S.O.S. coppia: 8 segnali per capire se avete bisogno d’aiuto

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Quando le cose filano lisce e si è innamorati, si ha la sensazione di essere invincibili davanti al mondo. Niente sembra impossibile con lui o lei al proprio fianco, e non è minimamente immaginabile che possa succedere qualcosa di negativo.

Al contrario, quando si vive un rapporto di coppia difficile, si è portati a pensare esattamente l’opposto. Il malessere legato alla relazione di coppia finisce per influenzare ogni altro aspetto della propria vita, e il mondo intero appare cupo e ostile.

Se vi riconoscete nel secondo di questi casi, forse è arrivato il momento di rivolgervi a un consulente di coppia che possa aiutarvi a sciogliere i nodi che vi impediscono di vivere al meglio la vostra relazione, per tornare ad affrontare la vita insieme al compagno o alla compagna che avete al vostro fianco.

Il segreto di un rapporto di coppia soddisfacente, però, è non aspettare che la situazione diventi disperata, ma cercare aiuto quando compaiono i primi segnali di difficoltà, per poterli affrontare e risolvere nel modo migliore.

E allora, per aiutarvi, ecco gli otto segnali da osservare per capire se avete bisogno dell’intervento di un professionista.

  1. Continuate a litigare sempre sulle stesse questioni, ma non riuscite a risolverle. In ogni coppia ci sono argomenti di discussione ricorrenti, ma se avete costantemente la sensazione di non riuscire a trovare una soluzione o raggiungere un compromesso, allora è arrivato il momento di chiedere aiuto. Probabilmente nella vostra coppia esiste una difficoltà per quanto riguarda la capacità di comunicazione e di risoluzione dei conflitti, e un professionista può fornirvi gli strumenti utili per migliorare entrambi.
  2. Evitate continuamente il confronto. Se temete di affrontare alcune questioni con il vostro partner, il primo passo è chiedervi perché. Può essere la paura del conflitto, o forse ciò che temete è la violenza o l’aggressività del partner. O ancora, può essere il timore di perdere il partner. Qualunque sia la ragione è fondamentale scoprirla, perché solo allora potrete affrontare quella paura per poterla superare con successo.
  3. Siete diventati apatici e non avete più voglia di parlare. Il dialogo è fondamentale in ogni relazione, e se non avete più voglia di parlare con il vostro partner dovreste chiedervi perché state ancora insieme. Una delle chiavi principali per una relazione soddisfacente è la capacità di comunicare sia sulle questioni più importanti e fondamentali, sia sui semplici fatti quotidiani, perché, oltre a farci sentire meno soli, conferma che possiamo contare sull’appoggio di qualcuno.
  4. Avete costantemente un atteggiamento negativo verso il vostro partner. Se provate a paragonare la vostra relazione a un conto corrente bancario, immaginate che ogni commento negativo nei confronti del vostro partner sia come un prelievo, e vi renderete conto che quel conto a lungo andare rischia di esaurirsi. Per questo è importante fare spesso dei “versamenti”, riconoscendo al vostro partner anche le qualità positive, in modo tale da tenere il bilancio sempre in attivo. Ricordate, però, che la negatività in alcuni casi è un atteggiamento mentale, e con l’aiuto di un professionista potreste riuscire a modificare il vostro approccio.
  5. Siete insoddisfatti della vostra vita sessuale. Come ogni aspetto nella vita di una coppia, il sesso può avere alti e bassi, ma se vi accorgete che il senso di insoddisfazione persiste da troppo tempo, allora è necessario un intervento. È normale attraversare diverse fasi di coinvolgimento sessuale, ma se non avete rapporti da mesi o addirittura da anni, e non riuscite a risolvere la questione da soli, è importante che vi rivolgiate a un professionista.
  6. Litigate violentemente per motivi futili. Se capita spesso che episodi apparentemente banali accendano violente discussioni, è probabile che nel vostro rapporto ci sia una questione di fondo irrisolta. Arrivare a comprendere di quale questione si tratta potrebbe non essere semplice, perché è probabile che non ne siate neppure completamente consapevoli, ma riuscire a portare in superficie ciò che nascondete nel vostro intimo, eventualmente con l’aiuto di un professionista, è il primo e indispensabile passo per affrontare ciò che genera quella rabbia. E una volta affrontata e superata la questione irrisolta, riuscirete sicuramente a vivere i piccoli contrasti quotidiani con maggiore leggerezza.
  7. Ricorrete spesso alla minaccia. Se minacciate di continuo il vostro partner di lasciarlo, o se create in qualche modo un’atmosfera negativa intorno alla coppia, è probabile che prima o poi il vostro rapporto arrivi al capolinea. La capacità di influenzare positivamente l’altro è un aspetto fondamentale di ogni relazione, ed è importante che entrambi i partner siano in grado di farlo. Al contrario, ricorrere continuamente alla minaccia per persuadere l’altro, dimostra che si è in presenza di un rapporto distruttivo. Le minacce possono funzionare nel breve termine, ma alla lunga il prezzo che vi ritroverete a pagare sarà molto alto.
  8. Siete arrivati al punto di voler lasciare il vostro partner. Se nel vostro rapporto si è creata una crepa profonda e siete pronti a mettere la parola fine alla vostra storia, può comunque essere utile l’aiuto di un professionista. Capita spesso che un rapporto inizi a migliorare proprio nel momento della rottura. Ma perché ciò accada, sono necessari impegno e disciplina, oltre che una buona dose di duro lavoro. E se è vero che molti rapporti, purtroppo, sono irrecuperabili, è anche vero che vale sempre la pena provare a un recuperare un legame con una persona che un giorno abbiamo scelto e di cui ci siamo innamorati.

E voi? Riconoscete uno o più di questi segnali nel vostro rapporto di coppia?

Matrimoni zombie

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Viste dall’esterno, sembrano relazioni felici e serene. I partner hanno una ricca vita sociale,  fatta di cene e uscite con gli amici, assistono sorridenti alle imprese sportive dei propri figli, e in casa regna un’atmosfera apparentemente tranquilla. Litigi e discussioni sono piuttosto rari, e non perché non ci siano questioni da affrontare, ma perché l’indifferenza ha preso il posto della rabbia. Pur vivendo sotto lo stesso tetto, sono separati dal punto di vista emotivo, e a volte sono talmente bravi a salvare le apparenze da riuscire quasi a convincere perfino se stessi che tutto vada bene. Eppure, uno dei due o entrambi, sentono che qualcosa si è spento tra loro.

Conoscete anche voi qualche coppia di questo tipo? Forse sì, perché sono purtroppo molto numerosi i partner che decidono di ignorare i segnali di avvertimento e di non vedere le situazioni per quello che sono, fino a trasformare le loro unioni in quelli che Andrew Marshall, uno dei più famosi consulenti di coppia e autore di “I Love You But I’m Not In Love With You”, ha definito “matrimoni zombie”. Matrimoni in cui la coppia mantiene l’apparenza di una relazione viva, ma l’anima dell’unione ha pressoché esalato l’ultimo respiro.

Ma cosa fa sì che un rapporto si trasformi in una specie di “morto vivente”? Una delle cause principali è sicuramente l’evitamento del conflitto. A prima vista può sembrare un modo per preservare una relazione, perché a nessuno piace discutere e litigare, ma il prezzo da pagare è spesso troppo alto. Difficilmente due persone possono vivere una accanto all’altra senza mai essere in disaccordo, ed è proprio la capacità di affrontare e risolvere i conflitti, e non l’assenza di conflitto, a predire se una relazione è sana o meno. E scegliendo di non affrontare le cause che sono alla base del conflitto è abbastanza inevitabile che si generi risentimento, frustrazione e disinvestimento emotivo da parte di uno o di entrambi i partner.

Oltre a questo, altre possibili cause sono una vita sessuale scarsa o insoddisfacente, l’eccessiva concentrazione sui figli a discapito del rapporto di coppia, la difficoltà a trovare un accordo comune e condiviso sulla gestione delle finanze familiari, oppure problematiche irrisolte del passato. Per quanto riguarda il sesso, purtroppo si tratta di un argomento difficile da affrontare, e nella maggior parte dei casi i partner preferiscono ignorare i segnali che indicano la presenza di un problema in quell’area della relazione. Piuttosto che chiedere aiuto, forte è la tentazione di mettere la testa sotto la sabbia e sperare che le cose – magicamente – si sistemino da sole.

E allora, vi chiederete, cosa fare se vi accorgete che la vostra relazione è precipitata in questa specie di mondo dei morti viventi?

Per prima cosa accettate che la rabbia può essere positiva, perché porta in superficie i problemi, e solo in quel modo sarà possibile provare a risolverli. Un litigio è un atto molto intimo e dimostra che voi e il vostro partner tenete abbastanza al vostro rapporto da mostrare i sentimenti che provate. E avrete anche una piacevole sorpresa, perché vi accorgerete che nessun problema vi apparirà insormontabile quando sarete riusciti a parlarne. Inoltre, cercate di non essere critici ma curiosi rispetto alle emozioni e ai comportamenti del vostro partner. Piuttosto che giudicare i suoi comportamenti, chiedetegli cosa prova e cercate di mettervi nei suoi panni.

In ogni rapporto le responsabilità sono a metà strada, e l’errore più grave che si possa fare è partire dal presupposto che la ragione sia prevalentemente dalla propria parte, e il torto da quella del partner. Quindi, invece di impiegare tutte le energie per cercare di cambiare il vostro partner, pensate a cosa potreste fare voi di diverso. Invece di riproporre il vostro solito copione, provate a comunicare come vi sentite e cosa provate. Forse non risolverete le cose definitivamente, ma almeno romperete gli schemi e probabilmente otterrete una risposta diversa dal vostro partner, che si sentirà probabilmente invogliato ad aprirsi a sua volta. Ricordate che la vecchia strada non ha funzionato, quindi, se volete davvero che le cose cambino, è arrivato il momento di adottare una nuova strategia.

Affrontare i problemi che affliggono il vostro rapporto potrà essere doloroso, ed è normale che abbiate la tentazione di lasciar perdere e continuare a far finta di niente. Ma solo affrontando le difficoltà potrete ritrovare insieme la voglia di mantenere viva la vostra relazione. Certo, potreste anche arrivare alla triste conclusione che la cosa più giusta per entrambi è separarsi, ma non è sempre meglio che vivere nel mondo dei morti viventi?

Sono ancora in tempo per recuperare il mio matrimonio? “Il Counselor risponde”

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Riconoscere la propria responsabilità nel fallimento di una relazione, può offrire una seconda opportunità per recuperare ciò che può sembrare perduto per sempre.

“Questa estate io e mia moglie abbiamo fatto le vacanze separati. Il nostro matrimonio era in crisi da anni. Quando lo abbiamo comunicato ai ragazzi, mia figlia di 14 anni ha reagito malissimo e si è arrabbiata dando la colpa a me.

Appena sono partiti ho provato una bruttissima sensazione – ho pensato che forse avrei dovuto corrergli dietro, dirgli di rimanere, sforzarmi di risolvere i problemi con mia moglie. Ma non l’ho fatto. Ho trascorso l’estate da solo, in uno stato di tristezza, di rabbia e di confusione. Avrei voluto chiamare mia moglie e parlarle, ma ho immaginato che non volesse ascoltarmi.

Non pensavo che fosse anche lei profondamente triste e che stesse soffrendo per la situazione che si era venuta a creare. Credevo solo si stesse divertendo con la sua famiglia e gli amici. Mi mancava moltissimo, e ogni giorno che passava mi accorgevo sempre di più che avevo bisogno di lei, che la amavo. Ma alla fine dell’estate lei mi ha comunicato che avrebbe chiesto la separazione legale, e che il nostro matrimonio era finito.

A quel punto ho tentato di riavvicinarmi, ma lei mi ha chiuso tutte le porte. Le ho mandato messaggi esprimendole il mio amore e il mio pentimento, e chiedendole di perdonarmi. Ma lei ha superato la fase del dolore, mentre per me è appena iniziata.

Ho rovinato ciò che di più bello avevo nella vita. Provo un profondo rimorso, e vorrei che lei tornasse ad amarmi. Penso di essermi comportato male con lei, di essere stato insensibile e di averla trascurata.

E ora cosa posso fare? È troppo tardi per riconquistarla?”.

Antonio (45 anni)

Caro Antonio,

non sarà davvero finita del tutto finché non avrete ottenuto il divorzio, ma è evidente che hai aspettato troppo tempo per dire e fare qualcosa per cercare di recuperare la vostra relazione. In tutto questo tempo tua moglie avrà sicuramente avuto modo di riesaminare e valutare tutta la vostra storia, e superare la fase del dolore per entrare in quella della consapevolezza.

Ciò che puoi fare è dirle che riconosci di averla delusa e intraprendere un percorso di crescita personale per rivedere i tuoi comportamenti e il tuo modo di relazionarti a lei. Puoi dirle che la ami e che vorresti continuare a stare insieme e impegnarti per far funzionare il vostro rapporto, se lei te ne darà la possibilità.

È molto probabile che tua moglie non sia disposta a credere ad un tuo cambiamento repentino, quindi puoi chiederle qualche mese di tempo per dimostrarle che sei cambiato davvero. E anche se vivrete separati, puoi dirle che ti farebbe piacere vederla di tanto in tanto.

Tra un po’ di tempo, se anche lei lo vorrà, potrebbe essere utile per voi intraprendere un percorso di Counseling di coppia, perché riconoscere e ammettere le responsabilità personali nel fallimento della vostra relazione sarà un requisito fondamentale per tentare di ricostruire il vostro rapporto e ricominciare una vita insieme.

Nel frattempo, è importante che tu continui a vedere i tuoi figli, cercando di mostrare una particolare attenzione e sensibilità nei confronti della rabbia di tua figlia. Ricordati, infatti, che anche se non tornerai insieme a tua moglie, è estremamente importante che tu ristabilisca e mantenga sempre una buona relazione con i tuoi figli.

 

Counseling prematrimoniale

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Le statistiche ci dicono che in Italia i tassi di separazione e di divorzio sono in continua crescita. Nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi.

La durata media del matrimonio risulta pari a 15 anni per le separazioni e a 18 anni per i divorzi, mentre l’età media alla separazione è di circa 46 anni per i mariti e di 43 per le mogli, valori aumentati negli anni per effetto della posticipazione delle nozze in età più mature e per la crescita delle separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne. Il 72% delle separazioni e il 62,7% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti durante il matrimonio.

Questi i numeri freddi delle statistiche. Ma cosa serve perché un matrimonio abbia successo e possa durare nel tempo?

Il counseling prematrimoniale è un utile strumento per consentire ai partner di iniziare con il piede giusto il fatidico passo che stanno per intraprendere, occupandosi di analizzare i possibili futuri “scossoni” che la relazione inevitabilmente subirà, e far sì che la coppia abbia maggiori probabilità di superarli insieme nel migliore dei modi.

Le questioni che mettono a dura prova una relazione di coppia sono sostanzialmente le stesse nella maggior parte dei casi.

La prima è senza dubbio la comunicazione. Tutti noi abbiamo un diverso stile comunicativo: alcuni preferiscono non rompere gli equilibri preesistenti, quindi tendono a non esprimersi e a non discutere, mentre altri sono più reattivi. A qualunque categoria appartengano in partner, è importante che trovino il modo di discutere apertamente le questioni che emergono, in modo tale che queste non restino nascoste e causino problemi in futuro.

Il sesso è un’altra grande questione, ed è una di quelle delle quali si parla con maggiore difficoltà. All’inizio di una relazione, il sesso solitamente non è un problema, e non c’è alcun bisogno di parlarne. Ma dopo 5, 10 o 20 anni trascorsi insieme, il sesso cambia ed è necessario che i partner abbiano gli strumenti per poterne discutere. Inoltre, nel caso si decida di avere figli, la gravidanza e il primo anno di vita del bambino avrà delle ripercussioni inevitabili sulla vita sessuale della coppia, ed è importante che i partner sappiano come gestire queste fasi.

Un’altra questione, forse la più importante della lista, è il denaro. E anche quando la questione non riguarda i soldi nel senso stretto del termine, quanto piuttosto la sicurezza economica della famiglia, è un argomento molto delicato e può avere profonde ripercussioni sulla coppia. È perciò fondamentale imparare a discutere su come affrontare le cose nel migliore dei modi. Non è importante se si decide di avere un conto unico, un conto separato, oppure un conto comune e due conti separati, ciò che importa è che la scelta sia condivisa e accettata da entrambi.

Anche i ruoli e le aspettative all’interno della coppia giocano un ruolo decisivo. Molti coltivano aspettative nascoste su quella che sarà la loro vita insieme, aspettative a volte trasmesse dai propri genitori. Non importa quali siano le aspettative, ciò che conta è che i partner imparino a parlarne. E questo riguarda l’educazione dei figli, la ripartizione dei ruoli e le faccende domestiche. Discutere di questi aspetti è una grande opportunità di conoscenza per la coppia.

Questa è solo un’idea degli argomenti che vengono affrontati nell’ambito di un percorso di counseling prematrimoniale, ma ciò che è certo è che per la coppia è un’ottima opportunità per esprimersi apertamente e conoscersi ancora meglio, e soprattutto mettere solide fondamenta per una relazione davvero felice e che duri nel tempo.