Chiedere aiuto è un segnale di debolezza?

counseling-individuale1Nonostante gli uomini appaiono generalmente più riluttanti delle donne a condividere con l’altro il proprio mondo interiore, non possiamo certo dire che siano immuni dal vivere  momenti di crisi o altri problemi che riguardano la sfera psicologica. E proprio come alle loro partner, può capitargli di trovarsi davanti a scelte difficili, a cambiamenti improvvisi, oppure a vivere relazioni non soddisfacenti o situazioni che ostacolano la loro felicità.

Per quanto riguarda le relazioni, ad esempio, molti uomini non riescono ad esprimere facilmente i propri sentimenti alla persone che amano, e questo spesso li porta a deludere le aspettative del partner o anche dei figli, con le conseguenti difficoltà relazionali.

La sfera lavorativa, poi, è forse l’area più critica per il cosiddetto “sesso forte”. Un ambiente particolarmente competitivo, le enormi pressioni per raggiungere i risultati, la responsabilità – a volte – di essere l’unica fonte di reddito della famiglia, i difficili rapporti con colleghi e superiori, tutto questo fa sì che l’ambiente di lavoro costituisca la maggiore fonte di stress per gli uomini. Stress che, inevitabilmente, finisce spesso con il riversarsi sui rapporti famigliari.

Collegati a questi, sono ovviamente anche i problemi finanziari, motivo frequente di preoccupazione per coloro che, nonostante i cambiamenti sociali e culturali, continuano frequentemente a portare il peso di essere i capo famiglia.

Ma cosa possono fare gli uomini per affrontare al meglio i loro momenti difficili?

È fondamentale per prima cosa che si sforzino di parlare dei loro problemi. Che siano i familiari, il partner o gli amici poco importa, ciò che conta è dare voce a ciò che provano, lasciarlo affiorare per poterne prendere davvero consapevolezza.

Qualora, poi, dovessero sentire di non poter trovare nella famiglia o negli amici il tipo di supporto e di ascolto di cui avrebbero bisogno, è importante che si liberino del pregiudizio che spesso è alla base della loro riluttanza nei confronti delle professioni d’aiuto, e cioè che chiedere aiuto sia un segnale di debolezza.

Mettersi in gioco, al contrario, è spesso indice di grande forza e determinazione da parte di chi ha a cuore il proprio benessere.

Un percorso di auto-esplorazione, facilitato dall’empatia, dall’ascolto attivo e dall’accettazione incondizionata, può favorire una migliore conoscenza di se stessi e delle proprie emozioni, entrambi requisiti imprescindibili per affrontare al meglio le situazioni che la vita presenta, ma anche e soprattutto per creare e mantenere relazioni soddisfacenti.

Oggi parliamo di uomini!

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Credo non serva effettuare un’indagine su un campione particolarmente cospicuo per affermare che gran parte delle persone che varcano la porta dello studio di un counselor o di uno psicoterapeuta appartengono al sesso femminile.

È inutile negare che, nella mia personale esperienza, sono di gran lunga più numerose le clienti donne, e che spesso sono proprio loro che cercano di convincere i partner – non di rado riluttanti, quando non addirittura diffidenti – ad affrontare un percorso di counseling di coppia.

Impresa che non sempre ha esito positivo, generando un profondo senso di frustrazione nella parte femminile della coppia.

Eppure, nonostante la riluttanza maschile a condividere con l’altro il proprio mondo interiore, gli uomini non sono certo immuni dal vivere i propri momenti di crisi o da altri problemi che riguardano la sfera psicologica. E proprio come le loro partner, possono trovarsi davanti a scelte difficili, a cambiamenti improvvisi, oppure a vivere relazioni non soddisfacenti o situazioni che ostacolano la loro felicità.

Per quanto riguarda le relazioni, ad esempio, molti uomini non riescono ad esprimere facilmente i propri sentimenti alla persone che amano, e questo spesso li porta a deludere le aspettative del partner o anche dei figli, con le conseguenti difficoltà relazionali.

La sfera lavorativa, poi, è forse l’area più critica per il cosiddetto “sesso forte”, e spesso per loro è proprio l’ambiente di lavoro la maggiore fonte di stress. Un ambiente particolarmente competitivo, le enormi pressioni per raggiungere i risultati, la responsabilità – a volte – di essere l’unica fonte di reddito della famiglia, i difficili rapporti con colleghi e superiori, tutto questo fa sì che l’ambiente di lavoro costituisca la maggiore fonte di stress per gli uomini.

Collegati a questi, sono ovviamente anche i problemi finanziari, motivo frequente di preoccupazione per coloro che, nonostante i cambiamenti sociali e culturali, continuano a portare il peso di essere i capo famiglia.

Ma cosa possono fare gli uomini per affrontare al meglio i loro momenti difficili?

È fondamentale che gli uomini si sforzino di parlare dei propri problemi. Che siano i familiari, il partner o gli amici poco importa, ciò che conta è dare voce a ciò che provano, lasciarlo affiorare per poterne prendere davvero consapevolezza.

Qualora, poi, dovessero sentire di non poter trovare nella famiglia o negli amici il tipo di supporto e di ascolto di cui avrebbero bisogno, è importante che si liberino del pregiudizio che spesso è alla base della loro riluttanza nei confronti delle professioni d’aiuto, e cioè che chiedere aiuto sia un segnale di debolezza.

Mettersi in gioco, al contrario, è spesso indice di grande forza e determinazione da parte di chi ha a cuore il proprio benessere.

Un percorso di auto-esplorazione, facilitato dall’empatia, dall’ascolto attivo e dall’accettazione incondizionata, può favorire una migliore conoscenza di se stessi e delle proprie emozioni, entrambi requisiti imprescindibili per affrontare al meglio le situazioni che la vita presenta, ma anche e soprattutto per creare e mantenere relazioni soddisfacenti.

Le differenze rafforzano la coppia!

differenze (1)Mi capita spesso, e non solo nella mia professione di Counselor, di sentire qualcuno lamentarsi del proprio partner dicendo: “È cambiato, non è più la persona che avevo conosciuto e di cui mi sono innamorato/a”.

Frasi come queste sono molto frequenti quando la coppia va in crisi, ed è assai comune attribuire al cambiamento dell’altro il fallimento del rapporto.

Ma è davvero così? Le persone si lasciano perché uno dei due o entrambi cambiano, e in qualche modo non riconoscono più nell’altro l’uomo o la donna che li aveva fatti innamorare?

In realtà non è proprio così. Certamente ci sono casi in cui le circostanze della vita portano le persone a un cambiamento profondo della propria personalità, ma non è questo il motivo più frequente delle crisi di coppia.

Basta infatti chiedere a quelle persone di raccontare gli inizi della loro storia d’amore, per scoprire “magicamente” che le qualità che oggi rendono il partner detestabile sono le stesse per le quali lo avevano scelto.

Questo accade perché all’interno di ogni relazione, e in particolar modo in una molto intima come quella di coppia, ognuno di noi sperimenta le proprie caratteristiche di personalità, caratteristiche che possono essere allo stesso tempo punti di forza e fragilità. Compito evolutivo della coppia è proprio quello di fare in modo che i partner sperimentino anche le qualità che non sono tipiche della propria personalità e che però cercano – e trovano – nel partner.

Quando uno dei due partner, ad esempio, è estroverso e socievole e l’altro più introverso e taciturno – come spesso accade – la sfida è fare in modo che chi è più taciturno prenda un po’ dell’estroversione dell’altro, e compito dell’estroverso è lasciare spazio all’altro per sperimentarsi.

Se questo non accade, e ognuno resta in qualche modo bloccato nel proprio ruolo, il rischio è di sentire l’altro come un impedimento alla propria evoluzione personale, con il conseguente insorgere di sentimenti di risentimento e insofferenza.

Le qualità che cerchiamo nei nostri partner sono spesso quelle che sentiamo mancare a noi stessi, e in questo senso la relazione di coppia può rivelarsi un alleato prezioso per conoscere meglio se stessi e crescere insieme alla persona che abbiamo scelto.

Sì, che abbiamo scelto, ed è una scelta che non avviene mai per caso.

Vivere la crisi come un’opportunità di scelta

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Arriva prima o poi per tutti il momento in cui la vita decide di metterci a dura prova, lasciandoci addosso la sensazione di non riuscire ad attingere a quelle risorse sulle quali fino ad allora sentivamo di poter contare.

Può trattarsi della perdita di una persona cara, una separazione, la diagnosi di una malattia, ma anche una crisi profonda con il partner o la relazione difficile con un figlio… e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Eppure la crisi rappresenta davvero un’opportunità. Un’opportunità di cambiamento. Un’opportunità per fermarci a riflettere su chi siamo e come siamo arrivati a quel punto della nostra vita.

Spesso, infatti, siamo troppo presi dai mille impegni quotidiani per fermarci a pensare a come stiamo davvero, e lo facciamo solo quando esplode una crisi profonda nella nostra vita, quando all’improvviso abbiamo la sensazione che tutto il nostro mondo stia crollando a pezzi.

A volte proprio in questi casi ci si decide a chiedere l’aiuto di un professionista,  nella speranza che possa lenire la nostra profonda sofferenza, aiutandoci a ritrovare quelle risorse che sembrano perdute.

Eppure i cambiamenti più significativi della nostra vita sono quasi sempre preceduti da una crisi importante. Provate a pensare? Non è capitato anche a voi?

Questo accade perché l’evento che ha scatenato la crisi ci obbliga a disattivare quella sorta di pilota automatico grazie al quale le nostre vite vanno avanti quasi senza che ce ne accorgiamo.

Il più delle volte, infatti, non ci preoccupiamo di prestare troppa attenzione ai nostri pensieri e bisogni più profondi, ed è solo quando attraversiamo un momento particolarmente difficile che siamo costretti a uscire dalla nostra zona di comfort per trovare una modalità diversa di affrontare quella situazione che blocca il normale fluire della nostra vita.

Eppure qualcosa di magico accade nella vita delle persone quando escono dalla propria zona di comfort: avviene un cambiamento, un cambiamento che spesso è il risultato di una scelta consapevole.

Sì, è proprio così, perché la crisi ci costringe a fermarci e a riconsiderare ciò che è veramente importante nella nostra vita, offrendoci l’opportunità di vedere le cose da una nuova prospettiva che può generare un cambiamento importante per la nostra esistenza.

Per questo è molto frequente vedere qualcuno scoprire la sua grande forza interiore e prendere consapevolezza delle proprie preziose risorse proprio grazie a una situazione particolarmente difficile che si è visto costretto ad affrontare.

Certamente ci vuole tempo e spesso è necessario attraversare una discreta dose di dolore, insieme alla sensazione di non riuscire a vedere la luce in fondo al tunnel…

Eppure l’essere umano possiede in sé la capacità di risolvere i problemi che la vita gli presenta, anche quelli che possono apparire insormontabili, ed è per questo che il più delle volte riesce a uscire da quel tunnel, e quasi sempre più forte di prima.

E allora, la prossima volta che vi troverete ad affrontare un momento particolarmente difficile, ricordate di vivere la crisi come un’opportunità di crescita, valutando attentamente ciò che potete controllare, e lasciando andare tutto ciò che non dipende da voi.

Cogliete l’opportunità che quella crisi vi offre, e solo così riuscirete anche a dare un senso al dolore e alla fatica che saranno necessari per superarla.

 

Consulenza di coppia: funziona davvero?

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Se state pensando di rivolgervi a un consulente di coppia, vi starete sicuramente chiedendo: funziona davvero? È comprensibile che vi facciate questa domanda, perché nessuno vuole perdere tempo e denaro per qualcosa che probabilmente non lo aiuterà a risolvere i suoi problemi.

Come capita in molte altre situazioni, vi posso dire che la consulenza di coppia funziona per alcune coppie e non funziona per altre. Tuttavia, se siete profondamente determinati a voler salvare il vostro matrimonio, vi farà piacere sapere che le statistiche mostrano un alto grado di soddisfazione tra i clienti che si rivolgono ai professionisti del settore.

Ovviamente ogni singolo caso è diverso dall’altro, e diverse sono le problematiche che hanno portato una coppia alla crisi, ma in tutti i casi un fattore sicuramente importante per la riuscita del percorso è la disponibilità dei partner al cambiamento. Se avete deciso di affrontare questa strada, è infatti fondamentale che entrambi siate realmente disposti ad esplorare nuove soluzioni ai problemi che affliggono la vostra coppia.

Nel caso in cui siate ancora incerti, ecco tre buoni motivi per prendere una decisione.

  1. È più economico di una separazione. Nel caso siate sposati, saprete bene che separazione e divorzio implicano un notevole esborso di denaro, tra avvocati e contributi da pagare, per non parlare poi di tutto quello che ne consegue dal punto di vista del patrimonio. Un consulente di coppia potrebbe aiutarvi ad evitare le aule dei tribunali, e conseguentemente a risparmiare un sacco di soldi.
  2. I vostri figli vi ringrazieranno. È assai probabile che il vostro matrimonio sia di uno di quelli che hanno grandi possibilità di essere salvati, e se riuscirete a risolvere i problemi continuando a stare insieme, le ripercussioni sui vostri figli saranno senza dubbio positive. E oltre a dare loro l’esempio di una coppia che affronta insieme le difficoltà che si presentano, grazie al percorso di Counseling avrete ulteriori strumenti utili per gestire anche la relazione con i vostri figli.
  3. Non aspettate troppo. Basta tentennamenti! L’esperienza insegna che il Counseling di coppia funziona soprattutto quando si interviene in tempo, impedendo che si accumuli scontento e risentimento all’interno della relazione. Intervenire in tempo significa evitare che i problemi si acuiscano troppo fino al punto che uno dei partner – se non entrambi – decidano di rinunciare a risolverli.

È importante aggiungere che non sempre rimanere insieme è la soluzione giusta per una coppia. Se la relazione diventa distruttiva e la conflittualità troppo elevata, la separazione può rivelarsi la soluzione migliore per se stessi e per i figli. Tuttavia, anche dopo la decisione di separarsi, con l’aiuto di un professionista sarà possibile trovare il modo per farlo senza danneggiare troppo se stessi e il futuro dei propri figli.

Se hai problemi di coppia, contattami per una consulenza telefonica gratuita al numero 339-6183885 oppure all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it.

 

S.O.S. coppia: 8 segnali per capire se avete bisogno d’aiuto

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Quando le cose filano lisce e si è innamorati, si ha la sensazione di essere invincibili davanti al mondo. Niente sembra impossibile con lui o lei al proprio fianco, e non è minimamente immaginabile che possa succedere qualcosa di negativo.

Al contrario, quando si vive un rapporto di coppia difficile, si è portati a pensare esattamente l’opposto. Il malessere legato alla relazione di coppia finisce per influenzare ogni altro aspetto della propria vita, e il mondo intero appare cupo e ostile.

Se vi riconoscete nel secondo di questi casi, forse è arrivato il momento di rivolgervi a un consulente di coppia che possa aiutarvi a sciogliere i nodi che vi impediscono di vivere al meglio la vostra relazione, per tornare ad affrontare la vita insieme al compagno o alla compagna che avete al vostro fianco.

Il segreto di un rapporto di coppia soddisfacente, però, è non aspettare che la situazione diventi disperata, ma cercare aiuto quando compaiono i primi segnali di difficoltà, per poterli affrontare e risolvere nel modo migliore.

E allora, per aiutarvi, ecco gli otto segnali da osservare per capire se avete bisogno dell’intervento di un professionista.

  1. Continuate a litigare sempre sulle stesse questioni, ma non riuscite a risolverle. In ogni coppia ci sono argomenti di discussione ricorrenti, ma se avete costantemente la sensazione di non riuscire a trovare una soluzione o raggiungere un compromesso, allora è arrivato il momento di chiedere aiuto. Probabilmente nella vostra coppia esiste una difficoltà per quanto riguarda la capacità di comunicazione e di risoluzione dei conflitti, e un professionista può fornirvi gli strumenti utili per migliorare entrambi.
  2. Evitate continuamente il confronto. Se temete di affrontare alcune questioni con il vostro partner, il primo passo è chiedervi perché. Può essere la paura del conflitto, o forse ciò che temete è la violenza o l’aggressività del partner. O ancora, può essere il timore di perdere il partner. Qualunque sia la ragione è fondamentale scoprirla, perché solo allora potrete affrontare quella paura per poterla superare con successo.
  3. Siete diventati apatici e non avete più voglia di parlare. Il dialogo è fondamentale in ogni relazione, e se non avete più voglia di parlare con il vostro partner dovreste chiedervi perché state ancora insieme. Una delle chiavi principali per una relazione soddisfacente è la capacità di comunicare sia sulle questioni più importanti e fondamentali, sia sui semplici fatti quotidiani, perché, oltre a farci sentire meno soli, conferma che possiamo contare sull’appoggio di qualcuno.
  4. Avete costantemente un atteggiamento negativo verso il vostro partner. Se provate a paragonare la vostra relazione a un conto corrente bancario, immaginate che ogni commento negativo nei confronti del vostro partner sia come un prelievo, e vi renderete conto che quel conto a lungo andare rischia di esaurirsi. Per questo è importante fare spesso dei “versamenti”, riconoscendo al vostro partner anche le qualità positive, in modo tale da tenere il bilancio sempre in attivo. Ricordate, però, che la negatività in alcuni casi è un atteggiamento mentale, e con l’aiuto di un professionista potreste riuscire a modificare il vostro approccio.
  5. Siete insoddisfatti della vostra vita sessuale. Come ogni aspetto nella vita di una coppia, il sesso può avere alti e bassi, ma se vi accorgete che il senso di insoddisfazione persiste da troppo tempo, allora è necessario un intervento. È normale attraversare diverse fasi di coinvolgimento sessuale, ma se non avete rapporti da mesi o addirittura da anni, e non riuscite a risolvere la questione da soli, è importante che vi rivolgiate a un professionista.
  6. Litigate violentemente per motivi futili. Se capita spesso che episodi apparentemente banali accendano violente discussioni, è probabile che nel vostro rapporto ci sia una questione di fondo irrisolta. Arrivare a comprendere di quale questione si tratta potrebbe non essere semplice, perché è probabile che non ne siate neppure completamente consapevoli, ma riuscire a portare in superficie ciò che nascondete nel vostro intimo, eventualmente con l’aiuto di un professionista, è il primo e indispensabile passo per affrontare ciò che genera quella rabbia. E una volta affrontata e superata la questione irrisolta, riuscirete sicuramente a vivere i piccoli contrasti quotidiani con maggiore leggerezza.
  7. Ricorrete spesso alla minaccia. Se minacciate di continuo il vostro partner di lasciarlo, o se create in qualche modo un’atmosfera negativa intorno alla coppia, è probabile che prima o poi il vostro rapporto arrivi al capolinea. La capacità di influenzare positivamente l’altro è un aspetto fondamentale di ogni relazione, ed è importante che entrambi i partner siano in grado di farlo. Al contrario, ricorrere continuamente alla minaccia per persuadere l’altro, dimostra che si è in presenza di un rapporto distruttivo. Le minacce possono funzionare nel breve termine, ma alla lunga il prezzo che vi ritroverete a pagare sarà molto alto.
  8. Siete arrivati al punto di voler lasciare il vostro partner. Se nel vostro rapporto si è creata una crepa profonda e siete pronti a mettere la parola fine alla vostra storia, può comunque essere utile l’aiuto di un professionista. Capita spesso che un rapporto inizi a migliorare proprio nel momento della rottura. Ma perché ciò accada, sono necessari impegno e disciplina, oltre che una buona dose di duro lavoro. E se è vero che molti rapporti, purtroppo, sono irrecuperabili, è anche vero che vale sempre la pena provare a un recuperare un legame con una persona che un giorno abbiamo scelto e di cui ci siamo innamorati.

E voi? Riconoscete uno o più di questi segnali nel vostro rapporto di coppia?

Il compito evolutivo della coppia

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Mi capita spesso, e non solo nella mia professione di Counselor, di sentire qualcuno lamentarsi del proprio partner dicendo: “È cambiato, non è più la persona che avevo conosciuto e di cui mi sono innamorato/a”.

Frasi come queste sono molto frequenti quando la coppia va in crisi, ed è assai comune attribuire al cambiamento dell’altro il fallimento del rapporto.

Ma è davvero così? Le persone si lasciano perché uno dei due o entrambi cambiano, e in qualche modo non riconoscono più nell’altro l’uomo o la donna che li aveva fatti innamorare?

In realtà non è proprio così. Certamente ci sono casi in cui le circostanze della vita portano le persone a un cambiamento profondo della propria personalità, ma non è questo il motivo più frequente delle crisi di coppia.

Basta infatti chiedere a quelle persone di raccontare gli inizi della loro storia d’amore, per scoprire “magicamente” che le qualità che oggi rendono il partner detestabile sono le stesse per le quali lo avevano scelto.

Questo accade perché all’interno di ogni relazione, e in particolar modo in una molto intima come quella di coppia, ognuno di noi sperimenta le proprie caratteristiche di personalità, caratteristiche che possono essere allo stesso tempo punti di forza e fragilità. Compito evolutivo della coppia è proprio quello di fare in modo che i partner sperimentino anche le qualità che non sono tipiche della propria personalità e che però cercano – e trovano – nel partner.

Quando uno dei due partner, ad esempio, è estroverso e socievole e l’altro più introverso e taciturno – come spesso accade – la sfida è fare in modo che chi è più taciturno prenda un po’ dell’estroversione dell’altro, e compito dell’estroverso è lasciare spazio all’altro per sperimentarsi.

Se questo non accade, e ognuno resta in qualche modo bloccato nel proprio ruolo, il rischio è di sentire l’altro come un impedimento alla propria evoluzione personale, con il conseguente insorgere di sentimenti di risentimento e insofferenza.

Le qualità che cerchiamo nei nostri partner sono spesso quelle che sentiamo mancare a noi stessi, e in questo senso la relazione di coppia può rivelarsi un alleato prezioso per conoscere meglio se stessi e crescere insieme alla persona che abbiamo scelto.

Sì, che abbiamo scelto, ed è una scelta che non avviene mai per caso.

Genitori in crisi

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L’adolescenza, si sa, è un periodo di profondi cambiamenti biologici, cognitivi e psicologici per i ragazzi, cambiamenti che spesso sono per loro motivo di ansia e di stress. Non a caso lo stato evolutivo dell’adolescenza è caratterizzato da una certa reattività emozionale, che si traduce spesso in risposte emotive piuttosto intense.

In questa fase l’adolescente si trasferisce in uno spazio separato, diventando un individuo distinto, operando cioè quella che viene denominata individuazione, un processo che comporta lo sviluppo di un certo grado di indipendenza dalle relazioni familiari.

E mentre l’adolescente affronta questo processo di socializzazione che si basa su un equilibrio fra la formazione dell’identità personale e l’integrazione nella società, il Counseling può rivelarsi uno strumento utile per aiutarlo a trovare nuove modalità per procedere in modo adattivo nel viaggio evolutivo che lo attende.

Ma come vivono i genitori questa fase della vita dei propri figli? Perché sempre più spesso sono loro ad entrare in crisi?

L’esperienza insegna che spesso non sono i ragazzi a risultare particolarmente difficili o problematici, mentre determinante può essere il modo in cui i genitori reagiscono a questa fase di crescita dei figli.

Infatti, quando i bambini raggiungono la fase della pubertà, i fenomeni tipici della fase adolescenziale si combinano con i comportamenti e le emozioni dei genitori, suscitando in loro cambiamenti molto vistosi e ansie crescenti. Una situazione che, in alcuni casi, può essere anche aggravata da fattori legati alla fase di vita che stanno attraversando, come un calo di soddisfazione nel matrimonio, una maggiore consapevolezza del processo di invecchiamento, o anche un rifiuto emotivo e un distacco nei confronti dell’adolescente che si sta rendendo indipendente.

Molti genitori soffrono perché i figli adolescenti non vogliono parlare delle loro questioni personali in famiglia. Tuttavia, poiché i ragazzi stanno cercando di rendersi indipendenti, tendono a parlare con i genitori solo quando sentono l’esigenza di farlo, e non in risposta ai loro inviti e alle loro domande.

È evidente che, quando i figli diventano adolescenti, i genitori devono acquisire nuove competenze, dal momento che le abilità genitoriali richieste per prendersi cura di un bambino sono diverse da quelle necessarie per educare un adolescente. E tutto questo comporta per loro una forte dose di stress.

Va inoltre considerato che, essendo noi il frutto delle nostre esperienze, tendiamo a valutare ciò che ci accade sulla base di un criterio di giudizio ricavato dalla ricostruzione mentale che abbiamo fatto dalle esperienze del passato. E quando queste sono particolarmente significative, allora la valutazione del presente ne può risultare eccessivamente condizionata.

Il ruolo del Counselor nell’intervento di sostegno alla genitorialità, è quello di aiutare il genitore a riconoscere questo condizionamento, e fare in modo che esso influenzi meno la valutazione del presente.