Carezze e bisogno di riconoscimento nell’Analisi Transazionale

berne, steiner, carezze, stroke, analisi transazionaleIn Analisi Transazionale,  una “carezza” (in inglese stroke) è una unità di riconoscimento, una risposta al nostro bisogno di riconoscimento da parte degli altri.

Le carezze possono essere positive (percepite come stimoli piacevoli) o negative (stimoli spiacevoli per chi le riceve).

Le carezze, inoltre, possono essere Verbali, Non Verbali, Positive, Negative Condizionate, Incondizionate.

Esempi dei diversi tipi di carezze:

– verbali: “Ti voglio bene”

– non verbali: avvicinarsi a una persona e darle una  pacca sulle  spalle

– positive: “Mi piaci”

– negative: “Non ti posso vedere”

– condizionate: “Ti compro un gelato se prendi un bel voto a scuola”

– incondizionate: “Ti compro un gelato”

E proprio la fame di riconoscimenti o di carezze, ovvero questo bisogno di quelle che Eric Berne e gli altri autori dell’Analisi Transazionali definivano come l’unità di riconoscimento sociale, con il progredire dello sviluppo psicosomatico si affianca alla fame di stimoli, ossia il bisogno di stimolazione fisica, sensoriale e mentale, e alla fame di struttura, considerata l’estensione dei precedenti bisogni.

Eppure le analisi di Claude Steiner hanno portato in luce che i bambini occidentali vengono allevati secondo una rigida Economia delle carezze, che segue cinque regole fondamentali che costituiscono la base della personale economia di carezze di ciascuno:

– non dare carezze;

– non chiedere carezze quando ne hai bisogno o le desideri;

– non accettare carezze anche se le desideri;

– non respingere le carezze quando non le desideri, o anche se non ti piacciono;

– non accarezzare te stesso.

Con queste regole i genitori insegnano ai bambini che le carezze sono in quantità limitata. Tuttavia i bambini hanno bisogno di carezze per crescere e ben presto imparano come ottenerle, e cioè comportandosi come mamma e papà vogliono. Inconsapevolmente gli adulti continuano a vivere secondo queste regole, ma il prezzo che pagano è quello di una vita parzialmente deprivata, con limitati scambi affettivi e un dispendio di energie alla ricerca di carezze ritenute erroneamente esigue. In tal modo il nostro bisogno di riconoscimento rischia perennemente di rimanere insoddisfatto.

E allora che fare?

… (continua)

 

L’analisi transazionale

Berne.jpgL’analisi transazionale è una teoria psicologica che studia l’individuo all’interno dell’ambiente in cui vive, attraverso i comportamenti che manifesta. Essa permette di leggere le relazioni umane e rende più agevole attuare un cambiamento; si tratta, infatti, di una teoria che focalizza la possibilità di cambiamento e miglioramento nelle varie situazioni. Non si limita dunque a diagnosticare, e non si interessa alla cause e ai perché ma al come, alla modalità con cui si svolge una relazione interpersonale.

Utilizza un linguaggio semplice, immediatamente percepibile e consente così che anche chi non abbia conoscenze psicologiche approfondite possa esserne coinvolto e possa utilizzarne alcuni spunti per migliorare le relazioni e il suo benessere personale, agendo sui comportamenti.

La teoria originaria dell’Analisi Transazionale è stata elaborata dallo psichiatra Eric Berne sul finire degli anni ’50.

Se due o più persone si incontrano, prima o poi l’una si metterà a parlare e darà qualche segno di aver percepito la presenza dell’altro. Questo si chiama uno stimolo transazionale. L’altra persona farà o dirà qualcosa in relazione a quello stimolo e questo è ciò che chiamiamo una risposta transazionale

L’unità di rapporto interpersonale è ciò che chiamiamo “transazione”, sinonimo di “scambio”. (continua)