S.O.S. MAMMA

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Il modo migliore per aiutare un bambino è aiutare sua madre 

Ti senti in colpa perché non riesci a trascorrere abbastanza tempo con tuo marito e i tuoi figli?

Sei frustrata perché tuo marito non si dà abbastanza da fare in famiglia?

Hai la sensazione di mettere continuamente in discussione le decisioni che prendi nei confronti dei tuoi figli?

Senti di essere destinata al fallimento perché i tuoi genitori sono stati un cattivo esempio?

Ti senti sola?

Ti capita di non sopportare i tuoi figli?

Ti capita di dimenticare di mangiare, di bere o di andare in bagno?

Sei costantemente preoccupata?

Ti ritrovi spesso arrabbiata o in lacrime senza alcun motivo?

Se hai risposto sì a molte di queste domande, sei probabilmente una madre in difficoltà. Ma non preoccuparti, perché sei assolutamente in buona compagnia.

Il tentativo di molte donne di essere perfette con i propri figli, infatti, può spesso portarle a sentirsi sopraffatte ed esauste. Ricoprire il ruolo della madre perfetta, della moglie perfetta, della casalinga perfetta, della lavoratrice perfetta… e così via, genera inevitabilmente risentimento e infelicità. Eppure, basta un sorriso sdentato o il risolino di un bambino per riempire di gioia il cuore di una madre.

E allora, come si fa a godere di più di queste gioie che delle inevitabili preoccupazioni che la vita ci offre? Come fa una madre a trovare un equilibrio tra i propri bisogni e quelli della sua famiglia?

Sappiamo tutti che la perfezione non esiste. La vita è complicata e dobbiamo barcamenarci al meglio, ma il dono più grande che possiamo dare ai nostri figli e la nostra felicità.

Parlare con un counselor può alleviare la fatica di una madre, aiutandola a ricordarsi di ciò che è davvero importante. Perché una madre che vive la sua vita al meglio, insegnerà ai suoi figli a fare lo stesso.

Finalmente si parla di Counseling

Dalle pagine di VanityFair.it, un interessante articolo sul Counseling di coppia.

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E finalmente si parla di Counseling! Sì perché spesso, quando pronunciamo la parola Counseling, la gente ci guarda con uno sguardo smarrito, a ulteriore riprova di come questa professione sia ancora oggi poco conosciuta in Italia.

E dall’articolo della giornalista Giusi Dangelico, mi piace riprendere una bella definizione di counselor.

Che cosa fa un counselor? Mette a disposizione il suo tempo e la sua professionalità per il singolo o la coppia che, attraversando un momento di difficoltà, sentono la necessità di chiarificare alcuni aspetti di sé, anche in rapporto all’ambiente che li circonda. Il counselor è un esperto di comunicazione e relazione, in grado di facilitare un percorso di autoconsapevolezza nel cliente, lavorando sulla sua autostima affinché trovi dentro di sé le risorse per imparare ad aiutarsi, e nel caso in cui la coppia in crisi senta l’esigenza di potenziare la comunicazione interrotta per tornare a stare bene”. 

 

 

 

Counseling prematrimoniale

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Le statistiche ci dicono che in Italia i tassi di separazione e di divorzio sono in continua crescita. Nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi.

La durata media del matrimonio risulta pari a 15 anni per le separazioni e a 18 anni per i divorzi, mentre l’età media alla separazione è di circa 46 anni per i mariti e di 43 per le mogli, valori aumentati negli anni per effetto della posticipazione delle nozze in età più mature e per la crescita delle separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne. Il 72% delle separazioni e il 62,7% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti durante il matrimonio.

Questi i numeri freddi delle statistiche. Ma cosa serve perché un matrimonio abbia successo e possa durare nel tempo?

Il counseling prematrimoniale è un utile strumento per consentire ai partner di iniziare con il piede giusto il fatidico passo che stanno per intraprendere, occupandosi di analizzare i possibili futuri “scossoni” che la relazione inevitabilmente subirà, e far sì che la coppia abbia maggiori probabilità di superarli insieme nel migliore dei modi.

Le questioni che mettono a dura prova una relazione di coppia sono sostanzialmente le stesse nella maggior parte dei casi.

La prima è senza dubbio la comunicazione. Tutti noi abbiamo un diverso stile comunicativo: alcuni preferiscono non rompere gli equilibri preesistenti, quindi tendono a non esprimersi e a non discutere, mentre altri sono più reattivi. A qualunque categoria appartengano in partner, è importante che trovino il modo di discutere apertamente le questioni che emergono, in modo tale che queste non restino nascoste e causino problemi in futuro.

Il sesso è un’altra grande questione, ed è una di quelle delle quali si parla con maggiore difficoltà. All’inizio di una relazione, il sesso solitamente non è un problema, e non c’è alcun bisogno di parlarne. Ma dopo 5, 10 o 20 anni trascorsi insieme, il sesso cambia ed è necessario che i partner abbiano gli strumenti per poterne discutere. Inoltre, nel caso si decida di avere figli, la gravidanza e il primo anno di vita del bambino avrà delle ripercussioni inevitabili sulla vita sessuale della coppia, ed è importante che i partner sappiano come gestire queste fasi.

Un’altra questione, forse la più importante della lista, è il denaro. E anche quando la questione non riguarda i soldi nel senso stretto del termine, quanto piuttosto la sicurezza economica della famiglia, è un argomento molto delicato e può avere profonde ripercussioni sulla coppia. È perciò fondamentale imparare a discutere su come affrontare le cose nel migliore dei modi. Non è importante se si decide di avere un conto unico, un conto separato, oppure un conto comune e due conti separati, ciò che importa è che la scelta sia condivisa e accettata da entrambi.

Anche i ruoli e le aspettative all’interno della coppia giocano un ruolo decisivo. Molti coltivano aspettative nascoste su quella che sarà la loro vita insieme, aspettative a volte trasmesse dai propri genitori. Non importa quali siano le aspettative, ciò che conta è che i partner imparino a parlarne. E questo riguarda l’educazione dei figli, la ripartizione dei ruoli e le faccende domestiche. Discutere di questi aspetti è una grande opportunità di conoscenza per la coppia.

Questa è solo un’idea degli argomenti che vengono affrontati nell’ambito di un percorso di counseling prematrimoniale, ma ciò che è certo è che per la coppia è un’ottima opportunità per esprimersi apertamente e conoscersi ancora meglio, e soprattutto mettere solide fondamenta per una relazione davvero felice e che duri nel tempo.

 

Counseling di Sostegno alla Genitorialità

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Gli anglofoni lo chiamano “Parent Counseling”, ed è quello che in Italia è conosciuto come Counseling di Sostegno alla Genitorialità (CSG). Ma di che si tratta esattamente?

Il CSG è un servizio che aiuta i genitori a migliorare la relazione con i propri figli e ad usare le proprie risorse per allevarli al meglio. Ciascun genitore sa qual è la cosa più giusta da fare con i propri figli, e il counselor non intende assolutamente dare consigli. L’obiettivo è quello di rendere consapevoli i genitori del modo in cui agiscono la propria genitorialità, per poi decidere se modificare o meno tale modalità.

Quando si diventa genitori, ci si porta dietro, inevitabilmente, le proprie esperienze del passato e le questioni legate alla propria infanzia, che con molta probabilità influenzeranno il nostro modo di essere genitori. Dal momento che non esiste un manuale di istruzioni per genitori, spesso i genitori provano ansia, frustrazione, oltre a un senso di sopraffazione e, a volte, di inadeguatezza.

Il Counseling di Sostegno alla Genitorialità consente ai genitori di capire perché perché si comportano in un certo modo, e al contempo acquisire una maggiore conoscenza di se stessi. Questo tipo di percorso è indicato per tutti coloro che sentono di non vivere al meglio la propria genitorialità, e fornisce strumenti per migliorare la comunicazione con i loro figli.

Queste sono alcune (solo alcune) delle situazioni in cui è consigliato un percorso di Counseling a Supporto della Genitorialità.

Amate Vostro figlio, ma:

Non riuscite a capirlo

Non vi piace il modo in cui si comporta

Non approvate i suoi interessi o la sua mancanza di interessi

Avete bisogno di aiuto per i problemi scolastici di vostro figlio

 

Fare i pendolari influenza la relazione di coppia?

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Per sbarcare il lunario, molti di noi sono costretti a lavorare tante ore al giorno. Ma non è solo il tempo trascorso “al lavoro” che consuma gran parte delle nostre giornate, quanto quello trascorso per raggiungere il posto di lavoro.

Ma in che modo la vita da pendolari condiziona le nostre vite e le nostre relazioni personali?

Nel 2011, Erika Sandow della Umeå University ha osservato le conseguenze sociali degli spostamenti necessari per raggiungere il posto di lavoro (se superiori ai 30 chilometri). Lo studio ha evidenziato che quando uno dei partner è costretto a lunghi spostamenti, le coppie hanno il 40% in più delle probabilità di separarsi.

Come evidenziato dallo studio, a causa dei lunghi viaggi, infatti, non solo le coppie trascorrono meno tempo insieme, ma i partner sono anche sottoposti a superiori livelli di stress e hanno maggiori probabilità di sviluppare problemi di salute.

Grazie alle moderne tecnologie, tuttavia, sembra andare meglio a chi usa i trasporti pubblici. La presenza del wi-fi su autobus e treni, consente infatti ai pendolari di accedere a giochi, video, posta elettronica e solcial network, rendendo così gli spostamenti meno noiosi. “Tali innovazioni possono migliorare la qualità del tempo necessario per gli spostamenti, riducendo la pressione e lo stress causati dalla riduzione del tempo a disposizione”, ha spiegato Sandow.

Se ci si sposta insieme

Sempre a proposito di pendolarismo, Ian Tomlinson, direttore dell’Affinity Centre, sostiene che viaggiare insieme in macchina “può essere una grande opportunità per discutere di questioni importanti”. È d’accordo con lui la psicologa Sarah Fletcher, che sottolinea come “quando sono in macchina, le coppie affrontano argomenti che potrebbero essere difficili in altre situazioni, e soprattutto senza che l’altro abbia la possibilità di andarsene”.

Un altro studio del Journal of Experimental Social Psychology ha scoperto che le coppie che viaggiano nella stessa direzione hanno legami più forti. Attraverso uno studio controllato e la somministrazione di un sondaggio, si è visto come la soddisfazione matrimoniale era massima quando entrambi i partner viaggiavano nella stessa direzione. Questo perché viaggiare in sincronia significa, in un certo senso, condividere gli obiettivi.

Tradotto da http://thecoupleconnection.net/