Spirito natalizio

xmasspiritsmallDevo confessarvi che solo da qualche anno mi sono riconciliata con lo spirito natalizio. Ebbene sì, per molto tempo ho fatto parte della folta schiera di coloro che rabbrividiscono alla vista del primo abete illuminato o al primo accenno di jingle bells.

Odiavo il Natale, i pranzi, le cene, i regali, gli addobbi, le lucine intermittenti, i torroni, i pandori, i panettoni, ma soprattutto odiavo l’allegria, a mio parere ostentata, di chi aspettava tutto l’anno per poter riunire la famiglia in lunghe tavolate apparecchiate a festa.

Avevo perso alcune persone molto importanti per me, e il Natale non faceva altro che ricordarmi quella mancanza, risvegliando con più forza la nostalgia per ciò che era stato e che avrebbe potuto essere, se solo loro non se ne fossero andati lasciandomi nella più totale disperazione.

Finché non è successo qualcosa, qualcosa che mi ha costretta a non dare più per scontato che avrei avuto chissà quanti “detestabili Natali” da trascorrere con i miei cari, e mi ha all’improvviso portata a considerare ed apprezzare ciò che avevo, anziché ciò che non avevo più.

Avevo tante persone che amavo e che mi amavano; avevo una casa bellissima che lo sarebbe stata anche di più addobbata a festa; avevo un lunga tavola dove avrebbe trovato posto tutta la mia numerosa famiglia e anche qualche amico; avevo la possibilità di uscire a passeggio per la mia città e ammirare le strade illuminate e le musiche natalizie come sottofondo nei negozi.

Non era già quello un motivo per essere felice?

Ed è così che oggi sono passata dall’altra parte della barricata: amo tutto del Natale, perfino gli zampognari che da qualche tempo sono tornati a riempire di note le strade di Roma!

La nostalgia per chi non c’è più è rimasta, ma oggi considero queste riunioni di famiglia come un’occasione preziosa per ripensare con gioia a tutti i momenti che abbiamo trascorso insieme, aggiungendo ai miei ricordi anche quelli di chi, come me, li ha conosciuti e amati.

E allora l’augurio che voglio farvi con tutto il cuore per questo Natale che si avvicina, è di riuscire a gioire di ciò che di bello c’è nella vostra vita e di approfittarne per trascorrere più tempo con le persone che amate!

Buone feste a tutti!

 

Coppia: problemi di comunicazione?

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Quando un rapporto non funziona più come un tempo, lasciarsi può sembrare la cosa più semplice da fare. In realtà non è mai così, e sono moltissime le coppie che superano crisi anche profonde per ritrovarsi più solide che mai.
Certo, non è sempre facile, e in alcuni casi il Counseling può essere un’opportunità per affrontare davanti a una terza persona questioni che mettono in difficoltà il rapporto. Spesso i partner hanno bisogno di imparare a comunicare meglio, e con l’aiuto di un professionista possono scoprire su quali comportamenti intervenire per migliorare la relazione.
Ma soprattutto, ogni incontro di Counseling rappresenta per la coppia un’occasione per avere a disposizione del tempo per parlare. Per questo è auspicabile che i partner restino in contatto anche dopo essere usciti dallo studio del professionista. A volte, infatti, si suggerisce loro di approfittare di quell’impegno per prendersi la serata tutta per loro, eventualmente anche cenando insieme fuori casa.
Sappiamo che le coppie sono spesso costrette a barcamenarsi tra figli, lavoro e altri impegni familiari, ma è estremamente importante che riescano a ritagliarsi ogni tanto degli spazi per parlare e condividere pensieri, problemi, emozioni e sentimenti.
Più tempo i partner trascorrono insieme, meno tempo trascorreranno nello studio di un consulente matrimoniale.
Investire tempo ed energie nella relazione, trascorrendo insieme più “tempo di qualità”, consente infatti di risolvere più semplicemente i problemi quotidiani e anche eventuali questioni legate al passato. Così facendo, anche i partner che si sono emotivamente allontanati ritrovano l’intimità e riscoprono sentimenti che credevano svaniti.
Spesso la coppia rifiuta l’aiuto di un professionista perché non vuole che altri vengano a conoscenza di questioni intime e personali, ma è bene ricordare che lo studio di un Counselor è un luogo dove si viene accolti nella totale riservatezza.
Un luogo dove i partner possono esprimere liberamente il proprio dolore e le proprie difficoltà, e ottenere un supporto emotivo in un clima di accettazione incondizionata.
Un luogo dove tornare a comunicare davvero.

L’ascolto attivo: uno dei pilastri del Counseling

ascolto attivoSi sente spesso parlare di ascolto attivo, ma quanti sanno esattamente di che si tratta? Iniziamo col dire che, insieme all’empatia e all’accettazione incondizionata, l’ascolto attivo è uno dei tre pilastri del modello di Counseling di Carl Rogers, attraverso i quali è possibile accompagnare la persona alla riscoperta delle proprie risorse.

Si tratta di una tecnica sviluppata da Thomas Gordon – il celebre psicologo americano che ha dedicato gran parte della sua vita a divulgare le modalità di una buona comunicazione come strumento per la risoluzione dei conflitti fra genitori e figli, uomini e donne, insegnanti e studenti, dirigenti e dipendenti – e si basa sull’empatia e sull’accettazione incondizionata, con l’obiettivo di creare un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa e non giudicata.

Quando si pratica l’ascolto attivo, invece di porsi con atteggiamenti che tradizionalmente vengono considerati da ”buon osservatore” – ossia, come persone impassibili, neutrali, incuranti delle proprie emozioni e tese a nascondere e ignorare le proprie reazioni a quanto si ascolta – è necessario rendersi disponibili a comprendere realmente ciò che l’altro sta comunicando, mettendo anche in luce possibili difficoltà di comprensione. Solo in questo modo è possibile stabilire rapporti di riconoscimento, rispetto e apprendimento reciproco.

Per diventare ”attivo”, l’ascolto deve essere aperto e disponibile non solo verso l’altro e verso ciò che dice, ma anche verso se stessi, per ascoltare le proprie reazioni, per essere consapevoli dei limiti del proprio punto di vista e per accettare il non sapere e la difficoltà di non capire.

Ciò che è importante sottolineare, è che da questa modalità di ascolto è escluso non solo il giudizio, ma anche il consiglio e la ricerca di soluzioni agli eventuali problemi espressi dall’altro. Praticare l’ascolto attivo significa riuscire a dire all’altro: “Ciò che tu sei e comunichi è importante per me”.

Single: che fatica il dating online!

online datingSe siete single e già da un po’ di tempo frequentate un sito di incontri online per fare nuove conoscenze, è probabile che stiate attraversando un periodo di stanchezza e abbiate voglia di ridurre i contatti, se non addirittura di abbandonare.

Forse temete di scoprire cosa vi riserverà il prossimo appuntamento, oppure avete perso l’energia e l’entusiasmo per incontrare persone nuove. O forse, avete semplicemente la sensazione che non riuscirete mai ad incontrare l’uomo o la donna della vostra vita

“Forse funziona per gli altri… ma non per me!”… È questo che continuate a ripetervi ultimamente?

Eppure oggi questi siti consentono a moltissime persone di incontrarsi – e a una percentuale abbastanza cospicua di queste anche di allacciare una relazione significativa – quindi sarebbe un peccato lasciarsi scoraggiare e non approfittare dell’occasione che questo nuovo strumento può offrirvi.

Non c’è niente di male ad essere single, e in realtà molte persone vivono benissimo questa condizione, ma se vi sentite troppo soli questa sensazione può condizionare la vostra capacità di godere e apprezzare tutto ciò che fate per cercare – e possibilmente trovare – il partner che desiderate.

Per provare a liberarvi di tutti quei comportamenti che vi impediscono di vivere con divertimento e leggerezza i nuovi incontri, ecco per voi alcuni semplici suggerimenti.

Concedetevi una pausa. Potrà sembrarvi ovvio, eppure molte persone vanno avanti ad incontrare persone nuove per mesi, a volte per anni, senza prendersi mai una pausa. Eppure, come capita in molte altre situazioni della vita, può essere utile fermarsi e dedicare un po’ di tempo a riflettere. Una pausa potrà aiutarvi a recuperare energia ed entusiasmo, per ripartire solo quando avrete davvero voglia di rimettervi in gioco.

Siate sinceri. Esprimete con sincerità e schiettezza ciò che vi aspettate da un incontro. Se siete pronti per una relazione seria, non abbiate paura di dirlo. Sarà meglio essere onesti e capire chi, tra le persone che state conoscendo, è sulla vostra stessa lunghezza d’onda, e chi, invece, vi sta solo facendo perdere tempo.

Evitate i confronti. Cercate di non fare confronti con le storie che appartengono al vostro passato, e date alle persone che incontrate la possibilità di esprimersi nella loro unicità. Assaporate e gustate ogni incontro, perché ciascuno saprà regalarvi qualcosa se riuscirete ad affrontarlo con la giusta disposizione d’animo.

Contattate le vostre emozioni. Se vi presentate ad ogni nuovo appuntamento portando con voi un’immaginaria lista delle caratteristiche da ricercare nel lui o nella lei di turno, siete quasi sicuramente destinati al fallimento. È importante, invece, provare a sentire che tipo di emozioni vi trasmette la persona che avete davanti, e cosa provate quando state insieme, per capire se è proprio quello che vi aspettate da una relazione.

Ma soprattutto… divertitevi! Oltre a dedicare una parte del vostro tempo ai nuovi incontri, ricordate di non tralasciare la vita sociale, gli amici e lo sport. Mentre sarete impegnati a godervi la vita e a divertirvi, vi sentirete liberi dal senso di solitudine e dallo stress che la ricerca del partner può generare, e con molta probabilità sarà proprio allora che Lui o Lei incrocerà la vostra strada.

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma l’AMORE OVER 40 un ciclo di incontri di gruppo per single, separati o divorziati, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze. Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339/6183885.