Conosci il tuo QI di relazione? – IL TEST

QUAL È IL VOSTRO QI DI RELAZIONE?

(adattamento dalla fonte: Diane Sollee, Smart Marriages, Tango June 2007)

1) È più probabile che due persone divorzino a causa di:
a) Crescente disaccordo su questioni economiche e finanziarie.

b) Abituale evitamento del conflitto.

c) Discussioni molto accese.

2) Le coppie che colludono sulla “distanza” – con matrimoni felici – hanno meno contrasti sulle tre questioni fondamentali: sesso, denaro e lavori domestici.

Vero o Falso?

3) Le coppie che gridano e protestano costantemente sono destinate a lasciarsi.
Vero o Falso?

4) Quando si discute un problema o una questione sulla quale si è in disaccordo, è importante:

a) Tenere i sentimenti fuori dalla discussione e cercare di attenersi ai fatti.

b) Essere certi di comprendere la posizione del proprio partner, compresi i suoi sentimenti e le sue paure in merito all’argomento della discussione.

c) Focalizzarsi sugli aspetti pratici —sulla soluzione del problema. Troppe discussioni possono sviare dal tema principale.

5) Le relazioni extraconiugale avvengono nei matrimoni felici e non sono necessariamente sintomo di una relazione in crisi.

Vero o Falso?

6) Dopo la nascita del primo figlio:
a) L’impatto sulla coppia è minimo; la qualità della relazione dipende più dal livello di compatibilità di coppia.

b) La coppia entra nella fase del “piacere del dare” e vi rimane per diversi anni

c) Il livello di soddisfazione coniugale crolla.

7) Le coppie dovrebbero cercare di risolvere la maggior parte delle incomprensioni appena emergono. Vero o Falso?

RISPOSTE

1)     b. Ed è un peccato, perché solitamente si evita il conflitto proprio perché si è molto innamorati e si teme che le discussioni e le liti possano causare un divorzio. Le persone sanno che la percentuale di divorzi è molto alta, e hanno paura. Tuttavia, per avere un matrimonio felice, è fondamentale comprendere che i contrasti sono parte integrante di ogni relazione d’amore, ed è importante imparare a gestirli.

2)     Falso. Le ricerche dimostrano che le coppie che si lasciano e quelle che restano insieme litigano per gli stessi motivi. E le ragioni fondamentali sono cinque, e non tre, perché bisogna aggiungere alla lista i figli e parenti/amici. Ciò che emerge è che non è il fatto di essere in disaccordo che fa la differenza (ciò è normale e scontato), ma il modo in cui vengono gestiti i contrasti.

3)     Falso. Gridare, lamentarsi, piangere e anche tornare in continuazione sulle stesse questioni, può essere seccante, ma sono comportamenti come l’evitamento, il distacco, il disprezzo, le critiche, e il “silenzio” che portano al divorzio. Protestare significa dire: “Mi arrabbio molto quando chiami e trovi la segreteria telefonica e non lasci un messaggio!”. Criticare è dire: “Non hai alcun rispetto! Non lasci mai un messaggio quando chiami!”. Il disprezzo è micidiale: “Hai idea di cosa sia una segreteria telefonica? Ma forse ti sto chiedendo troppo, e questa è solo un’ulteriore riprova del fatto che sei stupido come tua madre”. Protestare, sebbene urlando e tornando sempre sulle stesse vecchie questioni, porta a galla i problemi. E questo è positivo, a differenza della critica e del disprezzo che logorano l’amore.

4)     b. Molti contrasti non hanno nulla a che fare con i fatti, ma dipendono dai sentimenti che essi suscitano. È fondamentale che i partner comprendano entrambi la posizione dell’altro, ciò che pensa in merito a quella questione, come li fa sentire, le paure, le incertezze e i sogni. Molte spesso, ciò di cui si ha semplicemente bisogno è comprensione e rispetto reciproco. Alcune questioni non hanno una soluzione, e lo stesso vale per molti dissidi coniugali, che ono cronici o “inconciliabili”. Le coppie hanno solo bisogno di sapere come gestire i conflitti e impedire che contaminino la relazione.

5)     Vero. Molte persone che vivono delle relazioni extraconiugali riferiscono che il loro matrimonio è felice, che amano il partner e non l’amante – e che cercavano solo un po’ di eccitazione e un diversivo. Frank Pittman, autore di Bugie private. L’infedeltà e il tradimento dell’intimità (Astrolabio Ubaldini, 1991) sostiene che ciò che gli amici e i parenti del maschio della coppia pensano della monogamia, siano un migliore predittore di possibili relazioni extraconiugali della qualità della relazione di coppia. Ad esempio, se un Kennedy fosse stato fedele troppo a lungo, suo padre gli avrebbe dato del poppante. Barry McCarthy, Ph.D., autore di Rekindling Desire, concorda con lui. McCarthy ritiene anche la promessa di essere sinceri è più importante della promessa di essere monogami. Spesso le coppie, prima di sposarsi, discutono sul modo di gestire i soldi, i figli e le faccende domestiche, ma non su cosa faranno quando il desiderio sessuale si sarà affievolito o uno dei due sarà attratto da un collega o da un vicino.

6)     c. Aumentano i motivi di disaccordo. È in questa fase che la coppia ha davvero bisogno di mettere in campo tutta la sua abilità. Nel 70% delle coppie, la soddisfazione coniugale cala nei tre mesi precedenti e nei tre mesi successivi alla nascita del primo figlio.

Falso. Ogni coppia ha circa dieci questioni che non risolverà mai. Se si cambia partner, si avranno altre dieci nuove questioni da risolvere, ed è molto probabile che siano più complicate della prima volta – soprattutto se sono coinvolti dei figli. Ciò che è importante è sviluppare un dialogo, o meglio una sorta di “danza” con quelle differenze inconciliabili, esattamente come si affronterebbe un mal di schiena cronico o un ginocchio malandato. Anche se non ci piacciono e vorremmo non ci fossero, dobbiamo continuare a farci i conti e imparare a conviverci.

 

Conosci il tuo QI di relazione?

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Potrebbe far discutere quanto emerso in questi giorni dalla ricerca condotta dalla Open University, che ha intervistato 5mila persone di ogni età, status e orientamento sessuale sul tema della soddisfazione della coppia.

In una società in cui il vecchio proverbio “Un matrimonio senza figli è come un albero senza frutti” sembra essere ancora molto attuale, lo studio britannico dimostra, infatti, che le coppie senza figli sono più soddisfatte della vita a due rispetto a quelle con prole.

Che la scelta di diventare genitori non fosse una strada facile lo dimostra anche il numero in crescita di coppie per le quali non avere figli è una scelta di vita (nei paesi anglosassoni le chiamano childfree), e che pur potendo procreare, decidono di non provare l’esperienza

Ed è proprio l’Italia a detenere il record europeo di coppie childfree. Del resto, chi si occupa di coppia sa bene come le coppie con figli abbiano una vita molto più complessa, perché l’arrivo della prole impone dei cambiamenti nello stile di vita. Con il nuovo arrivato, infatti, cambia il ciclo di vita familiare, è necessaria una ristrutturazione del rapporto a due, e ulteriori cambiamenti vanno affrontati nel momento in cui i figli vanno a vivere per conto proprio.

Del resto, in linea generale, va detto che i fattori predittivi di una relazione duratura e soddisfacente sono meno scontati di quanto si possa pensare, come dimostra anche questo test stilato dal Smart Marriages.

E tu, conosci il tuo QI di Relazione?

Se hai voglia si scoprirlo, mettiti alla prova!