Ricomincio da me!

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“… prima di arrivare a tutti i possibili futuri che vi si offrono, è necessario che curiate le vostre ferite, che vi rappacifichiate con il passato, esaminando le vostre scelte per identificare ciò che proviene da voi e ciò che deriva da influenze esterne, in particolare sociali e familiari. è necessario, insomma, che vi conosciate un po’ meglio”. (La seconda chance in amore, S. Angel, S. Clerget)

Spesso, dopo la fine di una relazione, oltre alla fisiologica fase di dolore e di recriminazioni, capita spesso che le persone tendano a concentrarsi più sui comportamenti e sulle qualità – o forse dovremmo dire meglio sui difetti – di un ex, perdendo di vista se stesse.

Al contrario, il primo passo per avere relazioni soddisfacenti è proprio conoscere ed accettare se stessi, con i propri bisogni, le proprie risorse e… perché no, anche con le proprie debolezze.

Lavorare su se stessi consente di distinguere ciò in cui si è riuscito da ciò che ha funzionato meno, conservando nel cuore i ricordi felici e utilizzando le esperienze più difficili come strumento per comprendersi più a fondo, acquisendo allo stesso tempo una maggiore consapevolezza rispetto a ciò che si è in grado di dare in una possibile relazione futura.

Perché, anche se continuate a dire: “Basta, non m’innamorerò mai più!”, sapete anche voi che non potete vivere senza amore. E allora tanto vale darsi una mossa!

In collaborazione con Ascolto Attivo presento “Amore over 40”, un ciclo d’incontri di gruppo per conoscere meglio se stessi e condividere le proprie esperienze. Per informazioni m.ricci@ascolto-attivo.it.

Il difficile compito dei genitori

arton37006-1Quello dei genitori, per quanto gratificante, è probabilmente uno dei mestieri più difficili al mondo.

Oltre a prendersi cura del bambino, soprattutto finché è piccolo, ai genitori spetta il duro compito di aiutare i figli a sviluppare le proprie doti e capacità sia pratiche che sociali, assecondando la personalità del figlio ma allo stesso tempo assicurandosi che i suoi comportamenti siano rispettosi delle norme imposte dalla società.

Fin dal primo momento della gravidanza, i genitori sono sommersi da suggerimenti e indicazioni su come allevare i propri figli. I pediatri forniscono alle neo-mamme tutte le informazioni relative alla salute del bambino, e dai media arrivano numerosi e spesso contrastanti consigli su come educarlo, tanto che i genitori possono contare su una grande varietà di opzioni tra cui scegliere.

Tutta questa mole d’informazioni, tuttavia, fa sì che spesso i neo-genitori si sentano insicuri e non sappiano decidersi su quale sia la strada giusta da seguire, anche se generalmente gli esperti di psicologia infantile concordano sul fatto che non esiste uno stile educativo migliore di un altro, quindi i genitori possono scegliere le modalità che meglio si adattano alla loro famiglia.

Ma a prescindere dai consigli ricevuti, il compito di un genitore può presentare difficoltà sotto diversi aspetti. In primo luogo prendersi cura dei figli è un lavoro che richiede molto tempo, e di conseguenza riduce la possibilità di ritagliarsi spazi da trascorrere con il partner o con gli amici. Alcune famiglie, inoltre, con la nascita di un figlio si trovano ad affrontare problemi economici, oppure sono costretti a sfiancarsi per far coincidere le loro esigenze lavorative con quelle di genitori. Per non parlare poi della fatica di sobbarcarsi i pesanti lavori domestici, soprattutto se la famiglia è numerosa.

Un’area particolarmente delicata è quella relativa alle problematiche legate alla relazione e alla comunicazione con i figli, specie quando questi crescono e si avvicinano all’età dell’adolescenza, sottoponendo i genitori a uno stress non indifferente.

Sia per quanto riguarda l’aspetto educativo che quello relazionale, è sempre molto importante che i genitori siano uniti e trovino il modo di non inviare messaggi contrastanti. In caso contrario, sarà difficile per il bambino o il ragazzo capire cosa si aspettano da lui, ed è probabile che reagisca a questa incoerenza disobbedendo o con comportamenti a sua volta incoerenti, creando ulteriore tensione all’interno della famiglia.

Per questo è fondamentale che la coppia genitoriale sia coesa e capace di affrontare le questioni che riguardano i figli con un atteggiamento il più possibile collaborativo e costruttivo.

Un valido supporto per affrontare al meglio il difficile compito dei genitori arriva dal Counseling di Sostegno alla Genitorialità, attraverso percorsi che aiutano a migliorare la relazione con i propri figli e ad usare le proprie risorse per crescerli al meglio.

Mettendo a disposizione uno spazio dove imparare a migliorare la comunicazione, dove addestrarsi all’empatia, e dove condividere difficoltà e insicurezze, il Counseling di Sostegno alla Genitorialità aiuta i genitori a comprendere i propri comportamenti e ad acquisire una maggiore conoscenza di se stessi, per riuscire ad avere con i propri figli una relazione che sia il più soddisfacente possibile.

Se sei interessato ai progetti sulla genitorialità di Ascolto Attivo, scrivi a m.ricci@ascolto-attivo o chiamami al 339-6183885.

Tempo di qualità per la coppia

calendar-2764200_960_720Capita anche a voi di avere la sensazione che la moltitudine di impegni quotidiani influiscano negativamente sulla qualità della vostra vita di coppia?

Se è così, siete sicuramente in buona compagnia. In effetti, in una società che diventa ogni giorno più frenetica, è molto frequente che le persone non riescano a trovare abbastanza tempo da dedicare alle relazioni interpersonali in generale, e in particolar modo al proprio partner. Sembra assurdo, ma viviamo in un mondo in cui trascorrere del tempo di qualità con il proprio partner – ma anche con gli amici e la famiglia – sembra un lusso.

Per tempo “di qualità” si intende quello dedicato alla condivisione di momenti di intimità, ma anche di divertimento e di relax, da distinguere dal tempo che i partner trascorrono insieme occupandosi prevalentemente della quotidiana organizzazione familiare o della risoluzione di problemi contingenti.

Purtroppo, la mancanza di questi spazi di dialogo e condivisione a lungo andare porta il legame di coppia ad allentarsi, fino ad arrivare al punto che entrambi i partner non conoscono i pensieri, i desideri e le emozioni dell’altro.

È un po’ come se vivessero delle vite parallele, percorrendo due strade che non si incrociano mai. Finché arriva il giorno in cui uno dei due sembra accorgersi – all’improvviso – che l’altro è cambiato, e quando accade c’è da sperare che non sia troppo tardi per recuperare il rapporto.

E allora cosa fare per evitare di trovarsi in questa situazione? Che ne dite di provare con questi piccoli suggerimenti?

1. UN’ORA SENZA PROBLEMI. Scegliete un giorno della settimana e un’ora specifica che sarà la vostra “ora senza problemi”, durante la quale vi impegnerete a non parlare di problemi di qualsiasi tipo – familiari, lavorativi, scolastici, ecc.  Un’ora da dedicare solo alle cose positive che accadono nelle vostre vite.

2. AAA BABYSITTER CERCASI. Se avete dei figli, è fondamentale che possiate ricorrere all’aiuto di qualcuno se volete iniziare a dedicare del tempo di qualità alla vostra relazione. Superate le vostre remore e chiedete l’aiuto di amici o parenti, e in mancanza di questi cercate una babysitter qualificata alla quale ricorrere ogni volta che sentirete il bisogno di prendervi del tempo con il vostro partner.

3. LA SERATA LIBERA. Niente scuse! Anche se può sembrare un cliché, trascorrere una serata da soli con il proprio partner è un toccasana per la vita di coppia. Stabilite un appuntamento fisso ogni settimana oppure ogni due, l’importante è che lo rispettiate il più possibile. Sfruttatela come un’opportunità per divertirvi, anche con gli amici, e per condividere sentimenti ed emozioni che vi legano.

4. HOBBY & SPORT. Molte coppie vivono insieme per anni senza condividere un hobby o la passione per uno sport. È invece importante trascorrere del tempo insieme dedicandosi a un’attività che interessa entrambi, perché condividere una passione rende i legami più solidi e aumenta la complicità tra i partner. Che sia il tennis, il giardinaggio, il trekking o le passeggiate nella natura, l’importante è che troviate un interesse da condividere che vi porti a stare insieme divertendovi.

5. FUORI DAL MONDO. Anche se può sembrarvi difficile da realizzare, sarebbe importante riuscire, anche se saltuariamente, a trovare delle occasioni per isolarsi da tutti, dedicandosi a qualcosa che coinvolga solo la coppia. Che sia un’ora oppure un weekend intero, l’importante è che lasciate a casa figli, parenti e amici – e telefonini – e vi dedichiate solo a voi stessi.

Che lo facciate seguendo i miei suggerimenti, oppure attraverso le vostre personali strategie, l’importante è che riusciate a trovare il modo di dedicare più tempo alla vostra vita di coppia.

Non lasciate che la vita frenetica si ripercuota negativamente sul vostro rapporto. Ricordatevi sempre di prendervi cura della vostra relazione, perché una relazione soddisfacente è sempre sinonimo di benessere, e vedrete che saranno tutti gli aspetti della vostra vita a beneficiarne.

Il potere delle emozioni

IMG_2981Sabato 30 settembre a Roma
WORKSHOP GRATUITO: IL POTERE DELLE EMOZIONI
Cosa sono le emozioni? Quanti tipi di emozioni conosci? A cosa servono? E soprattutto: sai riconoscerle e utilizzarle come alleate per il tuo benessere?
A queste e molte altre domande risponderemo nel workshop organizzato da Ascolto Attivo.
QUANDO: sabato 30 settembre dalle 11.30 alle 13.00
DOVE: Via Isonzo 20, Roma

La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria l’iscrizione.e

ISCRIVITI

 

 

Un nuovo appuntamento con “Amore over 40”

Sabato 23 settembre, dalle 15.00 alle 17.00 in Via Isonzo (Roma, Piazza Fiume), in collaborazione con Ascolto Attivo, presento un nuovo incontro introduttivo del ciclo Amore over 40.

Se non sei ancora riuscita/o a partecipare, non perdere questa occasione!

L’incontro introduttivo è a numero chiuso ed è obbligatoria la prenotazione.
Il costo per la partecipazione è di 20 euro, e ci si può prenotare compilando questo modulo.
Per info e prenotazioni, m.ricci@ascolto-attivo.it.

Caro Counselor… ti scrivo!

chatcounselingIn una società come la nostra, dove per molti diventa spesso difficile ritagliarsi del tempo da dedicare a se stessi, il Counseling via email o via chat offre una nuova e valida opportunità per trovare l’aiuto di cui si ha bisogno.

Il Counseling online sta acquistando sempre maggiore popolarità, grazie ai molteplici vantaggi che offre rispetto ai metodi tradizionali face-to-face, ma anche per via dell’uso sempre più vasto in tutte le fasce di popolazione.

Gli enormi progressi della tecnologia consentono oggi ai counselor di estendere le loro prestazioni non solo a sessioni a distanza via web-ca, ma anche percorsi di supporto via email e via chat.

Nonostante in alcuni casi sia sicuramente preferibile ricorrere alla classica seduta presso lo studio del professionista, avvalersi della professionalità di un Counselor utilizzando la modalità a distanza offre indubbiamente numerosi vantaggi al cliente.

Vediamo quali sono nello specifico questi vantaggi.

  • COMODITÀ. Il cliente può scegliere di effettuare il percorso dove è più comodo per lui, ad esempio in ufficio durante l’ora di pranzo, oppure a casa propria dove si sente più a suo agio.
  • RISPARMIO DI TEMPO. Si evitano i disagi e le difficoltà legate agli spostamenti e al traffico, con un notevole risparmio di tempo – e anche di denaro.
  • ANONIMATO. Il fattore dell’anonimità può giocare un ruolo importante nel successo delle consulenze via email o via chat, perché consente alle persone più timide e che soffrono di ansia sociale di essere più disinvolte e aperte rispetto al setting tradizionale.
  • TENERE TRACCIA. Il Counseling via e-mail o via chat consente al clienti di rileggere più volte i suggerimenti e le indicazioni del Counselor, anche dopo mesi dalla fine degli incontri.

Il Counseling a distanza può anche essere utile come primo contatto, in quanto risolve alcune difficoltà pratiche. In particolare, è possibile avere un primo incontro con il professionista tramite una semplice email, evitando gli spostamenti e le difficoltà legate agli orari. Inoltre, con questa modalità i costi iniziali per una fase esplorativa del lavoro da intraprendere possono essere notevolmente ridotti. Una forma di Counseling a distanza può quindi essere utile come primo approccio per indirizzarsi poi a un percorso di Counseling vero e proprio.

Per una prima consulenza gratuita via email o via chat scrivimi a m.ricci@ascolto-attivo.it.

Giovedì in chat!

chatmobileAscoltoAttivoGiovedì 7 settembre sono ripresi i giovedì in chat di Ascolto Attivo!
Ma di che si tratta?
Si tratta di un servizio gratuito e facilmente accessibile, grazie al quale i professionisti di Ascolto Attivo tutti i giovedì offrono ascolto online dalle 10.00 alle 20.00.

Il servizio è gratuito e facilmente accessibile: basta collegarsi al sito www.ascolto-attivo.it e iniziare la chat usando la finestra in basso a destra.

Ti aspettiamo!

Figli adolescenti: che fare?

adolescentiascoltoattivoSe vostro figlio è entrato nell’età dell’adolescenza, il periodo in cui vi vi sommergeva di domande e ricercava costantemente la vostra attenzione vi sembrerà solo un lontano ricordo.

E forse, come molti, pensate anche voi che la relazione genitori-figli adolescenti sia una partita persa in partenza.

Sì, perché capita spesso che a un certo punto, quelli che erano dei dolcissimi e deliziosi bambinetti, si trasformino in adolescenti scontrosi che il più delle volte rispondono alle domande degli adulti – in particolare dei genitori – con un grugnito o alzando gli occhi al cielo, trasformando qualsiasi forma di dialogo in un’ardua impresa.

Se vi mancano quelle chiacchierate con vostro figlio e siete stanchi dei suoi lunghi silenzi, potrebbe essere arrivato il momento di adottare qualche piccola strategia per provare a ristabilire la comunicazione.

NON INSISTETE. Gli adolescenti tendono a non rispondere se viene continuamente detto loro cosa devono o non devono fare. Smettono semplicemente di ascoltare, e la vostra voce diventa per loro poco più che un rumore di sottofondo. Dite le cose una sola volta e spiegate chiaramente quali saranno le conseguenze del loro comportamento… e poi accertatevi di mantenere la promessa.

SIATE MENO CRITICI. Nell’età dell’adolescenza, l’autostima dei ragazzi è piuttosto instabile, e le continue critiche rischiano di abbassarla ancora di più. Invece di limitarvi a manifestare la vostra disapprovazione per ciò che fanno, provate ad esprimere critiche costruttive, perché i rimproveri – soprattutto se ripetuti – non fanno altro che far crescere nei ragazzi rabbia e vergogna.

LASCIATE CHE TROVINO DA SOLI LA SOLUZIONE. A questa età i ragazzi hanno la capacità di risolvere da soli i problemi che gli si presentano. Anche se siete spesso tentati di dare consigli o suggerire la soluzione che ritenete più opportuna, lasciate che siano loro a trovarla. Sostituirsi ai ragazzi rischia di far passare il messaggio che non sono in grado di cavarsela da soli. Al contrario, se dovessero avere davvero bisogno del vostro aiuto, sicuramente troveranno il modo di chiedervelo.

NON TRATTATELI DA BAMBINI. Gli adolescenti hanno bisogno di conquistare a poco a poco la fiducia in se stessi, quindi non lasciate che restino attaccati alle vostre sottane più a lungo del necessario. In questa fase i ragazzi sono alla ricerca della loro indipendenza, e per farlo hanno bisogno che anche voi genitori li incoraggiate a prendere decisioni in maniera autonoma.

MANTENETE LA CALMA. Il silenzio ostinato di un adolescente è in grado di scatenare l’ira di un genitore, ma reagire violentemente non porterà alcun risultato, se non quello di aumentare la tensione tra voi. La prossima volta, prima di scagliarvi in un’invettiva contro vostro figlio, cercate di respirare e mantenere la calma, ed eviterete così di peggiorare la situazione.

NON PRENDETELA SUL PERSONALE. Se vostro figlio non ha voglia di parlare con voi, consideratela una sua scelta, e non un giudizio di valore nei vostri confronti. Non considerate la sua mancanza d’interesse a condividere con voi i suoi pensieri e le sue emozioni come un affronto personale. Non fatelo sentire in colpa per questo, ma aspettate il momento in cui sentirà lui il desiderio di farlo.

NON FORZATE LA MANO. Fate in modo che le conversazioni con vostro figlio avvengano casualmente, senza pianificarle troppo, possibilmente ritagliandovi dei momenti per condividere attività che amate entrambi. Può essere lo shopping, uno sport, o una ricetta da sperimentare insieme, l’importante è che non facciate domande troppo personali, e scegliate piuttosto argomenti leggeri della quotidianità, eventualmente prendendo spunto dalle notizie più recenti.

Cercate anche di non dimenticare che i vostri figli sono abituati ad usare prevalentemente altri mezzi di comunicazione, oltre a quelli che voi considerate convenzionali. Per quanto la cosa possa non piacervi, i Social Media e i sistemi di messaggistica fanno ormai parte del loro mondo, e tanto vale accettarlo ed usarli anche voi per comunicare con loro.

Infine, ricordate che questa difficoltà di comunicazione è quasi sempre una normale conseguenza della fase che il ragazzo o la ragazza stanno attraversando. Non dimenticate che gli adolescenti sono sottoposti a numerose pressioni: la scuola, il proprio aspetto fisico, la relazione con i coetanei, i primi amori… queste ed altre sono le questioni che un adolescente si trova a dover affrontare quotidianamente, mentre inizia a prendere consapevolezza di doversi fare strada nel mondo degli adulti.

Non lasciatevi scoraggiare da quel muro che i vostri figli sembrano aver sollevato tra voi e loro, e vedrete che, prima di quanto immaginiate, su quel muro si aprirà una breccia.

In collaborazione con Ascolto Attivo propongo percorsi di Counseling di supporto alla genitorialità, sia individuali che di gruppo. Per informazioni, scrivi a m.ricci@ascolto-attivo.it, oppure a info@ascolto-attivo.it.

La rabbia come strumento di cambiamento

rabbiaascoltoattivoLa rabbia è un segnale che ci avvisa che i nostri bisogni o desideri non sono adeguatamente soddisfatti, un segnale importante che dovremmo imparare a non trascurare mai. In particolare quando è presente all’interno di una relazione significativa, in quanto ci avvisa che stiamo compromettendo una parte troppo importante del nostro io, come i nostri valori o le nostre ambizioni.

“Il dolore della rabbia protegge l’integrità più vera dell’io”, scrive Harriet Lerner in La danza della rabbia, il suo saggio dedicato a questa fondamentale emozione. Un libro che si propone di fornire alcuni strumenti per “trasformare la forza distruttrice della rabbia in energia vitale”, come recita il sottotitolo, dedicato soprattutto alle donne che, più degli uomini, non sono mai state incoraggiate a riconoscere e a manifestare la propria rabbia apertamente.

Nel percorso di Counseling, le emozioni giocano un ruolo critico, e la rabbia occupa senza dubbio un ruolo centrale. Ma come possiamo usare la rabbia come strumento di cambiamento all’interno delle nostre relazioni?

Per prima cosa possiamo imparare a capire le vere cause della nostra rabbia e a chiarire la nostra posizione. Le domande da farsi sono: Qual è il vero problema? Chi è il responsabile e di che cosa? È un passo fondamentale, perché invece di impiegare le nostre energie per cambiare qualcuno che non vuole cambiare, possiamo usarla per comprendere i nostri pensieri e le nostre priorità.

È inoltre importante acquisire i mezzi per comunicare meglio con l’altroper avere maggiori possibilità di essere ascoltati e, di conseguenza, gestire meglio i conflitti. Infatti, anche se a volte una bella litigata può aiutare a sfogarsi e a sentirsi meglio, spesso ci si accorge che poi, fondamentalmente, non è cambiato nulla.

Altro passo cruciale è imparare a riconoscere e a interrompere schemi di relazioni non produttivi. Si tratta principalmente di assumersi la propria responsabilità nei rapporti con gli altri. Non significa sentirsi la causa del problema, ma immaginare cosa possiamo fare noi per ottenere quel cambiamento che auspichiamo, invece di aspettarci qualcosa dall’altro.

Tuttavia, usare la rabbia per definire il proprio io porta spesso con sé una buona dose di ansia, e non è affatto facile uscire da una situazione di conflittualità o di sottomissione per asserire con chiarezza chi siamo e cosa vogliamo, soprattutto nelle relazioni importanti. Eppure è possibile farlo!

“Molti dei problemi che abbiamo nel gestire la rabbia”, sostiene la Lerner, “sorgono quando scegliamo tra avere una relazione e un proprio Io”. L’obiettivo del libro, e di un efficace percorso di Counseling, è quello di insegnarvi ad ottenerli entrambi.

 Per prenotare un tuo primo incontro gratuito, scrivi a m.ricci@ascolto-attivo.it.

Padroni del nostro tempo!

Le vacanze estive sono pressoché finite, e nei prossimi giorni riprenderemo tutti la solita routine, tra famiglia, lavoro e qualche svago.tempovola 2
Tuttavia, la ripresa delle attività si accompagna spesso con una sensazione non proprio piacevole che molti di noi conoscono bene… La sensazione di non avere abbastanza tempo per fare tutto quello che dovremmo – o vorremmo – fare.

Sarà capitato anche a voi di sentirvi stressati per le troppe cose da fare e di vedervi sfuggire il tempo sotto il naso, non riuscendo quasi mai a completare la vostra “to do list”!

Ma c’è qualcosa che possiamo fare per riuscire a “moltiplicare” il nostro tempo?

La prima cosa è modificare il nostro stato mentale, passando dall’essere persone che subiscono il tempo a persone che lo controllano. E per poterlo fare è necessario innanzitutto IMPARARE A SCEGLIERE.

Scegliere che cosa è o non è davvero importante, cosa facciamo per abitudine e cosa dobbiamo avere il coraggio di non fare più.

Un posto particolare nella classifica di attività inutili che rubano il nostro tempo a discapito di attività più soddisfacenti e produttive è occupato sicuramente dal telefono. Quanto tempo sprechiamo a scrivere messaggi inutili a persone meno importanti di quelle che abbiamo accanto, e quanto permettiamo a suoni e notifiche di interrompere ripetutamente le nostre attività?

Dovremmo imparare ad applicare anche in questo ambito il principio di Pareto, una legge empirica secondo la quale l’80% degli effetti è la conseguenza del 20% delle cause. Un principio applicabile in qualunque campo, non solo economico, secondo il quale il 20% del tempo che viviamo ci procura l”80% della nostra felicità, mentre l’80% ci restituisce solo il 20% di felicità.

E allora, impariamo a chiederci più spesso: Ciò che sto facendo è davvero utile? A cosa sto rinunciando?

Che ne dite? Riusciamo a fermare questo tempo che vola?

Per prenotare un tuo primo incontro gratuito, scrivi a m.ricci@ascolto-attivo.it.