Vita di coppia: diversi e felici

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“Non sono le differenze tra noi a separarci, ma è il nostro rifiuto di riconoscerle come tali” 

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questa frase, e subito la mia mente è andata al tema delle “differenze”, un argomento che tanto spesso mi capita di affrontare con le persone che si rivolgono a me.

Mi riferisco in particolare a chi mi chiede aiuto per questioni che riguardano la vita di coppia. Quante volte ho sentito dire “Siamo troppo diversi!”, spesso a corollario della descrizione di un rapporto arrivato ormai – a quanto pare – al capolinea.

Spesso, infatti, due persone si attraggono e si uniscono proprio sulla base della loro diversità, e purtroppo, con il passar del tempo, quelle stesse qualità del partner che tanto le avevano attratte finiscono per renderlo detestabile e insopportabile ai loro occhi.

Ma perché accade questo?

Anche se sono molteplici e complesse le condizioni che sono base della formazione di una coppia, non è raro che ci si senta inconsciamente spinti verso qualcuno che possiede quelle caratteristiche che sentiamo di non avere, e grazie alle quali crediamo di poterci in qualche modo completare.

Se sono una persona timida, probabilmente mi sentirò attratta da un temperamento spigliato, se possiedo una personalità istintiva, è possibile che ricerchi un partner con un’indole più riflessiva.

Questo meccanismo ci porta così a scegliere il partner giusto per noi, proprio perché ci può dare la possibilità di riconoscere e poi trovare anche in noi stessi quelle caratteristiche che già fanno parte della nostra personalità, ma che non lasciamo emergere.

Spesso, però, anziché riconoscere e far proprie le qualità dell’altro che in qualche modo possono aiutarci ad ampliare la nostra gamma di comportamenti, finiamo per rimanere bloccati sulla nostra posizione, e lasciamo che il nostro partner faccia altrettanto.

Ed è così che il timido diventa sempre più timido perché il partner spigliato si prende anche la sua parte di scena, e quest’ultimo non impara a mettersi da parte ed a sperimentare il piacere di lasciare lo spazio all’altro, con il risultato che entrambi si sentono frustrati e insoddisfatti.

In pratica, anziché fare nostre quelle qualità e provare a completarci acquisendo ed esprimendo quel lato di noi più nascosto, rinunciamo definitivamente a quella parte di noi, e il nostro partner fa esattamente lo stesso.

Al contrario, è importante che il timido, anche con l’aiuto del proprio partner, provi ad esprimere poco a poco il suo lato più spigliato, e allo stesso tempo consenta all’altro di sperimentare la posizione opposta. E questo vale in tutti i casi in cui le differenze tra i partner siano particolarmente evidenti. Solo in questo modo si sentiranno entrambi completi, e non dovranno rinunciare a una caratteristica della propria personalità che è solo più nascosta dell’altra.

Riconoscere le differenze e considerarle un’opportunità, diventa così la chiave per crescere, non solo come persone, ma anche come coppia.

 

 

Amore di coppia: 7 strategie da adottare subito!

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L’esperienza dimostra che ogni rapporto, ogni coppia e ogni esperienza vissuta in amore è diversa dall’altra, perché ogni persona, nel suo mettersi in relazione con l’altro, porta con sé quelle caratteristiche personali che la rendono unica e straordinaria.

Tuttavia, in tutte le storie che parlano di sofferenze d’amore è comunque possibile individuare dei tratti comuni, dei modelli di comportamento che impediscono a chi è in coppia di avere la relazione soddisfacente e appagante che desidera.

Ed è per questo che, a prescindere dal singolo caso, esistono delle piccole strategie comuni che può essere utile mettere in atto perché il vostro amore di coppia sia il più possibile sincero, profondo, solido e possibilmente duraturo.

Ecco allora 7 strategie da adottare se desiderate avere una relazione lunga e felice.

  1. AFFRONTATE LE COSE PRIMA CHE SI TRASFORMINO IN PROBLEMI INSORMONTABILI. La maggior parte dei conflitti all’interno della coppia nasce per questioni che non sono affrontate e discusse prima di trasformarsi in problemi più profondi. Parlate con il vostro partner, non ignorate o evitate le questioni che vi stanno a cuore, perché prima o poi troveranno comunque il modo di emergere.
  2. CONSIDERATE IL CONFLITTO COME UN’OPPORTUNITA’. Quando due partner riescono ad affrontare e gestire il conflitto, il messaggio che stanno dando all’altro è: “Tu per me vali, e per questo voglio investire tempo ed energia per comprendere il tuo punto di vista”. Per questo è importante considerare il conflitto come un’opportunità per capire cosa non funziona e trovare insieme il modo per aggiustare le cose.
  3. MANTENETE LA VOSTRA INDIPENDENZA. Uno degli errori più comuni è quello di credere che nella coppia i due individui debbano fondersi per diventare una sola persona. Non si tratta di incoraggiare l’indipendenza totale, ma è importante che vi prendiate ogni tanto i vostri spazi per trascorrere del tempo senza il vostro partner, e che siate aperti quando anche lui dimostri di sentire la necessità di fare altrettanto.
  4. RIFLETTETE PRMA DI RISPONDERE, NON REAGITE. Fate attenzione al modo in cui comunicate con il vostro partner. Spesso il modello usato è quello che viene definito delle 2 R: Ricevi e Reagisci. In sostanza, un partner manda un segnale e l’altro reagisce immediatamente mettendosi sulla difensiva. Un modo per interrompere questo schema spesso disfunzionale è quello di rallentare lo scambio, riflettendo sul messaggio prima di rispondere. Prendervi il tempo per considerare le vostre emozioni e i vostri pensieri, vi consentirà di comprendere con maggiore chiarezza il vostro stato d’animo e di evitare che un semplice scambio sfoci in una discussione accesa.
  5. CREATE I VOSTRI RITUALI. I rituali sono qualcosa che ci lega alle persone che amiamo, e con la loro regolarità ci rassicurano della loro presenza nella nostra vita. Questo vale anche e soprattutto per le coppie, ed è importante che abbiate anche voi i vostri rituali. E non c’è bisogno di aspettare le grandi occasioni, un rituale di coppia può essere il bacio del mattino prima di andare a lavoro, oppure l’uscita insieme del venerdì sera, o il guardare in tv quel programma che vi piace tanto.
  6. ASCOLTATE IL VOSTRO PARTNER. Un famoso aforisma recita: “Molti non ascoltano, aspettano solo il proprio turno per parlare”. Sfortunatamente questo accade anche in molte coppie, dove i partner spesso sono più che altro preoccupati che arrivi il loro turno per esprimere il proprio punto di vista. La prossima volta che parlerete con il vostro partner, provate a mettervi in ascolto e ad interessarvi a ciò che vi sta dicendo, e prima di rispondere accertatevi di aver compreso ciò che stava davvero cercando di dirvi.
  7. ESPRIMETE LE VOSTRE EMOZIONI. Le emozioni consentono di entrare in contatto profondo con gli altri, anche se per molti è difficile farlo persino con il proprio partner. Eppure il segreto per una relazione soddisfacente passa anche e soprattutto attraverso l’espressione di ciò che proviamo, perché è il nostro modo di consegnarci all’altro per quello che siamo, senza maschere. Le emozioni sono i segnali di un bisogno, e solo se riuscirete a prendere contatto con esse potrete trovare il modo di esprimere quel bisogno al vostro partner e vederlo soddisfatto.

 

Un serbatoio da riempire di… amore!

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In ogni persona c’è un serbatoio emozionale che richiede di essere riempito d’amore. Assicurati che il serbatoio d’amore del tuo partner non sia mai vuoto!

Sentirsi amati, si sa, è una necessità fondamentale per ogni essere umano. Il dottor Ross Campbell, noto psichiatra americano specializzato nelle problematiche di bambini e adolescenti, usa una metafora per spiegare meglio questo bisogno innato. “In ogni bambino”, dice, “c’è un serbatoio emozionale che richiede di essere riempito d’amore”.

Così come i bambini, anche gli adulti possiedono il loro serbatoio d’amore.

Ogni persona, infatti, desidera più di ogni cosa essere accolta e amata dall’altro, e la relazione di coppia è finalizzata proprio a soddisfare questo bisogno d’intimità e di amore.

E cosa c’è al centro del rapporto di coppia se non il bisogno di sentirsi amati dal proprio partner? Cosa è più importante che fare in modo che quel serbatoio d’amore sia sempre pieno? Eppure l’esperienza insegna che non è sempre facile riuscirci, e spesso, nonostante l’amore che proviamo, non riusciamo a far sentire amata la persona che ci sta accanto.

Questo accade perché ognuno di noi parla un linguaggio d’amore diverso, cioè usa modalità differenti per esprimere e comprendere amore a livello emozionale. È un po’ come quando non si parla la stessa lingua, e nonostante gli sforzi e la buona volontà risulta difficile capirsi.

Quando desideriamo comunicare in modo efficace con qualcuno dobbiamo imparare la sua lingua, e allo stesso modo è fondamentale conoscere e saper parlare il linguaggio d’amore del nostro partner, se vogliamo che lui o lei percepisca l’amore che cerchiamo di comunicare.

Secondo Gary Chapman esistono 5 diversi linguaggi dell’amore, e ognuno di noi parla e comprende un linguaggio d’amore principale che si è sviluppato durante l’infanzia. Negli anni tutti possiamo imparare un altro linguaggio, però avremo sempre maggiore facilità a usare il nostro linguaggio principale che, purtroppo, non sempre sarà lo stesso del nostro partner!

Riconoscere e imparare il linguaggio d’amore del proprio partner, allora, sarà un po’ come trovare la chiave che aprirà le porte verso un rapporto soddisfacente e duraturo.

Vuoi scoprire quali sono i 5 diversi linguaggi dell’amore e come fare ad impararli? Continua a seguirmi!

S.O.S. coppia: 8 segnali per capire se avete bisogno d’aiuto

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Quando le cose filano lisce e si è innamorati, si ha la sensazione di essere invincibili davanti al mondo. Niente sembra impossibile con lui o lei al proprio fianco, e non è minimamente immaginabile che possa succedere qualcosa di negativo.

Al contrario, quando si vive un rapporto di coppia difficile, si è portati a pensare esattamente l’opposto. Il malessere legato alla relazione di coppia finisce per influenzare ogni altro aspetto della propria vita, e il mondo intero appare cupo e ostile.

Se vi riconoscete nel secondo di questi casi, forse è arrivato il momento di rivolgervi a un consulente di coppia che possa aiutarvi a sciogliere i nodi che vi impediscono di vivere al meglio la vostra relazione, per tornare ad affrontare la vita insieme al compagno o alla compagna che avete al vostro fianco.

Il segreto di un rapporto di coppia soddisfacente, però, è non aspettare che la situazione diventi disperata, ma cercare aiuto quando compaiono i primi segnali di difficoltà, per poterli affrontare e risolvere nel modo migliore.

E allora, per aiutarvi, ecco gli otto segnali da osservare per capire se avete bisogno dell’intervento di un professionista.

  1. Continuate a litigare sempre sulle stesse questioni, ma non riuscite a risolverle. In ogni coppia ci sono argomenti di discussione ricorrenti, ma se avete costantemente la sensazione di non riuscire a trovare una soluzione o raggiungere un compromesso, allora è arrivato il momento di chiedere aiuto. Probabilmente nella vostra coppia esiste una difficoltà per quanto riguarda la capacità di comunicazione e di risoluzione dei conflitti, e un professionista può fornirvi gli strumenti utili per migliorare entrambi.
  2. Evitate continuamente il confronto. Se temete di affrontare alcune questioni con il vostro partner, il primo passo è chiedervi perché. Può essere la paura del conflitto, o forse ciò che temete è la violenza o l’aggressività del partner. O ancora, può essere il timore di perdere il partner. Qualunque sia la ragione è fondamentale scoprirla, perché solo allora potrete affrontare quella paura per poterla superare con successo.
  3. Siete diventati apatici e non avete più voglia di parlare. Il dialogo è fondamentale in ogni relazione, e se non avete più voglia di parlare con il vostro partner dovreste chiedervi perché state ancora insieme. Una delle chiavi principali per una relazione soddisfacente è la capacità di comunicare sia sulle questioni più importanti e fondamentali, sia sui semplici fatti quotidiani, perché, oltre a farci sentire meno soli, conferma che possiamo contare sull’appoggio di qualcuno.
  4. Avete costantemente un atteggiamento negativo verso il vostro partner. Se provate a paragonare la vostra relazione a un conto corrente bancario, immaginate che ogni commento negativo nei confronti del vostro partner sia come un prelievo, e vi renderete conto che quel conto a lungo andare rischia di esaurirsi. Per questo è importante fare spesso dei “versamenti”, riconoscendo al vostro partner anche le qualità positive, in modo tale da tenere il bilancio sempre in attivo. Ricordate, però, che la negatività in alcuni casi è un atteggiamento mentale, e con l’aiuto di un professionista potreste riuscire a modificare il vostro approccio.
  5. Siete insoddisfatti della vostra vita sessuale. Come ogni aspetto nella vita di una coppia, il sesso può avere alti e bassi, ma se vi accorgete che il senso di insoddisfazione persiste da troppo tempo, allora è necessario un intervento. È normale attraversare diverse fasi di coinvolgimento sessuale, ma se non avete rapporti da mesi o addirittura da anni, e non riuscite a risolvere la questione da soli, è importante che vi rivolgiate a un professionista.
  6. Litigate violentemente per motivi futili. Se capita spesso che episodi apparentemente banali accendano violente discussioni, è probabile che nel vostro rapporto ci sia una questione di fondo irrisolta. Arrivare a comprendere di quale questione si tratta potrebbe non essere semplice, perché è probabile che non ne siate neppure completamente consapevoli, ma riuscire a portare in superficie ciò che nascondete nel vostro intimo, eventualmente con l’aiuto di un professionista, è il primo e indispensabile passo per affrontare ciò che genera quella rabbia. E una volta affrontata e superata la questione irrisolta, riuscirete sicuramente a vivere i piccoli contrasti quotidiani con maggiore leggerezza.
  7. Ricorrete spesso alla minaccia. Se minacciate di continuo il vostro partner di lasciarlo, o se create in qualche modo un’atmosfera negativa intorno alla coppia, è probabile che prima o poi il vostro rapporto arrivi al capolinea. La capacità di influenzare positivamente l’altro è un aspetto fondamentale di ogni relazione, ed è importante che entrambi i partner siano in grado di farlo. Al contrario, ricorrere continuamente alla minaccia per persuadere l’altro, dimostra che si è in presenza di un rapporto distruttivo. Le minacce possono funzionare nel breve termine, ma alla lunga il prezzo che vi ritroverete a pagare sarà molto alto.
  8. Siete arrivati al punto di voler lasciare il vostro partner. Se nel vostro rapporto si è creata una crepa profonda e siete pronti a mettere la parola fine alla vostra storia, può comunque essere utile l’aiuto di un professionista. Capita spesso che un rapporto inizi a migliorare proprio nel momento della rottura. Ma perché ciò accada, sono necessari impegno e disciplina, oltre che una buona dose di duro lavoro. E se è vero che molti rapporti, purtroppo, sono irrecuperabili, è anche vero che vale sempre la pena provare a un recuperare un legame con una persona che un giorno abbiamo scelto e di cui ci siamo innamorati.

E voi? Riconoscete uno o più di questi segnali nel vostro rapporto di coppia?

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Sei già entrato nei fatidici “anta” e cerchi l’anima gemella? O forse l’hai appena trovata, ma sei più stressata o stressato di prima?

Allora questo percorso è per te! 

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma un ciclo di incontri di gruppo, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze.

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È finita… E ora? Come superare la fine di una relazione.

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Incontrare un uomo o una donna e innamorarsene è indubbiamente una delle più belle esperienze della vita. Dall’altra parte, però, la fine di una relazione può rivelarsi una delle esperienze più dolorose da affrontare.

Quando una storia d’amore finisce, infatti, è un po’ come trovarsi in mezzo a un violento tsunami che rischia di farci affogare nella disperazione, perché quella fine porta spesso con sé un carico di dolore e di tristezza tale da poter essere paragonata a un vero e proprio lutto. Si soffre per la perdita di qualcuno, ma si soffre anche e soprattutto per la perdita di un futuro radioso e sicuro insieme. È come se quello tsunami si stesse portando via non solo la persona che amavamo, ma anche tutti i progetti e i sogni che davano significato a quella relazione.

Che si tratti di un rapporto di breve durata, dove la sofferenza è spesso più legata alla mancanza fisica del partner, oppure di una relazione più lunga, caratterizzata da un maggiore livello di intimità e di progetti per il futuro, la fine di una storia d’amore è quasi sempre accompagnata da un’esplosione più o meno intensa di emozioni dolorose.

La buona notizia è che questa sofferenza non durerà per sempre, e con il passare del tempo è inevitabile riuscire a vedere le cose con maggior distacco. Purtroppo, però, nessuno è in grado di prevedere quanto sarà lungo questo periodo, e certo non esistono formule per calcolarlo.

Personalmente mi piace paragonare il periodo che segue alla fine di una relazione d’amore a un viaggio, un viaggio più o meno accidentato, che ognuno si trova ad affrontare a modo suo, con i propri tempi e le proprie risorse. Ma c’è qualcosa che si può fare affinché questo percorso personale possa essere il più agevole possibile?

La risposta è sì! Infatti, anche se non esistono ricette infallibili ed è importante che ognuno cerchi la strada che meglio si adatta alla propria personalità, qualche piccola strategia da mettere in atto c’è.

La prima cosa da fare è darsi la possibilità di affrontare il dolore, di viverlo, di attraversarlo, perché trattenere le emozioni non servirà ad allontanarle, ma solo a rafforzarle e a farle riemerge quando meno ce l’aspettiamo, e anche più forti di prima. Ognuno di voi potrà trovare la propria modalità personale per dare libero sfogo alle emozioni, l’importante è che non le soffochiate, ma che le affrontiate nella consapevolezza che sono reazioni normali di fronte a una perdita.

Un altro passo importante è analizzare il più lucidamente possibile le caratteristiche della vostra relazione e del vostro partner, ma questo è possibile solo dopo che siate riusciti ad attraversare e superare la fase del dolore più acuto. A questo punto, infatti, sarà importante parlare della vostra storia d’amore, e che decidiate di farlo con un amico o con l’aiuto di un professionista, è importante cercare di essere il più obiettivi possibile. Solitamente, quando un rapporto si rompe, si ha la tendenza a focalizzarsi esclusivamente sugli aspetti positivi o sugli aspetti negativi del partner e della relazione vissuta, senza riuscire a coglierne l’insieme. Se siamo arrabbiati con il nostro ex partner, ricorderemo solo i torti subiti e le mancanze; se, al contrario, ci addossiamo le colpe per la fine della storia, rischiamo di idealizzare l’altro, raffigurandolo come una specie di essere perfetto che non siamo stati in grado di tenerci accanto. E invece è importante analizzare i vari aspetti, sia quelli positivi che quelli negativi, perché accettare il proprio ruolo e le proprie responsabilità nella fine di una storia, oltre che quelle dell’altro – è un passo fondamentale per poter voltare pagina.

Finché arriverà un giorno in cui vi accorgerete che quella storia è entrata in un cassetto della vostra memoria, e anche se il suo ricordo vi suscita ancora delle emozioni, queste non sono più tanto intense da condizionare il vostro presente. Sarà allora che vi sentirete pronti a innamorarvi di nuovo, forse con qualche timore in più, ma senza che il passato condizioni le vostre relazioni future.

Matrimoni zombie

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Viste dall’esterno, sembrano relazioni felici e serene. I partner hanno una ricca vita sociale,  fatta di cene e uscite con gli amici, assistono sorridenti alle imprese sportive dei propri figli, e in casa regna un’atmosfera apparentemente tranquilla. Litigi e discussioni sono piuttosto rari, e non perché non ci siano questioni da affrontare, ma perché l’indifferenza ha preso il posto della rabbia. Pur vivendo sotto lo stesso tetto, sono separati dal punto di vista emotivo, e a volte sono talmente bravi a salvare le apparenze da riuscire quasi a convincere perfino se stessi che tutto vada bene. Eppure, uno dei due o entrambi, sentono che qualcosa si è spento tra loro.

Conoscete anche voi qualche coppia di questo tipo? Forse sì, perché sono purtroppo molto numerosi i partner che decidono di ignorare i segnali di avvertimento e di non vedere le situazioni per quello che sono, fino a trasformare le loro unioni in quelli che Andrew Marshall, uno dei più famosi consulenti di coppia e autore di “I Love You But I’m Not In Love With You”, ha definito “matrimoni zombie”. Matrimoni in cui la coppia mantiene l’apparenza di una relazione viva, ma l’anima dell’unione ha pressoché esalato l’ultimo respiro.

Ma cosa fa sì che un rapporto si trasformi in una specie di “morto vivente”? Una delle cause principali è sicuramente l’evitamento del conflitto. A prima vista può sembrare un modo per preservare una relazione, perché a nessuno piace discutere e litigare, ma il prezzo da pagare è spesso troppo alto. Difficilmente due persone possono vivere una accanto all’altra senza mai essere in disaccordo, ed è proprio la capacità di affrontare e risolvere i conflitti, e non l’assenza di conflitto, a predire se una relazione è sana o meno. E scegliendo di non affrontare le cause che sono alla base del conflitto è abbastanza inevitabile che si generi risentimento, frustrazione e disinvestimento emotivo da parte di uno o di entrambi i partner.

Oltre a questo, altre possibili cause sono una vita sessuale scarsa o insoddisfacente, l’eccessiva concentrazione sui figli a discapito del rapporto di coppia, la difficoltà a trovare un accordo comune e condiviso sulla gestione delle finanze familiari, oppure problematiche irrisolte del passato. Per quanto riguarda il sesso, purtroppo si tratta di un argomento difficile da affrontare, e nella maggior parte dei casi i partner preferiscono ignorare i segnali che indicano la presenza di un problema in quell’area della relazione. Piuttosto che chiedere aiuto, forte è la tentazione di mettere la testa sotto la sabbia e sperare che le cose – magicamente – si sistemino da sole.

E allora, vi chiederete, cosa fare se vi accorgete che la vostra relazione è precipitata in questa specie di mondo dei morti viventi?

Per prima cosa accettate che la rabbia può essere positiva, perché porta in superficie i problemi, e solo in quel modo sarà possibile provare a risolverli. Un litigio è un atto molto intimo e dimostra che voi e il vostro partner tenete abbastanza al vostro rapporto da mostrare i sentimenti che provate. E avrete anche una piacevole sorpresa, perché vi accorgerete che nessun problema vi apparirà insormontabile quando sarete riusciti a parlarne. Inoltre, cercate di non essere critici ma curiosi rispetto alle emozioni e ai comportamenti del vostro partner. Piuttosto che giudicare i suoi comportamenti, chiedetegli cosa prova e cercate di mettervi nei suoi panni.

In ogni rapporto le responsabilità sono a metà strada, e l’errore più grave che si possa fare è partire dal presupposto che la ragione sia prevalentemente dalla propria parte, e il torto da quella del partner. Quindi, invece di impiegare tutte le energie per cercare di cambiare il vostro partner, pensate a cosa potreste fare voi di diverso. Invece di riproporre il vostro solito copione, provate a comunicare come vi sentite e cosa provate. Forse non risolverete le cose definitivamente, ma almeno romperete gli schemi e probabilmente otterrete una risposta diversa dal vostro partner, che si sentirà probabilmente invogliato ad aprirsi a sua volta. Ricordate che la vecchia strada non ha funzionato, quindi, se volete davvero che le cose cambino, è arrivato il momento di adottare una nuova strategia.

Affrontare i problemi che affliggono il vostro rapporto potrà essere doloroso, ed è normale che abbiate la tentazione di lasciar perdere e continuare a far finta di niente. Ma solo affrontando le difficoltà potrete ritrovare insieme la voglia di mantenere viva la vostra relazione. Certo, potreste anche arrivare alla triste conclusione che la cosa più giusta per entrambi è separarsi, ma non è sempre meglio che vivere nel mondo dei morti viventi?

Una coppia felice? Ecco 10 cose da fare!

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È molto frequente che i partner, in particolare quando una relazione dura da diversi anni, siano portati a dare molte cose per scontate e si dimentichino che ogni rapporto, proprio come una bella pianta, necessita di cure e attenzioni costanti, e se trascurato per troppo tempo rischia di rovinarsi.

Se desiderate una relazione più felice e soddisfacente, e pensate sia arrivato il momento di fare qualcosa, ecco 10 cose che potranno aiutarvi a migliorare il vostro rapporto di coppia.

  1. Non perdetevi di vista. Anche quando vi sentite travolti da mille impegni, non dimenticate mai di passare un po’ di tempo insieme. Tutti noi cambiamo, e spesso ciò accade senza che ce ne rendiamo conto; cambiano i nostri gusti, le nostre aspettative e le nostre paure. Trovare il tempo per ascoltare il proprio partner e capire i suoi stati d’animo, è fondamentale per una coppia, perché la maggiore comprensione e conoscenza dell’altro fortifica il legame.
  2. Ogni tanto cedete. Ci sono situazioni in cui può essere importante mantenere la propria posizione e rispettare i propri bisogni, ma se questa diventa la regola anziché l’eccezione, forse è arrivato il momento di riflettere. Un rapporto efficace ha bisogno di due persone che si sentano alla pari, e ciò può significare, ogni tanto, dover fare un passo indietro e cercare un’alternativa alla propria visione. Ciò significa soprattutto concedere a se stessi di sentirsi, di tanto in tanto, vulnerabili, ma a vantaggio della relazione.
  3. Valorizzate il vostro partner. Vi capita spesso di mostrare apprezzamento per ciò che fa il vostro partner? Come gli/le dimostrate la vostra gratitudine? Mostrando apertamente gratitudine, riconoscendo le piccole cose che fa per voi (piuttosto che criticando ciò che “non” fa), riconoscete l’importanza che quella persona ha nella vostra vita. Non si tratta di mettere il proprio partner su un piedistallo, ma di apprezzare il suo comportamento e fare in modo che gli arrivi il messaggio: “Io ti vedo, ti ascolto e ti apprezzo”.
  4. Condividete i vostri sogni. Ritagliatevi ogni tanto un po’ di tempo per parlare delle vostre aspirazioni, dei vostri sogni e delle vostre ambizioni per il futuro. Partite dagli obiettivi comuni e fate dei piani, e impegnatevi a costruire insieme il vostro futuro.
  5. Liberatevi della negatività. Concentrarvi costantemente su ciò che non funziona non vi aiuterà a rafforzare ciò che di buono c’è nel vostro rapporto di coppia. Pensate invece agli aspetti positivi, a ciò che vi piace fare insieme, alle cose che funzionano e che potrebbero migliorare, e focalizzatevi su quelle. In questo modo, oltre a godere di ciò che di bello avete, recupererete la giusta disposizione d’animo per provare a colmare eventuali lacune e scoprire ciò che manca alla relazione, con un approccio più costruttivo.
  6. Decifrate la vostra rabbia. Quando provate un sentimento di rabbia nei confronti del vostro partner, prima di infuriarvi e diventare aggressivi, provate a fare un respiro profondo e a fermarvi a riflettere sul fatto che la rabbia è un’emozione “secondaria”. Spesso, infatti, esprimiamo i nostri sentimenti di rabbia quando in realtà ciò che proviamo dentro è tristezza, paura, senso di solitudine o rifiuto. La rabbia maschera le nostre emozioni e ostacola la comunicazione efficace, innalzando un muro difensivo tra i partner. Vale quindi la pena fermarsi per cercare di capire qual è il messaggio nascosto della nostra rabbia. Cosa state tentando di dirgli attraverso quella rabbia? Cosa sta cercando di dirvi il vostro partner con la sua?
  7. Non evitate il conflitto. Cercate di vedere il lato positivo del conflitto. Il conflitto, se affrontato in modo sano, può facilitare il cambiamento. E allora non temete di affrontare un confronto con il vostro partner, e approfittatene per dire la vostra, ma anche per ascoltare il partner e dargli la possibilità di esprimere i propri sentimenti. Comunicate apertamente e siate sinceri.
  8. Vivete qui e ora. Basando una relazione troppo su ciò che è successo in passato, oppure troppo su ciò che sarà in futuro, si rischia di perdere di vista il momento presente. Riuscire a vivere “qui e ora” con il vostro partner, vi permetterà di godere di tutti quei momenti semplici ma spesso speciali, quelle piccole felicità quotidiane che spesso sono alla base di una relazione soddisfacente.
  9. Accettate le differenze. Siete due individui diversi, pertanto non potete pensarla allo stesso modo su tutto. Invece di consumare tante energie per cercare di “cambiare” il modo di vedere del vostro partner, provate invece ad analizzare ciò che proprio non potete accettare, su cosa potreste trovare un compromesso, e a cosa siete disposti a rinunciare. Non si tratta di stabilire chi ha ragione e chi ha torto, ma solo di ammettere di avere due visioni diverse. È buona cosa accettare le differenze, soprattutto se il rapporto si fonda su una solida base di valori comuni
  10. Fidatevi uno dell’altro. La fiducia reciproca, costruita sulla sincerità, l’onestà, il senso di responsabilità, la coerenza e il rispetto, costituisce le fondamenta di una relazione sana. Fiducia di poter essere sinceri uno con l’altro, fiducia nel fatto che il partner non ci ferirà intenzionalmente. La fiducia nell’altro, e di conseguenza la capacità di “affidarsi” all’altro, va costruita e coltivata passo dopo passo, ed è un investimento importante per il futuro della coppia.

La solitudine ai tempi dei Social Network

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Come evidenziato dal 48° Rapporto del Censis da poco pubblicato, se è vero che il 63,5% della popolazione del nostro Paese usa internet, il vero grande amore degli utenti italiani sono i Social Network.
Non si tratta certo di una novità, ma di una conferma, dal momento che è sotto gli occhi di tutti la tendenza a voler condividere le proprie vite con parenti e amici su Facebook, le foto tramite Instagram, e una notizia di attualità o di gossip via Twitter.
Eppure, anche se abbiamo molti più mezzi per comunicare di quanti non ce ne fossero un tempo, nella nostra società sembra crescere sempre più il senso di solitudine.
Negli ultimi decenni sono stati numerosi gli studi sull’argomento, e gli stessi professionisti del Counseling si trovano ogni giorno ad aver a che fare con un numero crescente di persone che vivono il disagio della solitudine.
È piuttosto evidente come alcuni aspetti della vita moderna possano considerarsi direttamente responsabili del fenomeno, primo fra tutti il ritmo frenetico e gli impegni che riempiono senza sosta le nostre giornate, riducendo il tempo a nostra disposizione da trascorrere con famiglia e amici.
Ma c’è di più. Le attività online, infatti, stanno sempre di più occupando lo spazio destinato ad altre attività di svago, e anche se una parte di queste attività includono la comunicazione con altre persone – come nel caso dei Social Network – è anche vero che si riduce sempre più lo spazio per la vita sociale “reale”.
Everett Painter, membro dell’American Counseling Association, ritiene inoltre che gestire l’enorme mole di informazioni che la rete produce richiede una grande quantità di energia, energia che potrebbe essere altrimenti utilizzata per frequentare amici e parenti, e consolidare i legami e le relazioni profonde.
Ma è davvero questo il motivo? È la mancanza di tempo e di energie che ci impedisce di avere relazioni profonde con persone in carne e ossa?
È davvero l’invasione tecnologica la responsabile della solitudine dei nostri giorni?

(Continua…)

Sono ancora in tempo per recuperare il mio matrimonio? “Il Counselor risponde”

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Riconoscere la propria responsabilità nel fallimento di una relazione, può offrire una seconda opportunità per recuperare ciò che può sembrare perduto per sempre.

“Questa estate io e mia moglie abbiamo fatto le vacanze separati. Il nostro matrimonio era in crisi da anni. Quando lo abbiamo comunicato ai ragazzi, mia figlia di 14 anni ha reagito malissimo e si è arrabbiata dando la colpa a me.

Appena sono partiti ho provato una bruttissima sensazione – ho pensato che forse avrei dovuto corrergli dietro, dirgli di rimanere, sforzarmi di risolvere i problemi con mia moglie. Ma non l’ho fatto. Ho trascorso l’estate da solo, in uno stato di tristezza, di rabbia e di confusione. Avrei voluto chiamare mia moglie e parlarle, ma ho immaginato che non volesse ascoltarmi.

Non pensavo che fosse anche lei profondamente triste e che stesse soffrendo per la situazione che si era venuta a creare. Credevo solo si stesse divertendo con la sua famiglia e gli amici. Mi mancava moltissimo, e ogni giorno che passava mi accorgevo sempre di più che avevo bisogno di lei, che la amavo. Ma alla fine dell’estate lei mi ha comunicato che avrebbe chiesto la separazione legale, e che il nostro matrimonio era finito.

A quel punto ho tentato di riavvicinarmi, ma lei mi ha chiuso tutte le porte. Le ho mandato messaggi esprimendole il mio amore e il mio pentimento, e chiedendole di perdonarmi. Ma lei ha superato la fase del dolore, mentre per me è appena iniziata.

Ho rovinato ciò che di più bello avevo nella vita. Provo un profondo rimorso, e vorrei che lei tornasse ad amarmi. Penso di essermi comportato male con lei, di essere stato insensibile e di averla trascurata.

E ora cosa posso fare? È troppo tardi per riconquistarla?”.

Antonio (45 anni)

Caro Antonio,

non sarà davvero finita del tutto finché non avrete ottenuto il divorzio, ma è evidente che hai aspettato troppo tempo per dire e fare qualcosa per cercare di recuperare la vostra relazione. In tutto questo tempo tua moglie avrà sicuramente avuto modo di riesaminare e valutare tutta la vostra storia, e superare la fase del dolore per entrare in quella della consapevolezza.

Ciò che puoi fare è dirle che riconosci di averla delusa e intraprendere un percorso di crescita personale per rivedere i tuoi comportamenti e il tuo modo di relazionarti a lei. Puoi dirle che la ami e che vorresti continuare a stare insieme e impegnarti per far funzionare il vostro rapporto, se lei te ne darà la possibilità.

È molto probabile che tua moglie non sia disposta a credere ad un tuo cambiamento repentino, quindi puoi chiederle qualche mese di tempo per dimostrarle che sei cambiato davvero. E anche se vivrete separati, puoi dirle che ti farebbe piacere vederla di tanto in tanto.

Tra un po’ di tempo, se anche lei lo vorrà, potrebbe essere utile per voi intraprendere un percorso di Counseling di coppia, perché riconoscere e ammettere le responsabilità personali nel fallimento della vostra relazione sarà un requisito fondamentale per tentare di ricostruire il vostro rapporto e ricominciare una vita insieme.

Nel frattempo, è importante che tu continui a vedere i tuoi figli, cercando di mostrare una particolare attenzione e sensibilità nei confronti della rabbia di tua figlia. Ricordati, infatti, che anche se non tornerai insieme a tua moglie, è estremamente importante che tu ristabilisca e mantenga sempre una buona relazione con i tuoi figli.