Coppia. Vacanze in vista: mare o montagna?

luggage-1149289_960_720Con l’avvicinarsi dell’estate, è inevitabile che, anche nelle coppie più rodate, sorga qualche conflitto per la pianificazione delle vacanze, e non è sempre semplice trovare un punto d’incontro. Mare o montagna? Hotel o campeggio? Auto o treno? La lista potrebbe continuare all’infinito, e l’unico modo per uscirne indenni è trovare un punto d’incontro.

Ecco allora per voi qualche semplice suggerimento che potrà aiutarvi a comunicare più efficacemente con il vostro partner, affinché la scelta della vacanza non diventi un motivo di conflitto.

Perché anche se il tema vacanze può sembrare un’inezia rispetto a questioni ben più importanti che come coppia vi trovate sicuramente ad affrontare, potrebbe essere per voi un’opportunità per esercitarvi su un argomento per così dire “leggero”, al fine di essere pronti quando il disaccordo riguarderà temi più seri e delicati.

Che ne dite? Avete voglia di provare a mettere in pratica queste 6 semplici regole?

1. Affrontate subito la questione e siate schietti. Se qualcosa vi irrita, è importante che ne parliate subito con il vostro partner. Condividere i propri sentimenti sul momento consente di focalizzare la discussione sul problema reale. Non è un bene tenersi tutto dentro nella speranza di trovare il momento adatto per tirarlo fuori, perché a quel punto il vostro partner potrebbe essere risentito e aver alzato un muro tra di voi. Affrontate i problemi nel momento in cui sorgono.

2. Concedetevi tempo e spazio. A volte si vorrebbe poter risolvere una questione immediatamente, ma non è sempre possibile. Le soluzioni, infatti, si sviluppano e si trasformano nel tempo, mano a mano che ogni persona acquisisce una maggiore comprensione della prospettiva dell’altro e si crea lo spazio per accogliere le posizioni di entrambe le parti. Siate pazienti e provate a vedere le cose dal punto di vista del vostro partner.

3. Limitatevi alla questione del momento. Nella foga della discussione, spesso si è spinti a rinvangare il passato, coinvolgendo nella discussione altre persone, spesso i familiari, che forse hanno preso le parti dell’uno o dell’altro in qualche occasione. Così facendo, però, non si fa che aggravare il conflitto. Per questo motivo, cercate di restare focalizzati su di voi, sul vostro partner, e sulla questione specifica che vi trovate ad affrontare.

4. Siate diplomatici. Nel discutere di una questione che vi sta particolarmente a cuore, è probabile che vi facciate prendere dall’impeto e che siate spinti ad usare parole “forti”. Cercate invece di usare i termini con cautela, senza accusare e criticare il comportamento dell’altro, esprimendo invece come vi sentite voi e cosa provate rispetto all’accaduto. Anziché dire: “TU hai fatto, detto, ecc.”, usate frasi come: “IO mi sono sentito/a, IO ho provato, ecc.”. Questo vi aiuterà ad avere una conversazione più efficace e proficua.

5. Ascoltate il vostro partner. È importante che esprimiate i vostri sentimenti e le vostre sensazioni, ma è altrettanto importante che anche il vostro partner abbia la possibilità di parlare. Prestate attenzione a ciò che ha da dirvi riguardo ai suoi bisogni, e perché sono così importanti per lui. Una volta compreso profondamente da dove provengono determinati bisogni dell’altro, sarà più facile trovare un compromesso, perché non si tratterà più di stabilire chi ha il controllo e il potere all’interno della coppia.

6. Mettete un punto e andate avanti. Anche quando non riuscite a trovare una soluzione definitiva a un problema sorto, è utile e importante trovare il modo di chiudere comunque la questione. Fate pace con il vostro partner e chiedetevi scusa per esservi eventualmente offesi reciprocamente. Farà bene alla vostra coppia mettere da parte i dissapori e andare avanti insieme, come una vera squadra.

 

Accettare la realtà: il primo passo verso il cambiamento

acceptation-credit-autoIeri pomeriggio ero stanca e di pessimo umore. Ero seccata perché una persona non si era comportata come avrei voluto, o come io stessa mi sarei comportata in quella situazione. Continuavo a rimuginare sull’accaduto cercando di giustificare a me stessa il mio disappunto, ma questo non faceva altro che aumentare il mio senso di frustrazione.

E mentre fissavo lo schermo del pc assorta nei miei pensieri, all’improvviso mi sono resa conto di ciò che stavo facendo: stavo resistendo alla realtà. Non potevo cambiare ciò che era successo, e ogni volta che rivivevo quei momenti nella mia mente il mio fastidio cresceva. Era come se avessi scatenato a una lotta tra ciò che era realmente accaduto e ciò che avrei voluto accadesse, e ovviamente era la realtà ad avere la meglio!

Purtroppo ci procuriamo molte sofferenze nel tentativo di resistere alla realtà, e ognuno di noi lo fa a modo proprio. Chi aprendo una bottiglia di vino, chi mangiando dolci, chi comprando un paio di scarpe nuove, chi con comportamenti più dannosi. A volte cerchiamo di allontanare la realtà arrabbiandoci con gli altri, e in effetti la rabbia è spesso il tentativo di creare una distanza tra noi e qualcosa che ci preoccupa. A volte fingiamo semplicemente che quello che non ci piace non esista, e per tenere a bada la realtà consumiamo tutte le nostre energie, finendo con il sentirci esausti e depressi.

Eppure, quando decidiamo di accettare la realtà, le energie che fino a quel momento avevamo impiegato per tentare di opporci ad essa si liberano e diventano disponibili per altri usi. Ma accettare una situazione per quella che è, oltre a consentirci di recuperare una parte delle nostre energie, significa anche darci una chance di vedere le cose con maggiore lucidità.

Ieri, ad esempio, per me accettare ha significato vedere non solo il comportamento della persona che mi aveva offeso, ma anche le ragioni che l’avevano spinta ad agire in quel modo, e questo mi ha permesso di guardare in faccia quella realtà che stavo tentando di evitare. Ho capito che le mie aspettative erano semplicemente sproporzionate in quel momento, e questo mi consentirà di discuterne serenamente con la diretta interessata.

Ma perché si fatica così tanto ad accettare la realtà? Il motivo è la nostra difficoltà a distinguere ciò che possiamo controllare da ciò che non possiamo controllare. Io, ad esempio, non potevo cambiare ciò che era successo, e neppure la mia amica, però potevo cambiare la mia reazione. Riconoscere con chiarezza ciò che possiamo controllare da ciò che va al di là del nostro diretto controllo, può facilitare la nostra capacità di accettazione, consentendoci di individuare le possibili alternative.

Un piccolo aiuto in tal senso può arrivare da questo semplice esercizio, che vi consiglio di provare. Dividete un foglio di carta in tre colonne: la prima per le cose che potete controllare, la seconda per quelle sulle quali potete avere una certa influenza, e la terza per quelle completamente al di fuori del vostro controllo. E usatela ogni volta che avete difficoltà ad accettare una situazione!

È sempre un bene vedere le cose per come stanno realmente, perché maggiore è la chiarezza con cui osserviamo le circostanze che viviamo, maggiore è la nostra capacità di accettare ciò che succede e rispondere nel modo più idoneo al nostro benessere.

Coppia: Un’opportunità per crescere insieme

cuore-mano-nella-manoQuando una relazione entra in crisi, è piuttosto frequente che le persone attribuiscano al cambiamento dell’altro il fallimento del rapporto, e sono tutt’altro che rare espressioni  come: “È cambiato, non è più la persona di cui mi sono innamorato/a”.

Eppure, anche se può capitare che alcune circostanze della vita portino le persone a un cambiamento profondo della propria personalità, non è questo il motivo più frequente delle crisi di coppia.

Basta infatti chiedere a quelle persone di raccontare gli inizi della loro storia d’amore, per scoprire “magicamente” che le qualità che oggi rendono il partner detestabile sono le stesse per le quali lo avevano scelto.

Questo accade perché all’interno di ogni relazione, e in particolar modo in una molto intima come quella di coppia, ognuno di noi sperimenta le proprie caratteristiche di personalità, caratteristiche che possono essere allo stesso tempo punti di forza e fragilità. Ed è così che il compito evolutivo della coppia è proprio quello di fare in modo che i partner sperimentino anche le qualità che non sono tipiche della propria personalità e che però possono trovare nell’altro.

Quando uno dei due partner, ad esempio, è estroverso e socievole e l’altro più introverso e taciturno – come spesso accade – la sfida è fare in modo che chi è più taciturno prenda un po’ dell’estroversione dell’altro, e compito dell’estroverso è lasciare spazio all’altro per sperimentarsi.

Se questo non accade, e ognuno resta in qualche modo bloccato nel proprio ruolo, il rischio è di sentire l’altro come un impedimento alla propria evoluzione personale, con il conseguente insorgere di sentimenti di risentimento e insofferenza.

Le qualità che cerchiamo nei nostri partner sono spesso quelle che sentiamo mancare a noi stessi, e in questo senso la relazione di coppia può rivelarsi un alleato prezioso per conoscere meglio se stessi e crescere insieme alla persona che abbiamo scelto.

Sì, che abbiamo scelto, ed è una scelta che non avviene mai per caso.

Le emozioni: una risorsa preziosa nel Counseling

Bunte GefhleFelicità, imbarazzo, dispiacere, paura, euforia, preoccupazione… l’elenco delle parole che possiamo usare per descrivere i nostri stati d’animo potrebbe continuare all’infinito. Stati d’animo è però un termine generico, e in alcuni casi è più corretto parlare di emozioni e sentimenti.

Ma quali sono le differenze? Come facciamo a distinguere le emozioni dai sentimenti?

In linea generale, possiamo dire che sono entrambi stati di attivazione psicologica e fisiologica che si manifestano in risposta a un cambiamento dell’ambiente fisico, sociale o mentale. In particolare, i neuroscienziati descrivono le emozioni come l’insieme delle risposte osservabili in seguito all’attivazione di un determinato stato corporeo connesso a specifiche immagini mentali. I sentimenti, invece, si riferiscono all’esperienza che ciascun individuo fa di tali cambiamenti, ovvero all’esperienza privata delle emozioni.

Un’altra importante differenza è che le emozioni sono stati emotivi di breve durata e transitori, mentre i sentimenti possono rimanere attivi per un periodo più lungo.

Nella relazione di Counseling, in un lavoro di esplorazione emotiva profonda, le emozioni costituiscono una risorsa preziosa. In quanto adattive, infatti, sono per definizione positive, e la distinzione fra positive e negative va interpretata piuttosto nel modo in cui le stesse sono vissute dall’individuo, come piacevoli o spiacevoli.

Nel setting di Counseling, evocare le proprie emozioni e poterle rielaborare, consente al cliente di entrare in contatto con se stesso ed individuare i propri bisogni.

Le emozioni, quindi, sono un elemento imprescindibile per preparare e motivare le persone a fronteggiare gli eventi della vita e a massimizzarne il benessere. 

IL COUNSELING NARRATIVO

a cura di Cristina Allodi (Counselor)pagine

Scrivere non è riempire uno spazio vuoto, ma dar voce a questo spazio; è trasmettere sulla carta le proprie emozioni più profonde, che si nascondono e si svelano tra le righe.

 

Il counseling narrativo si sviluppa in America negli anni venti e rappresenta un nuovo modo di parlare delle questioni personali, considerandole da un’angolazione diversa da quella in cui ci si pone normalmente; quando i protagonisti sono “altri/altro da sé, non ci si identifica direttamente con il problema ma lo si affronta, utilizzando tutti gli strumenti che si hanno a disposizione.

  • Il counseling narrativo prende spunto dalla drammatizzazione, attraverso la quale si proiettano i propri stati d’animo rimanendo protetti nella finzione, in cui si è altro da sé;
  • La prospettiva distaccata permette di non identificarsi con il problema;
  • In ogni storia in una situazione iniziale di apparente stabilità viene ad inserirsi un elemento destabilizzante, che in qualche modo il protagonista deve fronteggiare: da qui parte L’ATTIVAZIONE DELLE RISORSE.

L’osservazione di un problema o di una qualsiasi circostanza da un’angolazione differente ci consente di ri-considerare quella stessa circostanza con occhi diversi. Il solo attribuire a qualcun altro una nostra difficoltà ci permette di sentirci sollevati da gran parte del suo peso, in quanto meno coinvolti.

Questo è possibile proprio in virtù del fatto che qualsiasi situazione, se vista da una prospettiva non conforme al solito punto di vista, verrà percepita diversamente.

 

Cos’è il Career Counseling?

04-AGGIL MONDO DEL LAVORO E GLI INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA CARRIERA

A differenza di quanto accadeva in passato, quando la stabilità dell’impiego forniva una base sicura per progettare il proprio futuro, oggi il lavoro genera sempre più spesso ansia e insicurezza.

Oggi si parla di lavoro flessibile e di organizzazioni fluide, scenari che mettono in difficoltà i lavoratori, costringendoli ad adattarsi a una vita contraddistinta da continui cambiamenti professionali.

La carriera non è più considerata un impegno per tutta la vita con un unico datore di lavoro, ma come una vendita di competenze a vari datori di lavoro, e a questo cambiamento è dovuto seguire anche un cambiamento delle tecniche da mettere in atto per aiutare i lavoratori ad adattarsi a questo nuovo scenario.

Ma cos’è il Career Counseling e come può aiutare le persone a gestire il proprio percorso professionale?

Per usare la definizione di Donald Super, il Career Counseling è:

“ll processo per aiutare una persona a sviluppare e ad accettare un’immagine integrata e adeguata di Sé e del proprio ruolo nel mondo del lavoro, a esaminare questo concetto attraverso il confronto con la realtà, a tradurlo in realtà, provando soddisfazione per sé e portando beneficio alla società”.

Nel Career Counseling il cliente è autore della propria storia autobiografica, e il Counselor ha il compito di aiutarlo a riflettere sui temi di vita su cui costruire il proprio percorso professionale.

Il Career Counseling fornisce strumenti efficaci e risolutivi per affrontare al meglio i continui cambiamenti lavorativi, a comprendere il proprio personale disegno di vita, e a progettare soluzioni professionali idonee e soddisfacenti.

È un intervento che sostiene la persona nel costruire – o ri-costruire – non solo il proprio percorso professionale, ma anche la sua storia di vita.

Per richiedere un appuntamento per un incontro conoscitivo, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it.

Una nuova chance per te!

UnknownSe la vostra donna vi ha lasciato o il vostro uomo se n’è andato, è normale che vi sentiate disorientati e disillusi, e che abbiate la sensazione di non avere alcuna via d’uscita. Senza il vostro compagno o la vostra compagna, tutto vi sembra inutile e vano, e tutto ciò che vi resta sono ricordi felici che vi rendono ancora più tristi.

È il momento del vuoto, e non considerate neppure la possibilità di ricominciare e pensare al vostro futuro. E forse, ancora peggiore della mancanza della persona amata, è la paura di non essere in grado di amare di nuovo o di essere amati.

Probabilmente, dopo un primo momento, la tristezza e la disperazione hanno lasciato il posto alla rabbia. Rabbia verso chi vi ha deluso, e rabbia verso voi stessi per aver consentito a lei o lui di comportarsi in quel modo.

Ma invece di sprofondare nella depressione e nelle recriminazioni, perché non utilizzare questa sofferenza per compiere un lavoro d’introspezione? Perché non provare a cambiare prospettiva, per ritrovare quella forza interiore che possa permettervi di aprirvi a un nuovo amore?

Lavorando su voi stessi, potrete distinguere ciò in cui siete riusciti da ciò in cui avete fallito, e i ricordi felici che vi resteranno nel cuore da quelli che preferite dimenticare. Potrete capire meglio chi siete oggi, cosa desiderate e cosa siete in grado di dare a chi vorrà starvi accanto.

Perché, anche se continuate a dire: “Basta, non m’innamorerò mai più!”, sapete anche voi che non potete vivere senza amore. E allora tanto vale darsi una mossa!

In collaborazione con Ascolto Attivo presento “Amore over 40”, un ciclo d’incontri di gruppo per conoscere meglio se stessi e condividere le proprie esperienze. Per informazioni m.ricci@ascolto-attivo.it.

 

Conosci le tue convinzioni limitanti?

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Ciò che facciamo nella nostra vita – e anche ciò che NON facciamo – dipende soprattutto da ciò che pensiamo di essere in grado di fare. Dipende in sostanza dalle convinzioni che abbiamo su noi stessi.

Le nostre convinzioni, infatti, sono una sorta di “filtro” che usiamo per interpretare la realtà che ci circonda, ma che condiziona in qualche modo anche i nostri sogni, le nostre ambizioni. E la cosa più sorprendente è che le nostre azioni dipendono dalle nostre convinzioni, a prescindere dal fatto che queste siano vere o meno.

Chi ha una percezione di sé come debole e insicuro, si prefiggerà obiettivi modesti e probabilmente tenderà a scoraggiarsi alla prima difficoltà. Al contrario, chi è convinto di essere una persona “vincente”, sceglierà obiettivi ambiziosi e impegnativi e non si lascerà scoraggiare dagli eventuali imprevisti, perché sa e sente che può farcela!

Per questo motivo è importante che tu conosca le tue convinzioni limitanti, per evitare tutti quegli atteggiamenti – come mancanza di autostima, sfiducia in te stesso e dipendenza dal giudizio degli altri – che impediscono una più completa realizzazione personale.

Hai voglia di iniziare con un semplice esercizio?

  • Quanto peso ha il passato su quello che pensi di te stesso?
  • Quanto peso ha il tuo passato nelle scelte che compi ogni giorno?
  • Quanto tempo dedichi a pensare a ciò che vorresti essere e a quali convinzioni ti piacerebbe avere?

Prova a rispondere a queste semplici domande, e poi raccontami com’è andata!

Un Counselor può fornirti un utile aiuto in questo senso, offrendoti l’opportunità di vedere le situazioni e le tue qualità nel modo più obiettivo possibile, aiutandoti a liberarti delle tue convinzioni irrazionali.

Ogni incontro di Counseling rappresenta un viaggio alla scoperta di se stessi e di tutti quegli aspetti che bloccano la propria creatività. Riconoscere le proprie convinzioni autolimitanti è un passaggio fondamentale per conoscere e riconoscere i propri punti di forza e realizzare i propri obiettivi, per poter affrontare le situazioni critiche con maggiore autonomia ed efficacia.

Per prenotare una sessione di Counseling gratuita, scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo.it.

Il Counseling entra a pieno titolo tra i benefit aziendali

home-blueOggi il Counseling entra a pieno titolo nel mondo del lavoro, grazie al numero crescente di aziende che scelgono di offrire sedute di Counseling come benefit per i propri dipendenti, accanto ad altri benefit che riguardano il benessere psicofisico, come ad esempio le consulenze nutrizionali, e alle più classiche polizze sanitarie integrative.

La mia lunga esperienza all’interno di una realtà aziendale, mi ha sempre portata a credere fermamente nel Counseling aziendale, inteso come supporto per il lavoro sia individuale che di team, sia come affiancamento a chi gestisce risorse.

Ma a questo impiego tradizionale, oggi se ne affianca un’altro, grazie al fatto che sempre più aziende si preoccupano del benessere psicofisico e dello stato di stress dei propri dipendenti, e sempre più spesso decidono di offrire come “fringe benefit” anche delle sedute di Counseling.

Una recente ricerca del Top Employers Institute – l’ente che certifica le condizioni di lavoro messe in atto dalle aziende per i propri dipendenti – rivela, infatti, che il 76% delle aziende mostra un’attenzione spiccata alle soluzioni antistress, oltre che alla sostenibilità.

“Offrire un ambiente di lavoro ottimale, in grado di favorire la crescita non solo professionale, ma anche personale e umana delle persone”, è la filosofia Top Employers nelle parole di David Plink, Ceo di Top Employers Institute.

E il Counseling può giocare un ruolo davvero decisivo per il benessere e la crescita personale di dipendenti, con chiare ed evidenti ricadute positive anche sul business aziendale… e per fortuna i vertici delle aziende più all’avanguardia ne sono sempre più consapevoli.

Per prenotare una seduta di Counseling gratuita via Skype o in presenza, scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo.it.