Il potere delle emozioni

IMG_2981Sabato 30 settembre a Roma
WORKSHOP GRATUITO: IL POTERE DELLE EMOZIONI
Cosa sono le emozioni? Quanti tipi di emozioni conosci? A cosa servono? E soprattutto: sai riconoscerle e utilizzarle come alleate per il tuo benessere?
A queste e molte altre domande risponderemo nel workshop organizzato da Ascolto Attivo.
QUANDO: sabato 30 settembre dalle 11.30 alle 13.00
DOVE: Via Isonzo 20, Roma

La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria l’iscrizione.e

ISCRIVITI

 

 

Un nuovo appuntamento con “Amore over 40”

Sabato 23 settembre, dalle 15.00 alle 17.00 in Via Isonzo (Roma, Piazza Fiume), in collaborazione con Ascolto Attivo, presento un nuovo incontro introduttivo del ciclo Amore over 40.

Se non sei ancora riuscita/o a partecipare, non perdere questa occasione!

L’incontro introduttivo è a numero chiuso ed è obbligatoria la prenotazione.
Il costo per la partecipazione è di 20 euro, e ci si può prenotare compilando questo modulo.
Per info e prenotazioni, m.ricci@ascolto-attivo.it.

Caro Counselor… ti scrivo!

chatcounselingIn una società come la nostra, dove per molti diventa spesso difficile ritagliarsi del tempo da dedicare a se stessi, il Counseling via email o via chat offre una nuova e valida opportunità per trovare l’aiuto di cui si ha bisogno.

Il Counseling online sta acquistando sempre maggiore popolarità, grazie ai molteplici vantaggi che offre rispetto ai metodi tradizionali face-to-face, ma anche per via dell’uso sempre più vasto in tutte le fasce di popolazione.

Gli enormi progressi della tecnologia consentono oggi ai counselor di estendere le loro prestazioni non solo a sessioni a distanza via web-ca, ma anche percorsi di supporto via email e via chat.

Nonostante in alcuni casi sia sicuramente preferibile ricorrere alla classica seduta presso lo studio del professionista, avvalersi della professionalità di un Counselor utilizzando la modalità a distanza offre indubbiamente numerosi vantaggi al cliente.

Vediamo quali sono nello specifico questi vantaggi.

  • COMODITÀ. Il cliente può scegliere di effettuare il percorso dove è più comodo per lui, ad esempio in ufficio durante l’ora di pranzo, oppure a casa propria dove si sente più a suo agio.
  • RISPARMIO DI TEMPO. Si evitano i disagi e le difficoltà legate agli spostamenti e al traffico, con un notevole risparmio di tempo – e anche di denaro.
  • ANONIMATO. Il fattore dell’anonimità può giocare un ruolo importante nel successo delle consulenze via email o via chat, perché consente alle persone più timide e che soffrono di ansia sociale di essere più disinvolte e aperte rispetto al setting tradizionale.
  • TENERE TRACCIA. Il Counseling via e-mail o via chat consente al clienti di rileggere più volte i suggerimenti e le indicazioni del Counselor, anche dopo mesi dalla fine degli incontri.

Il Counseling a distanza può anche essere utile come primo contatto, in quanto risolve alcune difficoltà pratiche. In particolare, è possibile avere un primo incontro con il professionista tramite una semplice email, evitando gli spostamenti e le difficoltà legate agli orari. Inoltre, con questa modalità i costi iniziali per una fase esplorativa del lavoro da intraprendere possono essere notevolmente ridotti. Una forma di Counseling a distanza può quindi essere utile come primo approccio per indirizzarsi poi a un percorso di Counseling vero e proprio.

Per una prima consulenza gratuita via email o via chat scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo.it.

Giovedì in chat!

chatmobileAscoltoAttivoGiovedì 7 settembre sono ripresi i giovedì in chat di Ascolto Attivo!
Ma di che si tratta?
Si tratta di un servizio gratuito e facilmente accessibile, grazie al quale i professionisti di Ascolto Attivo tutti i giovedì offrono ascolto online dalle 10.00 alle 20.00.

Il servizio è gratuito e facilmente accessibile: basta collegarsi al sito www.ascolto-attivo.it e iniziare la chat usando la finestra in basso a destra.

Ti aspettiamo!

Figli adolescenti: che fare?

adolescentiascoltoattivoSe vostro figlio è entrato nell’età dell’adolescenza, il periodo in cui vi vi sommergeva di domande e ricercava costantemente la vostra attenzione vi sembrerà solo un lontano ricordo.

E forse, come molti, pensate anche voi che la relazione genitori-figli adolescenti sia una partita persa in partenza.

Sì, perché capita spesso che a un certo punto, quelli che erano dei dolcissimi e deliziosi bambinetti, si trasformino in adolescenti scontrosi che il più delle volte rispondono alle domande degli adulti – in particolare dei genitori – con un grugnito o alzando gli occhi al cielo, trasformando qualsiasi forma di dialogo in un’ardua impresa.

Se vi mancano quelle chiacchierate con vostro figlio e siete stanchi dei suoi lunghi silenzi, potrebbe essere arrivato il momento di adottare qualche piccola strategia per provare a ristabilire la comunicazione.

NON INSISTETE. Gli adolescenti tendono a non rispondere se viene continuamente detto loro cosa devono o non devono fare. Smettono semplicemente di ascoltare, e la vostra voce diventa per loro poco più che un rumore di sottofondo. Dite le cose una sola volta e spiegate chiaramente quali saranno le conseguenze del loro comportamento… e poi accertatevi di mantenere la promessa.

SIATE MENO CRITICI. Nell’età dell’adolescenza, l’autostima dei ragazzi è piuttosto instabile, e le continue critiche rischiano di abbassarla ancora di più. Invece di limitarvi a manifestare la vostra disapprovazione per ciò che fanno, provate ad esprimere critiche costruttive, perché i rimproveri – soprattutto se ripetuti – non fanno altro che far crescere nei ragazzi rabbia e vergogna.

LASCIATE CHE TROVINO DA SOLI LA SOLUZIONE. A questa età i ragazzi hanno la capacità di risolvere da soli i problemi che gli si presentano. Anche se siete spesso tentati di dare consigli o suggerire la soluzione che ritenete più opportuna, lasciate che siano loro a trovarla. Sostituirsi ai ragazzi rischia di far passare il messaggio che non sono in grado di cavarsela da soli. Al contrario, se dovessero avere davvero bisogno del vostro aiuto, sicuramente troveranno il modo di chiedervelo.

NON TRATTATELI DA BAMBINI. Gli adolescenti hanno bisogno di conquistare a poco a poco la fiducia in se stessi, quindi non lasciate che restino attaccati alle vostre sottane più a lungo del necessario. In questa fase i ragazzi sono alla ricerca della loro indipendenza, e per farlo hanno bisogno che anche voi genitori li incoraggiate a prendere decisioni in maniera autonoma.

MANTENETE LA CALMA. Il silenzio ostinato di un adolescente è in grado di scatenare l’ira di un genitore, ma reagire violentemente non porterà alcun risultato, se non quello di aumentare la tensione tra voi. La prossima volta, prima di scagliarvi in un’invettiva contro vostro figlio, cercate di respirare e mantenere la calma, ed eviterete così di peggiorare la situazione.

NON PRENDETELA SUL PERSONALE. Se vostro figlio non ha voglia di parlare con voi, consideratela una sua scelta, e non un giudizio di valore nei vostri confronti. Non considerate la sua mancanza d’interesse a condividere con voi i suoi pensieri e le sue emozioni come un affronto personale. Non fatelo sentire in colpa per questo, ma aspettate il momento in cui sentirà lui il desiderio di farlo.

NON FORZATE LA MANO. Fate in modo che le conversazioni con vostro figlio avvengano casualmente, senza pianificarle troppo, possibilmente ritagliandovi dei momenti per condividere attività che amate entrambi. Può essere lo shopping, uno sport, o una ricetta da sperimentare insieme, l’importante è che non facciate domande troppo personali, e scegliate piuttosto argomenti leggeri della quotidianità, eventualmente prendendo spunto dalle notizie più recenti.

Cercate anche di non dimenticare che i vostri figli sono abituati ad usare prevalentemente altri mezzi di comunicazione, oltre a quelli che voi considerate convenzionali. Per quanto la cosa possa non piacervi, i Social Media e i sistemi di messaggistica fanno ormai parte del loro mondo, e tanto vale accettarlo ed usarli anche voi per comunicare con loro.

Infine, ricordate che questa difficoltà di comunicazione è quasi sempre una normale conseguenza della fase che il ragazzo o la ragazza stanno attraversando. Non dimenticate che gli adolescenti sono sottoposti a numerose pressioni: la scuola, il proprio aspetto fisico, la relazione con i coetanei, i primi amori… queste ed altre sono le questioni che un adolescente si trova a dover affrontare quotidianamente, mentre inizia a prendere consapevolezza di doversi fare strada nel mondo degli adulti.

Non lasciatevi scoraggiare da quel muro che i vostri figli sembrano aver sollevato tra voi e loro, e vedrete che, prima di quanto immaginiate, su quel muro si aprirà una breccia.

In collaborazione con Ascolto Attivo propongo percorsi di Counseling di supporto alla genitorialità, sia individuali che di gruppo. Per informazioni, scrivi a m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure a info@ascolto-attivo.it.

La rabbia come strumento di cambiamento

rabbiaascoltoattivoLa rabbia è un segnale che ci avvisa che i nostri bisogni o desideri non sono adeguatamente soddisfatti, un segnale importante che dovremmo imparare a non trascurare mai. In particolare quando è presente all’interno di una relazione significativa, in quanto ci avvisa che stiamo compromettendo una parte troppo importante del nostro io, come i nostri valori o le nostre ambizioni.

“Il dolore della rabbia protegge l’integrità più vera dell’io”, scrive Harriet Lerner in La danza della rabbia, il suo saggio dedicato a questa fondamentale emozione. Un libro che si propone di fornire alcuni strumenti per “trasformare la forza distruttrice della rabbia in energia vitale”, come recita il sottotitolo, dedicato soprattutto alle donne che, più degli uomini, non sono mai state incoraggiate a riconoscere e a manifestare la propria rabbia apertamente.

Nel percorso di Counseling, le emozioni giocano un ruolo critico, e la rabbia occupa senza dubbio un ruolo centrale. Ma come possiamo usare la rabbia come strumento di cambiamento all’interno delle nostre relazioni?

Per prima cosa possiamo imparare a capire le vere cause della nostra rabbia e a chiarire la nostra posizione. Le domande da farsi sono: Qual è il vero problema? Chi è il responsabile e di che cosa? È un passo fondamentale, perché invece di impiegare le nostre energie per cambiare qualcuno che non vuole cambiare, possiamo usarla per comprendere i nostri pensieri e le nostre priorità.

È inoltre importante acquisire i mezzi per comunicare meglio con l’altroper avere maggiori possibilità di essere ascoltati e, di conseguenza, gestire meglio i conflitti. Infatti, anche se a volte una bella litigata può aiutare a sfogarsi e a sentirsi meglio, spesso ci si accorge che poi, fondamentalmente, non è cambiato nulla.

Altro passo cruciale è imparare a riconoscere e a interrompere schemi di relazioni non produttivi. Si tratta principalmente di assumersi la propria responsabilità nei rapporti con gli altri. Non significa sentirsi la causa del problema, ma immaginare cosa possiamo fare noi per ottenere quel cambiamento che auspichiamo, invece di aspettarci qualcosa dall’altro.

Tuttavia, usare la rabbia per definire il proprio io porta spesso con sé una buona dose di ansia, e non è affatto facile uscire da una situazione di conflittualità o di sottomissione per asserire con chiarezza chi siamo e cosa vogliamo, soprattutto nelle relazioni importanti. Eppure è possibile farlo!

“Molti dei problemi che abbiamo nel gestire la rabbia”, sostiene la Lerner, “sorgono quando scegliamo tra avere una relazione e un proprio Io”. L’obiettivo del libro, e di un efficace percorso di Counseling, è quello di insegnarvi ad ottenerli entrambi.

 Per prenotare un tuo primo incontro gratuito, scrivi a m.ricci@ascolto-attivo.it.