Il salvagente: il Counseling spiegato con una storia

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Sono in acqua, arranco, non riesco a stare a galla. Il mare è molto mosso, la riva lontana. Gambe e braccia pesanti, il pensiero poco lucido. Mi mancano le forze, sento che sto per affogare. Grido per chiedere aiuto ma nessuno arriva. Tutti pensano che il mare non sia poi così agitato e poi io so nuotare bene, posso cavarmela da sola. Continuo ad urlare, finché anche la voce si affievolisce. È finita, non ce la faccio più. Non ho più voglia di sbracciarmi, sono stanca. Sento che sto per essere inghiottita ed è quasi un sollievo.

Alla fine però qualcuno arriva, ma non si getta in acqua avventatamente, rischiando la sua stessa vita. No, lui mi lancia un salvagente, dove io possa aggrapparmi per riprendere le forze e riacquistare la lucidità. E intanto è lì che mi osserva, lo sento, so che c’è. Poi piano piano entra in acqua, si avvicina, ce l’ho accanto, e anche se so che non sarà lui a condurmi a riva perché dovrò farlo da sola, so che capisce quello che provo e che mi aiuterà a scoprire perché vedo in burrasca un mare appena agitato e soprattutto perché ho tanta paura di tornare a riva.

Questo è per me il Counseling.

Compito del Counselor è favorire lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare quei problemi che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno. La vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il Counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso, risvegliando la creatività, i talenti, e le responsabilità verso la propria vita e le proprie scelte.

SOS Genitori in crisi

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Amate vostro figlio, ma non riuscite a capirlo? Non vi piace il modo in cui si comporta? Avete difficoltà nella relazione con lui?

Genitori in crisi? Nessun problema! Se vi riconoscete in almeno una di queste affermazioni, potrebbe esservi di aiuto un professionista specializzato in quello che gli anglofoni chiamano “Parent Counseling”, ormai diffuso e conosciuto anche in Italia come Counseling di Sostegno alla Genitorialità (CSG). Ma di cosa si tratta esattamente?

È inevitabile che, prima o poi, capiti ai genitori di entrare in crisi. Quando si diventa genitori, infatti, ci si portano dietro esperienze del passato e questioni legate alla propria infanzia che spesso influenzano il modo di relazionarsi con i propri figli. Dal momento che non esiste un manuale di istruzioni per genitori, sono frequenti emozioni come ansia, frustrazione, oltre a un senso di sopraffazione e, a volte, di inadeguatezza. Ad alcuni capita nei primi mesi o nei primi anni di vita del bambino, ad altri con l’entrata nel mondo della scuola, a molti altri quando i ragazzi entrano nella fase dell’adolescenza.

Il CSG è un servizio che aiuta i genitori che vivono un momento di difficoltà a migliorare la relazione con i propri figli e ad usare le proprie risorse per crescerli al meglio. Ciascun genitore sa qual è la cosa più giusta da fare con i propri figli, e il Counselor non intende assolutamente dare consigli. L’obiettivo è quello di rendere consapevoli i genitori del modo in cui agiscono la propria genitorialità, per poi decidere se modificare o meno tale modalità, nel caso si accorgano che questa non è funzionale alla relazione.

Il Counseling di Sostegno alla Genitorialità, oltre ad aiutare nella relazione con i propri figli, consente di acquisire una maggiore conoscenza di se stessi, e fornisce validi strumenti per migliorare il modo di comunicare.

Vale sempre la pena impegnarsi per migliorare la relazione con i propri figli, perché se quello del genitore è il mestiere più difficile del mondo… è anche il più bello!

Per informazioni sui percorsi di sostegno alla genitorialità, info@ascolto-attivo.it o m.ricci@ascolto-attivo.it.

Un serbatoio da riempire di… amore!

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In ogni persona c’è un serbatoio emozionale che richiede di essere riempito d’amore. Assicurati che il serbatoio d’amore del tuo partner non sia mai vuoto!

Sentirsi amati, si sa, è una necessità fondamentale per ogni essere umano. Il dottor Ross Campbell, noto psichiatra americano specializzato nelle problematiche di bambini e adolescenti, usa una metafora per spiegare meglio questo bisogno innato. “In ogni bambino”, dice, “c’è un serbatoio emozionale che richiede di essere riempito d’amore”.

Così come i bambini, anche gli adulti possiedono il loro serbatoio d’amore.

Ogni persona, infatti, desidera più di ogni cosa essere accolta e amata dall’altro, e la relazione di coppia è finalizzata proprio a soddisfare questo bisogno d’intimità e di amore.

E cosa c’è al centro del rapporto di coppia se non il bisogno di sentirsi amati dal proprio partner? Cosa è più importante che fare in modo che quel serbatoio d’amore sia sempre pieno? Eppure l’esperienza insegna che non è sempre facile riuscirci, e spesso, nonostante l’amore che proviamo, non riusciamo a far sentire amata la persona che ci sta accanto.

Questo accade perché ognuno di noi parla un linguaggio d’amore diverso, cioè usa modalità differenti per esprimere e comprendere amore a livello emozionale. È un po’ come quando non si parla la stessa lingua, e nonostante gli sforzi e la buona volontà risulta difficile capirsi.

Quando desideriamo comunicare in modo efficace con qualcuno dobbiamo imparare la sua lingua, e allo stesso modo è fondamentale conoscere e saper parlare il linguaggio d’amore del nostro partner, se vogliamo che lui o lei percepisca l’amore che cerchiamo di comunicare.

Secondo Gary Chapman esistono 5 diversi linguaggi dell’amore, e ognuno di noi parla e comprende un linguaggio d’amore principale che si è sviluppato durante l’infanzia. Negli anni tutti possiamo imparare un altro linguaggio, però avremo sempre maggiore facilità a usare il nostro linguaggio principale che, purtroppo, non sempre sarà lo stesso del nostro partner!

Riconoscere e imparare il linguaggio d’amore del proprio partner, allora, sarà un po’ come trovare la chiave che aprirà le porte verso un rapporto soddisfacente e duraturo.

Vuoi scoprire quali sono i 5 diversi linguaggi dell’amore e come fare ad impararli? Continua a seguirmi!

Counseling: un viaggio dentro se stessi

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Mettere ordine tra le proprie emozioni è un processo che dura tutta una vita, ma come dice un famoso detto cinese: “Anche il viaggio più lungo inizia con il primo passo”. Ricevere aiuto da un professionista può fare la differenza nell’iniziare il viaggio con il piede giusto.

A tutti capita prima o poi di sentire che qualcosa nella propria vita non sta procedendo nel modo giusto, e di avere al tempo stesso la sensazione di non conoscerne le cause, né le possibili soluzioni.

Sappiamo semplicemente che una situazione, una relazione o un evento stanno ostacolando la nostra felicità.

In questi casi, un percorso di Counseling può aiutare ad essere maggiormente consapevoli delle dinamiche comunicative, emotive e relazionali proprie e degli altri, e dunque portare ad acquisire le informazioni che servono per conoscere, affrontare e trovare soluzioni utili per risolvere il problema che vi affligge.

Ma se è vero che rivolgersi a un professionista della relazione d’aiuto può essere liberatorio in molti sensi, ciò richiede anche una grande apertura mentale e la disponibilità a mettersi in discussione facendo cadere le maschere che spesso si è costretti a indossare nella vita quotidiana, ed è per questo che può suscitare comprensibili timori.

Se sentite il desiderio di mettervi in gioco e affrontare un problema che vi sta a cuore con l’aiuto di un Counselor, ricordate che:

  • Da un Counselor riceverete un’opinione neutrale

Molti pensano erroneamente che le persone a loro più vicine siano le migliori “spalle su cui piangere”. Tuttavia, spesso tale vicinanza non consente di vedere le cose nella giusta prospettiva, e il coinvolgimento emotivo ostacola la lucidità di pensiero necessaria per un’azione proattiva ed efficace.

Un professionista esperto e preparato, e non coinvolto in una relazione personale, può darvi l’opportunità di vedere una situazione con maggiore chiarezza, e aiutarvi a scegliere le opzioni possibili in un ambiente sicuro e senza pressioni.

  •  Chiedere aiuto non è sinonimo di debolezza

Lo scoglio principale per molti è la convinzione che il ricorso a un aiuto esterno sia un segnale di debolezza. In realtà, intraprendere un percorso di Counseling è una scelta consapevole e intenzionale, che non può e non deve essere imposta da nessuno.

Il Counseling aiuta a valutare in maniera profonda e obiettiva i propri stati d’animo, e comprendere a fondo le proprie emozioni impedisce che queste ci portino a prendere direzioni che siano controproducenti per una felicità a lungo termine.

 

 

Professione Love Coach

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Se volessi provare a stilare una classifica dei temi più ricorrenti nel mio studio di Counseling, ai primissimi posti ci sarebbero senza dubbio le questioni di cuore.

Perché accanto a tante storie felici di amori intensi e profondi che fungono da carburante essenziale nei momenti più difficili della vita, mi capita molto spesso di ascoltare storie di amori conflittuali, non corrisposti, infelici, distruttivi, e a volte… indecifrabili!

In un’epoca in cui sono cadute ormai tutte le regole che in passato facevano sì che la famiglia fosse la base imprescindibile della società, oggi, come tutti i sociologi ci insegnano, l’individuo persegue il proprio ideale di felicità, una felicità che spesso si è portati ad identificare con un soddisfacente rapporto d’amore.

Qualcuno ha parlato di una sorta di romanticismo adolescenziale che rimarrebbe appiccicato addosso a molti anche ben oltre l’età anagrafica, una sindrome da Peter Pan che coinvolgerebbe soprattutto gli affetti e il modo di relazionarsi con l’altro.

Resta il fatto che oggi più che mai i problemi di cuore fanno parte della vita delle persone ad ogni età, e ciò a cui assisto nella mia professione è sicuramente lo specchio di una società che sta cambiando.

E mentre cambia la società, anche le regole del gioco cambiano, e può capitare a qualcuno di avvertire un senso di disorientamento, come davanti a un gioco del quale si pensava di conoscere le regole per poi scoprire che nel frattempo non sono più le stesse. Se eravamo abituati a pensare che un bacio, se non addirittura un rapporto più intimo, fosse il preludio di una storia d’amore, oggi sappiamo che non è così, e spesso l’abbiamo scoperto a nostre stesse spese.

Cambiano le regole per chi si appresta a iniziare una nuova conoscenza, ma cambiano anche e soprattutto per le coppie stabili, dove nulla è più dato per scontato, e dove ogni giorno i rapporti vengono messi alla prova, senza più la “protezione” che un tempo era garantita da una società che stigmatizzava divorzi e separazioni.

Ma tutto ciò è una grande conquista, e personalmente ritengo che come tale vada difesa e preservata, eventualmente con un po’ di allenamento, e, se necessario, con qualche lezione privata!

Ed è per questo che mi capita sempre più spesso di proporre ai miei clienti dei programmi di Love Coaching, una sorta di allenamento del cuore, che aiuta le persone a prendere consapevolezza delle proprie risorse, a rafforzare la propria autostima, a migliorare le proprie capacità comunicative, tutto questo per affrontare al meglio i nuovi incontri ma anche per gestire e mantenere nel tempo i rapporti più duraturi.

Un mix di competenze di Coaching e Counseling relazionale sono alla base di questa nuova specializzazione che sembra prendere sempre più piede anche in Italia: il Love Coach, il tuo allenatore del cuore!

Consulenza di coppia: funziona davvero?

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Se state pensando di rivolgervi a un consulente di coppia, vi starete sicuramente chiedendo: funziona davvero? È comprensibile che vi facciate questa domanda, perché nessuno vuole perdere tempo e denaro per qualcosa che probabilmente non lo aiuterà a risolvere i suoi problemi.

Come capita in molte altre situazioni, vi posso dire che la consulenza di coppia funziona per alcune coppie e non funziona per altre. Tuttavia, se siete profondamente determinati a voler salvare il vostro matrimonio, vi farà piacere sapere che le statistiche mostrano un alto grado di soddisfazione tra i clienti che si rivolgono ai professionisti del settore.

Ovviamente ogni singolo caso è diverso dall’altro, e diverse sono le problematiche che hanno portato una coppia alla crisi, ma in tutti i casi un fattore sicuramente importante per la riuscita del percorso è la disponibilità dei partner al cambiamento. Se avete deciso di affrontare questa strada, è infatti fondamentale che entrambi siate realmente disposti ad esplorare nuove soluzioni ai problemi che affliggono la vostra coppia.

Nel caso in cui siate ancora incerti, ecco tre buoni motivi per prendere una decisione.

  1. È più economico di una separazione. Nel caso siate sposati, saprete bene che separazione e divorzio implicano un notevole esborso di denaro, tra avvocati e contributi da pagare, per non parlare poi di tutto quello che ne consegue dal punto di vista del patrimonio. Un consulente di coppia potrebbe aiutarvi ad evitare le aule dei tribunali, e conseguentemente a risparmiare un sacco di soldi.
  2. I vostri figli vi ringrazieranno. È assai probabile che il vostro matrimonio sia di uno di quelli che hanno grandi possibilità di essere salvati, e se riuscirete a risolvere i problemi continuando a stare insieme, le ripercussioni sui vostri figli saranno senza dubbio positive. E oltre a dare loro l’esempio di una coppia che affronta insieme le difficoltà che si presentano, grazie al percorso di Counseling avrete ulteriori strumenti utili per gestire anche la relazione con i vostri figli.
  3. Non aspettate troppo. Basta tentennamenti! L’esperienza insegna che il Counseling di coppia funziona soprattutto quando si interviene in tempo, impedendo che si accumuli scontento e risentimento all’interno della relazione. Intervenire in tempo significa evitare che i problemi si acuiscano troppo fino al punto che uno dei partner – se non entrambi – decidano di rinunciare a risolverli.

È importante aggiungere che non sempre rimanere insieme è la soluzione giusta per una coppia. Se la relazione diventa distruttiva e la conflittualità troppo elevata, la separazione può rivelarsi la soluzione migliore per se stessi e per i figli. Tuttavia, anche dopo la decisione di separarsi, con l’aiuto di un professionista sarà possibile trovare il modo per farlo senza danneggiare troppo se stessi e il futuro dei propri figli.

Se hai problemi di coppia, contattami per una consulenza telefonica gratuita al numero 339-6183885 oppure all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it.

 

Basta preoccuparti: vivi qui & ora!

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Avete la sensazione di essere sempre preoccupati per qualcosa? Vi accorgete che queste preoccupazioni continuano a girarvi nella testa e sentite il bisogno di trovare un po’ di pace e di riposo da questo frastuono mentale?

Se è così, sappiate che siete in buona compagnia!

Spesso i clienti arrivano nello studio del Counselor portando le proprie preoccupazioni, e il loro obiettivo sembra essere più quello di liberarsi da quell’ansia piuttosto che cercare di risolvere ciò che la genera.

In certi casi, sembra quasi che preoccuparsi sia diventata un’abitudine. Da un motivo d’ansia si passa a un altro, come se la mente avesse continuamente bisogno di trovare qualcosa per cui stressarsi.

Solitamente proviamo ansia e preoccupazione per qualcosa che temiamo possa capitare nel futuro, oppure per le conseguenze di un avvenimento del passato più o meno recente, e queste emozioni ci distraggono dal presente, da ciò che stiamo facendo in quel preciso momento, portandoci con la mente avanti nel tempo, oppure indietro.

E allora, cosa fare?

Un semplice ma potente antidoto alla preoccupazione è focalizzarsi sul presente e prendere consapevolezza di ciò che percepiscono i nostri sensi. Cosa vedono i nostri occhi? Quali profumi percepiamo? Cosa sentono le nostre papille gustative? Vivere e assaporare il momento presente partendo da ciò che proviamo a livello corporeo può interrompere il flusso d’ansia e di preoccupazione.

Quando dico “semplice” non intendo dire che sia sempre facile riuscire a farlo. Spesso è necessario molto esercizio per riuscire a riportare la mente sul presente, ma mano a mano che ci si riesce, si assiste alla scomparsa di quei pensieri spontanei che distraggono dal momento che si sta vivendo.

Che ne dite? Vale la pena provare?

Superare la paura e tornare ad amare

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Dopo un tradimento o una delusione in amore, specie se hanno come conseguenza un divorzio o una separazione, è frequente che le persone decidano, più o meno consapevolmente, di nascondere se non addirittura “congelare” i propri sentimenti per timore di soffrire ancora.

Se anche a voi è capitato, è  probabile che abbiate messo in atto una vostra personale strategia di sopravvivenza. Forse tenete a debita distanza gli altri per evitare che vi feriscano? O forse avete giurato di non innamorarvi mai più per evitare l’ennesima delusione? Oppure collezionate relazioni molto brevi, perché allontanate l’altro prima che sia lui ad abbandonarvi?

In effetti queste strategie possono rivelarsi effettivamente utili per un certo periodo, perché creando una sorta di barriera protettiva consentono a una persona di riprendersi da un periodo di sofferenza anche intensa senza interferenze esterne, ma alla lunga il costo da pagare per questo congelamento emotivo è molto alto.

Senso di vuoto, di isolamento, solitudine: sono tutte emozioni che accompagnano spesso questo torpore emotivo, impedendo di vivere appieno le relazioni, lasciando inevitabilmente una sensazione di insoddisfazione.

Se sentite anche voi di aver sollevato da troppo tempo uno scudo, forse è arrivato il momento di abbassarlo per vivere la vostra vita pienamente e riconnettervi con il vostro cuore, per evitare che la vita vi scivoli via dalle mani.

E quando riuscirete a lasciar cadere quel muro che vi separa dalla gioia e dal piacere del contatto emotivo con l’altro, riscoprirete in voi stessi una tenerezza e una fragilità che pensavate scomparsi.

Certo, all’inizio questo cambiamento vi spaventerà e vi sentirete leggermente confusi e disorientati. È probabile che sperimentiate una sensazione di euforia, un’eccitazione mista all’ansia, perché quella parte di voi che è rimasta a lungo nascosta scalpita per uscire allo scoperto e farsi sentire. Forse avrete paura, perché la mente tende a pensare che lasciarsi andare e allentare la guardia espone a pericoli e rischi.

E mentre una parte di voi sentirà la spinta ad amare e ad esprimere le proprie emozioni, l’altra proverà ansia e timore di fronte al rischio del tradimento e dell’abbandono.

Ricordate però che queste spinte apparentemente contrapposte in realtà vogliono entrambe il vostro bene, perché desiderano che possiate sperimentare il vostro vero essere in un ambiente sicuro.

Provate a ricordare alla vostra metà “preoccupata” che lo scopo della vita non è sopravvivere, e che è sciocco privarsi di qualcosa che può darci gioia solo per il timore di perderla. Non dimenticate mai che avete già dovuto affrontare prove difficili e le avete superate brillantemente, e forse dovete solo tornare ad essere pienamente consapevoli della vostra forza e delle vostre risorse.

Naturalmente non dovete neppure mettere completamente a tacere quella parte di voi che esprime qualche timore, perché un approccio cauto è una caratteristica fondamentale dell’amore maturo.

E quando finalmente riuscirete ad allentare la presa sulle vostre vecchie strategie di sopravvivenza, inizierete a vedere le cose sotto una nuova luce e a cogliere le infinite possibilità che vi si spalancano davanti.

A quel punto cuore e mente potranno finalmente prendersi per mano, e tornerete ad amare intensamente e con generosità.

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma l’AMORE OVER 40 un ciclo di incontri di gruppo per single, separati o divorziati, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze. Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339/6183885. 

S.O.S. coppia: 8 segnali per capire se avete bisogno d’aiuto

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Quando le cose filano lisce e si è innamorati, si ha la sensazione di essere invincibili davanti al mondo. Niente sembra impossibile con lui o lei al proprio fianco, e non è minimamente immaginabile che possa succedere qualcosa di negativo.

Al contrario, quando si vive un rapporto di coppia difficile, si è portati a pensare esattamente l’opposto. Il malessere legato alla relazione di coppia finisce per influenzare ogni altro aspetto della propria vita, e il mondo intero appare cupo e ostile.

Se vi riconoscete nel secondo di questi casi, forse è arrivato il momento di rivolgervi a un consulente di coppia che possa aiutarvi a sciogliere i nodi che vi impediscono di vivere al meglio la vostra relazione, per tornare ad affrontare la vita insieme al compagno o alla compagna che avete al vostro fianco.

Il segreto di un rapporto di coppia soddisfacente, però, è non aspettare che la situazione diventi disperata, ma cercare aiuto quando compaiono i primi segnali di difficoltà, per poterli affrontare e risolvere nel modo migliore.

E allora, per aiutarvi, ecco gli otto segnali da osservare per capire se avete bisogno dell’intervento di un professionista.

  1. Continuate a litigare sempre sulle stesse questioni, ma non riuscite a risolverle. In ogni coppia ci sono argomenti di discussione ricorrenti, ma se avete costantemente la sensazione di non riuscire a trovare una soluzione o raggiungere un compromesso, allora è arrivato il momento di chiedere aiuto. Probabilmente nella vostra coppia esiste una difficoltà per quanto riguarda la capacità di comunicazione e di risoluzione dei conflitti, e un professionista può fornirvi gli strumenti utili per migliorare entrambi.
  2. Evitate continuamente il confronto. Se temete di affrontare alcune questioni con il vostro partner, il primo passo è chiedervi perché. Può essere la paura del conflitto, o forse ciò che temete è la violenza o l’aggressività del partner. O ancora, può essere il timore di perdere il partner. Qualunque sia la ragione è fondamentale scoprirla, perché solo allora potrete affrontare quella paura per poterla superare con successo.
  3. Siete diventati apatici e non avete più voglia di parlare. Il dialogo è fondamentale in ogni relazione, e se non avete più voglia di parlare con il vostro partner dovreste chiedervi perché state ancora insieme. Una delle chiavi principali per una relazione soddisfacente è la capacità di comunicare sia sulle questioni più importanti e fondamentali, sia sui semplici fatti quotidiani, perché, oltre a farci sentire meno soli, conferma che possiamo contare sull’appoggio di qualcuno.
  4. Avete costantemente un atteggiamento negativo verso il vostro partner. Se provate a paragonare la vostra relazione a un conto corrente bancario, immaginate che ogni commento negativo nei confronti del vostro partner sia come un prelievo, e vi renderete conto che quel conto a lungo andare rischia di esaurirsi. Per questo è importante fare spesso dei “versamenti”, riconoscendo al vostro partner anche le qualità positive, in modo tale da tenere il bilancio sempre in attivo. Ricordate, però, che la negatività in alcuni casi è un atteggiamento mentale, e con l’aiuto di un professionista potreste riuscire a modificare il vostro approccio.
  5. Siete insoddisfatti della vostra vita sessuale. Come ogni aspetto nella vita di una coppia, il sesso può avere alti e bassi, ma se vi accorgete che il senso di insoddisfazione persiste da troppo tempo, allora è necessario un intervento. È normale attraversare diverse fasi di coinvolgimento sessuale, ma se non avete rapporti da mesi o addirittura da anni, e non riuscite a risolvere la questione da soli, è importante che vi rivolgiate a un professionista.
  6. Litigate violentemente per motivi futili. Se capita spesso che episodi apparentemente banali accendano violente discussioni, è probabile che nel vostro rapporto ci sia una questione di fondo irrisolta. Arrivare a comprendere di quale questione si tratta potrebbe non essere semplice, perché è probabile che non ne siate neppure completamente consapevoli, ma riuscire a portare in superficie ciò che nascondete nel vostro intimo, eventualmente con l’aiuto di un professionista, è il primo e indispensabile passo per affrontare ciò che genera quella rabbia. E una volta affrontata e superata la questione irrisolta, riuscirete sicuramente a vivere i piccoli contrasti quotidiani con maggiore leggerezza.
  7. Ricorrete spesso alla minaccia. Se minacciate di continuo il vostro partner di lasciarlo, o se create in qualche modo un’atmosfera negativa intorno alla coppia, è probabile che prima o poi il vostro rapporto arrivi al capolinea. La capacità di influenzare positivamente l’altro è un aspetto fondamentale di ogni relazione, ed è importante che entrambi i partner siano in grado di farlo. Al contrario, ricorrere continuamente alla minaccia per persuadere l’altro, dimostra che si è in presenza di un rapporto distruttivo. Le minacce possono funzionare nel breve termine, ma alla lunga il prezzo che vi ritroverete a pagare sarà molto alto.
  8. Siete arrivati al punto di voler lasciare il vostro partner. Se nel vostro rapporto si è creata una crepa profonda e siete pronti a mettere la parola fine alla vostra storia, può comunque essere utile l’aiuto di un professionista. Capita spesso che un rapporto inizi a migliorare proprio nel momento della rottura. Ma perché ciò accada, sono necessari impegno e disciplina, oltre che una buona dose di duro lavoro. E se è vero che molti rapporti, purtroppo, sono irrecuperabili, è anche vero che vale sempre la pena provare a un recuperare un legame con una persona che un giorno abbiamo scelto e di cui ci siamo innamorati.

E voi? Riconoscete uno o più di questi segnali nel vostro rapporto di coppia?

Amore over 40

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Sei già entrato nei fatidici “anta” e cerchi l’anima gemella? O forse l’hai appena trovata, ma sei più stressata o stressato di prima?

Allora questo percorso è per te! 

In collaborazione con Ascolto Attivo, presento a Roma un ciclo di incontri di gruppo, uno spazio per conoscersi meglio e condividere le proprie esperienze.

Perché il primo passo per ricominciare è partire da una buona relazione con se stessi.

Per info e prenotazioni, scrivimi all’indirizzo m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure chiamami al numero 339/6183885.