Coppia: un’occasione per crescere insieme

coppiacaminoMi capita spesso, e non solo nella mia professione di Counselor, di sentire qualcuno lamentarsi del proprio partner dicendo: “È cambiato, non è più la persona che avevo conosciuto e di cui mi sono innamorato/a”.

Frasi come queste sono molto frequenti quando la coppia va in crisi, ed è assai comune attribuire al cambiamento dell’altro il fallimento del rapporto.

Ma è davvero così? Le persone si lasciano perché uno dei due o entrambi cambiano, e in qualche modo non riconoscono più nell’altro l’uomo o la donna che li aveva fatti innamorare?

In realtà non è proprio così. Certamente ci sono casi in cui le circostanze della vita portano le persone a un cambiamento profondo della propria personalità, ma non è questo il motivo più frequente delle crisi di coppia.

Basta infatti chiedere a quelle persone di raccontare gli inizi della loro storia d’amore, per scoprire “magicamente” che le qualità che oggi rendono il partner detestabile sono le stesse per le quali lo avevano scelto.

Questo accade perché all’interno di ogni relazione, e in particolar modo in una molto intima come quella di coppia, ognuno di noi sperimenta le proprie caratteristiche di personalità, caratteristiche che possono essere allo stesso tempo punti di forza e fragilità. Compito evolutivo della coppia è proprio quello di fare in modo che i partner sperimentino anche le qualità che non sono tipiche della propria personalità e che però cercano – e trovano – nel partner.

Quando uno dei due partner, ad esempio, è estroverso e socievole e l’altro più introverso e taciturno – come spesso accade – la sfida è fare in modo che chi è più taciturno prenda un po’ dell’estroversione dell’altro, e compito dell’estroverso è lasciare spazio all’altro per sperimentarsi.

Se questo non accade, e ognuno resta in qualche modo bloccato nel proprio ruolo, il rischio è di sentire l’altro come un impedimento alla propria evoluzione personale, con il conseguente insorgere di sentimenti di risentimento e insofferenza.

Le qualità che cerchiamo nei nostri partner sono spesso quelle che sentiamo mancare a noi stessi, e in questo senso la relazione di coppia può rivelarsi un alleato prezioso per conoscere meglio se stessi e crescere insieme alla persona che abbiamo scelto.

Sì, che abbiamo scelto, ed è una scelta che non avviene mai per caso.

Accettare la realtà: il primo passo verso il cambiamento

acceptation-credit-autoIeri pomeriggio ero stanca e di pessimo umore. Ero seccata perché una persona non si era comportata come avrei voluto, o come io stessa mi sarei comportata in quella situazione. Continuavo a rimuginare sull’accaduto cercando di giustificare a me stessa il mio disappunto, ma questo non faceva altro che aumentare il mio senso di frustrazione.

E mentre fissavo lo schermo del pc assorta nei miei pensieri, all’improvviso mi sono resa conto di ciò che stavo facendo: stavo resistendo alla realtà. Non potevo cambiare ciò che era successo, e ogni volta che rivivevo quei momenti nella mia mente il mio fastidio cresceva. Era come se avessi scatenato a una lotta tra ciò che era realmente accaduto e ciò che avrei voluto accadesse, e ovviamente era la realtà ad avere la meglio!

Purtroppo ci procuriamo molte sofferenze nel tentativo di resistere alla realtà, e ognuno di noi lo fa a modo proprio. Chi aprendo una bottiglia di vino, chi mangiando dolci, chi comprando un paio di scarpe nuove, chi con comportamenti più dannosi. A volte cerchiamo di allontanare la realtà arrabbiandoci con gli altri, e in effetti la rabbia è spesso il tentativo di creare una distanza tra noi e qualcosa che ci preoccupa. A volte fingiamo semplicemente che quello che non ci piace non esista, e per tenere a bada la realtà consumiamo tutte le nostre energie, finendo con il sentirci esausti e depressi.

Eppure, quando decidiamo di accettare la realtà, le energie che fino a quel momento avevamo impiegato per tentare di opporci ad essa si liberano e diventano disponibili per altri usi. Ma accettare una situazione per quella che è, oltre a consentirci di recuperare una parte delle nostre energie, significa anche darci una chance di vedere le cose con maggiore lucidità.

Ieri, ad esempio, per me accettare ha significato vedere non solo il comportamento della persona che mi aveva offeso, ma anche le ragioni che l’avevano spinta ad agire in quel modo, e questo mi ha permesso di guardare in faccia quella realtà che stavo tentando di evitare. Ho capito che le mie aspettative erano semplicemente sproporzionate in quel momento, e questo mi consentirà di discuterne serenamente con la diretta interessata.

Ma perché si fatica così tanto ad accettare la realtà? Il motivo è la nostra difficoltà a distinguere ciò che possiamo controllare da ciò che non possiamo controllare. Io, ad esempio, non potevo cambiare ciò che era successo, e neppure la mia amica, però potevo cambiare la mia reazione. Riconoscere con chiarezza ciò che possiamo controllare da ciò che va al di là del nostro diretto controllo, può facilitare la nostra capacità di accettazione, consentendoci di individuare le possibili alternative.

Un piccolo aiuto in tal senso può arrivare da questo semplice esercizio, che vi consiglio di provare. Dividete un foglio di carta in tre colonne: la prima per le cose che potete controllare, la seconda per quelle sulle quali potete avere una certa influenza, e la terza per quelle completamente al di fuori del vostro controllo. E usatela ogni volta che avete difficoltà ad accettare una situazione!

È sempre un bene vedere le cose per come stanno realmente, perché maggiore è la chiarezza con cui osserviamo le circostanze che viviamo, maggiore è la nostra capacità di accettare ciò che succede e rispondere nel modo più idoneo al nostro benessere.

Quando si cade…

starsLe stelle cadenti sono la dimostrazione che si può essere bellissimi anche quando si cade. (cit.)

Mi capita spesso d’incontrare donne e uomini in preda alla disperazione e allo sconforto, perché è proprio in questi momenti che molte persone sentono il bisogno di parlare con qualcuno che possa accogliere il loro dolore senza giudicarli e senza il bisogno di dargli consigli. Qualcuno capace anche solo di ascoltare e basta… Qualcuno come un Counselor.

Le persone che incontro sono a volte letteralmente a terra, stordite e abbattute da un tradimento, da una delusione, da una perdita improvvisa, e si rivolgono a me chiedendomi aiuto per scacciare via una sofferenza che manifestano ognuna a modo proprio. Alcuni scoppiano in pianti a dirotto, altri si chiudono in silenzi angosciosi, altri ancora mi sommergono con fiumi di parole, ma in ogni caso stanno solo cercando di dare voce al loro profondo dolore.

In queste situazioni, molti pensano che non riusciranno mai più a rialzarsi sulle proprie gambe, quasi avessero dimenticato tutte le qualità uniche e preziose che possiedono e che gli hanno consentito di collezionare i successi che hanno meritato e di superare gli ostacoli che la vita ha messo sulla loro strada fino a quel momento.

Ma proprio quelle qualità, quei doni e quei talenti che contraddistinguono ciascun individuo, rappresentano i pezzi da rimettere insieme poco a poco per tornare a sentirsi più forti di prima, per tornare a vedersi in tutta la propria bellezza.

Perché anche se le persone non perdono mai la loro luce – e anche nei momenti più difficili e dolorosi io riesco sempre a vederla in tutti coloro che chiedono il mio aiuto – in certi casi è come se vedessero solo una parte di sé riflessa nello specchio, proprio quella parte che apprezzano meno.

E invece è importante osservarsi nella propria interezza, anche accettando le proprie debolezze e imparando ad apprezzarle, perché solo così si riesce a restituire al mondo un’immagine autentica e a perseguire il benessere proprio e delle persone che si hanno accanto.

Quando cadiamo siamo bellissimi…  perché anche se in quel momento ancora non lo sappiamo, presto ci accorgeremo che è solo l’inizio della nostra rinascita.

Vivere la crisi come un’opportunità di scelta

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Arriva prima o poi per tutti il momento in cui la vita decide di metterci a dura prova, lasciandoci addosso la sensazione di non riuscire ad attingere a quelle risorse sulle quali fino ad allora sentivamo di poter contare.

Può trattarsi della perdita di una persona cara, una separazione, la diagnosi di una malattia, ma anche una crisi profonda con il partner o la relazione difficile con un figlio… e la lista potrebbe continuare all’infinito.

Eppure la crisi rappresenta davvero un’opportunità. Un’opportunità di cambiamento. Un’opportunità per fermarci a riflettere su chi siamo e come siamo arrivati a quel punto della nostra vita.

Spesso, infatti, siamo troppo presi dai mille impegni quotidiani per fermarci a pensare a come stiamo davvero, e lo facciamo solo quando esplode una crisi profonda nella nostra vita, quando all’improvviso abbiamo la sensazione che tutto il nostro mondo stia crollando a pezzi.

A volte proprio in questi casi ci si decide a chiedere l’aiuto di un professionista,  nella speranza che possa lenire la nostra profonda sofferenza, aiutandoci a ritrovare quelle risorse che sembrano perdute.

Eppure i cambiamenti più significativi della nostra vita sono quasi sempre preceduti da una crisi importante. Provate a pensare? Non è capitato anche a voi?

Questo accade perché l’evento che ha scatenato la crisi ci obbliga a disattivare quella sorta di pilota automatico grazie al quale le nostre vite vanno avanti quasi senza che ce ne accorgiamo.

Il più delle volte, infatti, non ci preoccupiamo di prestare troppa attenzione ai nostri pensieri e bisogni più profondi, ed è solo quando attraversiamo un momento particolarmente difficile che siamo costretti a uscire dalla nostra zona di comfort per trovare una modalità diversa di affrontare quella situazione che blocca il normale fluire della nostra vita.

Eppure qualcosa di magico accade nella vita delle persone quando escono dalla propria zona di comfort: avviene un cambiamento, un cambiamento che spesso è il risultato di una scelta consapevole.

Sì, è proprio così, perché la crisi ci costringe a fermarci e a riconsiderare ciò che è veramente importante nella nostra vita, offrendoci l’opportunità di vedere le cose da una nuova prospettiva che può generare un cambiamento importante per la nostra esistenza.

Per questo è molto frequente vedere qualcuno scoprire la sua grande forza interiore e prendere consapevolezza delle proprie preziose risorse proprio grazie a una situazione particolarmente difficile che si è visto costretto ad affrontare.

Certamente ci vuole tempo e spesso è necessario attraversare una discreta dose di dolore, insieme alla sensazione di non riuscire a vedere la luce in fondo al tunnel…

Eppure l’essere umano possiede in sé la capacità di risolvere i problemi che la vita gli presenta, anche quelli che possono apparire insormontabili, ed è per questo che il più delle volte riesce a uscire da quel tunnel, e quasi sempre più forte di prima.

E allora, la prossima volta che vi troverete ad affrontare un momento particolarmente difficile, ricordate di vivere la crisi come un’opportunità di crescita, valutando attentamente ciò che potete controllare, e lasciando andare tutto ciò che non dipende da voi.

Cogliete l’opportunità che quella crisi vi offre, e solo così riuscirete anche a dare un senso al dolore e alla fatica che saranno necessari per superarla.

 

Quando i rimpianti pesano più delle paure

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“Chi non ha paura non ha coraggio” (cit.)

Quando si tratta di assumere il controllo della propria vita e di passare dalle parole ai fatti, molti sono i dubbi e le paure che impediscono alla gente di realizzare i propri sogni.

Quante volte ci è capitato di sentire qualcuno dire: “Se potessi cambierei lavoro…Se potessi andrei a vivere in quella città che ho sempre amato… ecc.”.

La paura, naturalmente, ha una sua ragione d’essere, e ha consentito la continuazione della specie proteggendo i nostri antenati in tempi in cui, se non si stava più che all’erta, si rischiava di essere divorati dai dinosauri.

Oggi i rischi sono di altro tipo, e il rimpianto di non aver mai provato a fare una cosa che avremmo voluto fare può essere molto frustrante, ed è per questo che vale la pena affrontare le proprie paure e lasciare che siano gli altri a vivere di rimpianti.

Spesso le paure ci sembrano più grandi, perché le sentiamo con forza, ci assalgono e ci tormentano, ma anche il rimpianto di non aver seguito il cuore quando ci ordinava prepotentemente di fare qualcosa fa capolino nelle nostre vite di tanto in tanto.

Inoltre, mano a mano che passa il tempo, i rimpianti diventano sempre più pesanti, e ciò significa che forse dovremmo temere di più il rammarico di ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto.

Se agendo commettiamo un errore, possiamo sempre provare a salvare la situazione, cambiando rotta o compiendo altre azioni. Al rimpianto, invece, è difficile porre rimedio. Se non abbiamo fatto una certa cosa quando ne avevamo l’opportunità adesso forse è troppo tardi per tornare indietro.

Per questo è importante che temiate i vostri i rimpianti, perché solo così troverete la forza di fare le cose che vi premono davvero.

E fatele nonostante abbiate paura: questo si chiama avere coraggio.

 

 

Le mappe per orientarci nella vita

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Ciascuno di noi crea una rappresentazione del mondo in cui vive; creiamo cioè una mappa (…), che usiamo per originare il nostro comportamento. La nostra rappresentazione del mondo determina in larga misura l’esperienza del mondo che avremo, il modo in cui lo percepiremo, le scelte che ci sembreranno disponibili vivendoci dentro”. (R. Bandler, J. Grinder – La struttura della magia)

C’è un’irriducibile differenza tra il mondo e l’esperienza che ne abbiamo. Nella storia lo hanno sostenuto in tanti, ed in effetti noi non agiamo direttamente sul mondo, ma sulla mappa o modello che ne abbiamo costruito, modello che usiamo per originare il nostro comportamento.

Il modello che ci creiamo per orientarci nel mondo si fonda in parte sulle nostre esperienza, e condizionerà il modo in cui percepiremo il mondo e le scelte che ci sembreranno disponibili. Alla base delle differenze di più vasta portata tra gli individui, infatti, ci sono i cosiddetti “filtri individuali”, ovvero tutte quelle rappresentazioni mentali che creiamo sulla base della nostra storia personale.

Tutti attraversano nella propria vita un certo numero di cambiamenti, e mentre alcuni riescono a superare con poca difficoltà queste fasi di transizione, vivendoli come periodi di intensa energia e creatività, altri li sperimentano come periodi di sofferenza.

Si può osservare che la differenza tra i due gruppi è sostanzialmente questa: coloro che reagiscono allo stress conseguente al cambiamento in maniera creativa e lo affrontano efficacemente, sono individui che hanno una mappa ricca della propria situazione, cioè una rappresentazione in cui percepiscono un’ampia gamma di opzioni nella scelta delle azioni da intraprendere. Gli altri, al contrario, si percepiscono come persone con poche opzioni, poche alternative possibili.

Il Counselor accompagna il cliente nella sperimentazione attiva del cambiamento, aiutandolo ad ampliare il campo delle alternative possibili, facilitando la sua trasformazione da spettatore a protagonista delle proprie vicende esistenziali.