Semplici strategie anti-stress

StressNonostante oggi si senta spesso parlare di stress, forse pochi sanno che si tratta di un termine coniato poco più di 50 anni da Hans Selye, il medico che per primo ha introdotto il termine stress, definendolo una reazione non specifica esibita dall’individuo quando deve affrontare un’esigenza o adattarsi a una novità.

Scientificamente viene definito uno stato di attivazione del sistema nervoso vegetativo e del sistema endocrino che interviene di fronte a stimoli stressanti di diversa natura. Lo stress, quindi, sarebbe una reazione adattiva, caratteristica della vita, che può però assumere un significato patogenetico quando è prodotta in modo troppo intenso e/o per lunghi periodi di tempo e non si accompagna a risposte sufficientemente efficaci.

Ciò che le ricerche anche successive hanno confermato è che lo stress induce risposte ormonali che, nel tempo, possono avere effetti nocivi sulla salute, e per questo è particolarmente importante adottare metodi per contrastarlo.

Fermo restando che è di fondamentale importanza indagare le cause di questa condizione di stress, ecco qualche strategie per tenerlo a bada.

Diario dello stress. Un diario dello stress è lo strumento ideale se vuoi scoprire l’origine e le cause del tuo stress e il modo in cui reagisci. Su di esso dovrai registrare regolarmente le principali situazioni di stress, specificando tempi e luoghi, soffermandoti sulle tue sensazioni, su come hai reagito, e su cosa avresti potuto fare di diverso per ridurre i livelli di stress. Mettere nero su bianco pensieri e sensazioni, potrà aiutarti ad essere più consapevole di ciò che vivi e allo stesso tempo a gestire al meglio le situazioni di stress.

Tecniche di rilassamento. Forse penserete che per rilassarsi basta sedersi davanti alla tv e leggere un buon libro per distrarre la mente. In realtà tutto ciò non serve a ridurre gli effetti fisici dello stress, ed è importante imparare a ridurre le reazioni di “attacco e fuga” che il tuo corpo produce, attraverso tecniche di respirazione, esercizi di meditazione o l’attività sportiva.

Battere lo stress sul tempo. La soluzione migliore è quella di arginare lo stress sul nascere, identificando da subito le reazioni fisiche che produce sul corpo, e compiendo uno sforzo cosciente per rilassarsi e per bloccare i suoi effetti. Ad esempio, in una situazione particolarmente stressante è molto probabile che i vostri muscoli inizieranno a irrigidirsi o la mascella a serrarsi. Riconoscere questi segnali, vi consentirà di provare a rilassarvi da subito, evitando che lo stress produca effetti a lungo termine sul vostro corpo.

In conclusione, identificare gli eventi stressanti e riconoscere le risposte a livello fisico, vi aiuterà a capire come prevenire le ripercussioni croniche che lo stress può produrre sulla vostra mente e sul vostro corpo.

E tu? Quali sono le situazioni che trovi più stressanti?

Dalla parte dei bambini

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Non è pensabile che la nostra cultura dimentichi di aver bisogno di bambini. Ma che i bambini necessitino di un’infanzia sembra essere già quasi completamente dimenticato. Coloro che si rifiutano di dimenticare svolgono un ruolo prezioso”. 

Mi ha colpito molto questa citazione di Neil Postman, il sociologo statunitense autore del famoso libro La scomparsa dell’infanzia (1981), nel quale descrisse il processo di trasformazione precoce dei bambini in “piccoli adulti”, dovuto alla loro esposizione, fin dai primi anni di vita, allo stesso tipo di informazioni riservate agli adulti, grazie al sistema di comunicazione di massa: TV, pubblicità, modelli, mode, comportamenti.

Forse perché oggi mi capita sempre più spesso di vedere un esercito di bambini che studiano le lingue straniere fin dalle scuole elementari, frequentano corsi di teatro e di musica, bambini che praticano almeno due discipline sportive, e genitori che si affannano per dare loro tutte le opportunità del mondo, sacrificando a volte il desiderio di noia e di ascolto dei più piccoli!

Per voi un consiglio di lettura su questo tema.

I BAMBINI HANNO DIRITTO ALLA LENTEZZA

Articolo tratto dal sito L’Adige.it

Sempre più numerosi i ragazzi e bambini, dalla vita apparentemente normale, che si presentano al Pronto Soccorso con un disagio psichico che nasconde un grande dolore: iperstimolati, addestrati a primeggiare,  incapaci di trovare la forza di reagire ad una delusione. È quanto è emerso nel dialogo ad Educa tra la dottoressa Costanza Giannelli, direttrice dell’Unità ospedaliera di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale S. Chiara di Trento, il maestro Franco Ulcigrai, Cofondatore della scuola Steineriana il Cerchio di Rovereto  e Maurizio Camin, direttore della cooperativa sociale L’Ancora.

“Pigiama party alla scuola materna, tre lingue in prima elementare, corsi di arti circensi, musica, gare di sci, la media del nove. Ai bambini viene chiesto di essere sempre più intelligenti, dotati, abili e capaci. Troppo desiderare, troppo avere, troppo sapere, troppe soglie buie varcate in anticipo, con corpo fragile, senza corazza e senza la spada giusta”. È questo il pensiero di Costanza Giannelli che disegna i genitori moderni come i responsabili, a volte inconsapevoli, di un grande dolore inflitto nei bambini, perché “è più facile vantarsi della luce dell’intelligenza del proprio figlio piuttosto che della zona d’ombra dove si muove la consapevolezza”. E così i bambini si trovano prima o poi ad imbattersi nell’indifferenza, nella delusione e nel fallimento senza strumenti per poterli affrontare. “Umiliati e feriti a morte non riescono a reggere lo sguardo dell’altro, si blindano nel rifugio solitario e meditano la vendetta. E così il web diventa uno specchio senza confini e senza regole, un luogo dove cancellare il disonore e la vergogna, dove si può apparire e scomparire senza regole e responsabilità”.

Costanza Giannelli si augura che dopo quest’era falsamente buona e illuminata, ne nasca una nuova dove “un bambino molto intelligente abbia la possibilità di trovare maestri speciali che gli insegnino a tornare indietro, gli mostrino il volto del fiore e dell’animale e, finalmente, possa trovare la quiete.”

Anche Franco Ulgigrai chiede ai genitori di non avere fretta e di ripensare al momento in cui il bambino è pronto per iniziare la scuola primaria. “Spesso già a cinque anni si trova seduto al banco di scuola, senza aver raggiunto la maturità sociale, e privato dell'”anno del re”, quel periodo importante in cui il bambino si sente più grande e può dare il suo contributo ai compagni più piccoli. Iniziare la scuola senza la maturità necessaria, porta facilmente il piccolo a vivere un senso di inadeguatezza“. Ulcigrai riporta, inoltre, l’esperienza positiva dell’asilo nel bosco organizzato in Alto Adige, “dove i bambini devono seguire solo le regole del mondo e della natura senza mete, sul binario della massima tranquillità e serenità”.

Dello stesso parere il direttore della cooperativa Arianna di Trento, Maurizio Camin, il quale racconta come ogni giorno veda adolescenti non ascoltati, affaticati e ingabbiati all’interno di regole. “Giovani che parcheggiano il corpo a scuola, ma hanno anima e interessi fuori, che fanno fatica a stare al mondo, perché non riescono a pensarsi nel futuro”.

Francesca Gennai, vicepresidente del consorzio Con.solida, che ha moderato l’incontro, ha provato a trarne le conclusioni “le esperienze che abbiamo ascoltato oggi, ci ricordano che dobbiamo garantire ai bambini il diritto alla lentezza, alla natura, alla selvatichezza, alla ferita, alla noia, al vuoto e soprattutto ad essere ascoltati“.

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Oggi parliamo di assertività

assertivitàcounselingLo spirito che caratterizza il comportamento assertivo è la convinzione delle proprie opinioni e la mancanza di remore ad esprimerli, con la completa assunzione di responsabilità di quella affermazione.

In sostanza, può definirsi assertiva una persona capace di affermare qualcosa con convinzione e tenacia, pienamente convinta di ciò che sostiene. Il termine assertività, infatti, proviene dal latino asserere che in italiano significa asserire, affermare.

In linea generale, possiamo dire che i presupposti necessari per un comportamento assertivo sono:

  • Buona immagine di sé (autostima) – L’autostima è necessaria perché chi si vuole bene si relazione in maniera adeguata con gli altri, mentre il pensare di non valere nulla impedisce un buon dialogo con se stessi.

  • Adeguata comunicazione – Nella comunicazione le persone assertive non provano difficoltà a manifestare il proprio disappunto verso l’interlocutore e non mascherano le proprie emozioni. La persona assertiva dà la giusta considerazione a chi sta parlando (ascolto attivo).

  • Libertà espressiva

  • Capacità di rispondere alle richieste e alle critiche

  • Capacità di dare e ricevere apprezzamenti

  • Capacità di sciogliere i conflitti

Alcune delle cause che non permettono lo sviluppo di una condotta assertiva possono essere:

  • il cattivo apprendimento di comportamenti per eventuali condotte non virtuose delle figure familiari;

  • esperienze negative che hanno generato ansia;

  • un’educazione troppo rigida che non valorizza la persona e che non le insegna quali sono i suoi diritti;

  • le convinzioni disfunzionali e i pensieri irrazionali.

L’assertività viene descritta da vari autori lungo un continuum comportamentali che va dalla passività all’aggressività, estremi indicati come negativi e disfunzionali, che rappresentano l’assenza di assertività.

La differenza fondamentale sta nel fatto che l’assertività è fondata sul rispetto e sull’auto-responsabilità, mentre nella non assertività questi due fattori sono assenti.

Il soggetto assertivo è colui che è capace di avere un atteggiamento positivo verso se stesso e verso gli altri, e di riconoscere, rispettare ed esprimere i propri bisogni nel rispetto di quelli altrui.

Sebbene le persone possano mettere in atto comportamenti assertivi, passivi o aggressivi, in realtà ciascuna mostra una tendenza ad avere un certo stile di comportamento. Tutti noi ci comportiamo in maniera diversa a seconda delle situazioni: la parola chiave è infatti situazionalità. Ciò significa che le diverse componenti emozionali, cognitive ed espressive vanno calibrate e composte in modo diverso a seconda delle situazioni, degli obiettivi e delle persone in quel momento specifico.

Per concludere, possiamo dire che l’assertività, tenendo presenti i propri obiettivi ed interessi, è la manifestazione più immediata e diretta di emozioni, sentimenti, esigenze e convinzioni personali, bilanciando, a seconda delle circostanze, l’aggressività e la passività. L’obiettivo è ottenere il maggior vantaggio o il minor svantaggio per se stessi, sia nel breve che nel lungo termine.

E voi? Sapete essere assertivi?

Traditi e delusi dall’amore? Che fare?

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Dopo un tradimento o una delusione in amore, specie se hanno come conseguenza un divorzio o una separazione, è frequente che le persone decidano, più o meno consapevolmente, di nascondere se non addirittura “congelare” i propri sentimenti per timore di soffrire ancora.

Se anche a voi è capitato, è  probabile che abbiate messo in atto una vostra personale strategia di sopravvivenza. Forse tenete a debita distanza gli altri per evitare che vi feriscano? O forse avete giurato di non innamorarvi mai più per evitare l’ennesima delusione? Oppure collezionate relazioni molto brevi, perché allontanate l’altro prima che sia lui ad abbandonarvi?

In effetti queste strategie possono rivelarsi effettivamente utili per un certo periodo, perché creando una sorta di barriera protettiva ci consentono di riprenderci da un periodo di sofferenza anche intensa senza interferenze esterne, ma alla lunga il costo da pagare per questo congelamento emotivo è molto alto.

Senso di vuoto, di isolamento, solitudine: sono tutte emozioni che accompagnano spesso questo torpore emotivo, impedendo di vivere appieno le relazioni, lasciando inevitabilmente una sensazione di insoddisfazione.

Se sentite anche voi di aver sollevato da troppo tempo uno scudo, forse è arrivato il momento di abbassarlo per vivere la vostra vita pienamente e riconnettervi con il vostro cuore, per evitare che la vita vi scivoli via dalle mani.

E quando riuscirete a lasciar cadere quel muro che vi separa dalla gioia e dal piacere del contatto emotivo con l’altro, riscoprirete in voi stessi una tenerezza e una fragilità che pensavate scomparsi.

Certo, all’inizio questo cambiamento vi spaventerà e vi sentirete leggermente confusi e disorientati. È probabile che sperimentiate una sensazione di euforia, un’eccitazione mista all’ansia, perché quella parte di voi che è rimasta a lungo nascosta scalpita per uscire allo scoperto e farsi sentire. Forse avrete paura, perché la mente tende a pensare che lasciarsi andare e allentare la guardia espone a pericoli e rischi.

E mentre una parte di voi sentirà la spinta ad amare e ad esprimere le proprie emozioni, l’altra proverà ansia e timore di fronte al rischio del tradimento e dell’abbandono.

Ricordate però che queste spinte apparentemente contrapposte in realtà vogliono entrambe il vostro bene, perché desiderano che possiate sperimentare il vostro vero essere in un ambiente sicuro.

Provate a ricordare alla vostra metà “preoccupata” che lo scopo della vita non è sopravvivere, e che è sciocco privarsi di qualcosa che può darci gioia solo per il timore di perderla. Non dimenticate mai che avete già dovuto affrontare prove difficili e le avete superate brillantemente, e forse dovete solo tornare ad essere pienamente consapevoli della vostra forza e delle vostre risorse.

Naturalmente non dovete neppure mettere completamente a tacere quella parte di voi che esprime qualche timore, perché un approccio cauto è una caratteristica fondamentale dell’amore maturo.

E quando finalmente riuscirete ad allentare la presa sulle vostre vecchie strategie di sopravvivenza, inizierete a vedere le cose sotto una nuova luce e a cogliere le infinite possibilità che vi si spalancano davanti. 

A quel punto cuore e mente potranno finalmente prendersi per mano, e tornerete ad amare intensamente e con generosità.

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma l’AMORE OVER 40 un ciclo di incontri di gruppo per single, separati o divorziati, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze. Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339/6183885. 

Coppia: come affrontare un problema di comunicazione

coppiaascoltoattivoQuando un rapporto sembra non funzionare più come un tempo, lasciarsi può sembrare la cosa più semplice da fare.
In realtà non è sempre vero, e sono moltissime le coppie che superano crisi anche profonde per ritrovarsi più solide che mai.
Anche se non è facile affrontare una crisi di coppia, in alcuni casi il Counseling può essere un’opportunità per affrontare davanti a una terza persona questioni che mettono in difficoltà il rapporto.
Spesso, infatti, i partner hanno bisogno di imparare a comunicare meglio, e con l’aiuto di un professionista possono scoprire su quali comportamenti intervenire per migliorare la relazione.
Ma soprattutto, ogni incontro di Counseling rappresenta per la coppia un’occasione per avere a disposizione del tempo per parlare. Per questo è auspicabile che i partner restino in contatto anche dopo essere usciti dallo studio del professionista. A volte, infatti, si suggerisce loro di approfittare di quell’impegno per prendersi la serata tutta per loro, eventualmente anche cenando insieme fuori casa.
Sappiamo che le coppie sono spesso costrette a barcamenarsi tra figli, lavoro e altri impegni familiari, ma è estremamente importante che riescano a ritagliarsi ogni tanto degli spazi per parlare e condividere pensieri, problemi, emozioni e sentimenti.
Più tempo i partner trascorrono insieme, meno tempo trascorreranno nello studio di un consulente matrimoniale.
Investire tempo ed energie nella relazione, trascorrendo insieme più “tempo di qualità”, consente infatti di risolvere più semplicemente i problemi quotidiani e anche eventuali questioni legate al passato. Così facendo, anche i partner che si sono emotivamente allontanati ritrovano l’intimità e riscoprono sentimenti che credevano svaniti.
Spesso la coppia rifiuta l’aiuto di un professionista perché non vuole che altri vengano a conoscenza di questioni intime e personali, ma è bene ricordare che lo studio di un Counselor è un luogo dove si viene accolti nella totale riservatezza.
Un luogo dove i partner possono esprimere liberamente il proprio dolore e le proprie difficoltà, e ottenere un supporto emotivo in un clima di accettazione incondizionata.
Un luogo dove tornare a comunicare davvero.

Genitori Oggi

Ascolto Attivo presenta Genitori Oggi, un ciclo di incontri di gruppo per migliorare il rapporto con i propri figli.

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Quando si diventa genitori, ci si portano dietro esperienze del passato e questioni legate alla propria infanzia, che con molta probabilità influenzano il modo di essere genitori. Poiché non esiste un manuale d’istruzioni, spesso i genitori provano ansia, frustrazione, oltre a un senso di sopraffazione e di inadeguatezza.

Genitori Oggi è progetto di Ascolto Attivo rivolto a tutti coloro che desiderano vivere al meglio il rapporto con i propri figli. Un ciclo di incontri per migliorare la comunicazione, per addestrarsi all’empatia, per condividere difficoltà e insicurezze del ruolo di genitori.

Calendario degli incontri
4 febbraio: Influenza del passato e modelli genitoriali appresi
18 febbraio: Automatismi: cosa sono e come funzionano
4 marzo: A scuola di emozioni
18 marzo: Addestrarsi all’empatia
1 aprile: L’uso dell’ascolto attivo nella relazione genitori-figli

Gli incontri si terranno a Roma nella sede di Via Isonzo dalle 11.30 alle 13.00.

Per informazioni e prenotazioni, m.ricci@ascolto-attivo.it oppure 339.6183885.