S.O.S. MAMMA

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Il modo migliore per aiutare un bambino è aiutare sua madre 

Ti senti in colpa perché non riesci a trascorrere abbastanza tempo con tuo marito e i tuoi figli?

Sei frustrata perché tuo marito non si dà abbastanza da fare in famiglia?

Hai la sensazione di mettere continuamente in discussione le decisioni che prendi nei confronti dei tuoi figli?

Senti di essere destinata al fallimento perché i tuoi genitori sono stati un cattivo esempio?

Ti senti sola?

Ti capita di non sopportare i tuoi figli?

Ti capita di dimenticare di mangiare, di bere o di andare in bagno?

Sei costantemente preoccupata?

Ti ritrovi spesso arrabbiata o in lacrime senza alcun motivo?

Se hai risposto sì a molte di queste domande, sei probabilmente una madre in difficoltà. Ma non preoccuparti, perché sei assolutamente in buona compagnia.

Il tentativo di molte donne di essere perfette con i propri figli, infatti, può spesso portarle a sentirsi sopraffatte ed esauste. Ricoprire il ruolo della madre perfetta, della moglie perfetta, della casalinga perfetta, della lavoratrice perfetta… e così via, genera inevitabilmente risentimento e infelicità. Eppure, basta un sorriso sdentato o il risolino di un bambino per riempire di gioia il cuore di una madre.

E allora, come si fa a godere di più di queste gioie che delle inevitabili preoccupazioni che la vita ci offre? Come fa una madre a trovare un equilibrio tra i propri bisogni e quelli della sua famiglia?

Sappiamo tutti che la perfezione non esiste. La vita è complicata e dobbiamo barcamenarci al meglio, ma il dono più grande che possiamo dare ai nostri figli e la nostra felicità.

Parlare con un counselor può alleviare la fatica di una madre, aiutandola a ricordarsi di ciò che è davvero importante. Perché una madre che vive la sua vita al meglio, insegnerà ai suoi figli a fare lo stesso.

Specchio, specchio delle mie brame… Come sopravvivere alle influenze di una madre narcisistica

biancaneve.jpgNell’omonima favola, Biancaneve viene perseguitata dalla sua matrigna finché non diventa maggiorenne e riesce (grazie anche all’aiuto di un principe innamorato) a liberarsi e a vivere la vita che desidera.

Sono sempre rimasta affascinata da questa fiaba e ci sono alcune questioni che mi hanno sempre lasciata perplessa. In particolare:

– Perché il padre di Biancaneve concede alla sua nuova moglie il potere di ferire la sua amata figlia?

– Perché nessuno si oppone alla crudeltà della matrigna?

– Come fa una principessa a sapere come prendersi cura di sette nani?

– Perché si nasconde invece di combattere contro la sua malvagia matrigna?

Molte persone (sia donne che uomini) sono costrette a sopportare madri (e padri) crudeli nonostante il fatto che quei genitori, che dovrebbero prendersi cura dei loro figli (o figliastri), non facciano che umiliarli, criticarli o ignorarli. La violenza può assumere diverse forme ed è particolarmente dannosa quando viene esercitata “nel bene del bambino”, perché genera nel figlio o nella figlia un forte senso di colpa.

La settimana scorsa mi è capitato tra le mani un libro che è stato una sorta di rivelazione. Cercavo qualche testo che potesse aiutarmi a capire meglio la seguente questione: nonostante una sicurezza finanziaria e una carriera interessante, alcune donne si sentono vuote dentro e provano la sensazione di non essere “mai all’altezza”, a prescindere da ciò che fanno (ad esempio, nella carriera, con i figli, nelle relazioni). La maggior parte delle persone che si trovano ad affrontare questo tipo di problema sono molto motivate ad intraprendere una terapia e riusciranno a capire molto analizzando la relazione con la propria madre.

Spesso queste donne inizialmente descrivono le proprie madri come le loro migliori amiche. Successivamente, però, emerge che questa amicizia funziona in una sola direzione: fino a quando la figlia focalizza la sua attenzione sulla madre le cose vanno relativamente lisce, ma non appena la figlia osa mettere se stessa al centro dell’attenzione, la madre non riesce ad accettarlo. Queste donne si sentono in debito con le loro madri ed è come se fosse loro responsabilità renderle felici. Tuttavia, per quanto si sforzino, la madre tenderà a sminuire o semplicemente ad ignorare i loro sforzi, o agirà come se quel tipo di comportamento sia loro dovuto.

Karyl McBride spiega questo fenomeno nel suo libro Will I ever good enough? Healing the daughters of narcissistic mothers (Tantor Media, 2009), nel quale descrive come le figlie di madri narcisistiche diventano o altamente performanti (eppure insoddisfatte) oppure autosabotatrici (per esempio, attraverso il loro comportamento o relazioni malsane).

Anche se non sono d’accordo che siano solo le figlie femmine ad essere interessate da queste problemi, perché mi è capitato di avere clienti maschi con problematiche simili, tuttavia questo libro rappresenta un’utile fonte sia per i terapeuti che per i clienti, stimolando idee provocatorie e aiutando a comprendere come scendere a patti con la relazione con la propria madre, e come andare oltre, anche senza l’aiuto di un principe affascinante.

Ma tornando ad una delle domande iniziali: perché il padre di Biancaneve non l’ha mai difesa? Probabilmente era troppo impegnato ad occuparsi delle esigenze della regina e non aveva energie per prendersi cura della principessa (e avrebbe anche dovuto pagare lo scotto per aver preferito la principessa alla regina).

Traduzione da MIRROW, MORROW ON THE WALL… Or how to survive the influences of your narcissistic mother di Di Carmen Von Haenisch

 

Mezz’ora al giorno per i vostri bambini

dipingere-con-i-bambini.jpgUn’infanzia senza fantasia e senza creatività può trasformare i bambini di oggi in adulti tristi, fragili, pieni di ansie, paure con il rischio di divenire perfino asociali o depressi.

Mezz’ora al giorno da dedicare a costruire un rapporto esclusivo con i nostri figli può fare aumentare in loro la fiducia in sé e può essere un buon antidoto contro l’ansia e le paure!

 

Uno spunto per una lettura interessante all’indirizzo http://www.bambinooggiuomodomani.org/

 

Il tema della nascita: «L’ospite Inatteso»

nascita.jpg (Esplorare il tema della nascita attraverso il racconto)

Mia madre era sicuramente molto FERTILE… due figli nel giro di un anno sono un bel record! E immagino la sua felicità quando le avranno messo, per la prima volta, tra le braccia quella bambina RUGOSA.

Pur venendo da quella che si può facilmente definire una famiglia SGRETOLATA, era riuscita a crearsene invece una molto SOLIDA, accanto a un uomo che l’amava molto. E per questo aveva ritenuto INDISPENSABILE tornare presto a casa, subito dopo la mia nascita, per farmi partecipare, a soli tre giorni di vita, al primo compleanno del mio fratellino.

La casa che ci accolse era VARIOPINTA, con torta, palloncini e regali per il festeggiato che, però, sentitosi abbandonato dalla mamma corsa in clinica per partorire la sorellina, la rifiutava e la scacciava, gettando un’ombra SCURA su quella che doveva essere una giornata speciale.

Ed io, con gli occhi ancora semi-chiusi, forse mi guardavo intorno non capendo bene quello che stava succedendo, o chissà se, nella mia semplicità di bambina, già sapevo, anzi ero SICURA, che il giorno dopo tutto sarebbe passato e saremmo tornati ad essere una bella famiglia!