Quando una relazione finisce. “Si chiude una porta, si apre…”

Opendoor (1)La fine di una relazione può essere un’esperienza decisamente traumatica, e chiunque l’abbia vissuta almeno una volta nella vita conosce bene quella tipica sensazione di spaesamento.

Del resto la fine di un rapporto sentimentale è una delle condizioni più stressanti della vita, e a prescindere da chi abbia preso la decisione, quello che si prova è un misto di solitudine, ansia, tristezza, ma forse anche rabbia e senso di colpa.

In questi momenti è molto importante aprirsi ed essere ascoltati, per questo il Counseling può essere uno strumento utile per esplorare tutte queste emozioni senza il timore di essere giudicati.

Con l’aiuto di un Counselor, rispettando ciascuno i propri tempi, è possibile riscoprire lentamente se stessi come persone uniche e speciali, concentrandosi sui propri valori, sui propri interessi e sulle proprie passioni.

Si chiude una porta, si apre un portone” recita un vecchio proverbio, e a me piace pensare che quel portone si apra non necessariamente per far entrare nella nostra vita un altro uomo o un’altra donna da amare, ma per darci l’occasione di dedicare del tempo a noi stessi, concentrandoci su ciò che abbiamo anziché su ciò che abbiamo perso.

Varcare la soglia di quel portone per ascoltare noi stessi e conoscere le nostre emozioni e i nostri bisogni, può rappresentare una grande opportunità di crescita.

E anche un’occasione per scoprire cosa ci aspettiamo da una relazione futura… perché arriverà il momento anche per quella!

La tecnologia fa bene alle relazioni?

tecnologia e relazioniQualche sera fa, durante una cena tra amici, mi sono trovata per l’ennesima volta ad assistere a una scena che, francamente, avrei preferito risparmiarmi. Una persona seduta al mio tavolo ha passato la serata con il cellulare ben in vista accanto al piatto e alle posate, e ha continuato ad armeggiare con il medesimo per quasi tutto il tempo.
Comportamenti come questo sono, ahimè, ormai piuttosto frequenti, e quel che colpisce è che a metterli in atto non siano degli adolescenti dipendenti dalla tecnologia, ma donne e uomini abbondantemente over 40, che quando si tratta del rapporto con il loro cellulare sembrano dimenticare perfino le buone maniere.
Non c’è allora da stupirsi se proprio questo rapporto morboso con i dispositivi mobili che oggi ci seguono ovunque, finisca spesso per diventare la causa di una crisi di coppia o delle relazioni in generale.
Capita spesso che chi si rivolge a un Counselor per risolvere i problemi con il proprio partner, ad esempio, racconti di serate trascorse davanti al computer, o alle prese con tablet e cellulari. Whatsapp, Facebook, Twitter, posta elettronica, e chi più ne ha più ne metta, sono tutti strumenti che dovrebbero aiutarci ad entrare in comunicazione con il maggior numero di persone… peccato che spesso finiscano per allontanarci da chi ci sta vicino.
E anche se sappiamo tutti quanto la comunicazione reale sia fondamentale per la sopravvivenza di ogni relazione, non è certo facile alimentarla quando l’altro alza una sorta di muro concentrando le proprie energie per comunicare virtualmente con altre 10, 20, o 100 persone che magari in quel momento si trovano dall’altro capo del mondo, o per lavorare anche ben oltre l’orario stabilito e da qualunque angolo del pianeta.
E allora che fare?
La risposta non è semplice. Perché se a fare un uso compulsivo di questi dispositivi è un amico, si può anche scegliere di condividere il proprio tempo con qualcuno più interessato alle relazioni reali che a quelle virtuali, ma se questa sorta di dipendenza colpisce il proprio partner la questione si complica.
Certo, non possiamo spegnere o imporre di spegnere cellulari, PC e tablet per tutto il giorno, visto che sono ormai diventati strumenti indispensabili anche per il lavoro, ma ciò che è importante è trovare il modo di farne un uso equilibrato. Un uso che consenta di reperire le informazioni necessarie, lavorare e comunicare con il “mondo” – anche per divertimento, perché no? – ma allo stesso tempo senza sottrarre tempo alle relazioni con le persone in carne e ossa.
Un suggerimento può essere quello di stabilire delle semplici regole, e rispettarle noi per primi affinché anche ci sta accanto faccia altrettanto.
Ad esempio: 1) un’ora senza telefoni, tablet o laptop quando si rientra a casa, per avere il tempo di raccontarsi com’è andata la giornata; 2) niente dispositivi mobili in camera da letto; 3) usare tablet o PC per lavoro dopo cena o in vacanza deve essere un’eccezione, non la regola.
Questi sono solo dei suggerimenti, e non importa quali siano le regole a casa vostra, ciò che conta è che una volta stabilite facciate del tutto per rispettarle.
E vedrete che ne varrà la pena, anche per la vostra salute. È ormai risaputo, infatti, che la luce blu emessa dagli schermi dei dispositivi elettronici può danneggiare i nostri occhi, anche gravemente, e che un uso eccessivo porta ad assumere posture scorrette che causano mal di schiena e problemi alla cervicale.
Insomma, mettete da parte ogni tanto cellulari, tablet e pc, poi guardate negli occhi chi vi sta davanti e godetevi la sensazione di essere connessi… non alla rete, ma a ciò che vi succede intorno.

Evitare il conflitto non fa bene alla coppia

coppianocomunicazioneMolte persone vivono qualsiasi manifestazione di rabbia o frustrazione all’interno della coppia come rischiosa. Spesso la loro vera paura è l’abbandono, ed è un po’ come se dicessero a se stessi: “Se esprimo il mio disappunto o la mia insoddisfazione, lui/lei non mi amerà più e mi lascerà”.

Spesso, infatti, si tende a considerare il conflitto nella sua accezione negativa, come qualcosa che ha a che fare con il combattere, possibilmente armati fino ai denti.

Il risultato è che di frequente le coppie evitano il conflitto a tutti i costi, a tal punto che i partner, pur di allontanarlo, finiscono per non parlarsi più. Il timore di esplodere in una rabbia incontrollabile – e la conseguente paura dell’abbandono – è talmente forte, infatti, che la mancanza di comunicazione può apparire il male minore.

Eppure il conflitto è una componente inevitabile di qualsiasi relazione umana, e la coppia non fa certo eccezione. È del tutto naturale che i partner abbiano bisogni diversi e, in alcuni casi, contrastanti, ed è altrettanto naturale che ciò sia causa di disaccordo. E, tanto più alta è la posta in gioco, tanto più alta sarà la frustrazione di chi non vede soddisfatto il proprio bisogno, con un’intensità che è spesso proporzionale al timore di non essere amati.

Per comprendere quali sono le modalità con cui l’individuo si approccia al tema del conflitto, bisognerà ripercorrere i modelli appresi nell’infanzia all’interno della famiglia d’origine e nell’ambito delle relazioni più significative, e un percorso di psicoterapia può fornire un valido aiuto in questo senso.

In generale, però, è sempre utile ricordare che il conflitto non rappresenta di per sé una minaccia per la coppia – né per ogni altro tipo di relazione – quanto piuttosto un mezzo per affrontare i diversi desideri e le diverse esigenze dei partner, e al tempo stesso un’opportunità, spesso l’unica, di vederli soddisfatti.

Inoltre, il conflitto offre la possibilità di mettersi nei panni dell’altro e provare a vedere il mondo dalla sua prospettiva, quindi rappresenta un’eccezionale occasione di crescita per il rapporto.

Certo, non è semplice mettersi nei panni dell’altro quando ci si sente feriti dalla mancanza di comprensione che quella stessa persona dimostra nei confronti dei nostri bisogni, ma affrontare ciò che proviamo ed esprimere i nostri sentimenti può darci la possibilità di capire quali sono le difficoltà del nostro partner, e fare un passo avanti verso la conoscenza reciproca.

Quando i partner riescono ad affrontare un problema appena si presenta – o almeno quanto prima – è assai probabile che riescano anche a risolverlo. Al contrario, le coppie che tendono ad evitare il conflitto, chiudendosi in lunghi e frequenti silenzi, oppure rivolgendosi esclusivamente rimproveri e aspre critiche, smettono di comunicare in maniera funzionale, perdendo così la possibilità di risolvere le piccole e grandi questioni che riguardano il loro rapporto.

Un percorso di Counseling può fornire utili e validi strumenti per imparare a comunicare in maniera più funzionale e costruttiva con il proprio partner, ed affrontare quindi efficacemente il conflitto, come primo e importante passo per avere una relazione di coppia che sia il più soddisfacente possibile.

Counseling di coppia: Quando?

conflittocoppiaNon si fa che parlare di coppia e di relazioni soddisfacenti, e di quanto queste influiscano positivamente su molti altri aspetti della vita. E se è vero che il Counseling di coppia può fornire un importante aiuto ai partner per migliorare il loro rapporto, è anche vero che non è sempre facile cogliere (in tempo) i segnali che indicano che la coppia può aver bisogno di un aiuto esterno.

Eppure, con un po’ di attenzione, si può! Possiamo dire che è arrivato il momento di rivolgersi a un professionista, quando:

Litigate in continuazione. Vi sembrerà ovvio, ma se voi e il vostro partner non riuscite ad affrontare una conversazione senza litigare, è arrivato il momento d’imparare a comunicare in maniera più efficace. È normale che in una coppia sorgano conflitti, ma è importante distinguere tra conflitti costruttivi e conflitti che si riducono a uno scambio di insulti e grida che non portano a nulla. Il Counseling di coppia più aiutarvi a imparare una modalità più funzionale per affrontare una discussione pacatamente e nel totale rispetto dell’altro.

Non fate che battibeccare. Spesso si è portati a non dare troppo peso ai frequenti battibecchi, tipici soprattutto delle coppie di lunga data, ma le piccole scaramucce possono essere dannose quanto i litigi più seri. Alla lunga, infatti, le continue discussioni portano i partner allo sfinimento, e rendono ogni interazione irritante. Forse discutete per le piccole cose perché ci sono questioni più serie che state scegliendo di non affrontare, o forse perché non conoscete un modo più efficace di comunicare. Qualunque sia il motivo, un professionista potrà aiutarvi a migliorare la comunicazione con il vostro partner.

Vi sembra di parlare lingue diverse. Forse avete la sensazione di parlare due lingue diverse, al punto che ciò che dite è recepito dal vostro partner in maniera molto diversa da quelle che sono le vostre intenzioni, e viceversa. Probabilmente state solo usando diversi stili di comunicazione, e un percorso di Counseling potrà aiutarvi a riconoscere i diversi stili comunicativi che usate, e ad adattarvi ad essi.

Fate finta che vada tutto bene… ma sapete che non è così. A volte, anziché litigare furiosamente, si può semplicemente decidere di nascondere la testa sotto la sabbia. Se vi accorgete che non state affrontando una o più questioni importanti per voi e per la coppia, e state solo fingendo che vada tutto bene, allora è arrivato il momento di chiedere aiuto. Tenersi tutto dentro può funzionare per un po’, ma non è mai una valida strategia a lungo termine. Un professionista può aiutarvi ad affrontare le questioni più delicate in un ambiente protetto e senza giudizio.

Non riuscite a trovare un accordo su una questione importante. Se c’è una questione ricorrente – forse molto importante per entrambi – intorno alla quale voi e il vostro partner continuate a girare senza trovare mai una soluzione definitiva, con l’aiuto di un professionista potrete arrivare alla radice del problema. E scoprire se potete davvero risolverlo.

State per affrontare un cambiamento. Non è necessario che le cose vadano male per decidere di rivolgersi a un professionista. Un aiuto può esservi utile anche se state per affrontare un cambiamento importante, come andare a vivere insieme, sposarvi, o decidere di avere un bambino. Un percorso di Counseling di coppia potrà aiutarvi a prepararvi al cambiamento e ad utilizzare al meglio le vostre risorse per raggiungere insieme l’obiettivo prefissato. 

Non andate d’accordo a letto. Il sesso è uno dei principali motivi di conflitto per la coppia, ma anche quello che i partner spesso decidono di non affrontare. È possibile che non vi desiderate con la stessa frequenza e nello stesso momento, o che uno dei due vorrebbe esplorare situazioni che l’altro non vuole, oppure la chimica che c’era un tempo vi sembra svanita. Qualunque siano le cause, un professionista potrà aiutarvi ad affrontare un tema delicato come questo, che merita sempre una speciale attenzione.

Avete una diversa concezione del denaro. Questo è uno dei temi che mette più spesso in crisi i partner, e tutte le coppie hanno discussioni che riguardano le finanze. Forse il vostro partner spende troppo, o forse siete voi che vorreste usare il denaro per qualcosa di specifico che lui non approva, o forse discutete per le spese comuni. Un percorso di Counseling di coppia vi aiuterà ad approfondire la vostra relazione con il denaro e a trovare un compromesso con il vostro partner.

State pensando di tradire il vostro partner… o l’avete già fatto. Le persone tradiscono per un numero infinito di ragioni – per vendicarsi del partner, per un impulso sessuale insoddisfatto, perché stanno attraversando un momento di crisi – ma un tradimento è sempre un segnale che qualcosa nel rapporto si sta per rompere. Se siete tentati di evadere dalla relazione, decidete d’intraprendere un percorso di Counseling di coppia prima di dover essere costretti ad affrontare le conseguenze di un’infedeltà.

Ve lo chiede il vostro partner. Non si può essere sempre sulla stessa lunghezza d’onda, e questo capita anche quando si tratta di chiedere l’aiuto di un professionista. Se il vostro partner ve lo chiede, è un segnale di attenzione e di rispetto assecondare il suo desiderio. Non importa se non pensate possa essere utile, o se non capite esattamente a cosa state andando incontro. Accettare la richiesta del vostro partner sarà un importante segnale di rispetto e di considerazione nei suoi confronti.

Ricordate sempre che non c’è niente di male a farsi aiutare, e che non è assolutamente un segno di debolezza. Esattamente come ci rivolgiamo a un istruttore di palestra o a un personal trainer per aiutarci a rimanere in forma con esercizi ed allenamenti specifici, allo stesso modo c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire e da apprendere per quanto riguarda le nostre relazioni.

Affrontare un percorso di Counseling è un segnale che vi sta a cuore la vostra relazione, e che tenete al benessere vostro e del vostro partner – e dei figli che, se ci sono, non possono che trarre beneficio da un rapporto sereno dei propri genitori.

 

 

Single: stanchi dei nuovi incontri?

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Se siete single e frequentate già da un po’ di tempo un sito di incontri online, è probabile che stiate attraversando un periodo di stanchezza e abbiate voglia di ridurre i contatti, se non addirittura di abbandonare definitamente la ricerca.

Forse temete di scoprire cosa vi riserverà il prossimo appuntamento, oppure avete perso l’energia e l’entusiasmo per incontrare persone nuove. O forse, avete semplicemente la sensazione che non riuscirete mai ad incontrare l’uomo o la donna della vostra vita

“Forse funziona per gli altri… ma non per me!”… È questo che continuate a ripetervi ultimamente?

Eppure oggi questi siti consentono a moltissime persone di incontrarsi – e a una percentuale abbastanza cospicua di queste anche di allacciare una relazione significativa – quindi sarebbe un peccato lasciarsi scoraggiare e non approfittare dell’occasione che questo nuovo strumento può offrirvi.

Non c’è niente di male ad essere single, e in realtà molte persone vivono benissimo questa condizione, ma se vi sentite troppo soli questa sensazione può condizionare la vostra capacità di godere e apprezzare tutto ciò che fate per cercare – e possibilmente trovare – il partner che desiderate.

Per provare a liberarvi di tutti quei comportamenti che vi impediscono di vivere con divertimento e leggerezza i nuovi incontri, ecco per voi alcuni semplici suggerimenti.

Concedetevi una pausa. Potrà sembrarvi ovvio, eppure molte persone vanno avanti ad incontrare persone nuove per mesi, a volte per anni, senza prendersi mai una pausa. Eppure, come capita in molte altre situazioni della vita, può essere utile fermarsi e dedicare un po’ di tempo a riflettere. Una pausa potrà aiutarvi a recuperare energia ed entusiasmo, per ripartire solo quando avrete davvero voglia di rimettervi in gioco.

Siate sinceri. Esprimete con sincerità e schiettezza ciò che vi aspettate da un incontro. Se siete pronti per una relazione seria, non abbiate paura di dirlo. Sarà meglio essere onesti e capire chi, tra le persone che state conoscendo, è sulla vostra stessa lunghezza d’onda, e chi, invece, vi sta solo facendo perdere tempo.

Evitate i confronti. Cercate di non fare confronti con le storie che appartengono al vostro passato, e date alle persone che incontrate la possibilità di esprimersi nella loro unicità. Assaporate e gustate ogni incontro, perché ciascuno saprà regalarvi qualcosa se riuscirete ad affrontarlo con la giusta disposizione d’animo.

Contattate le vostre emozioni. Se vi presentate ad ogni nuovo appuntamento portando con voi un’immaginaria lista delle caratteristiche da ricercare nel lui o nella lei di turno, siete quasi sicuramente destinati al fallimento. È importante, invece, provare a sentire che tipo di emozioni vi trasmette la persona che avete davanti, e cosa provate quando state insieme, per capire se è proprio quello che vi aspettate da una relazione.

Ma soprattutto… divertitevi! Oltre a dedicare una parte del vostro tempo ai nuovi incontri, ricordate di non tralasciare la vita sociale, gli amici e lo sport. Mentre sarete impegnati a godervi la vita e a divertirvi, vi sentirete liberi dal senso di solitudine e dallo stress che la ricerca del partner può generare, e con molta probabilità sarà proprio allora che Lui o Lei incrocerà la vostra strada.

 

Coppia: le stagioni dell’amore

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L’amore immaturo dice ”Ti amo perché ho bisogno di te”. L’amore maturo dice: ”Ho bisogno di te perché ti amo”.  Erich Fromm

I motivi che rendono difficile un rapporto di coppia possono essere molteplici e differenti, perché le due persone che si incontrano portano nella relazione tutta la propria complessità di individui, con un bagaglio spesso ingombrante di esperienze passate e storie familiari, ma anche carico di sogni, progetti e aspettative future. 

Tra le tante ragioni che possono mettere in crisi un rapporto, può esserci, ad esempio, la difficoltà di vivere in modo sincrono le diverse fasi evolutive della coppia.

Ma cosa s’intende per fasi evolutive della coppia?

Mi riferisco, in particolare, al modello formulato da due autori americani Bader e Pearson1, i quali ipotizzano che le fasi evolutive della coppia ripercorrano le fasi di sviluppo della prima infanzia. Riprendendo la teoria di Bowlby, gli autori considerano il legame di coppia come un comportamento di attaccamento che ripropone modalità analoghe a quelle sperimentate nel rapporto del bambino con la figura di attaccamento principale, che solitamente è la madre.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le fasi che attraversa la coppia a partire dal momento della sua formazione. 

1. “Ti amo perché ho bisogno di te”

La prima fase è quella che Bader e Pearson definiscono simbiosi, e corrisponde al cosiddetto “innamoramento”. In questa fase si ha la sensazione di aver trovato il partner perfetto, un uomo o una donna dal quale ci si sente attratti dal punto di vista fisico, emotivo e intellettuale, ed è pertanto caratterizzata da una forte idealizzazione. Dell’altro si percepiscono solo le somiglianze con se stessi, mentre si annullano le differenze. Oltre a delegare al partner la soddisfazione dei propri bisogni, la sensazione prevalente è che la volontà dell’altro sia la propria e che i progetti di vita siano identici.

2. Il risveglio dal sogno romantico

Questa è la cosiddetta fase di differenziazione, nella quale avviene una sorta di risveglio vero e proprio, perché si comincia a vedere l’altro com’è veramente e ne consegue la delusione nell’accorgersi che non corrisponde alla figura idealizzata creata nella fase dell’innamoramento. È un momento molto delicato nella vita della coppia, perché i partner cominciano a dirsi di “no”, ma provano angoscia nel pensarsi separati. Questa fase è caratterizzata da sentimenti ambivalenti, perché se da una parte è deludente costatare le differenze, dall’altra può essere gratificante scoprire l’altra persona nella sua unicità.

Una coppia evolve dallo stato simbiotico a quello della differenziazione quando uno o entrambi i partner iniziano a pensare in maniera indipendente, e vi è uno spostamento verso l’introspezione per una ricerca del senso di sé. Le difficoltà diventano più marcate se uno dei due partner non è pronto, e mette in atto tutti i tentativi per mantenere lo status quo. In questo caso il cambiamento viene visto come un segnale di deterioramento del rapporto, anziché come un naturale processo evolutivo.

È proprio in questa fase che spesso il rapporto rischia di interrompersi, e uno dei partner può essere spinto ad instaurare una relazione con un’altra persona per rivivere il momento magico dell’innamoramento.

3. Oltre la coppia

La terza fase, denominata della esplorazione, è caratterizzata dall’esigenza dei partner di sperimentarsi nel mondo esterno, esigenza che nasce dal bisogno di individuarsi e riconoscersi come diversi. E poiché – dopo aver trovato la propria identità nella coppia – ciascuno partner cerca un’identità personale all’esterno della relazione, l’altro può essere percepito come un limite alla propria autonomia e autorealizzazione.

Gli individui che hanno raggiunto una sana autonomia riescono ad apprezzare quella dell’altro e procedono gradualmente verso il riavvicinamento della fase successiva senza timore di perdere l’indipendenza raggiunta. Al contrario, le difficoltà insorgono quando uno dei partner teme che la relazione possa minacciare la sua autonomia/individuazione oppure, al contrario, qualora percepisca l’autonomia dell’altro come un segnale di abbandono.

4. Ho bisogno di te perché ti amo

Alla fase dell’interdipendenza arrivano le coppie che, dopo aver attraversato positivamente le fasi precedenti, sentono di volersi impegnarsi costantemente con l’altro e di lasciarsi andare alla vulnerabilità e all’intimità. È ora che i partner sono in grado di dire: “Ho bisogno di te perché ti amo”. I due elementi della coppia, infatti, sono indipendenti, ma allo stesso tempo capaci di dare all’altro e decisi a risolvere i conflitti insieme. In questa fase la coppia può oscillare tra periodi di crescente intimità e sforzi di ristabilire l’indipendenza, ma le difficoltà maggiori insorgono se uno dei due partner è ancora nella fase di sperimentazione.

Saper riconoscere e differenziare i diversi momenti che attraversa una relazione può essere d’aiuto per affrontare e possibilmente risolvere eventuali problemi che insorgono tra voi e il vostro partner. E voi a che punto siete? Vivete ancora la fase esaltante della simbiosi, o quella interlocutoria della differenziazione e della esplorazione, oppure navigate felicemente nelle acque dell’interdipendenza?

1. Bader e Pearson, In Quest of the Mytical Mate, 1988

Tempo di qualità per la coppia

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Capita anche a voi di avere la sensazione che la moltitudine di impegni quotidiani influiscano negativamente sulla qualità della vostra vita di coppia?

Se è così, siete sicuramente in buona compagnia. In effetti, in una società che diventa ogni giorno più frenetica, è molto frequente che le persone non riescano a trovare abbastanza tempo da dedicare alle relazioni interpersonali in generale, e in particolar modo al proprio partner. Sembra assurdo, ma viviamo in un mondo in cui trascorrere del tempo di qualità con il proprio partner – ma anche con gli amici e la famiglia – sembra un lusso.

Per tempo “di qualità” si intende quello dedicato alla condivisione di momenti di intimità, ma anche di divertimento e di relax, da distinguere dal tempo che i partner trascorrono insieme occupandosi prevalentemente della quotidiana organizzazione familiare o della risoluzione di problemi contingenti.

Purtroppo, la mancanza di questi spazi di dialogo e condivisione a lungo andare porta il legame di coppia ad allentarsi, fino ad arrivare al punto che entrambi i partner non conoscono i pensieri, i desideri e le emozioni dell’altro.

È un po’ come se vivessero delle vite parallele, percorrendo due strade che non si incrociano mai. Finché arriva il giorno in cui uno dei due sembra accorgersi – all’improvviso – che l’altro è cambiato, e quando accade c’è da sperare che non sia troppo tardi per recuperare il rapporto.

E allora cosa fare per evitare di trovarsi in questa situazione? Che ne dite di provare con questi piccoli suggerimenti?

1. UN’ORA SENZA PROBLEMI. Scegliete un giorno della settimana e un’ora specifica che sarà la vostra “ora senza problemi”, durante la quale vi impegnerete a non parlare di problemi di qualsiasi tipo – familiari, lavorativi, scolastici, ecc.  Un’ora da dedicare solo alle cose positive che accadono nelle vostre vite.

2. AAA BABYSITTER CERCASI. Se avete dei figli, è fondamentale che possiate ricorrere all’aiuto di qualcuno se volete iniziare a dedicare del tempo di qualità alla vostra relazione. Superate le vostre remore e chiedete l’aiuto di amici o parenti, e in mancanza di questi cercate una babysitter qualificata alla quale ricorrere ogni volta che sentirete il bisogno di prendervi del tempo con il vostro partner.

3. LA SERATA LIBERA. Niente scuse! Anche se può sembrare un cliché, trascorrere una serata da soli con il proprio partner è un toccasana per la vita di coppia. Stabilite un appuntamento fisso ogni settimana oppure ogni due, l’importante è che lo rispettiate il più possibile. Sfruttatela come un’opportunità per divertirvi, anche con gli amici, e per condividere sentimenti ed emozioni che vi legano.

4. HOBBY & SPORT. Molte coppie vivono insieme per anni senza condividere un hobby o la passione per uno sport. È invece importante trascorrere del tempo insieme dedicandosi a un’attività che interessa entrambi, perché condividere una passione rende i legami più solidi e aumenta la complicità tra i partner. Che sia il tennis, il giardinaggio, il trekking o le passeggiate nella natura, l’importante è che troviate un interesse da condividere che vi porti a stare insieme divertendovi.

5. FUORI DAL MONDO. Anche se può sembrarvi difficile da realizzare, sarebbe importante riuscire, anche se saltuariamente, a trovare delle occasioni per isolarsi da tutti, dedicandosi a qualcosa che coinvolga solo la coppia. Che sia un’ora oppure un weekend intero, l’importante è che lasciate a casa figli, parenti e amici – e telefonini – e vi dedichiate solo a voi stessi.

Che lo facciate seguendo i miei suggerimenti, oppure attraverso le vostre personali strategie, l’importante è che riusciate a trovare il modo di dedicare più tempo alla vostra vita di coppia.

Non lasciate che la vita frenetica si ripercuota negativamente sul vostro rapporto. Ricordatevi sempre di prendervi cura della vostra relazione, perché una relazione soddisfacente è sempre sinonimo di benessere, e vedrete che saranno tutti gli aspetti della vostra vita a beneficiarne.

 

 

 

 

 

Vita di coppia: diversi e felici

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“Non sono le differenze tra noi a separarci, ma è il nostro rifiuto di riconoscerle come tali” 

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere questa frase, e subito la mia mente è andata al tema delle “differenze”, un argomento che tanto spesso mi capita di affrontare con le persone che si rivolgono a me.

Mi riferisco in particolare a chi mi chiede aiuto per questioni che riguardano la vita di coppia. Quante volte ho sentito dire “Siamo troppo diversi!”, spesso a corollario della descrizione di un rapporto arrivato ormai – a quanto pare – al capolinea.

Spesso, infatti, due persone si attraggono e si uniscono proprio sulla base della loro diversità, e purtroppo, con il passar del tempo, quelle stesse qualità del partner che tanto le avevano attratte finiscono per renderlo detestabile e insopportabile ai loro occhi.

Ma perché accade questo?

Anche se sono molteplici e complesse le condizioni che sono base della formazione di una coppia, non è raro che ci si senta inconsciamente spinti verso qualcuno che possiede quelle caratteristiche che sentiamo di non avere, e grazie alle quali crediamo di poterci in qualche modo completare.

Se sono una persona timida, probabilmente mi sentirò attratta da un temperamento spigliato, se possiedo una personalità istintiva, è possibile che ricerchi un partner con un’indole più riflessiva.

Questo meccanismo ci porta così a scegliere il partner giusto per noi, proprio perché ci può dare la possibilità di riconoscere e poi trovare anche in noi stessi quelle caratteristiche che già fanno parte della nostra personalità, ma che non lasciamo emergere.

Spesso, però, anziché riconoscere e far proprie le qualità dell’altro che in qualche modo possono aiutarci ad ampliare la nostra gamma di comportamenti, finiamo per rimanere bloccati sulla nostra posizione, e lasciamo che il nostro partner faccia altrettanto.

Ed è così che il timido diventa sempre più timido perché il partner spigliato si prende anche la sua parte di scena, e quest’ultimo non impara a mettersi da parte ed a sperimentare il piacere di lasciare lo spazio all’altro, con il risultato che entrambi si sentono frustrati e insoddisfatti.

In pratica, anziché fare nostre quelle qualità e provare a completarci acquisendo ed esprimendo quel lato di noi più nascosto, rinunciamo definitivamente a quella parte di noi, e il nostro partner fa esattamente lo stesso.

Al contrario, è importante che il timido, anche con l’aiuto del proprio partner, provi ad esprimere poco a poco il suo lato più spigliato, e allo stesso tempo consenta all’altro di sperimentare la posizione opposta. E questo vale in tutti i casi in cui le differenze tra i partner siano particolarmente evidenti. Solo in questo modo si sentiranno entrambi completi, e non dovranno rinunciare a una caratteristica della propria personalità che è solo più nascosta dell’altra.

Riconoscere le differenze e considerarle un’opportunità, diventa così la chiave per crescere, non solo come persone, ma anche come coppia.

 

 

Amore di coppia: 7 strategie da adottare subito!

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L’esperienza dimostra che ogni rapporto, ogni coppia e ogni esperienza vissuta in amore è diversa dall’altra, perché ogni persona, nel suo mettersi in relazione con l’altro, porta con sé quelle caratteristiche personali che la rendono unica e straordinaria.

Tuttavia, in tutte le storie che parlano di sofferenze d’amore è comunque possibile individuare dei tratti comuni, dei modelli di comportamento che impediscono a chi è in coppia di avere la relazione soddisfacente e appagante che desidera.

Ed è per questo che, a prescindere dal singolo caso, esistono delle piccole strategie comuni che può essere utile mettere in atto perché il vostro amore di coppia sia il più possibile sincero, profondo, solido e possibilmente duraturo.

Ecco allora 7 strategie da adottare se desiderate avere una relazione lunga e felice.

  1. AFFRONTATE LE COSE PRIMA CHE SI TRASFORMINO IN PROBLEMI INSORMONTABILI. La maggior parte dei conflitti all’interno della coppia nasce per questioni che non sono affrontate e discusse prima di trasformarsi in problemi più profondi. Parlate con il vostro partner, non ignorate o evitate le questioni che vi stanno a cuore, perché prima o poi troveranno comunque il modo di emergere.
  2. CONSIDERATE IL CONFLITTO COME UN’OPPORTUNITA’. Quando due partner riescono ad affrontare e gestire il conflitto, il messaggio che stanno dando all’altro è: “Tu per me vali, e per questo voglio investire tempo ed energia per comprendere il tuo punto di vista”. Per questo è importante considerare il conflitto come un’opportunità per capire cosa non funziona e trovare insieme il modo per aggiustare le cose.
  3. MANTENETE LA VOSTRA INDIPENDENZA. Uno degli errori più comuni è quello di credere che nella coppia i due individui debbano fondersi per diventare una sola persona. Non si tratta di incoraggiare l’indipendenza totale, ma è importante che vi prendiate ogni tanto i vostri spazi per trascorrere del tempo senza il vostro partner, e che siate aperti quando anche lui dimostri di sentire la necessità di fare altrettanto.
  4. RIFLETTETE PRMA DI RISPONDERE, NON REAGITE. Fate attenzione al modo in cui comunicate con il vostro partner. Spesso il modello usato è quello che viene definito delle 2 R: Ricevi e Reagisci. In sostanza, un partner manda un segnale e l’altro reagisce immediatamente mettendosi sulla difensiva. Un modo per interrompere questo schema spesso disfunzionale è quello di rallentare lo scambio, riflettendo sul messaggio prima di rispondere. Prendervi il tempo per considerare le vostre emozioni e i vostri pensieri, vi consentirà di comprendere con maggiore chiarezza il vostro stato d’animo e di evitare che un semplice scambio sfoci in una discussione accesa.
  5. CREATE I VOSTRI RITUALI. I rituali sono qualcosa che ci lega alle persone che amiamo, e con la loro regolarità ci rassicurano della loro presenza nella nostra vita. Questo vale anche e soprattutto per le coppie, ed è importante che abbiate anche voi i vostri rituali. E non c’è bisogno di aspettare le grandi occasioni, un rituale di coppia può essere il bacio del mattino prima di andare a lavoro, oppure l’uscita insieme del venerdì sera, o il guardare in tv quel programma che vi piace tanto.
  6. ASCOLTATE IL VOSTRO PARTNER. Un famoso aforisma recita: “Molti non ascoltano, aspettano solo il proprio turno per parlare”. Sfortunatamente questo accade anche in molte coppie, dove i partner spesso sono più che altro preoccupati che arrivi il loro turno per esprimere il proprio punto di vista. La prossima volta che parlerete con il vostro partner, provate a mettervi in ascolto e ad interessarvi a ciò che vi sta dicendo, e prima di rispondere accertatevi di aver compreso ciò che stava davvero cercando di dirvi.
  7. ESPRIMETE LE VOSTRE EMOZIONI. Le emozioni consentono di entrare in contatto profondo con gli altri, anche se per molti è difficile farlo persino con il proprio partner. Eppure il segreto per una relazione soddisfacente passa anche e soprattutto attraverso l’espressione di ciò che proviamo, perché è il nostro modo di consegnarci all’altro per quello che siamo, senza maschere. Le emozioni sono i segnali di un bisogno, e solo se riuscirete a prendere contatto con esse potrete trovare il modo di esprimere quel bisogno al vostro partner e vederlo soddisfatto.

 

Un serbatoio da riempire di… amore!

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In ogni persona c’è un serbatoio emozionale che richiede di essere riempito d’amore. Assicurati che il serbatoio d’amore del tuo partner non sia mai vuoto!

Sentirsi amati, si sa, è una necessità fondamentale per ogni essere umano. Il dottor Ross Campbell, noto psichiatra americano specializzato nelle problematiche di bambini e adolescenti, usa una metafora per spiegare meglio questo bisogno innato. “In ogni bambino”, dice, “c’è un serbatoio emozionale che richiede di essere riempito d’amore”.

Così come i bambini, anche gli adulti possiedono il loro serbatoio d’amore.

Ogni persona, infatti, desidera più di ogni cosa essere accolta e amata dall’altro, e la relazione di coppia è finalizzata proprio a soddisfare questo bisogno d’intimità e di amore.

E cosa c’è al centro del rapporto di coppia se non il bisogno di sentirsi amati dal proprio partner? Cosa è più importante che fare in modo che quel serbatoio d’amore sia sempre pieno? Eppure l’esperienza insegna che non è sempre facile riuscirci, e spesso, nonostante l’amore che proviamo, non riusciamo a far sentire amata la persona che ci sta accanto.

Questo accade perché ognuno di noi parla un linguaggio d’amore diverso, cioè usa modalità differenti per esprimere e comprendere amore a livello emozionale. È un po’ come quando non si parla la stessa lingua, e nonostante gli sforzi e la buona volontà risulta difficile capirsi.

Quando desideriamo comunicare in modo efficace con qualcuno dobbiamo imparare la sua lingua, e allo stesso modo è fondamentale conoscere e saper parlare il linguaggio d’amore del nostro partner, se vogliamo che lui o lei percepisca l’amore che cerchiamo di comunicare.

Secondo Gary Chapman esistono 5 diversi linguaggi dell’amore, e ognuno di noi parla e comprende un linguaggio d’amore principale che si è sviluppato durante l’infanzia. Negli anni tutti possiamo imparare un altro linguaggio, però avremo sempre maggiore facilità a usare il nostro linguaggio principale che, purtroppo, non sempre sarà lo stesso del nostro partner!

Riconoscere e imparare il linguaggio d’amore del proprio partner, allora, sarà un po’ come trovare la chiave che aprirà le porte verso un rapporto soddisfacente e duraturo.

Vuoi scoprire quali sono i 5 diversi linguaggi dell’amore e come fare ad impararli? Continua a seguirmi!