Cos’è il Career Counseling?

04-AGGIL MONDO DEL LAVORO E GLI INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA CARRIERA

A differenza di quanto accadeva in passato, quando la stabilità dell’impiego forniva una base sicura per progettare il proprio futuro, oggi il lavoro genera sempre più spesso ansia e insicurezza.

Oggi si parla di lavoro flessibile e di organizzazioni fluide, scenari che mettono in difficoltà i lavoratori, costringendoli ad adattarsi a una vita contraddistinta da continui cambiamenti professionali.

La carriera non è più considerata un impegno per tutta la vita con un unico datore di lavoro, ma come una vendita di competenze a vari datori di lavoro, e a questo cambiamento è dovuto seguire anche un cambiamento delle tecniche da mettere in atto per aiutare i lavoratori ad adattarsi a questo nuovo scenario.

Ma cos’è il Career Counseling e come può aiutare le persone a gestire il proprio percorso professionale?

Per usare la definizione di Donald Super, il Career Counseling è:

“ll processo per aiutare una persona a sviluppare e ad accettare un’immagine integrata e adeguata di Sé e del proprio ruolo nel mondo del lavoro, a esaminare questo concetto attraverso il confronto con la realtà, a tradurlo in realtà, provando soddisfazione per sé e portando beneficio alla società”.

Nel Career Counseling il cliente è autore della propria storia autobiografica, e il Counselor ha il compito di aiutarlo a riflettere sui temi di vita su cui costruire il proprio percorso professionale.

Il Career Counseling fornisce strumenti efficaci e risolutivi per affrontare al meglio i continui cambiamenti lavorativi, a comprendere il proprio personale disegno di vita, e a progettare soluzioni professionali idonee e soddisfacenti.

È un intervento che sostiene la persona nel costruire – o ri-costruire – non solo il proprio percorso professionale, ma anche la sua storia di vita.

Per richiedere un appuntamento per un incontro conoscitivo, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it.

Una nuova chance per te!

UnknownSe la vostra donna vi ha lasciato o il vostro uomo se n’è andato, è normale che vi sentiate disorientati e disillusi, e che abbiate la sensazione di non avere alcuna via d’uscita. Senza il vostro compagno o la vostra compagna, tutto vi sembra inutile e vano, e tutto ciò che vi resta sono ricordi felici che vi rendono ancora più tristi.

È il momento del vuoto, e non considerate neppure la possibilità di ricominciare e pensare al vostro futuro. E forse, ancora peggiore della mancanza della persona amata, è la paura di non essere in grado di amare di nuovo o di essere amati.

Probabilmente, dopo un primo momento, la tristezza e la disperazione hanno lasciato il posto alla rabbia. Rabbia verso chi vi ha deluso, e rabbia verso voi stessi per aver consentito a lei o lui di comportarsi in quel modo.

Ma invece di sprofondare nella depressione e nelle recriminazioni, perché non utilizzare questa sofferenza per compiere un lavoro d’introspezione? Perché non provare a cambiare prospettiva, per ritrovare quella forza interiore che possa permettervi di aprirvi a un nuovo amore?

Lavorando su voi stessi, potrete distinguere ciò in cui siete riusciti da ciò in cui avete fallito, e i ricordi felici che vi resteranno nel cuore da quelli che preferite dimenticare. Potrete capire meglio chi siete oggi, cosa desiderate e cosa siete in grado di dare a chi vorrà starvi accanto.

Perché, anche se continuate a dire: “Basta, non m’innamorerò mai più!”, sapete anche voi che non potete vivere senza amore. E allora tanto vale darsi una mossa!

In collaborazione con Ascolto Attivo presento “Amore over 40”, un ciclo d’incontri di gruppo per conoscere meglio se stessi e condividere le proprie esperienze. Per informazioni m.ricci@ascolto-attivo.it.

 

Conosci le tue convinzioni limitanti?

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Ciò che facciamo nella nostra vita – e anche ciò che NON facciamo – dipende soprattutto da ciò che pensiamo di essere in grado di fare. Dipende in sostanza dalle convinzioni che abbiamo su noi stessi.

Le nostre convinzioni, infatti, sono una sorta di “filtro” che usiamo per interpretare la realtà che ci circonda, ma che condiziona in qualche modo anche i nostri sogni, le nostre ambizioni. E la cosa più sorprendente è che le nostre azioni dipendono dalle nostre convinzioni, a prescindere dal fatto che queste siano vere o meno.

Chi ha una percezione di sé come debole e insicuro, si prefiggerà obiettivi modesti e probabilmente tenderà a scoraggiarsi alla prima difficoltà. Al contrario, chi è convinto di essere una persona “vincente”, sceglierà obiettivi ambiziosi e impegnativi e non si lascerà scoraggiare dagli eventuali imprevisti, perché sa e sente che può farcela!

Per questo motivo è importante che tu conosca le tue convinzioni limitanti, per evitare tutti quegli atteggiamenti – come mancanza di autostima, sfiducia in te stesso e dipendenza dal giudizio degli altri – che impediscono una più completa realizzazione personale.

Hai voglia di iniziare con un semplice esercizio?

  • Quanto peso ha il passato su quello che pensi di te stesso?
  • Quanto peso ha il tuo passato nelle scelte che compi ogni giorno?
  • Quanto tempo dedichi a pensare a ciò che vorresti essere e a quali convinzioni ti piacerebbe avere?

Prova a rispondere a queste semplici domande, e poi raccontami com’è andata!

Un Counselor può fornirti un utile aiuto in questo senso, offrendoti l’opportunità di vedere le situazioni e le tue qualità nel modo più obiettivo possibile, aiutandoti a liberarti delle tue convinzioni irrazionali.

Ogni incontro di Counseling rappresenta un viaggio alla scoperta di se stessi e di tutti quegli aspetti che bloccano la propria creatività. Riconoscere le proprie convinzioni autolimitanti è un passaggio fondamentale per conoscere e riconoscere i propri punti di forza e realizzare i propri obiettivi, per poter affrontare le situazioni critiche con maggiore autonomia ed efficacia.

Per prenotare una sessione di Counseling gratuita, scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo.it.