Conflitto: né vincitori, né vinti

conflittoIl successo di una relazione non deriva dall’assenza di conflitti, ma dall’uso di modalità efficaci per la loro risoluzione.

Anche se è piuttosto diffusa l’idea secondo la quale un rapporto, per essere positivo, non debba contenere traccia di conflitti, e che l’assenza di conflitti sia una “prova” del fatto che una relazione funziona bene, le cose non stanno sempre così.

Secondo Thomas Gordon, uno dei massimi esperti della comunicazione efficace, il vero problema, infatti, non è tanto l’esistenza dei conflitti in sé, quanto il numero di conflitti non risolti ed i metodi impiegati per risolverli.

I conflitti rappresentano, del resto, una componente normale o “fisiologica” di tutte le relazioni, anche delle migliori, ma i veri problemi sorgono quando le persone coinvolte nel conflitto non hanno gli strumenti adeguati per far fronte ad una situazione conflittuale.

Tutto dipende dalle strategie usate per la loro gestione: se si usano strategie costruttive e si coopera per arrivare ad una soluzione condivisa da entrambi o per lo meno soddisfacente, allora il conflitto sarà stato positivo.

All’interno della coppia, in particolare, il conflitto può essere particolarmente costruttivo, in quanto rappresenta una componente importante del processo di crescita e di accettazione delle diversità dell’altro, sempre che le modalità di espressione e di gestione del conflitto non si irrigidiscano, fino a diventare la principale componente della disfunzionalità della coppia.

Il conflitto è di per sé un fattore positivo: mette gli individui nella condizione di arricchire il proprio patrimonio personale; è una fonte di crescita di conoscenza; arricchisce il panorama mentale delle persone.

Si tratta però di trasformare il conflitto in un “confronto” dove non ci sono né vincitori né vinti, lavorando soprattutto sull’ascolto e sulla comunicazione in generale, e in particolar modo e sulla propria assertività.

 

Tempo di qualità per la coppia

calendar-2764200_960_720Capita anche a voi di avere la sensazione che la moltitudine di impegni quotidiani influiscano negativamente sulla qualità della vostra vita di coppia?

Se è così, siete sicuramente in buona compagnia. In effetti, in una società che diventa ogni giorno più frenetica, è molto frequente che le persone non riescano a trovare abbastanza tempo da dedicare alle relazioni interpersonali in generale, e in particolar modo al proprio partner. Sembra assurdo, ma viviamo in un mondo in cui trascorrere del tempo di qualità con il proprio partner – ma anche con gli amici e la famiglia – sembra un lusso.

Per tempo “di qualità” si intende quello dedicato alla condivisione di momenti di intimità, ma anche di divertimento e di relax, da distinguere dal tempo che i partner trascorrono insieme occupandosi prevalentemente della quotidiana organizzazione familiare o della risoluzione di problemi contingenti.

Purtroppo, la mancanza di questi spazi di dialogo e condivisione a lungo andare porta il legame di coppia ad allentarsi, fino ad arrivare al punto che entrambi i partner non conoscono i pensieri, i desideri e le emozioni dell’altro.

È un po’ come se vivessero delle vite parallele, percorrendo due strade che non si incrociano mai. Finché arriva il giorno in cui uno dei due sembra accorgersi – all’improvviso – che l’altro è cambiato, e quando accade c’è da sperare che non sia troppo tardi per recuperare il rapporto.

E allora cosa fare per evitare di trovarsi in questa situazione? Che ne dite di provare con questi piccoli suggerimenti?

1. UN’ORA SENZA PROBLEMI. Scegliete un giorno della settimana e un’ora specifica che sarà la vostra “ora senza problemi”, durante la quale vi impegnerete a non parlare di problemi di qualsiasi tipo – familiari, lavorativi, scolastici, ecc.  Un’ora da dedicare solo alle cose positive che accadono nelle vostre vite.

2. AAA BABYSITTER CERCASI. Se avete dei figli, è fondamentale che possiate ricorrere all’aiuto di qualcuno se volete iniziare a dedicare del tempo di qualità alla vostra relazione. Superate le vostre remore e chiedete l’aiuto di amici o parenti, e in mancanza di questi cercate una babysitter qualificata alla quale ricorrere ogni volta che sentirete il bisogno di prendervi del tempo con il vostro partner.

3. LA SERATA LIBERA. Niente scuse! Anche se può sembrare un cliché, trascorrere una serata da soli con il proprio partner è un toccasana per la vita di coppia. Stabilite un appuntamento fisso ogni settimana oppure ogni due, l’importante è che lo rispettiate il più possibile. Sfruttatela come un’opportunità per divertirvi, anche con gli amici, e per condividere sentimenti ed emozioni che vi legano.

4. HOBBY & SPORT. Molte coppie vivono insieme per anni senza condividere un hobby o la passione per uno sport. È invece importante trascorrere del tempo insieme dedicandosi a un’attività che interessa entrambi, perché condividere una passione rende i legami più solidi e aumenta la complicità tra i partner. Che sia il tennis, il giardinaggio, il trekking o le passeggiate nella natura, l’importante è che troviate un interesse da condividere che vi porti a stare insieme divertendovi.

5. FUORI DAL MONDO. Anche se può sembrarvi difficile da realizzare, sarebbe importante riuscire, anche se saltuariamente, a trovare delle occasioni per isolarsi da tutti, dedicandosi a qualcosa che coinvolga solo la coppia. Che sia un’ora oppure un weekend intero, l’importante è che lasciate a casa figli, parenti e amici – e telefonini – e vi dedichiate solo a voi stessi.

Che lo facciate seguendo i miei suggerimenti, oppure attraverso le vostre personali strategie, l’importante è che riusciate a trovare il modo di dedicare più tempo alla vostra vita di coppia.

Non lasciate che la vita frenetica si ripercuota negativamente sul vostro rapporto. Ricordatevi sempre di prendervi cura della vostra relazione, perché una relazione soddisfacente è sempre sinonimo di benessere, e vedrete che saranno tutti gli aspetti della vostra vita a beneficiarne.

Un nuovo appuntamento con “Amore over 40”

Sabato 23 settembre, dalle 15.00 alle 17.00 in Via Isonzo (Roma, Piazza Fiume), in collaborazione con Ascolto Attivo, presento un nuovo incontro introduttivo del ciclo Amore over 40.

Se non sei ancora riuscita/o a partecipare, non perdere questa occasione!

L’incontro introduttivo è a numero chiuso ed è obbligatoria la prenotazione.
Il costo per la partecipazione è di 20 euro, e ci si può prenotare compilando questo modulo.
Per info e prenotazioni, m.ricci@ascolto-attivo.it.

Coppia. Vacanze in vista: mare o montagna?

luggage-1149289_960_720Con l’avvicinarsi dell’estate, è inevitabile che, anche nelle coppie più rodate, sorga qualche conflitto per la pianificazione delle vacanze, e non è sempre semplice trovare un punto d’incontro. Mare o montagna? Hotel o campeggio? Auto o treno? La lista potrebbe continuare all’infinito, e l’unico modo per uscirne indenni è trovare un punto d’incontro.

Ecco allora per voi qualche semplice suggerimento che potrà aiutarvi a comunicare più efficacemente con il vostro partner, affinché la scelta della vacanza non diventi un motivo di conflitto.

Perché anche se il tema vacanze può sembrare un’inezia rispetto a questioni ben più importanti che come coppia vi trovate sicuramente ad affrontare, potrebbe essere per voi un’opportunità per esercitarvi su un argomento per così dire “leggero”, al fine di essere pronti quando il disaccordo riguarderà temi più seri e delicati.

Che ne dite? Avete voglia di provare a mettere in pratica queste 6 semplici regole?

1. Affrontate subito la questione e siate schietti. Se qualcosa vi irrita, è importante che ne parliate subito con il vostro partner. Condividere i propri sentimenti sul momento consente di focalizzare la discussione sul problema reale. Non è un bene tenersi tutto dentro nella speranza di trovare il momento adatto per tirarlo fuori, perché a quel punto il vostro partner potrebbe essere risentito e aver alzato un muro tra di voi. Affrontate i problemi nel momento in cui sorgono.

2. Concedetevi tempo e spazio. A volte si vorrebbe poter risolvere una questione immediatamente, ma non è sempre possibile. Le soluzioni, infatti, si sviluppano e si trasformano nel tempo, mano a mano che ogni persona acquisisce una maggiore comprensione della prospettiva dell’altro e si crea lo spazio per accogliere le posizioni di entrambe le parti. Siate pazienti e provate a vedere le cose dal punto di vista del vostro partner.

3. Limitatevi alla questione del momento. Nella foga della discussione, spesso si è spinti a rinvangare il passato, coinvolgendo nella discussione altre persone, spesso i familiari, che forse hanno preso le parti dell’uno o dell’altro in qualche occasione. Così facendo, però, non si fa che aggravare il conflitto. Per questo motivo, cercate di restare focalizzati su di voi, sul vostro partner, e sulla questione specifica che vi trovate ad affrontare.

4. Siate diplomatici. Nel discutere di una questione che vi sta particolarmente a cuore, è probabile che vi facciate prendere dall’impeto e che siate spinti ad usare parole “forti”. Cercate invece di usare i termini con cautela, senza accusare e criticare il comportamento dell’altro, esprimendo invece come vi sentite voi e cosa provate rispetto all’accaduto. Anziché dire: “TU hai fatto, detto, ecc.”, usate frasi come: “IO mi sono sentito/a, IO ho provato, ecc.”. Questo vi aiuterà ad avere una conversazione più efficace e proficua.

5. Ascoltate il vostro partner. È importante che esprimiate i vostri sentimenti e le vostre sensazioni, ma è altrettanto importante che anche il vostro partner abbia la possibilità di parlare. Prestate attenzione a ciò che ha da dirvi riguardo ai suoi bisogni, e perché sono così importanti per lui. Una volta compreso profondamente da dove provengono determinati bisogni dell’altro, sarà più facile trovare un compromesso, perché non si tratterà più di stabilire chi ha il controllo e il potere all’interno della coppia.

6. Mettete un punto e andate avanti. Anche quando non riuscite a trovare una soluzione definitiva a un problema sorto, è utile e importante trovare il modo di chiudere comunque la questione. Fate pace con il vostro partner e chiedetevi scusa per esservi eventualmente offesi reciprocamente. Farà bene alla vostra coppia mettere da parte i dissapori e andare avanti insieme, come una vera squadra.

 

Coppia: Un’opportunità per crescere insieme

cuore-mano-nella-manoQuando una relazione entra in crisi, è piuttosto frequente che le persone attribuiscano al cambiamento dell’altro il fallimento del rapporto, e sono tutt’altro che rare espressioni  come: “È cambiato, non è più la persona di cui mi sono innamorato/a”.

Eppure, anche se può capitare che alcune circostanze della vita portino le persone a un cambiamento profondo della propria personalità, non è questo il motivo più frequente delle crisi di coppia.

Basta infatti chiedere a quelle persone di raccontare gli inizi della loro storia d’amore, per scoprire “magicamente” che le qualità che oggi rendono il partner detestabile sono le stesse per le quali lo avevano scelto.

Questo accade perché all’interno di ogni relazione, e in particolar modo in una molto intima come quella di coppia, ognuno di noi sperimenta le proprie caratteristiche di personalità, caratteristiche che possono essere allo stesso tempo punti di forza e fragilità. Ed è così che il compito evolutivo della coppia è proprio quello di fare in modo che i partner sperimentino anche le qualità che non sono tipiche della propria personalità e che però possono trovare nell’altro.

Quando uno dei due partner, ad esempio, è estroverso e socievole e l’altro più introverso e taciturno – come spesso accade – la sfida è fare in modo che chi è più taciturno prenda un po’ dell’estroversione dell’altro, e compito dell’estroverso è lasciare spazio all’altro per sperimentarsi.

Se questo non accade, e ognuno resta in qualche modo bloccato nel proprio ruolo, il rischio è di sentire l’altro come un impedimento alla propria evoluzione personale, con il conseguente insorgere di sentimenti di risentimento e insofferenza.

Le qualità che cerchiamo nei nostri partner sono spesso quelle che sentiamo mancare a noi stessi, e in questo senso la relazione di coppia può rivelarsi un alleato prezioso per conoscere meglio se stessi e crescere insieme alla persona che abbiamo scelto.

Sì, che abbiamo scelto, ed è una scelta che non avviene mai per caso.

Ogni relazione d’amore è un’avventura

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Ho appena concluso una bellissima e illuminante lettura: L’arte di far accadere le cose, di Mike Dooley.

Da una parte questo libro conduce il lettore verso la scoperta del proprio potere personale, dall’altra gli insegna anche ad assumersi le proprie responsabilità. E ruotando proprio intorno a questi due cardini, procede indicando come affrontare le cose del mondo, aiutandoci a scoprire nuove opportunità.

Ma c’è una pagina che vorrei condividere con voi, una pagina all’interno del capitolo sulle relazioni che lui dedica alla relazione d’amore.

Come nella vita, in un’avventura ci sono speranza, impegno, promessa e incognite. Le relazioni non sono «lavoro» in se stesse, come spesso ci capita di sentire. Capisco quello che si vuol cercare di trasmettere quando le si definisce così e, certo, tutte le relazioni, come tutte le avventure, sono un continuo lavoro d’amore. Ma dato che i più fanno ancora equivalere la parola «lavoro» alla parola «fatica», etichettare in questo modo una relazione non è saggio.

Credere fermamente in una cosa qualsiasi, compresa l’assunzione che le relazioni siano «lavoro», creerà quella realtà. La verità è che una relazione non ha caratteristiche fino a che le persone che la vivono non la definiscono. Non sono facili o difficili, faticose o appaganti, lavoro o gioco, fino a che qualcuno non lo afferma. La verità più grande non è che le relazioni sono questo, quello o quell’altro; è che sono gli individui che creano le relazioni a vederle come questo, quello o quell’altro, e dunque così esse diventano. Invece che lavorare sulla relazione, ciascuno dovrebbe lavorare consapevolmente sulla propria percezione della vita, e questo indipendentemente dal fatto che stia vivendo o meno un rapporto di coppia. Le relazioni creano una fantastica opportunità proprio di fare ciò, perché spesso il partner svela le forze o le debolezze, le comprensioni e i fraintendimenti dell’altro.

Non è la relazione a essere un lavoro; è il fatto che essa crea le condizioni ideali per arrivare a conoscerci. Se questo «lavoro» diventa arduo e ne viene data la colpa alla relazione, invece che essere visto come un passo avanti nella comprensione di se stessi, si imputeranno erroneamente queste sofferenze sempre più grandi alla relazione stessa, senza capire che essa stimola il naturale e inevitabile risveglio alla verità e all’autoscoperta. Tali pensieri coloreranno poi le future relazioni della stessa tonalità, come laboratori di dolore, rendendole perciò laboratori di dolore. I pensieri diventano cose.”

Quando nasce una nuova coppia

nuovacoppiaLa coppia non si crea negando le origini e pensando che la vita inizia solo dal momento in cui ci si è conosciuti, ma perdendo l’illusione di una coppia perfetta e immutabile nel tempo.

Ogni giorno milioni di persone si incontrano, si innamorano, iniziano una relazione… e poi? Perché è così frequente che, dopo un inizio scintillante e promettente, a volte già dopo qualche mese si iniziano a sentire i primi scricchiolii?

In alcuni casi, ad esempio, dopo il primo periodo di entusiasmo e voglia di condivisione totale, uno dei due partner può manifestare il desiderio di riappropriarsi dei propri spazi, per emergere da quella forma di simbiosi tipica dell’innamoramento. E se questo bisogno viene razionalmente considerato fisiologico dalla maggior parte delle persone, da alcuni o alcune questo tipo di richieste vengono vissute come una forma di rifiuto, se non addirittura di abbandono.

Tali reazioni possono essere il riflesso di insicurezze personali e di esperienze che appartengono al proprio vissuto, e come tali portano con sé una discreta dose di dolore e sofferenza. Per non parlare, poi, del rischio di deteriorare con le tali ansie e paure un rapporto che è ancora in una fase iniziale, dove i comportamenti servono ai partner per conoscersi e per capire se quella è la persona giusta con cui proseguire il cammino.

In questi casi, è fondamentale cercare di distinguere quelli che possono essere dei reali segnali di allontanamento del partner dall’interpretazione che ciascuno dà di quei comportamenti sulla base della propria esperienza e del proprio vissuto. Questo può aiutare ad affrontare al meglio la storia che stiamo vivendo, senza rischiare di preoccuparsi troppo per qualcosa che in realtà appartiene solo a se stessi, ma allo stesso tempo anche prendendo contatto con le proprie emozioni, per comprendere i bisogni ad esse legati.

Altrettanto fondamentale, quando si inizia una nuova relazione, è rispettare il vissuto del nuovo partner e tutto ciò che appartiene al suo “mondo” – la sua famiglia, gli amici – ed essere disposti ad entrarne a far parte a poco a poco, senza fretta, rispettando i tempi dell’altro senza interpretare eventuali esitazioni sempre e solo come una mancanza di interesse o di sentimento nei propri confronti.

Quel vissuto e quel “mondo” potranno piacerci oppure no, ed è partendo da lì che potremo interrogare noi stessi e chiederci se quella persona ci fa stare bene davvero, ascoltando il cuore e le emozioni che ci dà, ma sempre rispettando i nostri bisogni più profondi.

E allora buon inizio!

Le differenze rafforzano la coppia!

differenze (1)Mi capita spesso, e non solo nella mia professione di Counselor, di sentire qualcuno lamentarsi del proprio partner dicendo: “È cambiato, non è più la persona che avevo conosciuto e di cui mi sono innamorato/a”.

Frasi come queste sono molto frequenti quando la coppia va in crisi, ed è assai comune attribuire al cambiamento dell’altro il fallimento del rapporto.

Ma è davvero così? Le persone si lasciano perché uno dei due o entrambi cambiano, e in qualche modo non riconoscono più nell’altro l’uomo o la donna che li aveva fatti innamorare?

In realtà non è proprio così. Certamente ci sono casi in cui le circostanze della vita portano le persone a un cambiamento profondo della propria personalità, ma non è questo il motivo più frequente delle crisi di coppia.

Basta infatti chiedere a quelle persone di raccontare gli inizi della loro storia d’amore, per scoprire “magicamente” che le qualità che oggi rendono il partner detestabile sono le stesse per le quali lo avevano scelto.

Questo accade perché all’interno di ogni relazione, e in particolar modo in una molto intima come quella di coppia, ognuno di noi sperimenta le proprie caratteristiche di personalità, caratteristiche che possono essere allo stesso tempo punti di forza e fragilità. Compito evolutivo della coppia è proprio quello di fare in modo che i partner sperimentino anche le qualità che non sono tipiche della propria personalità e che però cercano – e trovano – nel partner.

Quando uno dei due partner, ad esempio, è estroverso e socievole e l’altro più introverso e taciturno – come spesso accade – la sfida è fare in modo che chi è più taciturno prenda un po’ dell’estroversione dell’altro, e compito dell’estroverso è lasciare spazio all’altro per sperimentarsi.

Se questo non accade, e ognuno resta in qualche modo bloccato nel proprio ruolo, il rischio è di sentire l’altro come un impedimento alla propria evoluzione personale, con il conseguente insorgere di sentimenti di risentimento e insofferenza.

Le qualità che cerchiamo nei nostri partner sono spesso quelle che sentiamo mancare a noi stessi, e in questo senso la relazione di coppia può rivelarsi un alleato prezioso per conoscere meglio se stessi e crescere insieme alla persona che abbiamo scelto.

Sì, che abbiamo scelto, ed è una scelta che non avviene mai per caso.

Quando una relazione finisce. “Si chiude una porta, si apre…”

Opendoor (1)La fine di una relazione può essere un’esperienza decisamente traumatica, e chiunque l’abbia vissuta almeno una volta nella vita conosce bene quella tipica sensazione di spaesamento.

Del resto la fine di un rapporto sentimentale è una delle condizioni più stressanti della vita, e a prescindere da chi abbia preso la decisione, quello che si prova è un misto di solitudine, ansia, tristezza, ma forse anche rabbia e senso di colpa.

In questi momenti è molto importante aprirsi ed essere ascoltati, per questo il Counseling può essere uno strumento utile per esplorare tutte queste emozioni senza il timore di essere giudicati.

Con l’aiuto di un Counselor, rispettando ciascuno i propri tempi, è possibile riscoprire lentamente se stessi come persone uniche e speciali, concentrandosi sui propri valori, sui propri interessi e sulle proprie passioni.

Si chiude una porta, si apre un portone” recita un vecchio proverbio, e a me piace pensare che quel portone si apra non necessariamente per far entrare nella nostra vita un altro uomo o un’altra donna da amare, ma per darci l’occasione di dedicare del tempo a noi stessi, concentrandoci su ciò che abbiamo anziché su ciò che abbiamo perso.

Varcare la soglia di quel portone per ascoltare noi stessi e conoscere le nostre emozioni e i nostri bisogni, può rappresentare una grande opportunità di crescita.

E anche un’occasione per scoprire cosa ci aspettiamo da una relazione futura… perché arriverà il momento anche per quella!

La tecnologia fa bene alle relazioni?

tecnologia e relazioniQualche sera fa, durante una cena tra amici, mi sono trovata per l’ennesima volta ad assistere a una scena che, francamente, avrei preferito risparmiarmi. Una persona seduta al mio tavolo ha passato la serata con il cellulare ben in vista accanto al piatto e alle posate, e ha continuato ad armeggiare con il medesimo per quasi tutto il tempo.
Comportamenti come questo sono, ahimè, ormai piuttosto frequenti, e quel che colpisce è che a metterli in atto non siano degli adolescenti dipendenti dalla tecnologia, ma donne e uomini abbondantemente over 40, che quando si tratta del rapporto con il loro cellulare sembrano dimenticare perfino le buone maniere.
Non c’è allora da stupirsi se proprio questo rapporto morboso con i dispositivi mobili che oggi ci seguono ovunque, finisca spesso per diventare la causa di una crisi di coppia o delle relazioni in generale.
Capita spesso che chi si rivolge a un Counselor per risolvere i problemi con il proprio partner, ad esempio, racconti di serate trascorse davanti al computer, o alle prese con tablet e cellulari. Whatsapp, Facebook, Twitter, posta elettronica, e chi più ne ha più ne metta, sono tutti strumenti che dovrebbero aiutarci ad entrare in comunicazione con il maggior numero di persone… peccato che spesso finiscano per allontanarci da chi ci sta vicino.
E anche se sappiamo tutti quanto la comunicazione reale sia fondamentale per la sopravvivenza di ogni relazione, non è certo facile alimentarla quando l’altro alza una sorta di muro concentrando le proprie energie per comunicare virtualmente con altre 10, 20, o 100 persone che magari in quel momento si trovano dall’altro capo del mondo, o per lavorare anche ben oltre l’orario stabilito e da qualunque angolo del pianeta.
E allora che fare?
La risposta non è semplice. Perché se a fare un uso compulsivo di questi dispositivi è un amico, si può anche scegliere di condividere il proprio tempo con qualcuno più interessato alle relazioni reali che a quelle virtuali, ma se questa sorta di dipendenza colpisce il proprio partner la questione si complica.
Certo, non possiamo spegnere o imporre di spegnere cellulari, PC e tablet per tutto il giorno, visto che sono ormai diventati strumenti indispensabili anche per il lavoro, ma ciò che è importante è trovare il modo di farne un uso equilibrato. Un uso che consenta di reperire le informazioni necessarie, lavorare e comunicare con il “mondo” – anche per divertimento, perché no? – ma allo stesso tempo senza sottrarre tempo alle relazioni con le persone in carne e ossa.
Un suggerimento può essere quello di stabilire delle semplici regole, e rispettarle noi per primi affinché anche ci sta accanto faccia altrettanto.
Ad esempio: 1) un’ora senza telefoni, tablet o laptop quando si rientra a casa, per avere il tempo di raccontarsi com’è andata la giornata; 2) niente dispositivi mobili in camera da letto; 3) usare tablet o PC per lavoro dopo cena o in vacanza deve essere un’eccezione, non la regola.
Questi sono solo dei suggerimenti, e non importa quali siano le regole a casa vostra, ciò che conta è che una volta stabilite facciate del tutto per rispettarle.
E vedrete che ne varrà la pena, anche per la vostra salute. È ormai risaputo, infatti, che la luce blu emessa dagli schermi dei dispositivi elettronici può danneggiare i nostri occhi, anche gravemente, e che un uso eccessivo porta ad assumere posture scorrette che causano mal di schiena e problemi alla cervicale.
Insomma, mettete da parte ogni tanto cellulari, tablet e pc, poi guardate negli occhi chi vi sta davanti e godetevi la sensazione di essere connessi… non alla rete, ma a ciò che vi succede intorno.