociale,  fatta di cene e uscite con gli amici, assistono sorridenti alle imprese sportive dei propri figli, e in casa regna un’atmosfera apparentemente tranquilla. Litigi e discussioni sono piuttosto rari, e non perché non ci siano questioni da affrontare, ma perché l’indifferenza ha preso il posto della rabbia. Pur vivendo sotto lo stesso tetto, sono separati dal punto di vista emotivo, e a volte sono talmente bravi a salvare le apparenze da riuscire quasi a convincere perfino se stessi che tutto vada bene. Eppure, uno dei due o entrambi, sentono che qualcosa si è spento tra loro.

Conoscete anche voi qualche coppia di questo tipo? Forse sì, perché sono purtroppo molto numerosi i partner che decidono di ignorare i segnali di avvertimento e di non vedere le situazioni per quello che sono, fino a trasformare le loro unioni in quelli che Andrew Marshall, uno dei più famosi consulenti di coppia e autore di “I Love You But I’m Not In Love With You”, ha definito “matrimoni zombie”. Matrimoni in cui la coppia mantiene l’apparenza di una relazione viva, ma l’anima dell’unione ha pressoché esalato l’ultimo respiro.

Ma cosa fa sì che un rapporto si trasformi in una specie di “morto vivente”? Una delle cause principali è sicuramente l’evitamento del conflitto. A prima vista può sembrare un modo per preservare una relazione, perché a nessuno piace discutere e litigare, ma il prezzo da pagare è spesso troppo alto. Difficilmente due persone possono vivere una accanto all’altra senza mai essere in disaccordo, ed è proprio la capacità di affrontare e risolvere i conflitti, e non l’assenza di conflitto, a predire se una relazione è sana o meno. E scegliendo di non affrontare le cause che sono alla base del conflitto è abbastanza inevitabile che si generi risentimento, frustrazione e disinvestimento emotivo da parte di uno o di entrambi i partner.

Oltre a questo, altre possibili cause sono una vita sessuale scarsa o insoddisfacente, l’eccessiva concentrazione sui figli a discapito del rapporto di coppia, la difficoltà a trovare un accordo comune e condiviso sulla gestione delle finanze familiari, oppure problematiche irrisolte del passato. Per quanto riguarda il sesso, purtroppo si tratta di un argomento difficile da affrontare, e nella maggior parte dei casi i partner preferiscono ignorare i segnali che indicano la presenza di un problema in quell’area della relazione. Piuttosto che chiedere aiuto, forte è la tentazione di mettere la testa sotto la sabbia e sperare che le cose – magicamente – si sistemino da sole.

E allora, vi chiederete, cosa fare se vi accorgete che la vostra relazione è precipitata in questa specie di mondo dei morti viventi?

Per prima cosa accettate che la rabbia può essere positiva, perché porta in superficie i problemi, e solo in quel modo sarà possibile provare a risolverli. Un litigio è un atto molto intimo e dimostra che voi e il vostro partner tenete abbastanza al vostro rapporto da mostrare i sentimenti che provate. E avrete anche una piacevole sorpresa, perché vi accorgerete che nessun problema vi apparirà insormontabile quando sarete riusciti a parlarne. Inoltre, cercate di non essere critici ma curiosi rispetto alle emozioni e ai comportamenti del vostro partner. Piuttosto che giudicare i suoi comportamenti, chiedetegli cosa prova e cercate di mettervi nei suoi panni.

In ogni rapporto le responsabilità sono a metà strada, e l’errore più grave che si possa fare è partire dal presupposto che la ragione sia prevalentemente dalla propria parte, e il torto da quella del partner. Quindi, invece di impiegare tutte le energie per cercare di cambiare il vostro partner, pensate a cosa potreste fare voi di diverso. Invece di riproporre il vostro solito copione, provate a comunicare come vi sentite e cosa provate. Forse non risolverete le cose definitivamente, ma almeno romperete gli schemi e probabilmente otterrete una risposta diversa dal vostro partner, che si sentirà probabilmente invogliato ad aprirsi a sua volta. Ricordate che la vecchia strada non ha funzionato, quindi, se volete davvero che le cose cambino, è arrivato il momento di adottare una nuova strategia.

Affrontare i problemi che affliggono il vostro rapporto potrà essere doloroso, ed è normale che abbiate la tentazione di lasciar perdere e continuare a far finta di niente. Ma solo affrontando le difficoltà potrete ritrovare insieme la voglia di mantenere viva la vostra relazione. Certo, potreste anche arrivare alla triste conclusione che la cosa più giusta per entrambi è separarsi, ma non è sempre meglio che vivere nel mondo dei morti viventi?