14/02/2012
Cancro e Psiche: La Psiche come fattore di rischio – I parte
Una mole enorme di studi e di ricerche, svolte in questi ultimi anni in tutto il mondo, hanno consolidato la concezione che vede il cancro come una malattia multifattoriale, la cui insorgenza è causata, quindi, da più fattori, che possiamo però suddividere in tre grandi categorie:
Oltre a fattori di rischio cellulare e di rischio ambientale, fattori psichici e comportamentali, con mediazione diretta o indiretta (attraverso vari meccanismi biologici) possono influenzare in determinati casi la crescita e/o il decorso del cancro.
Il tentativo di individuare dei fattori psicologici capaci di influenzare la carcinogenesi ha radici antiche: già nel secondo secolo d.c., Galeno secondo la teoria umorale faceva notare che le donne melanconiche avrebbero maggiori probabilità di sviluppare un carcinoma mammario. In altre parole, l'eziologia del cancro è attribuita ad uno squilibrio della bile nera. Il cancro sarebbe quindi una malattia generale dell'organismo, le cui manifestazioni sono però locali. La dottrina medica di Galeno rimane immutata nei quindici secoli successivi, e nel XVI secolo Ambroise Paré, il massimo chirurgo del Rinascimento, condivide l'ipotesi eziologica dello "sbilanciamento melanconico" e spiega le metastasi come manifestazioni locali dell'umor nero. In un trattato sul cancro, dopo aver discusso le diverse cause della malattia, Paré scrive: « Talvolta essa consegue ad un improvvisa interruzione del corso degli avvenimenti causata da uno spavento o da un'intensa sofferenza. Nel 1759, il chirurgo inglese Guy scrive: «Il carcinoma mammario sembra peculiare alle costituzioni depresse, serie, flemmatiche e melanconiche».
Burrows (1783) nell' ambito dei numerosi lavori condotti sull'effetto delle emozioni sulla fisiologia corporea afferma: "Le penose passioni della mente indeboliscono a lungo andare la circolazione del sangue e predispongono al cancro”. Anche Lobstein (1846) dice: "Le emozioni morali producono un deficit nell'innervazione, e questa una malnutrizione che è, a sua volta, causa della formazione del carcinoma”. James Paget (1870) considera la depressione mentale una rilevante "concausa". Tomas Watson (1871) afferma di aver osservato la sequenza stress-cancro tanto spesso da non poterne dubitare e ancora. Herbert Snow (1891,1893) sostiene ripetutamente che la depressione mentale è un precursore del cancro. A lui, inoltre va attribuito il primo studio statistico in questo campo: su 250 pazienti del Cancer Hospital, in 156 Snow rileva “una pena immediatamente antecedente, spesso in una forma molto viva come la perdita di un parente stretto.
La teorizzazione del cancro come malattia sistemica iniziata con Galeno, ha prevalso per più di mille anni, fintanto che il rapporto mente-corpo è stato considerato inscindibile. Ma è con lo sviluppo dell'anatomia patologica, in un clima culturale in cui “la scienza é ormai il reale”, che il concetto di cancro come malattia sistemica e la possibile relazione tra cancro e psiche viene completamente abbandonata; un ulteriore ridimensionamento viene poi accentuato dalla moderna chirurgia e dalla radioterapia, che propongono intenti di radicalità terapeutica; e dallo sviluppo della microbiologia, della biochimica, della statistica sanitaria, che sottolineano l'importanza dei cancerogeni esogeni l'esposizioni ai quali permette sia di definire in nuovi termini l'eziopatogenesi delle neoplasie, sia di riprodurle sperimentalmente nell'animale. Si afferma così per un periodo l'affermarsi della teoria locale dei tumori.
Negli ultimi anni, però... (continua)
19:18 Scritto da: magacounselor in counseling | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bile nera, cancro | OKNOtizie |
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