Accettare la realtà: il primo passo verso il cambiamento

realta (1)Ieri pomeriggio ero stanca e di pessimo umore. Ero seccata perché una persona non si era comportata come avrei voluto, o come io stessa mi sarei comportata in quella situazione. Continuavo a rimuginare sull’accaduto cercando di giustificare a me stessa il mio disappunto, ma questo non faceva altro che aumentare il mio senso di frustrazione.

E mentre fissavo lo schermo del pc assorta nei miei pensieri, all’improvviso mi sono resa conto di ciò che stavo facendo: stavo resistendo alla realtà. Non potevo cambiare ciò che era successo, e ogni volta che rivivevo quei momenti nella mia mente il mio fastidio cresceva. Era come se avessi scatenato a una lotta tra ciò che era realmente accaduto e ciò che avrei voluto accadesse, e ovviamente era la realtà ad avere la meglio!

Purtroppo ci procuriamo molte sofferenze nel tentativo di resistere alla realtà, e ognuno di noi lo fa a modo proprio. Chi aprendo una bottiglia di vino, chi mangiando dolci, chi comprando un paio di scarpe nuove, chi con comportamenti più dannosi. A volte cerchiamo di allontanare la realtà arrabbiandoci con gli altri, e in effetti la rabbia è spesso il tentativo di creare una distanza tra noi e qualcosa che ci preoccupa. A volte fingiamo semplicemente che quello che non ci piace non esista, e per tenere a bada la realtà consumiamo tutte le nostre energie, finendo con il sentirci esausti e depressi.

Eppure, quando decidiamo di accettare la realtà, le energie che fino a quel momento avevamo impiegato per tentare di opporci ad essa si liberano e diventano disponibili per altri usi. Ma accettare una situazione per quella che è, oltre a consentirci di recuperare una parte delle nostre energie, significa anche darci una chance di vedere le cose con maggiore lucidità.

Ieri, ad esempio, per me accettare ha significato vedere non solo il comportamento della persona che mi aveva offeso, ma anche le ragioni che l’avevano spinta ad agire in quel modo, e questo mi ha permesso di guardare in faccia quella realtà che stavo tentando di evitare. Ho capito che le mie aspettative erano semplicemente sproporzionate in quel momento, e questo mi consentirà di discuterne serenamente con la diretta interessata.

Ma perché si fatica così tanto ad accettare la realtà? Il motivo è la nostra difficoltà a distinguere ciò che possiamo controllare da ciò che non possiamo controllare. Io, ad esempio, non potevo cambiare ciò che era successo, e neppure la mia amica, però potevo cambiare la mia reazione. Riconoscere con chiarezza ciò che possiamo controllare da ciò che va al di là del nostro diretto controllo, può facilitare la nostra capacità di accettazione, consentendoci di individuare le possibili alternative.

Un piccolo aiuto in tal senso può arrivare da questo semplice esercizio, che vi consiglio di provare. Dividete un foglio di carta in tre colonne: la prima per le cose che potete controllare, la seconda per quelle sulle quali potete avere una certa influenza, e la terza per quelle completamente al di fuori del vostro controllo. E usatela ogni volta che avete difficoltà ad accettare una situazione!

È sempre un bene vedere le cose per come stanno realmente, perché maggiore è la chiarezza con cui osserviamo le circostanze che viviamo, maggiore è la nostra capacità di accettare ciò che succede e rispondere nel modo più idoneo al nostro benessere.

Un regalo per festeggiare il 7° anniversario del blog!

copertina ebookIl mio blog compie proprio in questi giorni il suo settimo anno, e abituata come sono a lavorare con le coppie, questa ricorrenza non poteva non richiamare alla mia mente la fatidica “crisi del settimo anno” che leggenda vuole colpisca molti rapporti.

E anche se la relazione con il mio blog sembra godere di ottima salute, ho pensato di sfatare questo mito e festeggiare questo settimo anniversario pubblicando una breve raccolta degli articoli più significativi pubblicati negli anni.

Per questo, facendo ordine tra quanto accumulato nel tempo, ho deciso di raccogliere in un ebook gli articoli che hanno suscitato maggior interesse e curiosità. Una raccolta che vuole soprattutto essere un omaggio a tutti coloro che in questi anni mi hanno seguita, stimolandomi a scrivere e a proporre sempre nuovi contenuti, anche quando la fatica legata alla mie vicissitudini personali rischiava di impedirmi di farlo.

In effetti tante cose sono successe da quel lontano 2009, quando una mattina, all’improvviso, mentre cercavo di trovare una via di uscita da quella sorta di gabbia che mi ero costruita intorno, ho pensato di aprirmi uno spiraglio unendo la mia passione per la scrittura a quella per il Counseling. Ed ho deciso di farlo consegnando alle pagine virtuali di un blog gli appunti – rivisti e commentati – raccolti durante il lungo percorso di formazione al Counseling.

La mia vita è profondamente cambiata da allora, e c’è voluto molto tempo e lo zampino del destino per farmi arrivare dove mi trovo adesso. Un destino che un bel giorno ha deciso di sbarrarmi la strada con un ostacolo, di quelli con cui la vita a volte decide di metterci alla prova con un pizzico di perfidia.

Ma proprio quell’ostacolo che all’inizio mi spaventava e mi sembrava insormontabile, si è invece rivelato utile e prezioso, perché mi ha costretto a fermarmi e a guardarmi nel profondo, per affrontare quel malessere che da troppo tempo covavo dentro.

E forse proprio la consapevolezza di essere riuscita a superare quell’ostacolo mi ha dato la forza di volare via da quella gabbia per inseguire il mio sogno, e oggi ho la fortuna di potermi dedicare a ciò che amo, rispettando di più il mio essere, con un conseguente inevitabile beneficio per il mio benessere.

Come la mia vita, anche questo blog è molto cambiato negli anni, e non solo perché ha perso strada facendo la parola “disordinati”, ma perché è diventato sempre più uno spazio che mi consente di affrontare e condividere con i lettori temi, contesti ed esperienze di applicazione del Counseling relazionale.

Ringrazio tutte le persone che ho incontrato e conosciuto nel lungo viaggio che mi ha portato fino a qui, perché ciascuna ha rappresentato per me una preziosa fonte di stimoli e un’opportunità di crescita, sia professionale che personale.

Buona lettura!

Scarica Appunti (riordinati) di una Counselor

Oggi parliamo di uomini!

uominiproblemi

Credo non serva effettuare un’indagine su un campione particolarmente cospicuo per affermare che gran parte delle persone che varcano la porta dello studio di un counselor o di uno psicoterapeuta appartengono al sesso femminile.

È inutile negare che, nella mia personale esperienza, sono di gran lunga più numerose le clienti donne, e che spesso sono proprio loro che cercano di convincere i partner – non di rado riluttanti, quando non addirittura diffidenti – ad affrontare un percorso di counseling di coppia.

Impresa che non sempre ha esito positivo, generando un profondo senso di frustrazione nella parte femminile della coppia.

Eppure, nonostante la riluttanza maschile a condividere con l’altro il proprio mondo interiore, gli uomini non sono certo immuni dal vivere i propri momenti di crisi o da altri problemi che riguardano la sfera psicologica. E proprio come le loro partner, possono trovarsi davanti a scelte difficili, a cambiamenti improvvisi, oppure a vivere relazioni non soddisfacenti o situazioni che ostacolano la loro felicità.

Per quanto riguarda le relazioni, ad esempio, molti uomini non riescono ad esprimere facilmente i propri sentimenti alla persone che amano, e questo spesso li porta a deludere le aspettative del partner o anche dei figli, con le conseguenti difficoltà relazionali.

La sfera lavorativa, poi, è forse l’area più critica per il cosiddetto “sesso forte”, e spesso per loro è proprio l’ambiente di lavoro la maggiore fonte di stress. Un ambiente particolarmente competitivo, le enormi pressioni per raggiungere i risultati, la responsabilità – a volte – di essere l’unica fonte di reddito della famiglia, i difficili rapporti con colleghi e superiori, tutto questo fa sì che l’ambiente di lavoro costituisca la maggiore fonte di stress per gli uomini.

Collegati a questi, sono ovviamente anche i problemi finanziari, motivo frequente di preoccupazione per coloro che, nonostante i cambiamenti sociali e culturali, continuano a portare il peso di essere i capo famiglia.

Ma cosa possono fare gli uomini per affrontare al meglio i loro momenti difficili?

È fondamentale che gli uomini si sforzino di parlare dei propri problemi. Che siano i familiari, il partner o gli amici poco importa, ciò che conta è dare voce a ciò che provano, lasciarlo affiorare per poterne prendere davvero consapevolezza.

Qualora, poi, dovessero sentire di non poter trovare nella famiglia o negli amici il tipo di supporto e di ascolto di cui avrebbero bisogno, è importante che si liberino del pregiudizio che spesso è alla base della loro riluttanza nei confronti delle professioni d’aiuto, e cioè che chiedere aiuto sia un segnale di debolezza.

Mettersi in gioco, al contrario, è spesso indice di grande forza e determinazione da parte di chi ha a cuore il proprio benessere.

Un percorso di auto-esplorazione, facilitato dall’empatia, dall’ascolto attivo e dall’accettazione incondizionata, può favorire una migliore conoscenza di se stessi e delle proprie emozioni, entrambi requisiti imprescindibili per affrontare al meglio le situazioni che la vita presenta, ma anche e soprattutto per creare e mantenere relazioni soddisfacenti.

Come sconfiggere i nemici del sonno

risveglio-insonniaCapita spesso, soprattutto in questo periodo dell’anno, che le persone soffrano di qualche disturbo del sonno, con inevitabili ripercussioni sull’umore, sul rendimento lavorativo e, di conseguenza, anche sulle relazioni.

A chi non è mai capitato di dare una brutta risposta al partner o di aver perso la pazienza con il proprio figlio dopo una notte – o addirittura una serie di notti – in bianco?

Del resto dormire è una nostra esigenza, e proprio durante il sonno tutto il metabolismo aumenta, aiutando così l’organismo a immagazzinare energia, e non solo energia fisica per svolgere le nostre attività quotidiane, ma anche e soprattutto energia mentale.

Stili di vita e alimentazione giocano senza dubbio un ruolo importante nella regolazione dei cicli di veglia e sonno, ma anche i problemi e le preoccupazioni sono acerrimi nemici di Ipno, il dio del Sonno. (Contrariamente a quanto pensano molti, Morfeo non è il dio del sonno, ma uno dei figli del dio greco, ed è considerato il “modellatore dei sogni“, colui che fa prendere ai sogni stessi la forma. Ma questa è un’altra storia…).

Tornando ai giorni nostri, quando si ha difficoltà a dormire – e in assenza di disturbi del sonno conclamati – è probabile che il nostro corpo e la nostra mente stiano cercando di comunicarci qualcosa.

In alcuni casi si tratta solo di una fase passeggera legata a un momento stressante, superato il quale anche il sonno tende a migliorare.

In altri casi, invece, il disturbo del sonno può durare più a lungo ed essere il sintomo di un problema più profondo, di un pensiero che ci angoscia o di una difficoltà che abbiamo e che non riusciamo a superare.

In questi casi può essere utile chiedere aiuto a un professionista dell’ascolto, perché esprimere e comunicare all’altro ciò che nascondete dentro di noi, vi consentirà di osservare la questione che vi preoccupa da una diversa prospettiva, e di conseguenza anche immaginare una possibile soluzione attraverso l’attivazione delle vostre preziose risorse personali.

Un professionista esperto e preparato, e non coinvolto con voi in una relazione personale, può darvi l’opportunità di vedere la situazione con chiarezza, e aiutarvi a scegliere le opzioni possibili in un ambiente sicuro e senza pressioni.

E forse anche la qualità e la quantità delle vostro sonno ne beneficeranno!

Ansia da ripresa: che fare?

ansia2.900x600Le vacanze sono ormai un lontano ricordo per molti, e con le attività riprese a pieno ritmo può capitare di sentirsi un po’ sotto pressione. Settembre, poi, è spesso il mese dei “buoni propositi”, degli impegni rimandati a “dopo l’estate”, delle decisioni da prendere in vista dell’anno che sta per finire, e non c’è da stupirsi se lo stress e la pressione possono provocare qualche attacco d’ansia.

Se vi sentiti così, niente paura. Siete in buonissima compagnia. I disturbi d’ansia, infatti, sono molto diffusi nella società di oggi – secondo le statistiche interessano circa  il 5% della popolazione generale – e non c’è bisogno di spiegare il perché.

Ciò che può essere utile, invece, è capire se e quando intervenire, per evitare che questi disturbi compromettano le attività sociali e lavorative, e le relazioni personali.

Nei casi di sintomi che persistono nel tempo e condizionano profondamente lo svolgimento delle occupazioni quotidiane, è importante rivolgersi a uno specialista, che valuterà attentamente la situazione medica generale e la struttura di personalità del soggetto, e aiuterà a scegliere la terapia più adeguata.

Un percorso di psicoterapia è generalmente consigliato qualora le cause del disturbo abbiano a che fare con la struttura di personalità del soggetto, e in alcuni casi può essere accompagnato dalla somministrazione di farmaci per attenuare i sintomi dell’ansia.

Anche il Counseling può rivelarsi uno strumento prezioso, sia come fase introduttiva ad un percorso di psicoterapia, sia nel trattamento degli stati ansiosi meno gravi o non originati da cause psicologiche. L’ansia, infatti, è una situazione in cui il soggetto si trova in uno stato di forte apprensione e preoccupazione, e proprio per questo necessita di un approccio non direttivo, di ascolto e di accoglienza.

L’accettazione incondizionata, che è al centro del modello di Counseling rogersiano, fa sì che la persona si senta autorizzata ad esprimersi, ad essere se stessa, ad abbassare le difese e a lasciar emergere soluzioni creative e personali ai propri problemi, proprio perché avverte la relazione con il Counselor come molto sicura e rispettosa della libertà personale.

Il Counseling può prevedere anche l’utilizzo di tecniche di rilassamento e di respirazione, estremamente indicate nel trattamento dell’ansia, dato che questa comporta una costante tensione fisica e difficoltà di respiro, e in alcuni casi apnea e senso di soffocamento che, insieme ad altri sintomi, caratterizzano per esempio gli attacchi di panico. Per questo motivo, grazie a queste tecniche, si può ottenere un progressivo benessere, migliorando il proprio stato d’animo e l’equilibrio interno, nonché la distensione muscolare.

L’apprendimento delle tecniche di rilassamento può essere inserito all’interno di un percorso di Counseling, dove il Counselor aiuta il cliente ad entrare maggiormente in confidenza col proprio corpo e a ritrovare un benefico equilibrio interno, e al tempo stesso favorisce l’auto-esplorazione che lo aiuterà a (ri)trovare gli strumenti per migliorare la qualità della propria vita.

Le parole sono finestre (oppure muri)

Andre-Vicente-Windows-of-the-World-Burano-ItaliaHo preso a prestito questa espressione dal volume dello psicologo statunitense Marshall Rosenberg, che intitola proprio così il suo volume sulla comunicazione. Rosenberg è considerato il creatore di quella che lui ama definire comunicazione non violenta, un  processo di comunicazione che aiuta le persone a scambiare le informazioni necessarie per risolvere i conflitti e le differenze pacificamente.

Finestre o muri: ecco cosa possono rappresentare le nostre parole, e per questo una comunicazione di qualità con noi stessi e con gli altri è una delle competenze più preziose che un individuo possa avere.

Rispettare i messaggi che riceviamo dall’altro, imparare a dire ciò che desideriamo senza suscitare ostilità, usare il potere dell’empatia… Queste ed altre attitudini servono a migliorare il nostro modo di comunicare e soprattutto a rendere autentiche le nostre relazioni.

Quando le persone imparano a comunicare efficacemente, infatti, le loro vite e le loro relazioni interpersonali possono venirne radicalmente trasformate. Imparare a comunicare significa saper esprimere i propri bisogni con coerenza e senza sensi di colpa, ma anche saper ascoltare gli altri in modo che questi si rendano conto che le loro parole non sono state soltanto udite, ma comprese fino in fondo.

E tutto questo può cambiare profondamente la qualità delle nostre relazioni, all’interno della coppia, con i figli, con i colleghi, e con chiunque altro ci capita di interagire.

Se sei interessato ad apprendere le tecniche di Comunicazione Non Violenta, scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo, per conoscere le date dei prossimi corsi organizzati da Ascolto Attivo.