Che cos’è il Counseling?

Se ne sente sempre più spesso parlare, ma ancora sono in molti a farsi questa domanda. E allora proviamo a fare un po’ di chiarezza.

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La British Association for Counseling definisce il Counseling “… l’uso professionale e regolato da principi di una relazione, nell’ambito della quale il cliente è aiutato nel processo finalizzato a facilitare una migliore conoscenza di sé e l’accettazione dei propri problemi emotivi e a portare avanti la propria crescita emozionale e lo sviluppo ottimale delle proprie risorse personali. Lo scopo finale è di fornire al cliente un’opportunità di vivere in modo soddisfacente ed in base alle proprie risorse ”.

Secondo Carl Rogers, uno dei “padri” del Counseling, attraverso l’ascolto attivo, l’empatia e l’accettazione incondizionata – i tre pilastri del suo modello – è possibile accompagnare la persona alla riscoperta delle proprie risorse. Fondatore dell’approccio centrato sulla persona, Rogers ritiene, infatti, che il comportamento umano abbia come unica fonte energetica il bisogno di autorealizzazione (ottimismo motivazionale). Il presupposto che costituisce il rapporto di Counseling è che la persona che chiede aiuto ha già in sé le risorse necessarie per superare i problemi.

Non l’offerta di soluzioni e di cure, quindi, ma l’apertura ad altre visioni possibili.

Il Counselor è dunque la figura professionale che attraverso le proprie conoscenze e competenze è in grado di favorire la soluzione ad un quesito che crea disagio esistenziale e/o relazionale ad un individuo o un gruppo di individui. In questo senso si può parlare del Counseling come di un modello di intervento che mira a porre gli individui e i gruppi in una condizione di empowerment.

ll Counselor è un agevolatore della relazione di aiuto che sostiene il cliente nel processo di consapevolezza per una maggiore autonomia rispetto alle scelte di vita. È un professionista che lavora sulla salute e sul benessere psicofisico, orienta, sostiene e sviluppa le risorse della persona.

Grazie al suo approccio flessibile, il Counseling può essere applicato in diversi contesti:

Personale: per la soluzione di disagi relazionali e la promozione del benessere (individuale, di coppia, familiare, di gruppo).

Scolastico: prevenzione di fenomeni di abbandono scolastico, bullismo, emarginazione, scelta corsi di studi.

Sanitario: con possibili interventi negli ospedali, nei consultori, negli ambulatori territoriali.

Sociale: nei centri d’ascolto di gruppo, nell’orientamento professionale e formativo, nei progetti di monitoraggio urbano.

Aziendale: miglioramento del clima lavorativo, formazione continua, prevenzione di fenomeni di mobbing (piccole, medie e grandi industrie, o in ogni caso unità lavorative strutturate).

 

Differenze tra counseling e psicoterapia

carl rogers,counselor,psicoterapia,clienteAnche se Rogers – considerato il fondatore della terapia centrata sul cliente – in alcuni casi usa i termini counseling e psicoterapia come sinonimi, attualmente per counseling si intende qualcosa di nettamente distinto dalla psicoterapia. Il counseling, infatti, non ha lo scopo di modificare il concetto del Sé lavorando sulla personalità, ma quello di intervenire in aspetti meno strutturali.

Dal momento che il termine counselor, volutamente non tradotto in italiano, potrebbe fuorviare, facendo pensare ad un “consulente” o a qualcuno che dà consigli, è utile far riferimento al verbo latino consulo, nella sua accezione di prendesi cura, venire in aiuto.

Il counseling ha come assunto fondamentale la fiducia incondizionata negli esseri umani: l’obiettivo è il benessere della persona e la piena attualizzazione delle possibilità. Si tratta di una forza innata, che se viene lasciata libera di agire, porta verso quanto ci sia di meglio per la persona stessa. L’individuo, libero di scegliere qualunque direzione, per selezionare i percorsi per lui positivi e costruttivi ha bisogno di quello che Rogers definisce un clima facilitante.

Può capitare che un ostacolo blocchi il tendere al meglio e la persona rimanga come bloccata in una situazione di disagio, di malessere. Il counseling è l’opportunità per una persona sana, ma in difficoltà momentanea, di vivere in modo più consapevole e pieno, aiutata da qualcuno che la faciliti nel riattivare l’uso delle proprie risorse.

Il mezzo privilegiato che il counseling utilizza è la relazione che si instaura fra counselor e cliente, resa possibile da un tipo di ascolto particolare: “creativo, attivo, sensibile, accurato, empatico, non giudicante”.

Assistiamo negli anni alla trasformazione progressiva di un metodo terapeutico in una filosofia di vita e delle relazioni umane: il paziente diventa cliente e poi persona, positiva e attiva.

Nel counseling, il temine cliente viene introdotto proprio per sottolineare un rapporto alla pari, fuori dalla logica del paradigma medico–paziente, tipico della psicoterapia. Il counselor non detiene una conoscenza che il cliente non ha, ma possiede certe abilità che gli permettono di gestire la relazione fra due soggetti: la persona viene intesa come Altro che partecipa attivamente in quel rapporto dialogico Io –Tu, alla pari, e chi viene aiutato non rinuncia ad aiutarsi, perché ne ha tutte le capacità e perché è il miglior esperto di se stesso, nella responsabilità totale delle proprie scelte.

Carl Rogers – Seconda parte

Nel 1942 viene pubblicato Counseling and Psychotherapy, l‘opera di Carl Rogers che getta le basi della sua Terapia centrata sul cliente e del movimento di psicologia umanistica, secondo la quale non sono le pulsioni istintuali a motivare il soggetto, ma piuttosto il bisogno di conoscere, di esprimersi, di relazioni gratificanti e di autorealizzazione.

Per la prima volta vengono pubblicate le sedute integrali di psicoterapia registrate al magnetofono, novità questa di grande importanza in quanto, fino ad allora, ci si basava solo sui ricordi e gli appunti del terapeuta. Ora il colloquio diviene oggetto di indagine obiettiva e porta la psicoterapia ad un ambito scientifico ricco di studi.

Nel 1944 Rogers torna a Chicago, sua città natale, dove fonda il primo counseling center all’interno del quale, oltre alla terapia, conduce anche attività di ricerca. Come risultato di queste ricerche, alcuni anni dopo viene pubblicato il libro Client-centered-Therapy, testo fondamentale e manifesto del pensiero di Rogers, nel quale vengono ampliate tematiche già affrontate in Counseling and Psychotherapy.

A fronte delle critiche per l’eccessiva passività del terapeuta e la distanza dall’aspetto affettivo, Roger precisò che quello che conta non è l’assenza di direttività, ma la presenza nel terapeuta di certi atteggiamenti verso il cliente, consistenti nel: rispetto, clima caloroso e affettuoso, fiducia nei confronti del cliente e sforzo nel raggiungere una comprensione empatica dei suoi problemi. In particolare, Rogers sottolinea che il valore della relazione terapeutica dipende dall’abilità che il terapeuta ha nell’entrare in contatto empatico con il cliente.

Nel 1957 ottiene la cattedra di Psicologia e Psichiatria all’Università del Wisconsin. All’interno del dipartimento di psichiatria Rogers sperimenta la sua Terapia centrata sul Cliente con pazienti psicotici, ottenendo ottimi risultati. Risultati che pubblica nel 1967 nel libro The Therapeutic Relationship and its Impact: A Study of Schizophrenia.

Nel 1964 abbandona l’insegnamento e si trasferisce in California al Western Behavioural Science Institute di La Jolla. Nel 1969 fonda, insieme ad altri colleghi, il Center for the Study of the Person e, successivamente, l’Institute of Peace per lo studio e la risoluzione dei conflitti.Il 28 gennaio 1987, poco prima di morire, viene candidato per il Premio Nobel per la pace. Muore nel 1987 per un attacco cardiaco, a 85 anni, dopo aver speso gli ultimi anni della sua vita a girare il mondo per spiegare le sue teorie.

Carl Rogers – Prima parte

carl-rogers.jpgLo psicologo statunitense Carl Ramson Rogers è considerato il fondatore della Terapia non direttiva (anche nota come Terapia centrata sul cliente) ed è conosciuto in tutto il mondo per i suoi studi sul counseling e la psicoterapia.

Nasce a Chicago l’8 gennaio 1902, e nel 1914 la sua famiglia si trasferisce in campagna per dedicarsi all’agricoltura e all’allevamento degli animali.

Nel 1922, in occasione di una conferenza internazionale organizzata dalla Federazione Mondiale degli Studenti Cristiani, si trasferisce in Cina per alcuni mesi insieme ad un gruppo di studenti americani. Questo soggiorno gli permette di confrontare la cultura occidentale con quella orientale e gli dà modo di chiarire a se stesso molte scelte della sua vita. Non appena rientrato negli Stati Uniti, infatti, abbandona gli studi religiosi precedentemente iniziati, per intraprenderne altri a carattere psicopedagogico.

Dopo un anno di internato presso l’Istitute for Child Guidance di New York, viene assunto al Child Study Department di Rochester dove collabora a progetti volti alla prevenzione della crudeltà sui bambini.
Inizia quindi, su incarico dei tribunali il lavoro clinico centrato sulla diagnosi e la rieducazione dei soggetti con comportamenti delinquenziali e con ritardo mentale

Nel 1924 sposa Helen Elliot che, in seguito, gli darà due figli: David e Natalie.

Affascinato e stimolato sia dalle teorie di Otto Rank che dalla corrente europea dell’esistenzialismo, Rogers pubblica nel 1939 il suo primo libro: The Clinical Treatment of the Problem Child.

Nel 1940 elabora la Terapia non Direttiva secondo la quale l’individuo tende all’autorealizzazione e struttura il proprio Sé ricercando un accordo tra la valutazione-accettazione dei valori suggerita dall’esterno, e quelli conformi alla richiesta di autorealizzazione. Secondo tale approccio, l’accettazione di comportamenti impropri (ovvero incongruenti col sistema di valori rivolti all’autorealizzazione del soggetto) sarebbe causa del disagio che motiva il ricorso alla terapia, la quale ha lo scopo di rivitalizzare le naturali capacità di autoregolazione del cliente.