Superare la paura e tornare ad amare

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Dopo un tradimento o una delusione in amore, specie se hanno come conseguenza un divorzio o una separazione, è frequente che le persone decidano, più o meno consapevolmente, di nascondere se non addirittura “congelare” i propri sentimenti per timore di soffrire ancora.

Se anche a voi è capitato, è  probabile che abbiate messo in atto una vostra personale strategia di sopravvivenza. Forse tenete a debita distanza gli altri per evitare che vi feriscano? O forse avete giurato di non innamorarvi mai più per evitare l’ennesima delusione? Oppure collezionate relazioni molto brevi, perché allontanate l’altro prima che sia lui ad abbandonarvi?

In effetti queste strategie possono rivelarsi effettivamente utili per un certo periodo, perché creando una sorta di barriera protettiva consentono a una persona di riprendersi da un periodo di sofferenza anche intensa senza interferenze esterne, ma alla lunga il costo da pagare per questo congelamento emotivo è molto alto.

Senso di vuoto, di isolamento, solitudine: sono tutte emozioni che accompagnano spesso questo torpore emotivo, impedendo di vivere appieno le relazioni, lasciando inevitabilmente una sensazione di insoddisfazione.

Se sentite anche voi di aver sollevato da troppo tempo uno scudo, forse è arrivato il momento di abbassarlo per vivere la vostra vita pienamente e riconnettervi con il vostro cuore, per evitare che la vita vi scivoli via dalle mani.

E quando riuscirete a lasciar cadere quel muro che vi separa dalla gioia e dal piacere del contatto emotivo con l’altro, riscoprirete in voi stessi una tenerezza e una fragilità che pensavate scomparsi.

Certo, all’inizio questo cambiamento vi spaventerà e vi sentirete leggermente confusi e disorientati. È probabile che sperimentiate una sensazione di euforia, un’eccitazione mista all’ansia, perché quella parte di voi che è rimasta a lungo nascosta scalpita per uscire allo scoperto e farsi sentire. Forse avrete paura, perché la mente tende a pensare che lasciarsi andare e allentare la guardia espone a pericoli e rischi.

E mentre una parte di voi sentirà la spinta ad amare e ad esprimere le proprie emozioni, l’altra proverà ansia e timore di fronte al rischio del tradimento e dell’abbandono.

Ricordate però che queste spinte apparentemente contrapposte in realtà vogliono entrambe il vostro bene, perché desiderano che possiate sperimentare il vostro vero essere in un ambiente sicuro.

Provate a ricordare alla vostra metà “preoccupata” che lo scopo della vita non è sopravvivere, e che è sciocco privarsi di qualcosa che può darci gioia solo per il timore di perderla. Non dimenticate mai che avete già dovuto affrontare prove difficili e le avete superate brillantemente, e forse dovete solo tornare ad essere pienamente consapevoli della vostra forza e delle vostre risorse.

Naturalmente non dovete neppure mettere completamente a tacere quella parte di voi che esprime qualche timore, perché un approccio cauto è una caratteristica fondamentale dell’amore maturo.

E quando finalmente riuscirete ad allentare la presa sulle vostre vecchie strategie di sopravvivenza, inizierete a vedere le cose sotto una nuova luce e a cogliere le infinite possibilità che vi si spalancano davanti.

A quel punto cuore e mente potranno finalmente prendersi per mano, e tornerete ad amare intensamente e con generosità.

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma l’AMORE OVER 40 un ciclo di incontri di gruppo per single, separati o divorziati, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze. Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339/6183885. 

Amore over 40

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Sei già entrato nei fatidici “anta” e cerchi l’anima gemella? O forse l’hai appena trovata, ma sei più stressata o stressato di prima?

Allora questo percorso è per te! 

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma un ciclo di incontri di gruppo, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze.

Perché il primo passo per ricominciare è partire da una buona relazione con se stessi.

Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339/6183885. 

 

L’amore over 40… Single ma non troppo

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Sull’altalena.
Da solo, ti spingi e sei al sicuro.
Arriva qualcuno.
Ti spinge più in alto.
Sei più felice ma è più rischioso.
Ecco l’amore.

Tempo fa, navigando in internet, mi è capitato di leggere questa frase, e subito mi è sembrata una metafora perfetta per descrivere il modo con cui si avvicinano a una nuova relazione molte persone che mi capita e mi è capitato di incontrare nel mio lavoro, ma anche nella vita privata.

Mi riferisco soprattutto a quella sempre più folta schiera di uomini e donne che, arrivati ai fatidici “anta”, sono separati o divorziati, e molto spesso ancora single.

In particolare, ciò che mi ha colpito è stato quel termine “rischioso”, perché racchiude in sé la paura e la preoccupazione che leggo negli occhi e nelle parole di chi vorrebbe di nuovo innamorarsi, ma si ritrae per il timore di soffrire, quasi preferisse rinunciare a un po’ di felicità pur di non soffrire o rimanere deluso come in passato.

Paura e sfiducia, questi i sentimenti che accompagnano frequentemente le relazioni che arrivano in un’età più matura, insieme a un carico di stress non indifferente che implica il mettersi in gioco quando non si hanno più vent’anni.

Con il risultato che spesso si intraprendono rapporti che, non facendo sentire le persone realmente una “coppia” ma neppure veramente single, lasciano con un misto di scontento e insoddisfazione dal quale non ci si riesce a liberare.

Certo non è semplice costruire un rapporto in età matura, perché, come dice Milan Kundera: “Fintanto che le persone sono giovani e la composizione musicale della loro vita è ancora alle prime battute, essi possono scriverla in comune e scambiarsi i temi, ma quando s’incontrano in età più matura, la loro composizione musicale è più o meno completa, e ogni parola, ogni oggetto, significano qualcosa di diverso nella composizione di ciascuno”.

Ma perché non provare a considerare le esperienze passate e la migliore conoscenza di se stessi come un vantaggio?

Perché per costruire e conservare un buon rapporto di coppia – come del resto ogni relazione – è importante prima di tutto conoscersi e aver chiari i propri bisogni, cosa forse più semplice quando si porta addosso un maggiore bagaglio di esperienze.

Quando si è giovani, ci si aspetta che arriverà quell’uomo o quella donna che ci salverà e ci renderà finalmente felici, ma da adulti possiamo più facilmente capire che è solo un’illusione, e che per avere delle buone relazioni sentimentali dobbiamo innanzitutto amare noi stessi ed avere la consapevolezza che è nostra, e solo nostra, la responsabilità della nostra vita.

Considerare le esperienze passate come un bagaglio prezioso di risorse dalle quali attingere, può essere un primo passo per sentirsi più liberi di innamorarsi nuovamente.

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma l’AMORE OVER 40 un ciclo di incontri di gruppo per single, separati o divorziati, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze. Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339/6183885. 

Un modello d’amore nel segno della libertà

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«Nella più comune e diffusa esperienza esistenziale, libertà e amore sono termini antitetici, apparentemente inconciliabili. Chi si innamora, in genere, non solo perde il possesso di sé,
ma brama il possesso dell’altro, quindi si muove due volte in senso opposto alla libertà, quella propria e quella del partner.
Sostenere la compatibilità, anzi l’identità profonda di libertà e amore equivale a ciò che in alpinismo è il cimentarsi verso la vetta per una via nuova. In questa libera arrampicata Davide Lopez e Silvia Corbella si sono avventurati con il loro scambio di lettere, lunghe lettere, che potremmo anche inscrivere nel genere desueto del saggio epistolare.
L’apparente paradossalità dell’esemplificazione (il rapporto di Abelardo con Eloisa e quello di Sòren Kierkegaard con Regina Olsen) non è che un segno dell’asperità dei sentiero
lungo il quale, di là dagli estremi opposti della simbiosi e del vuoto, l’amore può avverarsi nella sua espressione più compiuta.
Un libro importante, innovativo, forse unico, sopra un terreno tanto arato: un messaggio che sospinge il lettore verso la comprensione di un modello di amore tra persona e persona, nel segno della libertà
».


(dalla Presentazione di Alfredo Todisco a Libertà e amore (epistolario sul tema dell’amore), di
Davide Lopez e Silvia Corbella, Boringhieri – Torino, 1986

 

La tua vita deve girare intorno a me

mondo_cuore.gifLo stile istrionico-teatrale: l’amore molesto

Alcune caratteristiche di questo tipo di personalità sono: egocentrismo, eccessiva emotività, comportamenti seduttori, cura esagerata dell’aspetto fisico, atteggiamento teatrale e melodrammatico, grande intensità nella relazioni interpersonali. Questo tipo di amore è abbastanza pesante da sopportare, poiché esigendo attenzione e approvazione ventiquattr’ore su ventiquattro il rapporto diventa estenuante.

Come si può stare con qualcuno che non è mai soddisfatto dal punto di vista affettivo? Per una personalità istrionico-teatrale il vero amore comporta sentirsi incompleti o destabilizzati quando il partner non è presente. La confusione che caratterizza le persone istrionico-teatrali è dovuta al fatto che assimilano l’amore al desiderio.

L’intelligenza emotiva di queste persone, intesa come capacità di essere consapevoli dei propri sentimenti e di renderli ragionati e ragionevoli, lasci molto a desiderare. La carica emozionale è molto intensa quando si tratta di amore e affetto. Ragionare troppo causa loro stress; abbandonarsi ai sentimenti li manda in estasi.

La predilezione per un’emotività espressa con toni eccessivi, sommata a modalità grossolane di seduzione e conquista, fa sì che queste persone siano spesso considerate frivole e superficiali. Una visione profonda del mondo e di se stessi richiede una certa maturità psicologica e implica che ragione ed emozione si bilancino in un tutt’uno armonico.

Qualunque cosa tu faccia , lei o lui vorrà sempre di meglio e di più (sindrome del pozzo senza fondo). A guidare la relazione non è la gioia che l’altro esista ma una profonda insoddisfazione affettiva.

Per la maggior parte degli individui che presentano questo stile affettivo il bisogno di essere amati agisce come una spirale ascendente, tipica dei disturbi da dipendenza. “Ogni volta che ricevo amore ho la conferma che io valgo e sono una creatura meravigliosa; quanto più mi amano, tanto maggiore sarà il mio grado di soddisfazione; quindi voglio di più”. Di conseguenza, se manca loro la giusta dose di “amore”, andranno a cercarla altrove.

da Amori altamente pericolosi di Walter Riso