A Radio Radio si parla di Counseling

copiaradioradioQualche mese fa, intervistata da RADIO RADIO, ho avuto la possibilità di parlare di Ascolto Attivo, ma soprattutto del Counseling e dei suoi ambiti di intervento.

È stata per me un’ottima opportunità per far conoscere questa professione di aiuto a un pubblico ampio come quello che segue la radio, ma anche un’esperienza divertente e stimolante, perché non capita certo tutti i giorni di trovarsi davanti ad un microfono e ad una telecamera!

Che ne dite? Come sono andata?

Buona visione!

GUARDA IL VIDEO

Gruppo di supervisione alla pari

supervisioneSEI UN COUNSELOR O UN MEDIATORE FAMILIARE?
Partecipa al Gruppo di Supervisione alla pari per Counselor e Mediatori Familiari di Ascolto Attivo.
Un importante e prezioso momento di confronto tra colleghi, uno spazio dove esplorare l’attività con i propri clienti, per condividere e affrontare al meglio le difficoltà personali nell’esercizio della professione.

DOVE: Roma, via Isonzo (zona Piazza Fiume).
QUANDO: ogni primo sabato del mese dalle 11.00 alle 13.00.
Si rilascia attestato di partecipazione valido come monte ore di crescita personale.

Per informazioni info@ascolto-attivo.it oppure 339.6183885.

Al via le pulizie di primavera… non solo in casa!

pulizie

La primavera è finalmente arrivata e, come ogni anno, probabilmente molti di voi approfitteranno del cambio di stagione per sistemare oltre agli armadi anche il resto della casa, e mettere ordine anche dove solitamente non lo fanno.

Eppure, se per molti è quasi un’abitudine consolidata occuparsi degli angoli e degli anfratti più nascosti della casa almeno una volta ogni tanto, cioè fare quelle che nel linguaggio comune si chiamano “pulizie di primavera”, forse non è lo stesso per quanto riguarda il proprio essere interiore.

Ad esempio, ogni quanto vi fermate a guardare cosa si nasconde negli angoli più reconditi di voi stessi? Probabilmente non troppo spesso, e per una serie di motivi.

Forse per il timore di trovarvi qualcosa che non vi piace, come rabbia, ansia o angoscia? Forse per la paura di essere obbligati ad affrontare un problema una volta che ne avete riconosciuta la presenza? O forse ancora, per la paura di non essere in grado di affrontare ciò che vi preoccupa?

Molto spesso le persone, anche se sentono che qualcosa non va dentro se stesse o nelle loro relazioni, preferiscono lasciar correre e non fare niente, piuttosto che sforzarsi di affrontare ciò che causa loro sofferenza. Fino a quando sopraggiunge la crisi e non possono più farne a meno.

Proprio come capita con i cassetti e con gli armadi. Possiamo ignorare a lungo il disordine e il caos, o la presenza di indumenti non adatti alla stagione corrente, ma quando la temperatura fuori sarà quella estiva, saremo costretti a sostituire le maglie di lana con qualche camicia più leggera!

E allora, cosa potete fare per iniziare a mettere ordine anche dentro di voi?

Per prima cosa, identificate il problema. Invece che ripetervi “va tutto male”, cercate di essere più precisi. Tentate di riconoscere ed esprimere a parole, almeno con voi stessi, cosa esattamente non va. Il primo passo per affrontare un problema è avere chiaro in testa di che si tratta.

Se i problemi sono molteplici, allora sceglietene uno, quello che sentite che al momento è il più importante da risolvere.

Poi provate a immaginare una situazione in cui quel problema vi crea sofferenza o preoccupazione, e osservate come influisce sui vostri pensieri, sui vostri sentimenti e sul vostro comportamento.

Infine, e questa è la fase più importante, pensate a cosa potreste fare di diverso che non avete ancora fatto. Quando ci si trova bloccati, anche se metaforicamente, la soluzione è nel cambiare strada, nel cercare un’altra via, un’altra modalità di azione. Del resto, come sosteneva Einstein: “Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”.

Scoprirete che, a volte, anche un minimo cambiamento può avere conseguenze positive, instillando in voi la fiducia necessaria a recuperare una situazione difficile.

E se pensate di aver bisogno del supporto di qualcuno per mettere a fuoco il problema su cui concentrarvi e trovare una strada nuova per affrontarlo, ecco che il Counseling viene in vostro aiuto. Avrete a disposizione uno spazio protetto e neutrale, dove esplorare le vostre paure senza il timore di essere giudicati. Uno spazio dove identificare il problema e scoprire le risorse che avete per affrontarlo.

Perché, proprio come in quel cassetto pieno zeppo di cianfrusaglie che non trovate mai il tempo di riordinare, dentro di voi c’è sicuramente qualcosa di superfluo che occupa solo “spazio” ma anche qualcosa di prezioso che non ricordate neppure di avere, ad esempio le vostre risorse.

E allora, che ne dite di approfittare dell’arrivo della primavera per mettere un po’ d’ordine anche dentro di voi?

Le 4 C della coppia

4 C di coppiaOgni relazione di coppia ha le sue caratteristiche distintive, e non si può certo generalizzare dicendo cosa dovrebbero o non dovrebbero fare due partner affinché il rapporto sia per entrambi soddisfacente. La coppia, inoltre, attraversa diverse fasi, e ciò che può essere funzionale in una fase non è detto che lo sia anche in un’altra.

Esistono però degli ingredienti che credo non debbano mai mancare, perché mi piace pensare che rappresentano le basi sulle quali far poggiare il rapporto affinché possa resistere agli scossoni che immancabilmente ogni coppia si trova a subire nel corso della vita.

Vi va di vedere insieme quali sono questi ingredienti?

CURA RECIPROCA. Il bisogno di ricevere attenzioni ed essere oggetto di cure caratterizza ogni essere umano, ma spesso le pressioni e le preoccupazione della vita quotidiana portano i partner a trascurare questo aspetto. Per poter ricevere queste attenzioni, è importante imparare a chiedere chiaramente al proprio partner ciò che si desidera, ricordando che aspettarsi che l’altro legga nel pensiero è un’aspettativa che genera solo frustrazione.

CONDIVISIONE DEI VALORI. È fondamentale parlare dei reciproci valori, delle proprie aspirazioni e dei propri ideali, ogni volta che se ne presenta la possibilità. Questi importanti momenti di condivisione consentono a ciascuno di conoscere i sogni del proprio partner, in modo da poter tracciare insieme un percorso autonomo dal resto del mondo, lontano dalle aspettativa della famiglia d’origine o dal ruolo sociale rivestito.

COOPERAZIONE. Gran parte della vita quotidiana è fatta di incombenze pratiche che spesso logorano la vita di coppia. Per affrontare tali compiti è necessario che i partner imparino a pianificare insieme le attività, cercando di non dimenticare mai che si tratta di accordi tra adulti e senza confondere un impegno con un risarcimento emotivo.

CONTATTO. Ogni momento di divertimento e di svago che i partner trascorrono insieme, compresi gli scambi di tenerezze e la sessualità, è prezioso. È questo un aspetto molto importante perché consente di entrare in contatto con il bambino che è in ciascuno di noi, un parte che è fondamentale coltivare, e che aiuta molto anche la relazione con i figli, perché a loro più familiare e comprensibile.

 

 

Chiedere aiuto è un segnale di debolezza?

counseling-individuale1Nonostante gli uomini appaiono generalmente più riluttanti delle donne a condividere con l’altro il proprio mondo interiore, non possiamo certo dire che siano immuni dal vivere  momenti di crisi o altri problemi che riguardano la sfera psicologica. E proprio come alle loro partner, può capitargli di trovarsi davanti a scelte difficili, a cambiamenti improvvisi, oppure a vivere relazioni non soddisfacenti o situazioni che ostacolano la loro felicità.

Per quanto riguarda le relazioni, ad esempio, molti uomini non riescono ad esprimere facilmente i propri sentimenti alla persone che amano, e questo spesso li porta a deludere le aspettative del partner o anche dei figli, con le conseguenti difficoltà relazionali.

La sfera lavorativa, poi, è forse l’area più critica per il cosiddetto “sesso forte”. Un ambiente particolarmente competitivo, le enormi pressioni per raggiungere i risultati, la responsabilità – a volte – di essere l’unica fonte di reddito della famiglia, i difficili rapporti con colleghi e superiori, tutto questo fa sì che l’ambiente di lavoro costituisca la maggiore fonte di stress per gli uomini. Stress che, inevitabilmente, finisce spesso con il riversarsi sui rapporti famigliari.

Collegati a questi, sono ovviamente anche i problemi finanziari, motivo frequente di preoccupazione per coloro che, nonostante i cambiamenti sociali e culturali, continuano frequentemente a portare il peso di essere i capo famiglia.

Ma cosa possono fare gli uomini per affrontare al meglio i loro momenti difficili?

È fondamentale per prima cosa che si sforzino di parlare dei loro problemi. Che siano i familiari, il partner o gli amici poco importa, ciò che conta è dare voce a ciò che provano, lasciarlo affiorare per poterne prendere davvero consapevolezza.

Qualora, poi, dovessero sentire di non poter trovare nella famiglia o negli amici il tipo di supporto e di ascolto di cui avrebbero bisogno, è importante che si liberino del pregiudizio che spesso è alla base della loro riluttanza nei confronti delle professioni d’aiuto, e cioè che chiedere aiuto sia un segnale di debolezza.

Mettersi in gioco, al contrario, è spesso indice di grande forza e determinazione da parte di chi ha a cuore il proprio benessere.

Un percorso di auto-esplorazione, facilitato dall’empatia, dall’ascolto attivo e dall’accettazione incondizionata, può favorire una migliore conoscenza di se stessi e delle proprie emozioni, entrambi requisiti imprescindibili per affrontare al meglio le situazioni che la vita presenta, ma anche e soprattutto per creare e mantenere relazioni soddisfacenti.

L’amore al tempo delle App

online-dating

Tinder, Meetic, Badoo e persino l’italiana al 100% e meno conosciuta Bleenka… chi più ne ha più ne metta! Oggi c’è l’imbarazzo della scelta quando si tratta di App o di siti d’incontri.

E nonostante qualcuno continui a mostrare una certa diffidenza nei confronti di questo nuovo modo di conoscersi, è difficile contrastare una tendenza che utilizza la tecnologia che ormai pervade le nostre vite.

Esattamente come tutto ciò che avviene nel cosiddetto “mondo virtuale”, non penso sia da demonizzare tout court la ricerca dell’anima gemella via smartphone o pc, ma è importante che chi si appresta a farlo conosca i pro e i contro di questi strumenti al fine di sfruttarli al meglio e in sicurezza – e soprattutto nel modo più funzionale al proprio obiettivo.

Proprio quest’ultimo punto sembra essere l’aspetto più delicato da considerare quando ci si lancia nell’arena dei nuovi incontri, e questo vale sia che l’incontro avvenga casualmente in bar o al supermercato, sia che avvenga grazie a una delle tante App a disposizione.

Un’avventura occasionale, un partner stabile, un momento di leggerezza…? Riuscire a rispondere a questa domanda, prima di iniziare una nuova conoscenza, può aiutarci a vivere al meglio quest’esperienza, e sfruttare questi strumenti che possono offrire davvero molte opportunità, soprattutto agli over 40!

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma l’AMORE OVER 40 un ciclo di incontri di gruppo per single, separati o divorziati, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze. Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339.6183885. 

Tempo di qualità per la coppia

relazioneCapita anche a voi di avere la sensazione che la moltitudine di impegni quotidiani influiscano negativamente sulla qualità della vostra vita di coppia?

Se è così, siete sicuramente in buona compagnia. In effetti, in una società che diventa ogni giorno più frenetica, è molto frequente che le persone non riescano a trovare abbastanza tempo da dedicare alle relazioni interpersonali in generale, e in particolar modo al proprio partner. Sembra assurdo, ma viviamo in un mondo in cui trascorrere del tempo di qualità con il proprio partner – ma anche con gli amici e la famiglia – sembra un lusso.

Per tempo “di qualità” si intende quello dedicato alla condivisione di momenti di intimità, ma anche di divertimento e di relax, da distinguere dal tempo che i partner trascorrono insieme occupandosi prevalentemente della quotidiana organizzazione familiare o della risoluzione di problemi contingenti.

Purtroppo, la mancanza di questi spazi di dialogo e condivisione a lungo andare porta il legame di coppia ad allentarsi, fino ad arrivare al punto che entrambi i partner non conoscono i pensieri, i desideri e le emozioni dell’altro.

È un po’ come se vivessero delle vite parallele, percorrendo due strade che non si incrociano mai. Finché arriva il giorno in cui uno dei due sembra accorgersi – all’improvviso – che l’altro è cambiato, e quando accade c’è da sperare che non sia troppo tardi per recuperare il rapporto.

E allora cosa fare per evitare di trovarsi in questa situazione? Che ne dite di provare con questi piccoli suggerimenti?

1. UN’ORA SENZA PROBLEMI. Scegliete un giorno della settimana e un’ora specifica che sarà la vostra “ora senza problemi”, durante la quale vi impegnerete a non parlare di problemi di qualsiasi tipo – familiari, lavorativi, scolastici, ecc.  Un’ora da dedicare solo alle cose positive che accadono nelle vostre vite.

2. AAA BABYSITTER CERCASI. Se avete dei figli, è fondamentale che possiate ricorrere all’aiuto di qualcuno se volete iniziare a dedicare del tempo di qualità alla vostra relazione. Superate le vostre remore e chiedete l’aiuto di amici o parenti, e in mancanza di questi cercate una babysitter qualificata alla quale ricorrere ogni volta che sentirete il bisogno di prendervi del tempo con il vostro partner.

3. LA SERATA LIBERA. Niente scuse! Anche se può sembrare un cliché, trascorrere una serata da soli con il proprio partner è un toccasana per la vita di coppia. Stabilite un appuntamento fisso ogni settimana oppure ogni due, l’importante è che lo rispettiate il più possibile. Sfruttatela come un’opportunità per divertirvi, anche con gli amici, e per condividere sentimenti ed emozioni che vi legano.

4. HOBBY & SPORT. Molte coppie vivono insieme per anni senza condividere un hobby o la passione per uno sport. È invece importante trascorrere del tempo insieme dedicandosi a un’attività che interessa entrambi, perché condividere una passione rende i legami più solidi e aumenta la complicità tra i partner. Che sia il tennis, il giardinaggio, il trekking o le passeggiate nella natura, l’importante è che troviate un interesse da condividere che vi porti a stare insieme divertendovi.

5. FUORI DAL MONDO. Anche se può sembrarvi difficile da realizzare, sarebbe importante riuscire, anche se saltuariamente, a trovare delle occasioni per isolarsi da tutti, dedicandosi a qualcosa che coinvolga solo la coppia. Che sia un’ora oppure un weekend intero, l’importante è che lasciate a casa figli, parenti e amici – e telefonini – e vi dedichiate solo a voi stessi.

Che lo facciate seguendo i miei suggerimenti, oppure attraverso le vostre personali strategie, l’importante è che riusciate a trovare il modo di dedicare più tempo alla vostra vita di coppia.

Non lasciate che la vita frenetica si ripercuota negativamente sul vostro rapporto. Ricordatevi sempre di prendervi cura della vostra relazione, perché una relazione soddisfacente è sempre sinonimo di benessere, e vedrete che saranno tutti gli aspetti della vostra vita a beneficiarne.

Semplici strategie anti-stress

StressNonostante oggi si senta spesso parlare di stress, forse pochi sanno che si tratta di un termine coniato poco più di 50 anni da Hans Selye, il medico che per primo ha introdotto il termine stress, definendolo una reazione non specifica esibita dall’individuo quando deve affrontare un’esigenza o adattarsi a una novità.

Scientificamente viene definito uno stato di attivazione del sistema nervoso vegetativo e del sistema endocrino che interviene di fronte a stimoli stressanti di diversa natura. Lo stress, quindi, sarebbe una reazione adattiva, caratteristica della vita, che può però assumere un significato patogenetico quando è prodotta in modo troppo intenso e/o per lunghi periodi di tempo e non si accompagna a risposte sufficientemente efficaci.

Ciò che le ricerche anche successive hanno confermato è che lo stress induce risposte ormonali che, nel tempo, possono avere effetti nocivi sulla salute, e per questo è particolarmente importante adottare metodi per contrastarlo.

Fermo restando che è di fondamentale importanza indagare le cause di questa condizione di stress, ecco qualche strategie per tenerlo a bada.

Diario dello stress. Un diario dello stress è lo strumento ideale se vuoi scoprire l’origine e le cause del tuo stress e il modo in cui reagisci. Su di esso dovrai registrare regolarmente le principali situazioni di stress, specificando tempi e luoghi, soffermandoti sulle tue sensazioni, su come hai reagito, e su cosa avresti potuto fare di diverso per ridurre i livelli di stress. Mettere nero su bianco pensieri e sensazioni, potrà aiutarti ad essere più consapevole di ciò che vivi e allo stesso tempo a gestire al meglio le situazioni di stress.

Tecniche di rilassamento. Forse penserete che per rilassarsi basta sedersi davanti alla tv e leggere un buon libro per distrarre la mente. In realtà tutto ciò non serve a ridurre gli effetti fisici dello stress, ed è importante imparare a ridurre le reazioni di “attacco e fuga” che il tuo corpo produce, attraverso tecniche di respirazione, esercizi di meditazione o l’attività sportiva.

Battere lo stress sul tempo. La soluzione migliore è quella di arginare lo stress sul nascere, identificando da subito le reazioni fisiche che produce sul corpo, e compiendo uno sforzo cosciente per rilassarsi e per bloccare i suoi effetti. Ad esempio, in una situazione particolarmente stressante è molto probabile che i vostri muscoli inizieranno a irrigidirsi o la mascella a serrarsi. Riconoscere questi segnali, vi consentirà di provare a rilassarvi da subito, evitando che lo stress produca effetti a lungo termine sul vostro corpo.

In conclusione, identificare gli eventi stressanti e riconoscere le risposte a livello fisico, vi aiuterà a capire come prevenire le ripercussioni croniche che lo stress può produrre sulla vostra mente e sul vostro corpo.

E tu? Quali sono le situazioni che trovi più stressanti?

Dalla parte dei bambini

bambinicounseling

Non è pensabile che la nostra cultura dimentichi di aver bisogno di bambini. Ma che i bambini necessitino di un’infanzia sembra essere già quasi completamente dimenticato. Coloro che si rifiutano di dimenticare svolgono un ruolo prezioso”. 

Mi ha colpito molto questa citazione di Neil Postman, il sociologo statunitense autore del famoso libro La scomparsa dell’infanzia (1981), nel quale descrisse il processo di trasformazione precoce dei bambini in “piccoli adulti”, dovuto alla loro esposizione, fin dai primi anni di vita, allo stesso tipo di informazioni riservate agli adulti, grazie al sistema di comunicazione di massa: TV, pubblicità, modelli, mode, comportamenti.

Forse perché oggi mi capita sempre più spesso di vedere un esercito di bambini che studiano le lingue straniere fin dalle scuole elementari, frequentano corsi di teatro e di musica, bambini che praticano almeno due discipline sportive, e genitori che si affannano per dare loro tutte le opportunità del mondo, sacrificando a volte il desiderio di noia e di ascolto dei più piccoli!

Per voi un consiglio di lettura su questo tema.

I BAMBINI HANNO DIRITTO ALLA LENTEZZA

Articolo tratto dal sito L’Adige.it

Sempre più numerosi i ragazzi e bambini, dalla vita apparentemente normale, che si presentano al Pronto Soccorso con un disagio psichico che nasconde un grande dolore: iperstimolati, addestrati a primeggiare,  incapaci di trovare la forza di reagire ad una delusione. È quanto è emerso nel dialogo ad Educa tra la dottoressa Costanza Giannelli, direttrice dell’Unità ospedaliera di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale S. Chiara di Trento, il maestro Franco Ulcigrai, Cofondatore della scuola Steineriana il Cerchio di Rovereto  e Maurizio Camin, direttore della cooperativa sociale L’Ancora.

“Pigiama party alla scuola materna, tre lingue in prima elementare, corsi di arti circensi, musica, gare di sci, la media del nove. Ai bambini viene chiesto di essere sempre più intelligenti, dotati, abili e capaci. Troppo desiderare, troppo avere, troppo sapere, troppe soglie buie varcate in anticipo, con corpo fragile, senza corazza e senza la spada giusta”. È questo il pensiero di Costanza Giannelli che disegna i genitori moderni come i responsabili, a volte inconsapevoli, di un grande dolore inflitto nei bambini, perché “è più facile vantarsi della luce dell’intelligenza del proprio figlio piuttosto che della zona d’ombra dove si muove la consapevolezza”. E così i bambini si trovano prima o poi ad imbattersi nell’indifferenza, nella delusione e nel fallimento senza strumenti per poterli affrontare. “Umiliati e feriti a morte non riescono a reggere lo sguardo dell’altro, si blindano nel rifugio solitario e meditano la vendetta. E così il web diventa uno specchio senza confini e senza regole, un luogo dove cancellare il disonore e la vergogna, dove si può apparire e scomparire senza regole e responsabilità”.

Costanza Giannelli si augura che dopo quest’era falsamente buona e illuminata, ne nasca una nuova dove “un bambino molto intelligente abbia la possibilità di trovare maestri speciali che gli insegnino a tornare indietro, gli mostrino il volto del fiore e dell’animale e, finalmente, possa trovare la quiete.”

Anche Franco Ulgigrai chiede ai genitori di non avere fretta e di ripensare al momento in cui il bambino è pronto per iniziare la scuola primaria. “Spesso già a cinque anni si trova seduto al banco di scuola, senza aver raggiunto la maturità sociale, e privato dell'”anno del re”, quel periodo importante in cui il bambino si sente più grande e può dare il suo contributo ai compagni più piccoli. Iniziare la scuola senza la maturità necessaria, porta facilmente il piccolo a vivere un senso di inadeguatezza“. Ulcigrai riporta, inoltre, l’esperienza positiva dell’asilo nel bosco organizzato in Alto Adige, “dove i bambini devono seguire solo le regole del mondo e della natura senza mete, sul binario della massima tranquillità e serenità”.

Dello stesso parere il direttore della cooperativa Arianna di Trento, Maurizio Camin, il quale racconta come ogni giorno veda adolescenti non ascoltati, affaticati e ingabbiati all’interno di regole. “Giovani che parcheggiano il corpo a scuola, ma hanno anima e interessi fuori, che fanno fatica a stare al mondo, perché non riescono a pensarsi nel futuro”.

Francesca Gennai, vicepresidente del consorzio Con.solida, che ha moderato l’incontro, ha provato a trarne le conclusioni “le esperienze che abbiamo ascoltato oggi, ci ricordano che dobbiamo garantire ai bambini il diritto alla lentezza, alla natura, alla selvatichezza, alla ferita, alla noia, al vuoto e soprattutto ad essere ascoltati“.

link all’articolo originale

Oggi parliamo di assertività

assertivitàcounselingLo spirito che caratterizza il comportamento assertivo è la convinzione delle proprie opinioni e la mancanza di remore ad esprimerli, con la completa assunzione di responsabilità di quella affermazione.

In sostanza, può definirsi assertiva una persona capace di affermare qualcosa con convinzione e tenacia, pienamente convinta di ciò che sostiene. Il termine assertività, infatti, proviene dal latino asserere che in italiano significa asserire, affermare.

In linea generale, possiamo dire che i presupposti necessari per un comportamento assertivo sono:

  • Buona immagine di sé (autostima) – L’autostima è necessaria perché chi si vuole bene si relazione in maniera adeguata con gli altri, mentre il pensare di non valere nulla impedisce un buon dialogo con se stessi.

  • Adeguata comunicazione – Nella comunicazione le persone assertive non provano difficoltà a manifestare il proprio disappunto verso l’interlocutore e non mascherano le proprie emozioni. La persona assertiva dà la giusta considerazione a chi sta parlando (ascolto attivo).

  • Libertà espressiva

  • Capacità di rispondere alle richieste e alle critiche

  • Capacità di dare e ricevere apprezzamenti

  • Capacità di sciogliere i conflitti

Alcune delle cause che non permettono lo sviluppo di una condotta assertiva possono essere:

  • il cattivo apprendimento di comportamenti per eventuali condotte non virtuose delle figure familiari;

  • esperienze negative che hanno generato ansia;

  • un’educazione troppo rigida che non valorizza la persona e che non le insegna quali sono i suoi diritti;

  • le convinzioni disfunzionali e i pensieri irrazionali.

L’assertività viene descritta da vari autori lungo un continuum comportamentali che va dalla passività all’aggressività, estremi indicati come negativi e disfunzionali, che rappresentano l’assenza di assertività.

La differenza fondamentale sta nel fatto che l’assertività è fondata sul rispetto e sull’auto-responsabilità, mentre nella non assertività questi due fattori sono assenti.

Il soggetto assertivo è colui che è capace di avere un atteggiamento positivo verso se stesso e verso gli altri, e di riconoscere, rispettare ed esprimere i propri bisogni nel rispetto di quelli altrui.

Sebbene le persone possano mettere in atto comportamenti assertivi, passivi o aggressivi, in realtà ciascuna mostra una tendenza ad avere un certo stile di comportamento. Tutti noi ci comportiamo in maniera diversa a seconda delle situazioni: la parola chiave è infatti situazionalità. Ciò significa che le diverse componenti emozionali, cognitive ed espressive vanno calibrate e composte in modo diverso a seconda delle situazioni, degli obiettivi e delle persone in quel momento specifico.

Per concludere, possiamo dire che l’assertività, tenendo presenti i propri obiettivi ed interessi, è la manifestazione più immediata e diretta di emozioni, sentimenti, esigenze e convinzioni personali, bilanciando, a seconda delle circostanze, l’aggressività e la passività. L’obiettivo è ottenere il maggior vantaggio o il minor svantaggio per se stessi, sia nel breve che nel lungo termine.

E voi? Sapete essere assertivi?