Come affrontare in maniera efficace i conflitti di coppia

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A prescindere dalla compatibilità della coppia e da quanto tempo dura la vostra relazione, è naturale che voi e il vostro partner vi ritroviate a discutere di tanto in tanto. Anzi, ci sono alcuni argomenti che sembrano fatti apposta per scatenare i litigi! Per fortuna, però, esistono delle strategie che possono aiutarvi a discutere in maniera efficace e trovare un punto d’incontro.

Prendendo spunto dal libro Now You Want Me, Now You Don’t, dell’autrice californiana Jeanette Raymond, ecco qualche semplice suggerimento per comunicare efficacemente con il vostro partner – soprattutto quando siete in disaccordo.

1. Parlate subito e con schiettezza. Se qualcosa vi irrita, è importante che ne parliate subito con il vostro partner. Condividere i propri sentimenti sul momento consente di focalizzare la discussione sul problema reale. Non è un bene tenersi tutto dentro nella speranza di trovare il momento adatto per tirarlo fuori, perché a quel punto il vostro partner potrebbe essere risentito e aver alzato un muro tra di voi. Affrontate i problemi nel momento in cui sorgono.

2. Concedetevi tempo e spazio. A volte si vorrebbe poter risolvere una questione immediatamente, ma non è sempre possibile. Le soluzioni, infatti, si sviluppano e si trasformano nel tempo, mano a mano che ogni persona acquisisce una maggiore comprensione della prospettiva dell’altro e si crea lo spazio per accogliere le posizioni di entrambe le parti. Siate pazienti e provate a vedere le cose dal punto di vista del vostro partner.

3. Limitatevi alla questione del momento. Nella foga della discussione, spesso le coppie rivangano il passato e coinvolgono nella discussione altre persone, spesso i familiari, che a loro parere in alcune occasioni hanno preso le parti dell’uno o dell’altro. Così facendo, però, non si fa che aggravare il conflitto. Per questo motivo, cercate di restare focalizzati su di voi, sul vostro partner, e sulla questione specifica che vi trovate ad affrontare.

4. Siate diplomatici. Nel discutere di una questione che vi sta particolarmente a cuore, è probabile che vi facciate prendere dall’impeto e che siate spinti ad usare parole “forti”. Cercate invece di usare i termini con cautela, senza accusare e criticare il comportamento dell’altro, esprimendo invece come vi sentite voi e cosa provate rispetto all’accaduto. Anziché dire: “TU hai fatto, detto, ecc.”, usate frasi come: “IO mi sono sentito/a, IO ho provato, ecc.”. Questo vi aiuterà ad avere una conversazione più efficace e proficua.

5. Ascoltate il vostro partner. È importante che esprimiate i vostri sentimenti e le vostre sensazioni, ma è altrettanto importante che anche il vostro partner abbia la possibilità di parlare. Prestate attenzione a ciò che ha da dirvi riguardo ai suoi bisogni, e perché sono così importanti per lui. Una volta compreso profondamente da dove provengono determinati bisogni dell’altro, sarà più facile trovare un compromesso, perché non si tratterà più di stabilire chi ha il controllo e il potere all’interno della coppia.

6. Mettete un punto e andate avanti. Anche quando non riuscite a trovare una soluzione definitiva a un problema sorto, è utile e importante trovare il modo di chiudere comunque la questione. Fate pace con il vostro partner e chiedetevi scusa per esservi eventualmente offesi reciprocamente. Farà bene alla vostra coppia mettere da parte i dissapori e andare avanti insieme, come una vera squadra.

 

 

L’importanza di uno spazio dove comunicare davvero

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Quando un rapporto non funziona più come un tempo, lasciarsi può sembrare la cosa più semplice da fare. In realtà non è mai così, e sono moltissime le coppie che superano crisi anche profonde per ritrovarsi più solide che mai. 
Certo, non è sempre facile, e in alcuni casi il Counseling può essere un’opportunità per affrontare davanti a una terza persona questioni che mettono in difficoltà il rapporto. Spesso i partner hanno bisogno di imparare a comunicare meglio, e con l’aiuto di un professionista possono scoprire su quali comportamenti intervenire per migliorare la relazione. 
Ma soprattutto, ogni incontro di Counseling rappresenta per la coppia un’occasione per avere a disposizione del tempo per parlare. Per questo è auspicabile che i partner restino in contatto anche dopo essere usciti dallo studio del professionista. A volte, infatti, si suggerisce loro di approfittare di quell’impegno per prendersi la serata tutta per loro, eventualmente anche cenando insieme fuori casa.
Sappiamo che le coppie sono spesso costrette a barcamenarsi tra figli, lavoro e altri impegni familiari, ma è estremamente importante che riescano a ritagliarsi ogni tanto degli spazi per parlare e condividere pensieri, problemi, emozioni e sentimenti.
Più tempo i partner trascorrono insieme, meno tempo trascorreranno nello studio di un consulente matrimoniale. 
Investire tempo ed energie nella relazione, trascorrendo insieme più “tempo di qualità”, consente infatti di risolvere più semplicemente i problemi quotidiani e anche eventuali questioni legate al passato. Così facendo, anche i partner che si sono emotivamente allontanati ritrovano l’intimità e riscoprono sentimenti che credevano svaniti. 
Spesso la coppia rifiuta l’aiuto di un professionista perché non vuole che altri vengano a conoscenza di questioni intime e personali, ma è bene ricordare che lo studio di un Counselor è un luogo dove si viene accolti nella totale riservatezza. 
Un luogo dove i partner possono esprimere liberamente il proprio dolore e le proprie difficoltà, e ottenere un supporto emotivo in un clima di accettazione incondizionata.
Un luogo dove tornare a comunicare davvero.

Sono ancora in tempo per recuperare il mio matrimonio? “Il Counselor risponde”

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Riconoscere la propria responsabilità nel fallimento di una relazione, può offrire una seconda opportunità per recuperare ciò che può sembrare perduto per sempre.

“Questa estate io e mia moglie abbiamo fatto le vacanze separati. Il nostro matrimonio era in crisi da anni. Quando lo abbiamo comunicato ai ragazzi, mia figlia di 14 anni ha reagito malissimo e si è arrabbiata dando la colpa a me.

Appena sono partiti ho provato una bruttissima sensazione – ho pensato che forse avrei dovuto corrergli dietro, dirgli di rimanere, sforzarmi di risolvere i problemi con mia moglie. Ma non l’ho fatto. Ho trascorso l’estate da solo, in uno stato di tristezza, di rabbia e di confusione. Avrei voluto chiamare mia moglie e parlarle, ma ho immaginato che non volesse ascoltarmi.

Non pensavo che fosse anche lei profondamente triste e che stesse soffrendo per la situazione che si era venuta a creare. Credevo solo si stesse divertendo con la sua famiglia e gli amici. Mi mancava moltissimo, e ogni giorno che passava mi accorgevo sempre di più che avevo bisogno di lei, che la amavo. Ma alla fine dell’estate lei mi ha comunicato che avrebbe chiesto la separazione legale, e che il nostro matrimonio era finito.

A quel punto ho tentato di riavvicinarmi, ma lei mi ha chiuso tutte le porte. Le ho mandato messaggi esprimendole il mio amore e il mio pentimento, e chiedendole di perdonarmi. Ma lei ha superato la fase del dolore, mentre per me è appena iniziata.

Ho rovinato ciò che di più bello avevo nella vita. Provo un profondo rimorso, e vorrei che lei tornasse ad amarmi. Penso di essermi comportato male con lei, di essere stato insensibile e di averla trascurata.

E ora cosa posso fare? È troppo tardi per riconquistarla?”.

Antonio (45 anni)

Caro Antonio,

non sarà davvero finita del tutto finché non avrete ottenuto il divorzio, ma è evidente che hai aspettato troppo tempo per dire e fare qualcosa per cercare di recuperare la vostra relazione. In tutto questo tempo tua moglie avrà sicuramente avuto modo di riesaminare e valutare tutta la vostra storia, e superare la fase del dolore per entrare in quella della consapevolezza.

Ciò che puoi fare è dirle che riconosci di averla delusa e intraprendere un percorso di crescita personale per rivedere i tuoi comportamenti e il tuo modo di relazionarti a lei. Puoi dirle che la ami e che vorresti continuare a stare insieme e impegnarti per far funzionare il vostro rapporto, se lei te ne darà la possibilità.

È molto probabile che tua moglie non sia disposta a credere ad un tuo cambiamento repentino, quindi puoi chiederle qualche mese di tempo per dimostrarle che sei cambiato davvero. E anche se vivrete separati, puoi dirle che ti farebbe piacere vederla di tanto in tanto.

Tra un po’ di tempo, se anche lei lo vorrà, potrebbe essere utile per voi intraprendere un percorso di Counseling di coppia, perché riconoscere e ammettere le responsabilità personali nel fallimento della vostra relazione sarà un requisito fondamentale per tentare di ricostruire il vostro rapporto e ricominciare una vita insieme.

Nel frattempo, è importante che tu continui a vedere i tuoi figli, cercando di mostrare una particolare attenzione e sensibilità nei confronti della rabbia di tua figlia. Ricordati, infatti, che anche se non tornerai insieme a tua moglie, è estremamente importante che tu ristabilisca e mantenga sempre una buona relazione con i tuoi figli.

 

Al via la rubrica “Il Counselor risponde”

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Prendendo spunto dai numerosi messaggi che ricevo da voi lettori del mio blog (grazie, siete ogni giorno di più!), ho pensato di inaugurare la rubrica Il Counselor risponde, uno spazio nel quale pubblicherò periodicamente le mie risposte ad alcune delle domande e dei quesiti che mi sottoponete ogni giorno riguardo alle vostre relazioni.

Non voglio certo sostituirmi a quelle che nel Regno Unito chiamano Agony Aunts –  gli esperti di posta del cuore che rispondono ai propri lettori sui temi più disparati. Il loro ruolo, infatti, è quello di dispensare consigli, mentre io, come Counselor, parto dall’assunto che chi si rivolge a me per chiedere aiuto sa già qual è la cosa migliore per lui/lei, e il mio compito consiste nell’aiutarlo/la a esplorare le proprie risorse e usarle a favore del proprio benessere.

Ovviamente, nel pieno rispetto della privacy, nel pubblicare le storie userò nomi e dettagli di fantasia, in modo da non rendere riconoscibili i protagonisti e garantire la massima riservatezza possibile.

Continuate a scrivermi all’indirizzo monicariccicounselor@gmail.com raccontandomi delle vostre relazioni “speciali” – con il vostro partner, con i vostri figli, con la famiglia d’origine o quella acquisita, con i colleghi di lavoro, ecc., e seguite sul mio blog la rubrica Il Counselor risponde.

A breve in arrivo la prima storia!

 

 

 

 

 

 

 

 

Adolescenti e voglia di libertà

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Quando i ragazzi entrano nell’età dell’adolescenza, la maggior parte dei conflitti in famiglia sorgono perché, non sentendosi più bambini, vogliono decidere da soli e ritengono di meritare più libertà e maggiori responsabilità, mentre i genitori sono ancora restii a soddisfare le loro richieste.

Per molti genitori, infatti, risulta difficile affrontare queste rivendicazioni, perché dopo aver preso per anni le decisioni per conto dei propri figli e aver messo i loro bisogni prima di ogni altra cosa, si trovano davanti dei giovani adulti che vorrebbero essere liberi di affrontare il mondo a modo loro.

Ovviamente, tutti i genitori comprendono il maggiore bisogno di libertà e di responsabilità dei loro figli. Del resto è una fase naturale del processo di sviluppo dei ragazzi. Allo stesso tempo, però, bisogna riconoscere che i genitori hanno ragioni più che valide per temere le conseguenze di questa maggiore libertà, ed è altrettanto comprensibile il loro desiderio di concederla con molta cautela. Oggi più che mai, infatti, i motivi di preoccupazione sono molti: abuso di droghe, gravidanze indesiderate, atti violenti, e altri fenomeni che interessano il mondo giovanile, un mondo per alcuni aspetti sconosciuto agli adulti.

Ma rispondere alle richieste degli adolescenti sempre con un “no”, nel tentativo di proteggerli il più a lungo possibile, porta inevitabilmente all’insorgere di conflitti familiari, e di conseguenza i figli si chiudono in se stessi, smettono di confidarsi, oppure si procurano la libertà desiderata a insaputa dei loro genitori.

E allora, che fare? Una semplice soluzione per ridurre la conflittualità consiste nel migliorare la comunicazione con i vostri figli.

Un buon inizio può essere provare a spiegare loro come vi sentite e quali sono le vostre paure rispetto alla maggiore libertà che essi rivendicano. E anche se condividere le vostre preoccupazioni non vi farà guadagnare la loro piena accettazione e comprensione, sarà un modo efficace per instaurare un dialogo più profondo, e forse raggiungere anche dei compromessi accettabili.

Il passo successivo potrebbe consistere nel concedergli gradualmente maggiore libertà e responsabilità, dando loro l’opportunità di dimostrare che sono pronti per quell’indipendenza che reclamano a gran voce.

Naturalmente, per orientarsi sul livello di libertà e di responsabilità da concedere ai propri figli non esistono delle regole precise, e ciascun genitore dovrà basarsi sulla personalità del proprio figlio e sui comportamenti avuti fino a quel momento.

Certo, i vostri figli commetteranno degli errori, ma vedrete che la maggior parte delle volte le cose andranno per il meglio. Usate l’empatia per cercare di capire che è anche per loro una fase difficile e per alcuni versi di grande confusione. Del resto siamo stati tutti adolescenti – e figli – e se ogni tanto proverete a ricordare le sensazioni che provavate allora e ne parlerete con loro, questo ridurrà senza dubbio la distanza tra di voi.

Le preoccupazioni non svaniranno del tutto, e a volte le vostre decisioni faranno arrabbiare i vostri figli adolescenti, ma se vi sforzerete di concedere loro gradualmente maggiore libertà e di affidargli maggiori responsabilità, misurando costantemente come reagiscono al cambiamento, scoprirete che i conflitti a poco a poco si ridurranno.